| MUSSOLINI E L'UFO CRASH DEL 1933 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| � vero. Il primo avvistamento ufficiale che ha dato la patente alla storia Ufo dell�era moderna � quello di Kenneth Arnold. Ma in realt� gli Ufo erano stati visti molto prima. � il regime fascista a riconoscerli, studiarli e forse esaminarli direttamente. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Il dato, clamoroso, � stato svelato nell anno 2000 dal Centro Ufologico Nazionale autore di un�indagine storico-scientifica durata due anni, partita dalla raccolta di documenti e che ha avuto un fortissimo impulso dalle rivelazioni (e dalle carte) fornite da un misterioso personaggio probabilmente membro del regime fascista. Documenti, peraltro, riconosciuti effettivamente degli anni �30 da perizie del Tribunale di Como. Secondo quanto ha ricostruito il Cun, nel giugno del 1933 un oggetto non identificato solca i cieli di Milano e si schianta: forse fra Varese, Sesto Calende e Vergiate. Il �velivolo non convenzionale�, che i fascisti considereranno sempre un�arma di qualche potenza straniera, o quello che ne resta, viene forse nascosto nello stabilimento Siai Marchetti di Vergiate. Scatta fulmineo un blitz per segretare tutto. Il Duce ordina all�agenzia di stampa ufficiale Stefani e a ogni organo d�informazione di bloccare immediatamente le notizie: anche la fuga di un sussurro sar� deferita al tribunale per la sicurezza dello Stato. Imbavagliato perfino l�osservatorio meteo di Brera. Nasce il Gabinetto Rs33 costituito da scienziati, esponenti del regime, presieduto (nominalmente) da Guglielmo Marconi, controllato dall�Ovra, la polizia politica fascista. � l�organismo che, fino alla fine della guerra, si occupa degli avvistamenti, frequenti anche fra i piloti della Regia Aeronautica. Documenti, carte, mezze ammissioni. Un lavoro durissimo quello del Cun, fra persone scomparse, testimoni che non si trovano o non parlano, istituzioni che smentiscono. Fatto sta che, secondo la leggenda, alla fine degli anni �30 proprio Marconi costruisce una specie di "raggio" in grado di paralizzare i sistemi elettrici dei motori. Che nella germanica Essen un bel giorno del �39 tutti i veicoli a motore si bloccano. Che nel 1941 i tedeschi cominciano a costruire i V7, velivoli discoidali che a fine conflitto vanno in parte distrutti e in parte recuperati dai russi. C�� un giallo anche attorno alle casse che Mussolini cerca di mettere al sicuro prima della disfatta, diverse da quelle dell�oro di Dongo, contenenti - pare - documenti segretissimi. Non si � potuto ispezionare nemmeno il capannone Marchetti di Vergiate: distrutto da un incendio doloso il 17 marzo 1943. Per cercare di avere qualche conferma ufficiale dalla storia bisogna insomma aspettare, sperando in un allentamento dei cordoni del mistero, mantenuti stretti tutt�ora. |
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| I PROTAGONISTI Alfredo: misterioso personaggio cui � rivolta una lettera Stefani che fa riferimento al Gabinetto RS/33. Potrebbe trattarsi del giornalista milanese Alfredo Rizza, agente segreto dell�O.V.R.A. che agiva sotto uno pseudonimo numerico (203), come presumibilmente le persone implicate nei files fascisti. De Santi: � probabilmente il pi� inafferrabile e sfuggente degli 007 fascisti, uomo di punta per i contatti con le spie naziste; per capire quanto fosse in gamba si pensi che, dopo la guerra, riusc� a spacciarsi per antifascista e venne persino premiato con una medaglia da De Gasperi in persona; per molti anni si pens� che non esistesse nemmeno; la sua esistenza venne poi provata al di l� di ogni ragionevole dubbio solo l�anno scorso dallo storico Arrigo Petacco, che ha identificato in De Santis, Nostromo, Luigi Grassi, Grossi o David (tutti pseudonimi) un certo Tommaso David, colonnello di Frosinone fondatore del gruppo spionistico Volpi Argentate ed in seguito capo dei servizi segreti di Sal�. Marconi: credeva negli extraterrestri, ed ha rilasciato al riguardo diverse dichiarazioni; riteneva si potesse comunicare con loro via radio; inoltre, dopo i fatti del �33, ebbe un misterioso incontro in America con David Sarnoff, persona di spicco dell�Intelligence USA (coinvolto nell�ondata di razzi fantasmi del �46 e nello studio di un celebre avvistamento UFO filmato nel 1966). L�O.V.R.A.: secondo Mister X il Gabinetto avrebbe avuto il pieno sostegno dell�O.V.R.A. Tutto ci� � plausibilissimo. Fra il 1931 ed il 1933 la polizia segreta di Mussolini visse la sua fase di massimo attivismo. Nucleo portante di tutta la struttura fu proprio la Lombardia, ove sarebbe stato recuperato il disco; la sola Milano coordinava con 24 agenti la rete lombarda, diretta da Francesco Nudi, dal commissario Tommaso Petrillo e dal commissario aggiunto Giovanni Di Salvia. Forse era di Di Salvia (e non di De Santi) la sigla �D.S.� che appare in uno dei files fascisti. Zerbino: � il nome che appare, per esteso ed in sigla, in calce ad alcuni documenti fascisti (la firma non � particolarmente leggibile e, paradossalmente, potrebbe invece corrispondere a Foschini, capo dei servizi segreti SID durante la Repubblica di Sal�); ma � anche il nome di una villa ove Marconi era solito trovarsi con alcuni suoi amici altolocati, quella dei marchesi Gropallo di Genova. Zerbino era forse il nome in codice di Marconi? O il nome di un covo del Gabinetto RS/33? |
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| L'inizio del cover up La disillusione sarebbe per� arrivata da l� a poco, quando i servizi segreti del Duce si sarebbero trovati dinanzi a qualcosa di veramente alieno alla nostra cultura (mai termine fu pi� appropriato). E lo si ricava dal violento cover up imposto subito dopo: rifusione di piombi giornalistici; completa censura della notizia sulla stampa nazionale; arresto dei testimoni, allerta di tutti gli uomini dell�OVRA lungo tutta la penisola. E soprattutto, pesanti sanzioni e procedimenti contro chi si fosse azzardato a spifferare qualcosa. E cos� il prefetto Bruno di Milano veniva tutt�a un tratto "promosso e spostato" e sostituito dal triestino Gaetano Laino; assai pi� sfortunato tale Moretti, al quale si accenna in una missiva Stefani rilasciata da Mister X ed indirizzata ad un certo Alfredo; Moretti presumibilmente fece una brutta fine (nel testo si accenna anche ad un "caso analogo precedente conclusosi col ricovero in manicomio"). Di quest�ultimo, possiamo dire di averlo identificato con buona approssimazione. Si chiamava Ugo Moretti, viveva a Roma, era un giornalista palesemente di regime (e questo spiega come potesse essere al corrente dell�esistenza del Majestic 12 fascista); scriveva per un giornale per ragazzi, intitolato "Anno XII" (poi "Anno XIII"). Evidentemente, pensando di non combinare nulla di male, ebbe a scrivere del Gabinetto RS/33 o degli avvistamenti UFO; che fine fece non lo sappiamo, ma la lettera divulgata da Mister X adombra i sospetti pi� cupi: se ne doleva, nella missiva, un cronista della Stefani (la cui firma � peraltro la stessa dei telegrammi dell�atterraggio del �33 e della lettera a Ciano circa gli avvistamenti veneti del �36) a quell�Alfredo, probabilmente un collega di Milano, forse pure egli collaboratore di "Anno XII". Abbiamo controllato la lista degli "Alfredo" collaboratori di "Anno XII": ne esistevano solo due, uno a Milano, Alfredo Liotto; ed uno a Messina, Alfredo Occhio. Una brutta fine deve aver fatto anche il pilota francese che sulle Alpi Marittime ebbe a filmare o fotografare un UFO (qui Mister X � stato evasivo). L�anonimo divulgatore dei files fascisti ha difatti inviato ad altra pubblicazione, a mo� di sfida, un ritaglio di giornale senza data, che smentiva "ipotesi straniere sulla scomparsa di un aviatore". "In seguito alla scomparsa di un sergente aviatore francese, che non ha fatto ritorno da una gita sulle Alpi Marittime, alcuni giornali stranieri hanno avanzato l�ipotesi che egli, avendo sconfinato in territorio italiano, sia stato tratto in arresto dalle nostre autorit� confinarie", riferiva il quotidiano. Aggiungendo: "Siamo in grado di smentire tali voci fantastiche, nessun arresto del genere essendo stato operato dai nostri reparti di frontiera". Mister X chiedeva all�ufologo di "dimostrare a s� qual � la sua stoffa di ricercatore. Dia un�occhiata alla fotocopia dell�articoletto che le invio. � dell�estate del 1933: riesce a scorgere l�anello che lo collega all�affaire del Gabinetto RS/33? La risposta sar� tanto sbalorditiva, inquietante ed intrigante che si complimenter� da solo per esserci riuscito (se ci sar� riuscito...)". Non ci risulta che il collega scettico ce l�abbia fatta. Ma noi del CUN, che siamo dei mastini, s�. Ed abbiamo trovato copia della notizia, che altro non � che (guarda caso!) un dispaccio Stefani, apparso sui giornali "L�Italia", "La sera" e "Regime fascista", rispettivamente del 13, 14 e 15 agosto 1933. Avendo scoperto poi che nel dossier che Mister X aveva inviato nel 1996 al "Resto del Carlino" erano elencati tutti gli avvistamenti fra il �33 ed il �40, compresi i casi fotografici sulle Alpi, era stato sin troppo facile capire quale fosse la colpa del misterioso gitante francese scomparso nel nulla: avere documentato il passaggio di un UFO. A titolo di mera curiosit� riporter� infine il fatto che quando Italo Balbo, uno dei vertici del Gabinetto RS/33, venne per sbaglio abbattuto dalla contraerea italiana durante un volo, vi fu chi insinu� che si fosse trattato di un evento premeditato ordinato segretamente dal Duce, in quanto il pilota italiano era palesemente antigermanico. Curiosamente nei files fascisti si accenna, con rammarico, proprio alla progressiva germanizzazione del Gabinetto RS, con tanto di esclusione degli italiani, a cominciare dai cronisti Stefani. Altra curiosit�, Balbo, sin dal 1932, collaborava gomito a gomito con il professor Filippo Eredia, direttore dell�Ufficio Presagi della Regia Aeronautica (ovvero l�Ufficio Meteo); curiosamente quest�ultimo nel dopoguerra divenne uno dei classici UFOscettici d�ufficio... Ma nelle mie ricerche d�archivio non ho trovato solo traccia delle sparizioni degli UFOtestimoni e dei giornalisti coinvolti negli eventi di quella travagliata epoca; ho trovato anche molte affermazioni che oggi si potrebbero rileggere come un ben preciso progetto di cover up portato avanti di pari passo con un apparentemente contraddittorio training ufologico, ovvero una progressiva acculturazione delle masse verso l�accettazione dell�idea dell�esistenza degli extraterrestri. Questo tentativo, messo in atto in questi ultimi anni dagli americani, era forse stato attuato a casa nostra gi� negli anni Trenta! Segno forse che la fazione extraterrestrialista del Gabinetto RS/33 premesse per una rivelazione diretta, pur se controllata e centellinata, mentre altri si opponevano. Non fu soltanto la "Cronaca prealpina" del 20 giugno del �33 a riferire, pochi giorni dopo il recupero del disco in Lombardia, dell�esistenza dei marziani (vedasi "UFO Notiziario" di marzo); la notizia era stata riportata, in maniera assai pi� circostanziata, anche sul quotidiano cattolico "L�Italia" del 21 giugno ed era palesemente un press release, un dispaccio stampa; dunque ripreso da pi� giornali per ordine del Duce! Nello stesso periodo diverse pubblicazioni allineate (e quali non lo erano?) avevano cominciato a bombardare i lettori con notizie astronomiche e di vita sugli altri pianeti, come la rivista "Il Balilla" che fra giugno e luglio del �33 dedic� all�argomento diversi servizi (e nel numero del 20-7-33 accenn� chiaramente all�esistenza di "uomini su altri mondi"); o come "L�italiano", che nel settembre dello stesso anno pubblic� la notizia che Marte era abitato. Ma, quasi a voler creare a bell�apposta confusione, da altre parti fioccarono anche le smentite (la rivista "L�Illustrazione italiana" del 3-9-33 pubblic� un romanzo di Lucio D�Ambra, "Angioli della fine di giornata", che derideva la vita negli altri pianeti) e le insinuazioni sull�esistenza di armi segrete, custodite in hangar altrettanto occulti, come il pezzo apparso a pagina tre de "La Stampa" del 17 giugno del 1933 ed intitolato "I rifugi degli aerei, hangars nascosti". Questa era certamente la fazione militarista (Balbo in testa?) che propagandava il mantenimento della credenza della supremazia aerea dell�Italia fascista; ed esultava nel leggere titoli quali "L�ammirazione francese pel successo delle Ali fasciste", apparso su "La Stampa" due giorni dopo la scomparsa nel nulla del pilota UFOtestimone. Essi non potevano certo tollerare che si mettesse in discussione la nostra supremazia aerea. Qualsiasi evento contrario andava negato, i testimoni fatti scomparire. Ma a sparire in quegli anni furono anche i carteggi. Nei diari di Ciano, che peraltro vanno dal 1939 al 1943, non vi � traccia del Gabinetto RS/33. Comprensibile, trattandosi di una commissione segreta. Pi� facile invece che ve ne fosse accenno in quelli della Petacci, che era solita annotare fedelmente il contenuto di tutte le conversazioni avute con il suo amante, Mussolini. Tale materiale (due scatoloni contenenti duecento lettere del Duce ed un diario comprendente eventi storici dal �33 al �45) � stato sequestrato nel 1950 dai carabinieri e tutti gli incartamenti sono stati segretati dal governo dell�epoca; nonostante le vibrate proteste degli storici (Luciano Garibaldi ed Alessandro Zanella in testa) nonch� degli eredi della famiglia Petacci, su quelle carte � calato un incomprensibile velo di segretezza; una sentenza della Corte di Cassazione del 12 aprile 1956 ha attribuito le carte allo Stato "in quanto contengono riferimenti alla politica estera ed interna in Italia" (e dunque anche alla commissioni segrete!) ed un decreto (dpr) del Presidente della Repubblica, datato 30 settembre 1963, ha stabilito in 50 anni la durata dei "segreti di stato". In realt� quel lasso di tempo � gi� trascorso ed ora sarebbe possibile visionare queste carte interessantissime, che potrebbero forse fornire ulteriori indizi anche a questa intricata vicenda; ma sfortunatamente quando gli storici Garibaldi e Zanella il 18 aprile 1995 hanno rivolto istanze all�Archivio di Stato ed ai ministeri dei Beni Culturali e dell�Interno, si sono sentiti rispondere dall�allora ministro dell�Interno Giorgio Napolitano (PDS) che "le carte contenevano situazioni puramente private di persone, per le quali il dpr stabilisce una segretazione ancor pi� severa: 70 anni" (avevo avuto conferma dell�esistenza di queste procedure all�epoca delle mie ricerche presso l�Archivio di Stato di Milano). Garibaldi e Zanella non si sono arresi ed hanno chiesto ripetutamente di visionare dunque i soli diari, rivolgendo ulteriori richieste ai ministri del governo Dini, ma la risposta � stata sempre negativa, l�ultima volta con il pretesto che, a seguito di un�istruttoria (condotta da chi? e quando?) "non erano state individuate notizie attinenti al campo di ricerca degli studiosi"! (Palese bugia. Fonti indipendenti quali lo storico Ricciotti Lazzero confermano che nei diari si trattava addirittura degli accordi segreti con Winston Churchill). L�esistenza del Gabinetto RS/33 � probabilmente documentata in quelle carte, la cui derubricazione in passato venne caldeggiata, invano, anche dal celebre Enzo Tortora. Garibaldi e Zanella, che peraltro non si occupano di UFO, hanno dichiarato che "Claretta Petacci era una meticolosa annotatrice di ogni frase, di ogni parola del suo uomo; confidava al suo diario ci� di cui via via veniva a conoscenza" (e lo passava alla Gestapo, si � poi scoperto...). Facile che si parlasse anche degli UFO. Sfortunatamente la ricerca di documenti dell�epoca, indipendenti dai files di Mister X, � oltremodo spinosa; molti carteggi sono stati confiscati dai vari governi (nazista, americano, italiano del Dopoguerra); il resto � andato distrutto nei bombardamenti aerei (come i registri della questura di Milano o dell�aeroporto milanese di Bresso, presumibilmente coinvolti nel recupero UFO del �33). IL MAJESTIC FASCISTA Ulteriori ricerche, pi� fortunatamente, mi hanno per� permesso di provare in maniera inequivocabile il legame fra Marconi ed il clan dei professori che studiavano gli X-files fascisti. Di questa insolita connection, occorre dirlo, Mister X non ha sinora fornito prove, non ha esibito alcun carteggio dell�epoca; semplicemente, nel settembre dell�anno scorso, aveva inviato all�ufologo scettico - reo di averlo stroncato sulla stampa - una memoria battuta al computer, contenente i nomi dei membri del Gabinetto RS/33. Nel foglio si leggeva: "Altri componenti furono, nel corso del tempo, i professori Dallauri, Pirotta, Crocco, Debbasi, Severi, Bottazzi e Giordani". Bisognava credere alla parola dello scrivente, non esistendo veline dell�epoca. Nei numeri di marzo e aprile di "UFO Notiziario" avevo poi sottolineato il fatto che due di questi nomi fossero stati scritti in maniera errata: Dallauri per Vallauri e Debbasi per De Blasi (segno che la memoria storica di Mister X non era infallibile). Nuove scoperte mi hanno dato ragione, dimostrando in pi� che Marconi era effettivamente in relazione con questi personaggi. Vediamo cosa � emerso dalle ricerche sui giornali dell�epoca. Il 14 agosto 1933, subito dopo la misteriosa scomparsa dell�aviatore francese UFOtestimone, il Gabinetto RS/33 aveva convocato una riunione straordinaria a Roma. La versione ufficiale data alla stampa per quell�incontro al vertice fu di una riunione dei "membri dell�Accademia d�Italia per la divulgazione di una memoria sulla propagazione di microonde a notevole distanza" (ovvero, sulla radiotelegrafia). Ma si parl�, probabilmente, anche del caso fotografico delle Alpi Marittime (non si spiegherebbe altrimenti l�urgenza della riunione, proprio il giorno dopo il fatto). A riprova che Marconi fosse in stretto contatto con il clan dei professori c�erano gli articoli apparsi sui quotidiani "Il mattino" e "L�Italia" del 15 agosto, che titolavano: "Si � riunita in seduta straordinaria la classe di scienze fisiche, matematiche e naturali della Reale Accademia d�Italia. Erano presenti le LL. EE. Vallauri, vicepresidente, Pirotta, Bottazzi, Severi, De Blasi, Giordani e Crocco. Assistevano anche il vicepresidente anziano Formichi ed il segretario generale Volpe. Presiedeva S.E. Marconi...". A quali conclusioni giunse, dopo sette anni di studi segreti, il Gabinetto RS/33 non ci � dato di saperlo. Se fosse ancora vivo il colonnello Corso forse ci parlerebbe di retroingegneria aliena del Ventennio; certo, un�esagerazione, ma comunque stupisce il fatto che uno dei Majestic fascisti, Gaetano Arturo Crocco, caldeggiasse in quegli anni e nell�immediato dopoguerra la possibilit� fattiva e a suo dire dimostrata di volare nello spazio; come cosa fatta. Con un sin troppo sospetto ottimismo egli, secondo quanto riferisce lo storico della scienza Franco Fiorio, "dimostr� sin dal 1950 (!) come, mediante uno sfruttamento pi� efficiente della fusione nucleare, fosse possibile raggiungere velocit� quasi-luce e varcare i confini del nostro sistema solare; fino a distanze equivalenti a 34 anni-luce, contenenti circa 480 stelle come il nostro sole, ciascuna delle quali rappresenta un sistema comprendente molti pianeti". Prima ancora che esplodesse il fenomeno dei dischi volanti, Crocco ne conosceva gi� un plausibile funzionamento. Solo per coincidenza? Ne dubito... |
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| L�UFO NASCOSTO A VERGIATE � stato proprio "Il Giorno" il primo ad ipotizzare, su mia indicazione, che il disco volante recuperato dai fascisti all�alba del 13 giugno del �33 fosse stato nascosto negli stabilimenti della Siai Marchetti di Vergiate o Sesto Calende, due localit� confinanti in provincia di Varese. Sono giunto all�identificazione del posto grazie ad una serie di elementi combacianti. In primo luogo, la zona dell�atterraggio doveva essere nel milanese o in Lombardia; lo dimostrava il fatto che le veline Stefani che riferivano del recupero partissero dall�Ufficio Telegrafico di Milano e non, ad esempio, da Roma o da una sede giornalistica periferica; Vergiate si trova in provincia di Varese; a cinque minuti di macchina c�� Sesto Calende, sul fiume Ticino, al confine con Novara. A Sesto Calende e a Vergiate (e nella vicina S.Anna) la Siai Marchetti aveva i propri stabilimenti ove venivano costruiti gli aerei militari. A Sesto vi erano gli uffici dirigenziali, a Vergiate gli stabilimenti veri e propri, a S.Anna i cantieri che in seguito ospiteranno la Decima Mas. A Sesto e Vergiate erano di casa Italo Balbo e Filippo Eredia, suo braccio destro. Balbo, lo apprendiamo dai documenti fascisti, era uno dei vertici del Gabinetto RS/33 (ed era in stretto contatto con Marconi, come dimostra un articolo su "La Sera" del 15-7-33, circa alcuni telegrammi amichevoli fra i due personaggi). La storia ufficiale ci dice che Balbo "era solito partire per le sue imprese aviatorie proprio da Sesto Calende" (meglio ancora: dal campo di volo dell�adiacente Vergiate). Filippo Eredia, responsabile dell�Ufficio Meteorologico di Stato (forniva a Balbo le condizioni atmosferiche per le trasvolate oceaniche) era di casa negli stabilimenti della Marchetti (vi sono foto che lo ritraggono a S.Anna). Dopo la guerra quest�ultimo divenne, curiosamente, uno dei pi� strenui scettici d�ufficio del fenomeno UFO. Ancora, altre indicazioni spingevano la mia attenzione nella zona di Varese. In primo luogo, il fatto che, dopo il recupero del disco, era stato proprio un giornale varesino, la "Cronaca Prealpina" del 20 giugno, a dare notizia con enfasi dell�esistenza di forme di vita su Marte in contatto con uomini della Terra; in secondo luogo il fatto che negli anni immediatamente successivi il dopoguerra continuasse a circolare nella zona la voce che a Vergiate fossero custoditi dischi volanti terrestri. Ho personalmente reinchiestato il caso di Tradate di Varese. Nel 1950 l�operaio Bruno Facchini di Abbiate Guazzone s�imbatt�, in un bosco, in un disco volante sceso al suolo e nei suoi occupanti. A ricordo di quell�esperienza, Facchini port� sempre sull�addome gli effetti (da scossa elettrica) provocatigli da un fascio di luce sparatogli contro dagli alieni; conserv� inoltre frammenti del disco volante, lasciati a terra dagli extraterrestri, intenti ad effettuare sul disco un lavoro di saldatura. Ci� che pochi sanno � che quando Facchini si imbatt� nel disco, pens� subito fosse un prototipo americano custodito a Vergiate. Proprio gli americani, che durante la guerra bombardarono ben nove volte lo stabilimento Marchetti di Vergiate tentando di distruggere qualcosa a tutti i costi, risparmiarono Sesto Calende, sebbene sorgesse accanto ad uno strategico ponte in ferro sul Ticino. Forse gli americani, venuti a conoscenza del fatto che negli uffici della Marchetti vi erano preziosi incartamenti, decisero di risparmiare Sesto. E a guerra finita, negli anni Cinquanta, l�US Air Force si affrett� a mettere le mani sugli stabilimenti di Vergiate, improvvisamente adibiti ad hangar manutentivi per gli aerei americani. Altri elementi ancora mi spingevano ad investigare in questa direzione. Va detto che negli ultimi mesi diverse teorie sui files fascisti sono state veicolate su pubblicazioni varie; riguardavano in parte il crash (sebbene nei documenti si parlasse solo di atterraggio) del disco volante del �33; veniva avanzata l�ipotesi di un guasto causato da un fulmine, chiaramente ispirandosi al crash di Roswell. Sin dall�inizio della mia indagine era bastato controllare il bollettino meteo dell�Osservatorio di Milano Brera per escludere a priori questa ipotesi: quel giorno il cielo era semicoperto, occasionalmente piovoso. Non vi erano stati furiosi temporali. Ma proprio per questo motivo saltava subito agli occhi come una forzatura, una bugia male orchestrata, la notizia che un misterioso lampo di luce schiantatosi nella notte sullo "stradale tra Magenta e Novara" fosse un banale fulmine. L�unica pubblicazione che si azzardava a riportare la notizia (con un certo ritardo) era la Domenica del Corriere del 9 luglio; riferiva assai stringatamente di ben cinque operai, uno dei quali ferito molto gravemente, colpiti... da un unico fulmine!. Non poteva sfuggirmi la connessione con il documento senatoriale del Gabinetto RS/33 che imponeva di ricondurre il "fenomeno" ad una spiegazione astronomica. Non ho mai scritto prima di questa scoperta perch� volevo esserne sicuro (in fondo, nei giorni immediatamente precedenti o successivi l�atterraggio dell�UFO vi erano state diverse convenzionalissime cadute di fulmini |
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| IL SETI FASCISTA Relativamente pi� semplice � stato indagare sui membri del Gabinetto RS/33. Ne sono emerse convinzioni folli! Nel 1973 nella sala della Caxton Hall di Londra l�astronomo scozzese Duncan Lunan presentava ai colleghi un diagramma di echi radio (LDE) captati nel 1928 dal professor C. Stoermer in Norvegia. Gli echi erano, secondo Lunan (e secondo l�astronomo Bracewell, che li aveva studiati nel 1960) delle radiofrequenze terrestri che erano state captate dagli alieni e reinviate sulla Terra con una serie precisa di pause ("ritardi") a mo� di messaggio intelligente, un po� come nel film "Contact". Secondo Lunan gli echi erano stati rispediti ritardati sulla Terra da una sonda extraterrestre partita tredicimila anni fa da Epsilon di Boote. Al di l� della bont� di queste conclusioni, ci� che mi ha molto meravigliato � stato scoprire che Marconi - capo del Gabinetto RS/33 e convinto assertore dell�esistenza di comunicazioni aliene - fosse assolutamente al corrente dell�esistenza di questi radiomessaggi! Ci� spiegherebbe perch� proprio lui sarebbe stato incaricato di guidare il Gabinetto RS/33; e spiegherebbe perch� assieme ad un altro membro del team fascista, Giancarlo Vallauri, studiasse il radar per intercettare gli intrusi dallo spazio (17)! E si chiarirebbe il ruolo del progettista Gaetano Arturo Crocco, altro membro del Gabinetto RS/33, il primo in Italia a studiare, sin dal 1906, l�autorotazione - mediante eliche - dei velivoli. Chi meglio di lui poteva capire il funzionamento di un disco volante? Di lui il giornalista aeronautico Cesare Falessi, che fu suo grande amico, mi conferm� l�improvvisa fissazione per i viaggi nello spazio. Tale affermazione � documentata anche dallo studioso Franco Fiorio: "Il grande scienziato e pioniere astronautico italiano Crocco ha dimostrato fin dal 1950 come, mediante uno sfruttamento pi� efficiente dell�energia di fusione nucleare, il raggiungimento di velocit� quasi-luce sia possibile e come ci� consenta di varcare, entro i limiti di tempo della vita umana, i confini del nostro sistema solare fino a distanze equivalenti a 34 anni luce, contenenti circa 480 stelle fisse della classe del nostro sole, ciascuna delle quali rappresenta un sistema solare indipendente comprendente molti pianeti di svariate caratteristiche (18)". Quanto a Marconi, cit� gli echi di Stoermer in uno scritto inviato alla Reale Accademia d�Italia (di cui fecero in seguito parte i membri del Gabinetto RS/33) e letto a Trento il 7 settembre 1930. "Nel 1928", dichiar� il fisico, "il prof. Stoermer di Oslo annunzi� di aver potuto confermare delle osservazioni fatte dall�ing. Hals, riguardo all�esistenza di radio-echi ricevuti parecchi secondi dopo la trasmissione di ciascun segnale. Dato che la velocit� delle onde elettriche � di circa 300.000 km al secondo, � necessario supporre che le onde causanti l�eco percorrano in certi casi centinaia di migliaia di chilometri. Infatti, nel corso di una conferenza tenuta ad Edimburgo nel febbraio di questo anno, il prof. Stoermer espresse il dubbio che alcune onde adoperate nelle varie trasmissioni, fossero riflesse dall�orbita della luna (19)". Guarda caso, proprio Crocco insisteva in quegli che si dovesse colonizzare il nostro satellite. Il Majestic 12 fascista era convinto che vi fosse qualcun altro sulla Luna? |
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