| GUGLIELMO MARCONI E IL RAGGIO DELLA MORTE | ||||||
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| Le scoperte scientifiche di qualsiasi tipo sono sempre state utilizzate innanzi tutto per fini militari e poi, se permesso, per scopi d�avanzamento della societ� civile. La scoperta dell�antimateria non si � sottratta alla regola e per fortuna non si � arrivati a livelli critici, pur essendo stata sempre considerata esclusivamente "raggio della morte". Effettivamente c�� stato un antico progetto militare teso a realizzare un�arma capace di bloccare a distanza qualsiasi motore di automezzo e soprattutto di annientare truppe nemiche durante un conflitto. � mia opinione che questa nuova possibilit� scientifica sia da attribuirsi alla genialit� di Nicola Tesla, il quale si pronunci� in materia solamente verso la fine degli anni �30 per calmare delle dicerie scaturite da alcune sue affermazioni. Nel 1938, nel corso di una cena offerta per il suo compleanno al New York Hotel, fu chiesto a Tesla se fosse stato in grado di produrre sulla Luna un fenomeno luminoso capace di poter essere osservato con un potente telescopio. Rispose di s�, precisando che alla prima fase lunare crescente vi avrebbe fatto comparire un fascio di luce rossa a dimensione di una stella, addirittura visibile senza telescopio. Non si tard� a spargere la voce che Tesla avesse inventato un raggio terribile, immediatamente battezzato "Raggio della Morte". Naturalmente lo scienziato sment� una simile applicazione ma le sue idee erano state verificate da altri personaggi gi� un po� di tempo prima. In questo campo probabilmente Harry Grindell Matthews, un eccentrico sperimentatore inglese, � stato il primo a comunicare la notizia al mondo. Nel 1924 egli dichiar� alla stampa di aver inventato un singolare raggio che riusciva a bloccare i motori in movimento. Aveva messo in pratica un congegno che probabilmente si basava sull�idea di Tesla di teletrasportare energia elettrica, attraverso un principio di fisica completamente nuovo. Era chiaro che un simile apparato sarebbe stato in grado di produrre effetti nocivi assai elevati. La scoperta di Grindell Matthews, nato nel 1880 e educato nel College Merchant Vensures di Bristol, fu mostrata in pubblico. Produceva un raggio invisibile che, oltre alla propriet� di arrestare i motori a scoppio, poteva far esplodere a distanza delle polveri, far saltare in aria le cartucce, portare all�incandescenza il filamento di una lampadina elettrica senza che in essa circolasse altra corrente, uccidere insetti o piccoli animali che rimanevano stecchiti dopo pochi secondi d�esposizione. Matthews chiedeva addirittura ad uno spettatore di mettere in moto un motociclo a diversi metri da lui, puntava il suo strumento verso il motore ed immediatamente s�arrestava. Inoltre se la moto stava sul cavalletto, allontanando la direzione del raggio, questa riprendeva regolarmente a funzionare. Era logico pensare che con armi di questo tipo, le guerre dovessero essere svolte molto diversamente. Per la verit� non ce ne sarebbero pi� state poich� la nazione che avesse avuto un simile armamento, avrebbe vinto qualsiasi battaglia sul nascere. Il destino volle che Grindell Matthews e la sua macchina globale non avessero successo. In Inghilterra c�era stato l�interessamento del Ministro dell�Aviazione che non fu convinto da quest�invenzione tanto che la bocci�. Ci� probabilmente dipese dal fatto che la macchina avesse una portata di circa 18 metri per arrestare i motori e produrre tante altre cose. Nacque pure il dubbio della mistificazione. L�unica cosa concreta che la macchina "rivoluzionaria" aveva causato al suo scopritore fu una grande lesione che si procur� ad un occhio, frutto dei potenti raggi misteriosi e a nulla valse il ricovero presso una famosa clinica oculistica di New York nel Luglio del 1924. Nel Marzo del 1925 ritorn� in Gran Bretagna dove rifer� che aveva venduto il suo brevetto agli Stati Uniti. Da quel momento, non si sent� pi� parlare di Grindell Matthews se non in sporadiche occasioni come quella in cui afferm� di voler fare della pubblicit� proiettando appositi fasci di luce sulle nuvole. Nel 1935 si venne a sapere che stava lavorando per il Governo Britannico in un bunker sotterraneo ed impenetrabile per realizzare la difesa della citt� di Londra da attacchi degli aerei nazisti. Mor� nel Settembre 1941 nella cittadina inglese di Clydach. La storia ci ricorda che i nazisti bombardarono ripetutamente Londra con mezzi volanti del tipo V1 e V2, ma dell�intervento del raggio mortale non si ebbe alcuna notizia, tanto che la citt� fu seriamente devastata. Un altro grande personaggio che arriv� a costruire un sistema capace di generare il famigerato "raggio della morte" fu l�italiano Guglielmo Marconi, la cui figura � stata ripetutamente al centro di discussioni e critiche. Innegabile � tuttavia il suo valore di sperimentatore entusiasta, dotato di grande intuito. Il Marconi che tutti conosciamo � passato alla storia come l�inventore della radio, un mezzo che ha letteralmente modificato il modo di vivere dei terrestri. Marconi ebbe, infatti, una grandissima intuizione e una gran fede nell�avvenire mondiale della radio, sin dai primi anni dalla sua scoperta. Invenzione che, in effetti, � da attribuire a Nikola Tesla, come stabilito dal tribunale di New York di recente. Nel 1933 Marconi esegu� altre prove di trasmissioni in radiotelegrafia e radiotelefonia per mezzo di microonde. Egli utilizz� la radio come mezzo curativo per combattere batteri e malattie virali. A complicare gli anni pi� intensi della sua vita, vale a dire gli anni trenta, per Marconi furono alcune intuizioni incredibili: la televisione, l�antigravit�, la captazione di voci dal passato ma soprattutto il raggio della morte. Il "raggio della morte" � stato una cosa seria che � passato alla leggenda, anche se avvolto da forti dubbi ancora oggi non chiariti. Una fonte autorevole d�informazione per� � esistita, della quale rimane un�autobiografia. Si tratta di Rachele Mussolini, la moglie del Duce, che nel suo libro "Mussolini Privato" descrive un importante esperimento condotto verso la fine del mese di Giugno 1936 sulla strada che da Roma conduceva ad Ostia. "Verso la fine di Giugno di quello stesso anno, Benito Mussolini ebbe nuovamente la possibilit� di cambiare il corso degli eventi: Guglielmo Marconi aveva messo a punto un�invenzione rivoluzionaria. Con l�aiuto di un raggio misterioso, poteva interrompere in circuito elettrico dei motori di qualsiasi tipo di veicolo, che funzionassero con un magnete. In altre parole, poteva fermare a distanza automobili e motociclette. Poteva abbattere anche gli aerei. Anche a me capit�, in quei giorni, di vivere una stranissima avventura. Ho parlato di proposito di 'avventura vissuta' perch�, senza volerlo, io stessa mi trovai ad assistere ad una prova del raggio mentre ero nella mia automobile. Quel giorno, a pranzo, avevo detto a Benito che nel pomeriggio mi sarei recata ad Ostia per controllare dei lavori che stavano facendo in una piccola propriet� agricola. Mio marito aveva sorriso e mi aveva risposto: "Trovati sull�autostrada Roma-Ostia fra le tre e le tre e mezza. Vedrai qualcosa che ti sorprender�...". Verso le tre, dunque, lasciai Villa Torlonia, la nostra residenza nella capitale, per recarmi in automobile ad Ostia, come previsto. Ero sola con l�autista, un poliziotto in borghese dei servizi di sicurezza. Durante la prima parte del percorso, tutto and� bene. Sull�autostrada, bench� fosse in funzione gi� da parecchi anni (dal 1929 o dal 1930, credo), non c�era molto traffico: in quel periodo non tutti potevano permettersi un�automobile. Eravamo a circa met� strada, quando il motore si ferm�. L�autista scese brontolando, e infil� la testa nel cofano della macchina. Frug�, avvit�, svit�, riavvit�, soffi� dentro certi tubi: niente da fare. Il motore non voleva ripartire. Un�altra automobile, che marciava nella nostra stessa direzione, si ferm� poco pi� avanti. Il conducente scese e and� anche lui a mettere il naso nel motore. Poi, come succede dappertutto in casi simili, si mise a discutere col suo compagno di sventura, cio� col mio autista. Qualche centinaio di metri pi� avanti, ma nel senso contrario, altre automobili si erano fermate, e anche delle motociclette. Ero sempre pi� incuriosita e ripensai a quello che mi aveva detto mio marito a pranzo. Guardai l�orologio: erano le tre e dieci. A dir la verit�, non ci capivo niente, ma una cosa era certa: attorno a noi, in entrambi i sensi dell�autostrada Roma-Ostia, per alcune centinaia di metri, tutto ci� che funzionava a motore era in panne. Ci potevano essere una trentina di veicoli, di tutti i tipi: non uno che funzionasse. Chiamai l�autista e gli dissi: "Aspettiamo fino alle tre e mezza. Se l�auto non vorr� ripartire, chiameremo un meccanico". "Ma, Eccellenza, sono solo le tre e un quarto! Perch� dobbiamo aspettare fino alle tre e mezza, se riesco a trovare prima il guasto?". "Certo... certo". Alle tre e trentacinque gli chiesi di riprovare. Beninteso, il motore ripart� al primo colpo. Gli altri conducenti che si trovavano vicini a noi, vedendo la nostra automobile ripartire, fecero la stessa cosa: tutto funzionava come se niente fosse accaduto... La sera a cena, notando che mio marito mi osservava con un sorrisetto, gli raccontai la storia della panne collettiva, suscitando la curiosit� e le domande di tutti. Vittorio e Bruno, che erano piloti, parlavano in termini tecnici, specialmente Bruno che era esperto di motori. Secondo Romano e Anna Maria, invece, io avevo sognato. Nessuno trovava una spiegazione a questo mistero. Infine mio marito disse: "La mamma ha ragione. Questo pomeriggio hanno fatto un esperimento in alcuni punti dell�autostrada Roma-Ostia. Lei stessa ha visto i risultati". Detto questo, mio marito smise di parlare e non volle pi� rispondere a nessuna domanda... Appena fummo soli, mi disse: "Sai, Rachele, questo pomeriggio hai assistito ad un esperimento segretissimo. � un�invenzione di Marconi che pu� dare all�Italia una potenza militare superiore a quella di tutti gli altri paesi del mondo". E mi spieg�, grosso modo, in che cosa consistesse questa scoperta che alcuni, aggiunse, avevano chiamato il "raggio della morte". "Il raggio - precis� - � ancora in fase sperimentale. Marconi sta continuando le ricerche. Come puoi bene immaginare, se riuscir� a realizzarla, l�Italia avr� in mano, in caso di guerra, un�arma tale da bloccare ogni movimento del nemico e praticamente renderci invincibili". Mi mancava il respiro. Sapevo di cosa era capace Guglielmo Marconi... Quattro anni dopo eravamo in guerra. Il "raggio della morte" avrebbe potuto cambiare il nostro destino se l�Italia lo avesse posseduto. Ma, purtroppo, le cose si erano avviate per un�altra strada. Sua Santit� Pio XI, terrificato da questa scoperta e dall�enorme portata che poteva avere, chiese a Marconi di non proseguire le ricerche e, se possibile, addirittura distruggere i risultati gi� acquisiti. Marconi, che era molto affezionato a Benito ed era un sincero fascista, gli aveva fedelmente riferito il colloquio con il Papa e gli aveva chiesto che posizione doveva prendere di fronte al caso di coscienza che si poneva alla sua fede di cattolico. Benito non voleva rendersi nemico il Papa della Conciliazione n� andar contro agli scrupoli religiosi di Marconi. Inoltre il mondo era in cerca di pace e non di guerra e le ricerche di Marconi erano costosissime. Opt� quindi per autorizzare la sospensione delle ricerche, ma non la distruzione della scoperta. L�anno dopo, il 1937, Marconi improvvisamente mor�..." Effettivamente Marconi ebbe rapporti molto stretti col Vaticano, non solo per aver istallato la prima stazione radio nell�Aprile del 1933 ma soprattutto per aver ottenuto nel 1929 l�annullamento del suo matrimonio dalla Sacra Rota. All�epoca questo fatto rappresent� un evento clamoroso per l�opinione pubblica e perci� fu sempre riconoscente e disponibile nei confronti del Papa. A parte questi retroscena, all�epoca si misero in circolazione notizie preoccupanti su questo raggio della morte. Si afferm� che in un pascolo dei castelli romani, dove lavoravano ricercatori dell�Universit� di Pisa, fu trovato stecchito un intero gregge di pecore. Si disse poi che nella maremma toscana vennero fermati i motori di due aerei in volo e che altri due aeroplani senza piloti a bordo fossero esplosi in un impressionante bagliore di luce. Lo stesso Duce del resto lo confermer� il 20 Marzo 1945 al giornalista Ivanoe Fossati, che lo intervist� nell�isoletta di Trimellone, sul lago di Garda, di fronte a Gargnano: "� vero, sulla strada di Ostia, ad Acilia, Marconi ha fermato i motori delle automobili, delle motociclette, dei camion. L�esperimento fu ripetuto sulla strada di Anzio. Ad Orbetello, apparecchi radiocomandati furono incendiati ad oltre duemila metri d�altezza. Marconi aveva scoperto il raggio della morte. Sennonch� egli, che negli ultimi tempi era diventato religiosissimo, ebbe uno scrupolo di carattere umanitario e chiese consiglio al Papa, e il Papa lo sconsigli� di rivelare una scoperta cos� micidiale. Turbatissimo, venne a riferirmi sul suo caso di coscienza. Io rimasi esterrefatto. Gli dissi che la scoperta poteva essere fatta da altri ed utilizzata contro di noi, contro il suo popolo quindi, e che io non gli avrei usato nessuna violenza morale, preferendo che risolvesse da solo il proprio caso di coscienza, sicuro che i suoi sentimenti d�italiano avrebbero avuto il sopravvento. Pochi giorni dopo Marconi ritorn� e sul suo volto erano evidenti i segni della tremenda lotta interiore tra i due sentimenti, il religioso e il patriottico. Per rasserenarlo, lo assicurai che il raggio della morte non sarebbe stato usato se non come estrema soluzione. Avevo ancora fiducia di poterlo convincere dell�assurdit� dei suoi dubbi. Infatti lo scienziato non � responsabile del cattivo uso che si pu� fare della sua invenzione. Invece Marconi moriva improvvisamente, forse di crepacuore. Da quel momento temetti che la mia stella cominciasse a spegnersi...". Ufficialmente nessuno riusc� a penetrare nelle segrete conoscenze di Guglielmo Marconi, nemmeno i nazisti che credettero che il famigerato "raggio della morte" non poteva essere che la scoperta del radar. C�� stato per� un altro ricercatore che ha conosciuto il Guglielmo Marconi segreto. Il suo ruolo � stato quello di aiutante nascosto, o per meglio dire non ufficiale, di un collaboratore silente ma prolifico d�idee e di sperimentazioni. Questo signore si chiama Pier Luigi Ighina Pier Luigi Ighina, ricercatore originale e prolifico, per molti anni assistente segreto di Guglielmo Marconi. Nato nel 1908 a Milano, di professione radiotecnico, nel 1936 si trasferisce ad Imola e nella sua abitazione istalla un laboratorio dalle caratteristiche assai strane, frutto delle sue particolari conoscenze che tramuta in numerose invenzioni. Ighina a 16 anni scopr� l�atomo magnetico e, attraverso una serie di fortunate peripezie, arriv� a collaborare segretamente con Marconi per almeno 10 anni. Anche dopo la scomparsa dello scienziato, Ighina ha continuato nella ricerca per tutta la sua lunga vita, basata sulla spirale che � il movimento dell�energia. Parlando con lui ad Imola, ho potuto scoprire la parte misteriosa di Marconi, soprattutto sul raggio della morte. A Villa Marconi, Ighina riusc� per puro caso a scoprire sperimentalmente il monopolo magnetico. Dopo aver studiato a fondo il campo magnetico, generato da alcune elettrocalamite e dal quale non riusciva a concludere il suo progetto, Ighina, preso da uno strano nervosismo, mise tanta di quella corrente elettrica da determinare la bruciatura totale del congegno. La meraviglia fu tanta perch� non avvenne nulla di tutto questo. Fu proprio Guglielmo Marconi a chiarire l�esperimento: era stato inventato il monopolo magnetico. Secondo la sua definizione, il monopolo magnetico non � altro che la divisione dell�atomo magnetico. A tal riguardo Ighina ha detto: "Avevo cos� costatato che l�atomo magnetico � il promotore di tutti gli altri atomi. In altre parole avevo notato che l�atomo magnetico si trova in mezzo agli altri atomi per dar loro il movimento continuo. Pensai che se si fosse riusciti ad isolare gli atomi della materia dagli atomi magnetici, i primi non avrebbero pi� la possibilit� di muoversi. E questo ottenni: gli atomi della materia isolati da quelli magnetici rimanevano fermi e la materia non si trasformava. Pensai allora che se l�atomo magnetico poteva influenzare tutti gli atomi esistenti, avrebbe anche potuto produrre tutte le variazioni degli atomi della materia. E anche ci� costatai dopo essere riuscito a regolare il movimento dell�atomo magnetico." Questo � l�atomo magnetico che � stato fotografato nel laboratorio di Pier Luigi Ighina nell�anno 1940, per mezzo di un microscopio atomico, con ingrandimento dell�atomo di un miliardo di volte. Nella foto dell'atomo magnetico si vedono i cinque canaletti d�atomi assorbenti che servono a frenare l�atomo magnetico; nel centro si nota la dilatazione prodotta dalla pulsazione dell�atomo stesso. Ognuna di queste pulsazioni produce e lancia attorno all�atomo magnetico un�energia, che nella foto � raffigurata dal sottile circoletto luminoso attorno all�atomo centrale. Il circoletto luminoso si espande a sua volta tanto da formare un circolo pi� grande cos� fino all�esaurimento della sua pulsazione. Il susseguirsi dei circoletti generati dalle pulsazioni produce l�adagiamento dei circoletti stessi uno sempre pi� vicino dell�altro, come a coprire e nascondere completamente, come uno scudo protettivo, l�atomo centrale. Quest�atomo � il pi� piccolo di tutti gli altri atomi e per legge atomica pi� piccolo � l�atomo pi� veloce � la sua pulsazione. Esso � quello che imprime a tutti gli altri atomi il loro movimento diventando cos� promotore di essi. (Informazioni riprese dal libro: "La scoperta dell�atomo magnetico" di P.L.Ighina). Tornando al concetto di monopolo, ho chiesto direttamente a lui spiegazioni pi� dettagliate. Il signor Ighina ha cos� risposto: "Il monopolo � il principio positivo o negativo dell�energia solare. L�energia solare � la parte principale della polarit�; bloccandola e riflettendola, diventa negativa. L�energia solare arriva sulla Terra, viene bloccata e riflessa e quindi diventa energia terrestre. Dall�interazione dell�energia solare con quella terrestre si produce materia. Tutto qui. Semplice no?" Ho chiesto poi come avevano, lui e Marconi, applicato la conoscenza sul monopolo. La risposta � stata immediata e scioccante: "Difatti Marconi � morto per quello. Io ero dal �36 che abitavo gi� qui ad Imola. Glielo avevo detto: 'Mi raccomando Guglielmo, telefona se hai bisogno di fare qualche esperimento, mi raccomando...'. Lo avevo gi� salvato due volte. In una stavo per rimetterci la pelle anch�io. Perch� lui adoperava i monopoli con facilit�. E i monopoli cosa fanno? Fanno la scomposizione della materia sulla materia stessa. Lui ha fatto l�esperimento e c�� rimasto. Si, effettivamente aveva messo lo schermo magnetico, ma non era sufficiente. Quando sono andato a Roma a vederlo nella bara, ho notato che egli aveva sotto la pelle come degli gnocchetti neri. Allora ho capito che era morto perch� non era pi� circolato il sangue. I medici avevano detto che aveva una cosa nel cuore, come la chiamano loro? Boh... Tutti dicevano che Marconi era morto di Angina Pectoris..." Detto questo, egli ha continuato con la sua spiegazione: "Ho portato avanti tutto quello che Marconi mi ha lasciato. I monopoli, la composizione della materia, le lumache, ecc.. Ho ripetuto tutto quello che mi diceva quando era vivo." Ighina mi ha spiegato poi che la materia � tenuta insieme dalla colla magnetica. Le due energie, solare e terrestre, producono la colla magnetica. Quindi la differenza sostanziale tra due materie di diversa natura consiste nel possedere pi� o meno energia. � come il cemento. Se nell�impasto si mette molto cemento, la materia diventa pi� dura; se ne viene messo poco allora si ottiene una materia morbida. Mi � nata spontanea, a questo punto, una domanda sulle energie nucleari, come tutte le energie elettromagnetiche, generate dalla nostra societ� attuale possono causare danni irreparabili. Ighina, con la massima cortesia, ha dato la seguente risposta: "Non � che disturbano. Dunque... la colla magnetica � formata da due energie, come dei fili invisibili che sono nell�aria. Se questi fili invisibili sono perturbati in continuazione da qualsiasi altra sostanza come i campi magnetici, telefoni, energia nucleare e cose similari, creano continuamente della corrosione vale a dire vanno a distruggere il campo magnetico che � poi quello che crea la colla magnetica. Ci� produce lo scioglimento della materia." Ho potuto visitare il suo laboratorio e tutte le varie apparecchiature da lui costruite. � stato per me un incontro proficuo, ma ho avuto netta l�impressione che il signor Ighina avesse rivelato una minima quantit� delle sue conoscenze e che non avesse voluto parlare assolutamente dei suoi pi� importanti esperimenti. L�ultima occasione � stata la visita nel suo giardino di una macchina capace di controllare le nuvole nel cielo. Mentre aspettavamo che il cielo si aprisse per effetto dell�energia sprigionata dalla macchina attraverso le sue due pale rotanti, Ighina mi ha raccontato molti fatti, molti aneddoti sulla sua lunga sperimentazione. Mi ha infine fatto notare che sotto il terreno di sua appartenenza ha sepolto diversi quintali di polvere d�alluminio per trasformare il prato in un grande monopolo magnetico. Ho potuto dedurre poi che i suoi studi, effettuati nella collaborazione con Guglielmo Marconi, hanno portato alla seguente considerazione: unendo o separando i monopoli si pu� comporre o scomporre la materia. Questi due ricercatori hanno per� scelto diverse strade per promuovere le scoperte suddette. Marconi si � inserito nella logica terrestre e non si � potuto esimere dall�influenza del potere politico, economico, militare e religioso. Ighina invece � rimasto nell�ombra, consapevole che se l�umanit� avesse cambiato la sua logica di vita, poteva tranquillamente esprimere le proprie conoscenze per il benessere dell�umanit� stessa. La morte misteriosa di Marconi innesc� un�altra leggenda che lo volle in Sud America insieme con altri 98 scienziati (incluso il suo fedelissimo Landini) per costruire una citt� segreta nel cratere spento di un vulcano situato nella giungla nel sud del Venezuela. Marconi, del resto, aveva lasciato un filone di studio che, nonostante le varie situazioni contingenti, si basava sull�amore per la natura. Egli desiderava che l�uomo seguisse gli insegnamenti dei Maestri e si sforzasse di capire Madre Natura e le sue esigenze. Se questo si realizzasse, sicuramente non ci sarebbero pi� catastrofi e il pericolo della scomparsa della vita sulla Terra. Nikola Tesla si trov� nella stessa condizione di Marconi, ma anche lui non cedette alle lusinghe del potere. Per puri scopi propagandistici le dicerie su raggi d�ogni genere si diffusero durante la seconda guerra mondiale ed anche dopo. Ci� non toglie che alcuni scienziati avessero intuito e probabilmente realizzato veramente qualcosa che avrebbe potuto cambiare definitivamente il corso della storia. Emerge per� che nei quattro personaggi citati la loro coscienza abbia evidenziato il fatto che l�uomo non era ancora in grado di usufruire una generosa sorte e perci� ognuno di loro ha trovato un rimedio adeguato per non diffondere una probabile arma globale. Sono stati amanti della vita e naturalmente codesta invenzione doveva salvare l�umanit� e non distruggerla. |
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