La presente traduzione in lingua italiana è stata eseguita sotto la responsabilità congiunta della Direzione della comunicazione e dell'informazione del Ministero degli Esteri, del Consolato Generale di Francia a Milano e del Servizio degli Affari Europei dell'Assemblea nazionale. Solo il testo francese fa fede.
SECRETARIAT
GENERAL DE L'ASSEMBLEE NATIONALE
MINISTERE DES AFFAIRES ETRANGERES
Edizione aggiornata in seguito alla revisione costituzionale adottata con referendum del 24 settembre 2000
INDICE DEI TITOLI DELLA COSTITUZIONE
PREAMBOLO
TITOLO I - Della
sovranità (art. 2 a 4)
TITOLO II - Il
Presidente della Repubblica (art. 5 a 19)
TITOLO III - Il
Governo (art. 20 a 23)
TITOLO IV - Il
Parlamento (art. 24 a 33)
TITOLO V - Rapporti
tra il Parlamento e il Governo (art. 34 a 51)
TITOLO VI - Dei trattati
ed accordi internazionali (art. 52 a 55)
TITOLO VII - Il Consiglio
costituzionale (art. 56 a 63)
TITOLO VIII -
Dell'autorità giudiziaria (art. 64 a 66)
TITOLO IX - L'Alta Corte
di giustizia (art. 67 e 68)
TITOLO X - Della
responsabilità penale dei membri del Governo (art. 68-1 a 68-3)
TITOLO XI - Il Consiglio
economico e sociale (art. 69 a 71)
TITOLO XII - Delle
collettività territoriali (art. 72 a 75)
TITOLO XIII - Disposizioni
relative alla Nuova Caledonia (art. 76 a 78)
TITOLO XIV - Degli accordi
di associazione (art. 88)
TITOLO XV - Delle Comunità
europee e dell'Unione europea (art. 88-1 a 88-4)
TITOLO XVI - Della
Revisione (art. 89)
TITOLO XVII - Abrogato
PREAMBOLO
Il Popolo francese proclama solennemente la sua fedeltà ai diritti dell'uomo e ai principi della sovranità nazionale definiti dalla Dichiarazione del 1789, confermata ed integrata dal preambolo della Costituzione del 1946.
Sulla base di questi principi e di quello della libera determinazione dei popoli, la Repubblica offre ai territori d'oltremare che manifestano la volontà di aderirvi nuove istituzioni fondate sull'ideale comune di libertà, di eguaglianza e di fraternità e concepite ai fini della loro evoluzione democratica.
La Francia è una repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale. Essa assicura l'eguaglianza dinanzi alla legge a tutti i cittadini senza distinzione di origine, di razza o di religione. Essa rispetta tutte le convinzioni.
TITOLO I
Della sovranità
Articolo 2
Lingua ufficiale della Repubblica è il francese.
L'emblema nazionale è la bandiera tricolore, blu, bianca e rossa.
L'inno nazionale è la "Marseillaise".
Il motto della Repubblica è "Libertà, Eguaglianza, Fraternità".
Il suo principio è: governo del popolo, dal popolo e per il popolo.
La sovranità nazionale appartiene al popolo che la esercita per mezzo dei suoi rappresentanti e mediante referendum.
Nessuna frazione del popolo né alcun individuo può attribuirsene l'esercizio.
Il suffragio può essere diretto o indiretto nei modi previsti dalla Costituzione. Esso è sempre universale, uguale e segreto.
Sono elettori, nelle condizioni stabilite dalla legge, tutti i cittadini francesi maggiorenni di ambo i sessi che godono dei diritti civili e politici.
La legge promuove l'uguaglianza di accesso delle donne e degli uomini ai mandati elettorali e alle funzioni elettive senza distinzione di sesso.
I partiti e i gruppi politici concorrono alla espressione del voto. Essi si formano ed esercitano la loro attività liberamente. Devono rispettare i principi della sovranità nazionale e della democrazia.
Essi contribuiscono all'attuazione del principio enunciato all'ultimo comma dell'articolo 3, alle condizioni stabilite dalla legge.
TITOLO II
Il Presidente della Repubblica
Articolo 5
Il Presidente della Repubblica garantisce il rispetto della Costituzione. Mediante il suo arbitrato, assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello Stato.
È garante della indipendenza nazionale, della integrità del territorio e del rispetto dei trattati.
Il Presidente della Repubblica è eletto per cinque anni a suffragio universale diretto.
Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite con legge organica.
Il Presidente della Repubblica è eletto a maggioranza assoluta dei voti espressi. Se tale maggioranza non viene conseguita al primo scrutinio, si procede ad una nuova votazione nella seconda domenica successiva. Possono presentarsi soltanto i due candidati che, qualora si siano ritirati i candidati più favoriti, abbiano raccolto il maggior numero di voti al primo scrutinio.
Lo scrutinio è convocato dal Governo.
L'elezione del nuovo Presidente ha luogo non meno di venti giorni e non più di trentacinque giorni prima della scadenza dei poteri del Presidente in carica.
Nel caso di vacanza della Presidenza della Repubblica, dovuta a qualsiasi causa, o d'impedimento constatato dal Consiglio costituzionale su incarico del Governo e deliberante a maggioranza assoluta dei suoi membri, le funzioni del Presidente della Repubblica, ad eccezione di quelle previste dai successivi articoli 11 e 12, sono provvisoriamente esercitate dal Presidente del Senato e, laddove quest'ultimo sia a sua volta impedito dall'esercitare tali funzioni, dal Governo.
Nel caso di vacanza o quando l'impedimento è dichiarato definitivo dal Consiglio costituzionale, lo scrutinio per l'elezione del nuovo Presidente ha luogo, tranne in caso di forza maggiore riconosciuto dal Consiglio costituzionale, non meno di venti giorni e non più di trentacinque giorni dall'inizio della vacanza o della dichiarazione del carattere definitivo dell'impedimento.
Se, nei sette giorni che precedono il limite ultimo del deposito delle presentazioni delle candidature, una delle persone che, meno di trenta giorni prima di quella data, ha annunciato pubblicamente la sua decisione di essere candidata decede o si trova impedita, il Consiglio costituzionale può decidere di rinviare l'elezione.
Se, prima del primo scrutinio, uno dei candidati decede o ha qualche impedimento, il Consiglio costituzionale decide il rinvio dell'elezione.
In caso di decesso o di impedimento di uno dei due candidati più favoriti al primo scrutinio prima di eventuali ritiri, il Consiglio costituzionale dichiara la necessità di dover procedere nuovamente al complesso delle operazioni elettorali; lo stesso avviene in caso di decesso o d'impedimento di uno dei due candidati rimasti in lizza per il secondo scrutinio.
In ogni caso, il Consiglio costituzionale è chiamato in causa alle condizioni previste al secondo comma dell'articolo 61 cui di seguito o a quelle stabilite per la presentazione di un candidato dalla legge organica prevista all'articolo 6 di cui sopra.
Il Consiglio costituzionale può prorogare i termini massimi previsti dai commi terzo e quinto senza che lo scrutinio possa aver luogo più di trentacinque giorni dopo la data della decisione del Consiglio costituzionale. Se l'applicazione delle disposizioni del presente comma ha come effetto quello di rinviare l'elezione ad una data posteriore alla scadenza dei poteri del Presidente in carica, questi continua ad esercitare le proprie funzioni fino alla proclamazione del suo successore.
Gli articoli 49 e 50 e l'articolo 89 della Costituzione non sono applicabili durante la vacanza della Presidenza della Repubblica né durante il periodo che decorre fra la dichiarazione del carattere definitivo dell'impedimento del Presidente della Repubblica e l'elezione del suo successore.
Il Presidente della Repubblica nomina il Primo ministro. Egli pone fine alle sue funzioni all'atto della presentazione delle dimissioni del Governo.
Su proposta del Primo ministro, nomina gli altri membri del governo e pone fine alle loro funzioni.
Il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica promulga le leggi entro quindici giorni dalla trasmissione al Governo della legge definitivamente approvata.
Prima della scadenza del termine, può chiedere al Parlamento una nuova deliberazione della legge o di alcuni suoi articoli. La nuova deliberazione non può essere respinta.
Il Presidente della Repubblica, su proposta del Governo durante le sessioni o su proposta congiunta delle due assemblee, pubblicate sul Journal officiel, può sottoporre a referendum ogni disegno di legge concernente l'ordinamento dei pubblici poteri, le riforme relative alla politica economica o sociale della Nazione ed ai servizi pubblici che vi concorrono, o tendente ad autorizzare la ratifica di un trattato che, senza essere contrario alla Costituzione, potrebbe comunque incidere sul funzionamento delle istituzioni.
Quando il referendum è indetto su proposta del Governo, questi fa, dinanzi a ciascuna assemblea, una dichiarazione che è seguita da un dibattito.
Quando il referendum porta all'adozione del disegno di legge, il Presidente della Repubblica promulga la legge entro quindici giorni dalla proclamazione dei risultati della consultazione.
Il Presidente della Repubblica, sentito il Primo ministro e i presidenti delle assemblee, può sciogliere l'Assemblea nazionale.
Le elezioni politiche hanno luogo almeno venti giorni e al massimo quaranta giorni dopo l'avvenuto scioglimento.
L'Assemblea nazionale è convocata di pieno diritto il secondo giovedì successivo alle elezioni. Se la convocazione cade in periodo diverso da quello previsto per la sessione ordinaria, una sessione della durata di quindici giorni ha luogo di diritto.
Non si può procedere ad un nuovo scioglimento durante l'anno che segue dette elezioni.
Il Presidente della Repubblica firma le ordinanze e i decreti deliberati dal Consiglio dei ministri.
Attribuisce le cariche civili e militari dello Stato.
I consiglieri di Stato, il gran cancelliere della Légion d'honneur, gli ambasciatori ed inviati straordinari, i consiglieri della Corte dei conti, i prefetti, i rappresentanti del Governo nei territori d'oltremare, gli ufficiali generali, i rettori delle accademie, i direttori delle amministrazioni centrali sono nominati con delibera del Consiglio dei ministri.
Una legge organica determina le altre cariche alle quali si provvede con delibera del Consiglio dei ministri e le condizioni alle quali il potere di nomina del Presidente della Repubblica può essere dallo stesso delegato ed esercitato in suo nome.
Il Presidente della Repubblica accredita gli ambasciatori e gli inviati straordinari presso gli Stati esteri; gli ambasciatori e gli inviati straordinari stranieri sono accreditati presso di lui.
Il Presidente della Repubblica è il capo delle Forze armate. Presiede i consigli e i comitati superiori della Difesa nazionale.
Quando le istituzioni della Repubblica, l'indipendenza della nazione, l'integrità del territorio o l'esecuzione degli impegni internazionali sono minacciati in maniera grave ed immediata e il regolare funzionamento dei poteri pubblici costituzionali è interrotto, il Presidente della Repubblica adotta le misure richieste dalle circostanze dopo aver ufficialmente consultato il Primo ministro, i Presidenti delle assemblee ed il Presidente del Consiglio costituzionale.
Egli ne informa la nazione con un messaggio.
Tali misure devono essere ispirate dalla volontà di assicurare ai poteri pubblici costituzionali, nel minor tempo possibile, i mezzi necessari per provvedere ai loro compiti. Il Consiglio costituzionale è consultato al riguardo.
Il Parlamento si riunisce di pieno diritto.
L'Assemblea nazionale non può essere sciolta durante l'esercizio dei poteri eccezionali.
Il Presidente della Repubblica ha il potere di concedere la grazia.
Il Presidente della Repubblica comunica con le due assemblee del Parlamento mediante messaggi di cui è data lettura e che non danno luogo a dibattito.
Fuori sessione, il Parlamento è riunito espressamente a tale effetto.
Gli atti del Presidente della Repubblica diversi da quelli previsti dagli articoli 8 (primo comma), 11, 12, 16, 18, 54, 56 e 61 sono controfirmati dal Primo ministro e, se del caso, dai ministri responsabili.
TITOLO III
Il Governo
Articolo 20
Il Governo determina e dirige la politica nazionale.
Dispone dell'amministrazione e delle forze armate.
È responsabile davanti al Parlamento alle condizioni e secondo le procedure previste agli articoli 49 e 50.
Il Primo ministro dirige l'azione del Governo. È responsabile della Difesa nazionale. Assicura l'esecuzione delle leggi. Fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 13, esercita il potere regolamentare e attribuisce le cariche civili e militari.
Può delegare alcuni poteri ai ministri.
Sostituisce, se del caso, il Presidente della Repubblica nella presidenza dei consigli e dei comitati previsti all'articolo 15.
Può, a titolo eccezionale, sostituirlo nella presidenza di un Consiglio dei ministri in virtù di una delega espressa e per un ordine del giorno determinato.
Gli atti del Primo ministro sono controfirmati, quando occorra, dai ministri incaricati della loro esecuzione.
Le funzioni di membro del Governo sono incompatibili con l'esercizio del mandato parlamentare, delle funzioni di rappresentanza professionale a carattere nazionale, di qualsiasi impiego pubblico o attività professionale.
Una legge organica stabilisce le condizioni per la sostituzione dei titolari di tali mandati, funzioni o impieghi.
La sostituzione dei membri del Parlamento ha luogo in conformità alle disposizioni dell'articolo 25.
TITOLO IV
Il Parlamento
Articolo 24
Il Parlamento si compone dell'Assemblea nazionale e del Senato.
I deputati dell'Assemblea nazionale sono eletti a suffragio diretto.
Il Senato è eletto a suffragio indiretto. Esso assicura la rappresentanza delle collettività territoriali della Repubblica. I Francesi stabiliti fuori della Francia sono rappresentati al Senato.
Una legge organica stabilisce la durata dei poteri di ciascun'assemblea, il numero dei suoi membri, le loro indennità, le condizioni di eleggibilità, e il regime delle ineleggibilità e delle incompatibilità.
Essa stabilisce altresì le norme per la elezione delle persone chiamate ad assicurare, in caso di vacanza del seggio, la sostituzione dei deputati e dei senatori fino al rinnovo generale o parziale dell'assemblea di appartenenza.
Nessun membro del Parlamento può essere perseguito, ricercato, arrestato, detenuto o giudicato per opinioni o voti espressi nell'esercizio delle sue funzioni.
Nessun membro del Parlamento può essere sottoposto, in materia penale, ad arresto o a qualsiasi altra misura di privazione o di restrizione della libertà senza l'autorizzazione del Ufficio di presidenza dell'assemblea alla quale appartiene. Detta autorizzazione non è richiesta in caso di flagranza o di condanna definitiva.
La detenzione, le misure di privazione o di restrizione della libertà o l'azione penale nei confronti di un membro del Parlamento sono sospese per la durata della sessione qualora l'assemblea alla quale appartiene lo richieda.
L'assemblea interessata si riunisce di pieno diritto in sedute supplementari per consentire, se del caso, l'applicazione del suddetto comma.
Il mandato imperativo è nullo.
Il diritto di voto dei membri del Parlamento è personale.
La legge organica può autorizzare eccezionalmente la delega del voto. In tal caso nessuno può ricevere in delega più di un mandato .
Il Parlamento si riunisce di pieno diritto in una sessione ordinaria che ha inizio il primo giorno lavorativo di ottobre e si conclude l'ultimo giorno lavorativo di giugno.
La sessione ordinaria in ciascuna assemblea non può superare i centoventi giorni di seduta. Le settimane di seduta sono stabilite da ciascun'assemblea.
Il Primo ministro, consultato il Presidente dell'assemblea interessata, o la maggioranza dei membri di ciascuna assemblea, può decidere la convocazione di giorni supplementari di seduta.
I giorni e gli orari delle sedute sono determinati dal regolamento di ciascuna assemblea.
Il Parlamento si riunisce in sessione straordinaria su richiesta del Primo Ministro o della maggioranza dei membri componenti l'Assemblea nazionale, su un ordine del giorno determinato.
Quando la sessione straordinaria è tenuta su richiesta dei membri dell'Assemblea nazionale, il decreto di chiusura interviene solo dopo che il Parlamento abbia esaurito l'ordine del giorno per il quale è stato convocato e al più tardi dopo dodici giorni a partire da quello della prima seduta.
Solo il Primo ministro può chiedere una nuova sessione prima della fine del mese successivo al decreto di chiusura.
Ad eccezione dei casi in cui il Parlamento si riunisce di pieno diritto, le sessioni straordinarie sono aperte e chiuse con decreto del Presidente della Repubblica.
I membri del Governo hanno accesso alle due assemblee. Sono ascoltati quando lo richiedono.
Essi possono farsi assistere da commissari del Governo.
Il Presidente dell'Assemblea nazionale è eletto per la durata della legislatura. Il presidente del Senato è eletto dopo ogni rinnovo parziale.
Le sedute delle due assemblee sono pubbliche. Il resoconto integrale dei dibattiti è pubblicato nel Journal officiel.
Ciascuna assemblea può riunirsi in comitato segreto su richiesta del Primo ministro o di un decimo dei suoi membri.
TITOLO V
Rapporti tra il Parlamento e il Governo
Articolo 34
La legge è votata dal Parlamento.
La legge stabilisce le norme concernenti:
- i diritti civili e le garanzie fondamentali accordate ai cittadini per l'esercizio delle pubbliche libertà; gli obblighi imposti dalla Difesa nazionale ai cittadini relativamente alla loro persone ed ai loro beni ;
- la cittadinanza, lo stato e la capacità delle persone, il regime matrimoniale, le successioni ed elargizioni;
- la qualificazione dei delitti nonché delle pene applicabili; la procedura penale; l'amnistia; la creazione di nuovi ordini giurisdizionali e lo stato giuridico dei magistrati;
- l'imponibile, il tasso e le modalità di riscossione delle imposte di qualsiasi tipo; il regime di emissione della moneta.
La legge stabilisce altresì le norme concernenti:
- il sistema elettorale delle assemblee parlamentari e delle assemblee locali;
- la creazione di categorie di enti pubblici;
- le garanzie fondamentali riconosciute ai funzionari civili e militari dello Stato;
- le nazionalizzazioni di imprese e i trasferimenti di proprietà di imprese del settore pubblico al settore privato.
La legge determina i principi fondamentali:
- dell'organizzazione generale della Difesa nazionale;
- della autonomia amministrativa delle collettività locali, delle loro competenze e risorse;
- dell'insegnamento;
- del regime della proprietà, dei diritti reali e degli obblighi civili e commerciali;
- del diritto del lavoro, del diritto sindacale e della previdenza sociale.
Le leggi finanziarie determinano le entrate e le spese dello Stato alle condizioni e con le riserve previste con legge organica.
Le leggi sul finanziamento della previdenza sociale determinano le condizioni generali del suo equilibrio finanziario e, tenuto conto delle previsioni di entrata, ne stabiliscono gli obiettivi di spesa, alle condizioni e con le riserve previste con legge organica.
Leggi programmatiche determinano gli obiettivi della azione economica e sociale dello Stato.
Le disposizioni del presente articolo potranno essere precisate ed integrate con legge organica.
La dichiarazione di guerra è autorizzata dal Parlamento.
Lo stato d'assedio è decretato dal Consiglio dei ministri.
Non può essere prorogato oltre dodici giorni senza autorizzazione del Parlamento.
Le materie non riservate alla legge hanno carattere regolamentare.
I testi in forma legislativa esistenti in tali materie possono essere modificati mediante decreto, sentito il parere del Consiglio di Stato. Qualora tali testi fossero approvati dopo l'entrata in vigore della presente Costituzione potranno essere modificati con decreto solo dopo che il Consiglio costituzionale abbia dichiarato che essi sono di natura regolamentare, in virtù del comma precedente.
Il Governo può, per l'esecuzione del suo programma, richiedere al Parlamento l'autorizzazione ad emanare con ordinanze, entro un termine stabilito, provvedimenti su misure che sono normalmente riservate alla legge.
Dette ordinanze sono deliberate dal Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato. Esse entrano in vigore con la loro pubblicazione, ma decadono se il progetto di legge di ratifica non è presentato al Parlamento entro la data stabilita dalla legge di autorizzazione.
Alla scadenza del termine di cui al primo comma del presente articolo le ordinanze possono essere modificate, nelle materie che sono di competenza legislativa, solo con legge.
L'iniziativa delle leggi appartiene congiuntamente al Primo ministro e ai membri del Parlamento.
I disegni di legge sono deliberati dal Consiglio dei ministri sentito il Consiglio di Stato e presentati alla presidenza di una delle due assemblee. I disegni di legge finanziaria e di finanziamento della previdenza sociale sono presentati in primo luogo all'Assemblea nazionale.
Le proposte e gli emendamenti formulati dai membri del Parlamento non sono accettabili allorquando la loro adozione ha per conseguenza una diminuzione delle entrate pubbliche, ovvero la creazione o l'aggravio di un onere pubblico.
Se nel corso dell'iter legislativo risulta che una proposta o un emendamento riguardino una materia non riservata alla legge, o siano in contrasto con una delega accordata in virtù dell'articolo 38, il Governo può opporre l'irricevibilità.
In caso di disaccordo tra il Governo ed il Presidente dell'assemblea interessata, il Consiglio costituzionale, su richiesta dell'uno o dell'altro, decide nel termine di otto giorni.
La discussione dei disegni di legge, davanti alla prima assemblea che ne è investita, verte sul testo presentato dal Governo.
L'assemblea che è investita di un testo votato dall'altra assemblea delibera sul testo che le è trasmesso.
Se il Governo o l'assemblea che ne è investita ne fanno richiesta, i disegni e le proposte di legge sono inviati per l'esame a commissioni espressamente istituite a tal fine.
I disegni e le proposte per le quali tale richiesta non è stata fatta sono inviati ad una delle commissioni permanenti il cui numero è limitato a sei per ciascuna assemblea.
I membri del Parlamento e il Governo hanno diritto di presentare emendamenti.
Dopo l'apertura del dibattito, il Governo può opporsi all'esame degli emendamenti che non siano stati precedentemente sottoposti alla commissione.
Se il Governo lo richiede, l'assemblea si pronuncia con un solo voto su tutto o parte del testo in discussione, con i soli emendamenti proposti o accettati dal Governo.
Ogni disegno o proposta di legge è esaminato successivamente nelle due assemblee del Parlamento in vista dell'adozione di un identico testo.
Quando, per disaccordo tra le due assemblee, un disegno o una proposta di legge non risulta adottato dopo due letture da parte di ciascuna assemblea, o, se il Governo ha dichiarato l'urgenza, dopo una sola lettura da parte di ciascuna di esse, il Primo ministro ha facoltà di convocare una commissione mista paritetica incaricata di proporre un testo sulle disposizioni rimaste in sospeso.
Il testo elaborato dalla commissione mista può essere sottoposto dal Governo all'approvazione delle due assemblee. Non sono ammessi emendamenti, se non con assenso del Governo.
Se la commissione mista non raggiunge l'accordo su un testo comune o se il testo non è adottato alle condizioni previste dal comma precedente, il Governo può, dopo una nuova lettura da parte della Assemblea nazionale e del Senato, richiedere all'Assemblea nazionale di decidere in via definitiva. In tal caso, l'Assemblea nazionale può riprendere il testo elaborato dalla commissione mista, ovvero l'ultimo testo da essa votato, eventualmente come modificato da uno o più emendamenti adottati dal Senato.
Le leggi alle quali la Costituzione attribuisce il carattere di leggi organiche sono votate e modificate alle condizione seguenti.
Il disegno o la proposta sono sottoposti alla deliberazione e al voto della prima assemblea che ne è investita non prima che siano trascorsi quindici giorni dalla sua presentazione.
E' applicabile la procedura di cui all'articolo 45. Tuttavia, in mancanza di accordo fra le due assemblee, il testo deve essere adottato dalla Assemblea nazionale in ultima lettura a maggioranza assoluta dei suoi membri.
Le leggi organiche relative al Senato debbono essere votate nello stesso testo dalle due assemblee.
Le leggi organiche sono promulgate solo dopo dichiarazione di conformità alla Costituzione da parte del Consiglio costituzionale.
Il Parlamento vota i disegni di legge finanziaria secondo le modalità previste con legge organica.
Se l'Assemblea nazionale non si pronuncia in prima lettura nel termine di quaranta giorni dalla presentazione di un disegno di legge, il Governo ne investe il Senato che deve deliberare nel termine di quindici giorni. Si procede quindi secondo le modalità previste all'articolo 45.
Se il Parlamento non si pronuncia entro settanta giorni, le disposizioni del disegno di legge possono essere emanate mediante ordinanza.
Se la legge finanziaria che stabilisce le entrate e le spese di un esercizio non è presentata in tempo utile per essere promulgata prima dell'inizio dell'esercizio stesso, il Governo richiede di urgenza al Parlamento l'autorizzazione a riscuotere le imposte e stanzia con decreto i fondi relativi agli impegni di spesa già approvati.
I termini previsti dal presente articolo sono sospesi quando il Parlamento non è in sessione.
La Corte dei conti assiste il Parlamento e il Governo nel controllo della esecuzione delle leggi finanziarie.
Il Parlamento vota i disegni di legge sul finanziamento della previdenza sociale alle condizioni previste con legge organica.
Se l'Assemblea nazionale non si è pronunciata in prima lettura entro un termine di venti giorni dalla presentazione di un disegno, il Governo incarica il Senato il quale deve deliberare entro il termine di quindici giorni. Si procede successivamente alle condizioni previste all'articolo 45.
Se il Parlamento non si è pronunciato entro un termine di cinquanta giorni, le disposizioni del disegno possono diventare esecutive con ordinanza.
I termini previsti al presente articolo sono sospesi quando il Parlamento non è in sessione e, per ciascun'assemblea, nel corso delle settimane durante le quali le stesse hanno deciso di non tenere seduta, in conformità al secondo comma dell'articolo 28.
La Corte dei conti assiste il Parlamento ed il Governo nel controllo dell'applicazione delle leggi sul finanziamento della previdenza sociale.
Fatta salva l'applicazione degli ultimi tre commi dell'articolo 28, l'ordine del giorno delle assemblee porta, in via prioritaria e nell'ordine stabilito dal Governo, la discussione dei disegni di legge presentati dal Governo e delle proposte di legge da esso accettate.
Almeno una seduta alla settimana è riservata in via prioritaria alle interrogazioni dei membri del Parlamento e alle risposte del Governo.
Una seduta al mese è riservata in via prioritaria all'ordine del giorno stabilito da ciascuna assemblea.
Il Primo ministro, dietro deliberazione del Consiglio dei ministri, impegna dinanzi all'Assemblea nazionale la responsabilità del Governo sul suo programma o eventualmente su una dichiarazione di politica generale.
L'Assemblea nazionale chiama in causa la responsabilità del Governo mediante la votazione di una mozione di sfiducia. Tale mozione è ammissibile se sottoscritta da almeno un decimo dei membri dell'Assemblea nazionale. La votazione può aver luogo trascorse quarantotto ore dalla presentazione della mozione. Sono computati solo i voti favorevoli alla mozione di sfiducia che è approvata a maggioranza dei membri componenti l'Assemblea nazionale. Salvo il caso previsto al comma sottostante, un deputato non può essere firmatario di più di tre mozioni di sfiducia nel corso di una stessa sessione ordinaria e di non più di una nel corso di una stessa sessione straordinaria.
Il Primo ministro può, dietro deliberazione del Consiglio dei ministri, impegnare la responsabilità del Governo dinanzi all'Assemblea nazionale sul voto di un testo. In tal caso, detto testo è considerato adottato, salvo il caso in cui una mozione di sfiducia, presentata nel termine di ventiquattro ore, venga votata alle condizioni previste dal comma precedente.
Il Primo ministro ha facoltà di chiedere al Senato l'approvazione di una dichiarazione di politica generale.
Se l'Assemblea nazionale adotta una mozione di sfiducia, respinge il programma o una dichiarazione di politica generale del Governo, il Primo ministro deve presentare al Presidente della Repubblica le dimissioni del Governo.
La chiusura della sessione ordinaria o delle sessioni straordinarie è ritardata di diritto per consentire, ove necessario, l'applicazione dell'articolo 49. A tal fine, possono essere tenute di diritto sedute supplementari.
TITOLO VI
Dei trattati ed accordi internazionali
Articolo 52
Il Presidente della Repubblica negozia e ratifica i trattati.
È informato di ogni negoziato tendente alla conclusione di un accordo internazionale per il quale non è richiesta ratifica.
I trattati di pace, i trattati di commercio, i trattati o accordi relativi all'organizzazione internazionale, quelli che impegnano le finanze dello Stato, quelli che modificano disposizioni di natura legislativa, quelli relativi allo status delle persone e quelli che comportano cessione, scambio o aggregazione di territori, possono essere ratificati o approvati solo in virtù di una legge.
Essi entrano in vigore solo dopo la ratifica o l'approvazione.
Nessuna cessione, scambio e aggregazione di territorio sono valide senza il consenso delle popolazioni interessate.
La Repubblica può stipulare, con gli Stati europei legati da identici impegni in materia d'asilo e di tutela dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, accordi che fissino le rispettive competenze riguardo all'esame delle richieste d'asilo presentate.
Tuttavia, anche se la richiesta non dovesse rientrare nelle loro competenze in virtù dei suddetti accordi, le autorità della Repubblica hanno sempre il diritto di dare asilo agli stranieri perseguitati a causa delle loro azioni a favore della libertà o che chiedano la protezione della Francia per altri motivi.
La Repubblica può riconoscere la giurisdizione della Corte Penale Internazionale alle condizioni di cui al trattato firmato in data 18 luglio 1998.
Qualora il Consiglio costituzionale, incaricato dal Presidente della Repubblica, dal Primo ministro, dal Presidente di una delle due assemblee, da sessanta deputati o sessanta senatori, dichiari che un impegno internazionale contiene clausole contrarie alla Costituzione, l'autorizzazione a ratificare o ad approvare l'impegno internazionale in questione può intervenire solo dopo revisione della Costituzione.
I trattati o accordi regolarmente ratificati o approvati hanno, una volta pubblicati, efficacia superiore a quella delle leggi, con riserva, per ciascuno accordo o trattato, della sua applicazione dall'altra parte.
TITOLO VII
Il Consiglio costituzionale
Articolo 56
Il Consiglio costituzionale comprende nove membri, il cui mandato dura nove anni e non è rinnovabile. Il Consiglio costituzionale si rinnova per un terzo ogni tre anni. Dei suoi membri, tre sono nominati dal Presidente della Repubblica, tre dal presidente dell'Assemblea nazionale, tre dal presidente del Senato.
Oltre i nove membri di cui al precedente comma, fa parte del Consiglio Costituzionale di diritto e a vita chi sia stato Presidente della Repubblica.
Il presidente del Consiglio costituzionale è nominato dal Presidente della Repubblica. In caso di parità, il suo voto prevale.
Le funzioni di membro del Consiglio costituzionale sono incompatibili con quelle di ministro o di membro del Parlamento. Le altre incompatibilità sono stabilite con legge organica.
Il Consiglio costituzionale sovrintende alla regolarità della elezione del Presidente della Repubblica.
Esamina i ricorsi e proclama i risultati dello scrutinio.
Il Consiglio costituzionale decide, in caso di contestazione, sulla regolarità delle elezioni dei deputati e dei senatori.
Il Consiglio costituzionale sovrintende alla regolarità delle operazioni del referendum e ne proclama i risultati.
Le leggi organiche, prima della loro promulgazione, e i regolamenti delle assemblee parlamentari, prima della loro entrata in vigore, devono essere sottoposti al Consiglio costituzionale che si pronuncia sulla loro conformità alla Costituzione.
Agli stessi effetti, le leggi possono essere deferite al Consiglio costituzionale, prima della loro promulgazione, dal Presidente della Repubblica, dal Primo ministro, dal Presidente dell'Assemblea nazionale, dal Presidente del Senato, da sessanta deputati o da sessanta senatori.
Nei casi previsti dai due commi precedenti, il Consiglio costituzionale deve deliberare entro il termine di un mese. Tuttavia, a richiesta del Governo, in caso di urgenza, il termine è ridotto a otto giorni.
Nei casi menzionati, il deferimento al Consiglio costituzionale sospende il termine della promulgazione.
Una disposizione dichiarata incostituzionale non può essere promulgata né applicata.
Contro le decisioni del Consiglio costituzionale non è ammesso alcun ricorso. Esse sono obbligatorie per i pubblici poteri e per tutte le autorità amministrative e giurisdizionali.
Una legge organica determina le norme d'organizzazione ed di funzionamento del Consiglio costituzionale, la procedura per adirlo e, in particolare, i termini per investirlo delle contestazioni elettorali.
TITOLO VIII
Dell'autorità giudiziaria
Articolo 64
Il Presidente della Repubblica è garante dell'indipendenza dell'autorità giudiziaria.
Egli è assistito dal Consiglio superiore della magistratura.
Una legge organica stabilisce lo stato giuridico dei magistrati.
I magistrati giudicanti sono inamovibili.
Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica. Il ministro della giustizia ne è di diritto vicepresidente. Egli può sostituire il Presidente della Repubblica.
Il Consiglio superiore della magistratura comprende due sezioni, una competente per i magistrati giudicanti, l'altra per i magistrati della procura.
La sezione competente per i magistrati giudicanti comprende, oltre al Presidente della Repubblica ed al guardasigilli, cinque magistrati giudicanti ed un magistrato della procura, un consigliere di Stato, designato dal Consiglio di Stato e tre personalità non appartenenti né al Parlamento né all'ordine giudiziario, designate rispettivamente dal Presidente della Repubblica, dal Presidente dell'Assemblea nazionale e dal Presidente del Senato.
La sezione competente per i magistrati della procura comprende, oltre al Presidente della Repubblica ed al guardasigilli, cinque magistrati della procura ed un magistrato giudicante, il consigliere di Stato e le tre personalità citate al comma precedente.
La sezione del Consiglio superiore della magistratura competente per i magistrati giudicanti formula delle proposte per le nomine dei magistrati giudicanti nella Corte di cassazione, di primo presidente di corte d'appello e di presidente di tribunale. Gli altri magistrati giudicanti sono nominati su suo parere conforme.
Essa delibera come consiglio di disciplina dei magistrati giudicanti. E' presieduta, in tal caso, dal primo presidente della Corte di cassazione.
La sezione del Consiglio superiore della magistratura competente per i magistrati della procura dà il proprio parere sulle nomine relative ai magistrati della procura, ad eccezione degli incarichi assegnati in sede di Consiglio dei ministri.
Essa dà il proprio parere sulle sanzioni disciplinari riguardanti i magistrati della procura. E' presieduta, in tal caso, dal procuratore generale presso la Corte di cassazione.
Le modalità d'applicazione del presente articolo sono stabilite con legge organica.
Nessuno può essere detenuto arbitrariamente.
L'autorità giudiziaria, garante della libertà individuale, assicura il rispetto di questo principio alle condizioni previste dalla legge.
TITOLO IX
L'Alta Corte di giustizia
Articolo 67
È istituita un'Alta Corte di giustizia.
Essa è composta dai membri che l'Assemblea nazionale e il Senato eleggono nel loro ambito ed in numero uguale dopo ogni rinnovo generale o parziale di queste assemblee. Essa elegge il presidente fra i suoi membri.
Una legge organica stabilisce la composizione dell'Alta Corte, le norme del suo funzionamento e la procedura da seguire dinanzi ad essa.
Il Presidente della Repubblica è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni solo in caso di alto tradimento. Può essere messo in stato di accusa soltanto dalle due assemblee mediante votazione di una identica deliberazione a scrutinio palese e a maggioranza dei componenti ; è giudicato dall'Alta Corte di giustizia.
TITOLO X
Della responsabilità penale dei membri del Governo
Articolo 68-1
I membri del Governo sono penalmente responsabili degli atti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni e qualificati come delitto nel momento in cui sono commessi.
Essi sono giudicati dalla Corte di giustizia della Repubblica.
La Corte di giustizia della Repubblica è vincolata dalla qualificazione dei delitti nonché dalla determinazione delle pene previste dalla legge.
La Corte di giustizia della Repubblica comprende quindici giudici: dodici parlamentari, eletti nel proprio seno e in numero uguale, dall'Assemblea nazionale e dal Senato dopo ogni rinnovo generale o parziale delle assemblee stesse e tre magistrati giudicanti della Corte di cassazione, di cui uno presiede la Corte di giustizia della Repubblica.
Chiunque si ritenga leso da un delitto commesso da un membro del Governo nell'esercizio delle proprie funzioni può sporgere denuncia presso un'apposita commissione delle istanze.
Detta commissione ordina l'archiviazione della procedura, oppure la trasmissione della stessa al procuratore generale presso la Corte di cassazione ai fini del ricorso alla Corte di giustizia della Repubblica.
Il procuratore generale presso la Corte di cassazione può altresi presentare ricorso d'ufficio alla Corte di giustizia della Repubblica su parere favorevole della commissione delle istanze.
Le condizioni di applicazione del presente articolo sono stabilite con legge organica.
Le disposizioni del presente titolo sono applicabili ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore dello stesso.
TITOLO XI
Il Consiglio economico e sociale
Articolo 69
Il Consiglio economico e sociale, su richiesta del Governo, dà il proprio parere sui disegni di legge, ordinanze e decreti, nonché sulle proposte di legge che gli sono sottoposte.
Un membro del Consiglio economico e sociale può essere designato dallo stesso ad esporre dinanzi alle assemblee parlamentari il parere del Consiglio sui progetti o le proposte che gli sono sottoposti.
Il Consiglio economico e sociale può altresi essere consultato dal Governo su qualsiasi problema di carattere economico o sociale. Qualsiasi piano o disegno di legge programmatica a carattere economico o sociale è ad esso sottoposto per il parere.
La composizione del Consiglio economico e sociale e le norme del suo funzionamento sono stabilite con legge organica.
TITOLO XII
Delle collettività territoriali
Articolo 72
Le collettività territoriali della Repubblica sono i comuni, i dipartimenti, i territori d'oltremare. Ogni altra collettività territoriale è creata dalla legge.
Tali collettività sono liberamente amministrate da consigli eletti, alle condizioni previste dalla legge.
Nei dipartimenti e nei territori, il delegato del Governo tutela gli interessi nazionali, esercita il controllo amministrativo e assicura il rispetto delle leggi.
L'ordinamento legislativo e l'organizzazione amministrativa dei dipartimenti d'oltremare possono essere oggetto di provvedimenti di adattamento richiesti dalla loro particolare situazione.
I territori d'oltremare della Repubblica hanno un ordinamento particolare che tiene conto dei loro peculiari interessi nell'ambito degli interessi della Repubblica.
Gli statuti dei territori d'oltremare sono stabiliti da leggi organiche che definiscono, in particolare, le competenze delle proprie rispettive istituzioni, e sono modificati, nella stessa forma, dietro consultazione dell'assemblea territoriale interessata.
Le altre modalità della loro organizzazione particolare sono definite e modificate per legge dopo consultazione dell'assemblea territoriale interessata.
I cittadini della Repubblica che non hanno lo status civile di diritto comune, e di cui all'articolo 34, conservano lo status personale fino a rinunzia.
TITOLO XIII
Disposizioni transitorie relative alla Nuova Caledonia
Articolo 76
Le popolazioni della Nuova Caledonia sono chiamate a pronunciarsi entro il 31 dicembre 1998 sulle clausole dell'accordo sottoscritto a Nouméa il 5 maggio 1998 e pubblicato sul Journal Officiel della Repubblica Francese in data 27 maggio 1998.
Sono ammesse a partecipare allo scrutinio le persone che soddisfino le condizioni stabilite dall'articolo 2 della legge n° 88-1028 del 9 novembre 1988.
Le misure necessarie all'organizzazione dello scrutinio sono adottate per decreto in sede di Consiglio di Stato deliberato dal Consiglio dei Ministri.
Previa approvazione dell'accordo mediante consultazione cosi come stabilito dall'articolo 76, la legge organica, adottata dietro parere dell'assemblea deliberante della Nuova Caledonia, determina, al fine di assicurare l'evoluzione della Nuova Caledonia conformemente alle linee guida definite in quell'accordo e secondo le modalità necessarie alla sua realizzazione:
- le competenze dello Stato che saranno trasferite, in via definitiva, alle istituzioni della Nuova Caledonia, i tempi e le modalità di questi trasferimenti, nonché la ripartizione dei costi;
- le regole di organizzazione e di funzionamento delle istituzioni della Nuova Caledonia e in particolare le condizioni a cui talune categorie di atti dell'assemblea deliberante potranno essere sottoposte al vaglio del Consiglio costituzionale prima della pubblicazione;
- le norme relative alla cittadinanza, al sistema elettorale, all'occupazione e allo stato civile consuetudinario;
- le condizioni e le scadenze entro cui le popolazioni interessate della Nuova Caledonia saranno tenute a pronunciarsi in merito al conseguimento della piena sovranità.
Gli altri provvedimenti necessari alla realizzazione dell'accordo richiamato all'articolo 76 sono definiti con legge.
Abrogati.
TITOLO XIV
Degli accordi di associazione
Articolo 88
La Repubblica può concludere accordi con quegli Stati che desiderano associarsi ad essa ai fini del loro progresso civile.
TITOLO XV
Delle Comunità europee e dell'Unione europea
Articolo 88-1
La Repubblica partecipa alle Comunità europee e all'Unione europea, costituite da Stati che hanno liberamente scelto, in virtù dei trattati che le hanno istituite, di esercitare in comune alcune delle loro competenze.
Con riserva di reciprocità, e secondo le modalità previste dal Trattato sull'Unione europea siglato il 7 febbraio 1992, la Francia acconsente ai trasferimenti delle competenze necessarie alla costituzione della Unione economica e monetaria europea.
Alla medesima condizione e conformemente alle modalità previste nel Trattato istitutivo della Comunità europea, secondo quanto stipulato nel trattato siglato il 2 ottobre 1997, possono essere ammessi i trasferimenti di competenze necessari a determinare le norme relative alla libera circolazione delle persone e ai settori a ciò correlati.
Con riserva di reciprocità e secondo le modalità previste dal Trattato dell'Unione europea siglato il 7 febbraio 1992, il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali può essere accordato solo a cittadini dell'Unione residenti in Francia. Detti cittadini non possono esercitare le funzioni di sindaco o di assessore, né partecipare alla designazione degli elettori senatoriali e all'elezione dei senatori. Una legge organica votata nello stesso testo dalle due assemblee determina le condizioni d'applicazione del presente articolo.
Il Governo sottopone all'Assemblea nazionale ed al Senato, non appena inviati al Consiglio dell'Unione Europea, i progetti o le proposte di atti delle Comunità europee e dell'Unione europea che comportano disposizioni di natura legislativa. Può inoltre sottoporre a tali organi altri progetti o proposte di atti nonché qualunque documento rilasciato da un'istituzione dell'Unione europea.
Conformemente alle modalità stabilite dal regolamento di ciascuna assemblea, possono essere votate risoluzioni, all'occorrenza al di fuori delle sedute, sui progetti, le proposte o i documenti di cui al precedente comma.
TITOLO XVI
Della Revisione
Articolo 89
L'iniziativa della revisione della Costituzione spetta congiuntamente al Presidente della Repubblica, su proposta del Primo ministro, e ai membri del Parlamento.
Il progetto o proposta di revisione deve essere votato dalle due assemblee in un identico testo. La revisione è definitiva dopo essere stata approvata con referendum.
Tuttavia, il progetto di revisione non è sottoposto a referendum quando il Presidente della Repubblica decide di sottoporlo al Parlamento convocato in Congresso; in tal caso, il progetto di revisione è approvato solo se ottiene la maggioranza dei tre quinti dei voti espressi. L'Ufficio di Presidenza del Congresso è quello dell'Assemblea nazionale.
Nessuna procedura di revisione può essere iniziata o continuata quando è in corso una violazione dell'integrità del territorio.
La forma repubblicana di Governo non può costituire oggetto di revisione.
Abrogato.
© Assemblée nationale