| SAN GALGANO E IL MISTERO DELLA SPADA NELLA ROCCIA | |||||||||||||||||||||||||||||
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| ero poco pi� che un bambino quando scoprii l'esistenza di San Galgano, nella campagna attorno a Siena si erge maestosa una cattedrale a cielo aperto , fa impressione vedere una cos� maestosa costruzione in mezzo al niente ,la sensazione che si ha passeggiando all'interno di questo tempio � incredibile � come se tutta l'energia del cosmo fosse attorno a noi ci si sente parte integrante di qualcosa di enormemente pi� grande .L'abbazzia con la sua strana cupola dipinta con motivo circolare dellta la "rotonda" il santo cavaliere che si converte e conficca la sua spada nella roccia la spada stesssa che ancora si trova nella medesima posizione dopo oltre 800 anni ............. c'� tanto di quel materiale per riscrivere la storia di re Artu....... metaluna |
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| Tra le tante leggende quella di Re Art� � sicuramente una delle pi� affascinanti. Tanti sono i personaggi e le storie che ruotano intorno al Re, nato, secondo la leggenda, grazie ad un incantesimo di Merlino. Il mago permise infatti a Uther Pendragon, re di Britannia, di giacere con la bella Igerna, trasformando i suoi lineamenti in quelli del marito di lei. Merlino pretese che, in cambio dell'incantesimo, Re Uther gli consegnasse il bambino non appena fosse nato. Al momento della nascita, Merlino reclam� il neonato e lo affid� ad una famiglia per allevarlo. Ma il mago aveva grandi progetti per il piccolo, che infatti, apparentemente per caso divenne Re di Britannia, dopo essere riuscito a estrarre la Spada nella Roccia. Fin qui la leggenda arturiana, ma la leggenda della spada nella roccia si intreccia in maniera decisamente affascinante con la realt�, e per l'esattezza con una realt� tutta italiana. Siamo nella Toscana del XII secolo, poco lontani da Siena, in un paesino chiamato Chiusdino. Qui, nel 1148, nasce Galgano Guidotti. La cavalleria lo affascina al punto che, dopo una prima visione di San Michele, decide di diventare egli stesso un cavaliere, e la sua vita viene segnata da un comportamento libertino e dissoluto. I suoi genitori avevano per lungo tempo atteso l'arrivo di un figlio, tanto da recarsi in pellegrinaggio verso la Basilica di San Michele sul Monte Gargano, in Puglia (da qui forse il nome del santo), ma si abbandonano allo sconforto davanti a tale comportamento. Il destino ha, per�, riservato loro una sorpresa. Galgano, dopo una seconda visione di San Michele, si interroga sulla sua vita e decide di dedicare i suoi anni a venire a Dio e di vivere come un eremita. Impugnata la sua spada, la conficca in una roccia, e davanti all'elsa, che si erge come una croce, egli pregher� (una variante della storia narra che fu lo stesso San Michele a conficcare la spada). Era il 1180 e l'intero anno successivo viene segnato dai miracoli di Galgano, che muore di stenti nel 1181. La sua beatificazione avviene in soli 3 giorni e nel 1185 papa Urbano III lo proclama Santo. Di lui rimane solo il teschio, conservato nella chiesa di Chiusdino, da cui si racconta crescessero capelli biondi, tanto da nominare San Galgano protettore dei calvi. Il resto del corpo non � mai stato trovato, sebbene alcuni testi indichino come luogo di sepoltura l'area intorno alla spada. Sul luogo � stata poi costruita una chiesetta, con una particolare volta dipinta con cerchi concentrici bianchi e neri. Si potrebbe pensare ad una variazione della leggenda Arturiana, ma c'� una testimonianza incontestabile: la spada � ancora oggi conficcata nella roccia. E su questo mistero sono iniziate le indagini di alcuni ricercatori delle Universit� di Pavia, Milano, Padova e Siena. I risultati hanno confermato che l'elsa che emerge dalla roccia appartiene a una intera spada realmente conficcata nella roccia. Le ricerche hanno anche permesso di datare con precisione la chiesa e alcuni resti ossei trovati in una piccola scatola, anche se purtroppo i risultati non sono stati resi pubblici. La cronologia degli eventi, e delle diverse opere che hanno reso celebre Re Art�, testimoniano come in realt� si potrebbe vedere in Galgano un vero e proprio ispiratore del famoso ciclo Arturiano. Lo stesso nome Galgano pare sia stato mutato in Galvano, uno dei cavalieri della tavola rotonda. Il ciclo Arturiano inoltre risale alla fine del XII secolo, esattamente dopo la morte del santo senese. Se ci si fa trasportare dalla leggenda non si pu� ignorare uno dei sogni fatti da Galgano, in cui egli incontr� Ges� e i dodici Apostoli seduti intorno ad una tavola rotonda e vide il Santo Graal. Coincidenze si potrebbe dire, ma � facile cedere al fascino dei miti celtici e ambientazioni medievali che fanno da sfondo alla storia e di Galgano. A poca distanza dalla collinetta su cui sorge la chiesetta, infatti, si trovano i resti di un'antica abbazia cistercense, ormai senza tetto, a causa del crollo del campanile, e con un prato al posto del pavimento: un paesaggio che sembra essere tratto dalle pi� antiche e famose leggende dei cavalieri medievali, un luogo quasi magico in cui circa 750 anni fa si svolsero eventi straordinari. |
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| Il viaggio Onirico. Il destino di Galgano � segnato da un intimo percorso profetico, tracciato pi� volte dall'immagine onirica dell'Arcangelo Michele, che nelle frequenti apparizioni sembra aver guidato il giovane Galgano a percorrere il difficile sentiero dell'iniziazione cavalleresca per condurlo, attraverso un "fiume impetuoso", uno "stretto ponte", un "prato fiorito", un "cammino sotterraneo", in un tempio a forma circolare sulla collina di Montesiepi. All'interno del tempio Galgano incontr� i dodici Apostoli e l'immagine di di Dio. Congetture simboliche Molti sono gli elementi simbolici insiti nella leggenda di Galgano: Il "viaggio onirico", il "Fiume",il "ponte stretto", il "prato fiorito", il "penetrare nelle viscere della terra", ma anche l'immagine dell'Arcangelo Michele e dei dodici Apostoli. Il Viaggio Onirico. E' il veicolo e creatore di simboli. Quello di Galgano � un sogno iniziatico che conduce verso la realizzazione del s�. Nell'incondizionata dimensione del sogno, l'energia intima, potenziale, inconscia del cavaliere Galgano trova finalmente la sua espresione. In questo caso il sogno rivela l'essere in potenza e nel contempo conduce il soggetto nel difficile viaggio dell'esoterismo. Il Fiume. E' il simbolo del rinnovamento. Lo scorre dell'acqua verso il mare � l'immagine del percorso spirituale verso l'Uno indifferenziato. Il passagio da una riva all'altra del fiume � l'immagine del percorso iniziatico, il passaggio dal mondo fenomenico a quello metafisico. Il ponte stretto. E' il difficile passaggio dalla terra al cielo, dal mondo sensibile a quello sovrasensibile, dallo stato umano a quello divino. Rimanendo nel mito di re Art� e della "spada nella roccia", � singolare che anche Lancillotto attraversa un ponte, il ponte-spada, il Chinvat del Parsismo che, sottile come un capello, fa precipitare gli ingiusti all'inferno. Il ponte rappresenta quindi il simbolico passaggio verso la "Luce", facile per i giusti, "stretto come una lama di rasoio per gli empi". Il ponte sostituisce l'immagine del traghettatore delle anime, � il simbolo del sacerdote (pontifex = sacerdote, colui che costruisce il ponte tra il mondo quotidiano e l'aldil�) Prato fiorito. La leggenda del sogno di Galgano richiama anche il simbolismo alchemico. L'Opera richiede grandi fatiche, simboleggiate dalla stretta via (il ponte) per giungere al prato delle Esperidi rigoglioso di "Pomi Doro". Dalla foresta, attraverso il bosco sacro, si giunge al prato fiorito simbolo del divino. Il cammino sotterraneo. Il percorso sotterraneo cela il sapere iniziatico. E' il V.I.T.R.I.O.L. posto nel gabinetto di riflessione del rituale massonico. Colui che cerca la "Luce" deve percorrere le viscere del proprio "essere pi� intimo" per conoscere il suo vero s� e, rettificandosi, giungere a scoprire la propria pietra occulta. Per quanto il nome Galgano fosse comune nella toscana del XII secolo, appare straordinaria l'assonanza con il toponimo "Monte Gargano", santuario pugliese dell'Arcangelo Michele o anche con il nome Galvano, eroe del ciclo di Art�. Come non associare l'immagine dei cavalieri della tavola rotonda ed il sogno di Galgano con i dodici Apostoli che lo accolgono nella sacra rotonda di Montesiepi. |
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| La Spada La Spada sembra corrispondere esattamente, per quanto concerne lo stile, a una vera spada del XII secolo, e pi� esattamente del tipo X.a della classificazione ormai universalmente accettata di Ewart Oakeshott. Si tatta di uno dei massimi esperti di spade medievali, consulente alle Royal Armouries di Leeds. Sono stati ripercorsi gli avvenimenti che hanno interessato la spada dal 1915 in poi, anche grazie a testimoni oculari ancora in vita. La spada fino al 1924 circa era conficcata in una fessura della roccia e poteva essere estratta. La roccia era coperta da una sorta di grata metallica. L�allora parroco don Ciompi blocc� la lama versando del piombo fuso nella fessura. La grata fu eliminata. La spada fu pero� spezzata negli anni 60 durante un atto vandalico. Il moncone fu fissato sopra la parte di lama ancora nella roccia applicando del cemento. Il cemento fu poi sostituito con altro di colore adeguato. La spada fu spezzata di nuovo nel 1991 da un secondo vandalo, e ancora sistemata con cemento. Fu poi applicata l�attuale cupola protettiva di plexiglas. Il giorno 18 maggio 2001 si � proceduto a un�ispezione del manufatto. Il tentativo eseguito era di praticare un piccolo foro nella roccia sperando di raggiungere la cavit� in cui si troverebbe la lama, e il blocco di piombo che la tiene. E� stato infatti praticato un foro di circa 11 mm di diametro, corrente verticalmente e parallelamente a poca distanza dalla posizione presunta della lama cementata |
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