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LA CULLA
Un latte che schiuma
una tenda che frange
un bimbo che gioca,
una voce che piange�
al chiaro di luna
ho visto una culla
la camera grande
rivestita di specchi
che pare più grande
a gusto degli anziani,
che vede il neonato
simile a se stesso.
La porta si apre,
viene avanti a piccoli passi,
il bimbo si mette
una mano sul viso,
la mamma lo bacia
da far tremare la casa (forte da).
Boccuccia di dama
boccuccia di fragola:
io sono la tua mamma
io sono la tua fata�
la luna avanza
da dietro la tendina.
Che cosa vuoi tesoro,
per far sì che tu taccia?
Ti carico di oro
ti copro di baci�
La luna si ostina
da dietro la tendina�
Il bimbo accenna
un sorriso, poi, lui smette�
a lui non piace
che bimbi di legno,
ma tanti, e col fucile
che dica: ti uccido!
Gli basta una ciotola
di latte, il seno,
le cose più sante,
più dolci, più sicure;
ma lui non può dirlo�
bisogna capirlo�
la mamma si allenta
un poco il corpetto,
la bocca s�incolla,
il bimbo si calma�
la luna s�inchina
da dietro la tendina!
Berto Barbarani
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