| ENIGMI DAL PASSATO | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Quanto poco sappiamo sulle realti capacit� e conoscienze dei popoli del passato erano capacit� acquisite per proprio conto , era lo slancio di geni isolati o erano tecnologie che venivano da altrove?, una cosa appare certa , abbiamo troppo a lungo sottovalutato i nostri antenati metaluna |
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LE LAMPADE DI DENDERA Scoperte verso la met� dell' 800 da Auguste Mariette, fondatore del Museo Egizio del Cairo, le cripte di Dendera offrirono ai loro scopritori numerosissimi bassorilievi di pregiata fattura, raffiguranti, secondo gli archeologi, scene di rituali religiosi. Sulla maggior parte di questi si notano infatti scene di processioni, ma un bassorilievo in particolare, denominato "pietra delle serpi", oltretutto l' unico che si pu� ancora ammirare nell' unica cripta lasciata aperta ai visitatori dopo che nel 1973, vi si verificarono dei furti, suscita ad un occhio attento molte perplessit� sia sull 'interpretazione data dagli archeologi sia su quello che l' autore dei bassorilievi volesse rappresentare. La familiarit� dei manufatti raffigurati in queste incisioni non pu� non farci riflettere.Il bassorilievo del Tempio di Hator a Dendera Nel bassorilievo in questione si notano due figure che sorreggono due enormi "ampolle" che assomigliano molto a potenti lampade elettriche, con cavi a treccia attaccati a quello che potrebbe essere un interruttore o un generatore. Da notare che questo generatore ha la classica forma di uno "Djed", oggetto rinvenuto in molti disegni e bassorilievi egizi, ma di cui non si � ancora potuto accertare con certezza la funzione. Alcune ipotesi lo indicano come un "generatore di vita", nel senso forse religioso del termine. llustri studiosi, davanti a queste rappresentazioni, hanno provato stupore poich� mai avevano ammirato nulla di simile. Alcuni sostengono appunto si tratti di enormi lampade elettriche che proverebbero l' uso, da parte degli egizi, di fonti luminose. Anche se appare incredibile contemplare un' ipotesi simile non bisogna dimenticare le considerazioni di studiosi come R. Habeck e P. Krassa secondo cui i rilievi riprodurrebbero processi elettrotecnici. Queste ipotesi sono state avanzate dai citati studiosi sui brani trasposti da un altro eminente ricercatore, il dott. Waitkus, che ha tentato di decifrare i geroglifici delle cripte. Gli antichi egizi conoscevano forse la corrente elettrica? Od erano solo custodi di tecnologie che loro non comprendevano, ma che avevano imparato ad usare da chi le aveva inventate, forse millenni prima? Questo, come altri misteri legati ai grandi monumenti della Piana di Giza, sar� forse svelato quando tutte le camere nascoste delle piramidi e della sfinge saranno aperte per mostrarci il loro contenuto. Qui allora tutte le ipotesi e le congetture troveranno conferma o saranno demolite. Sempre che non ci venga nascosto qualcosa... |
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| ALIANTE DI SAQQARA Quando venne tratto alla luce, nel 1898 (cinque anni prima dell' impresa dei fratelli Wright), in una tomba di Saqqara, nessuno avrebbe potuto ovviamente stabilire un legame tra esso ed il volo umano. Solo nel 1969 il dott. Khalil Messiha,medico oltre che stimato archeologo,lo "riscopr�", esposto al Museo Egizio del Cairo, e rimase stupefatto della sua somiglianza con un aereo moderno (dopo questa scoperta, l' oggetto fu rimosso dalla teca dove era conservato e nessuno sa dove sia finito). Si tratta di un oggetto di legno che, secondo i suoi primi scopritori, rappresenterebbe un uccello stilizzato. Ma il suo aspetto � da considerarsi anomalo per ricordare un uccello, infatti le sue ali sono diritte, il piano di coda rialzato ed il corpo centrale lavorato in modo aerodinamico. Il reperto, che consisteva di due parti (una specie di fusoliera ed una sola coppia di ali che si incastrava perfettamente in una scanalatura della prima) era lungo 14 centimetri con un' apertura alare di 18 centimetri ed aveva poche decorazioni, se si eccettuano occhi simbolici ed una corta riga sotto le ali. E non vi � traccia di zampe.Un gruppo di esperti di archeologia e di aeronautica si mise a studiare il reperto, notando la struttura e la curvatura delle ali, indispensabili alla stabilit� di un mezzo volante, e avanzando l' ipotesi che l 'oggetto fosse un modellino di aereo. Qualcuno afferm� trattarsi di un aliante per il trasporto di carichi. Tali considerazioni indussero ad ulteriori ricerche, le quali portarono al rinvenimento di oltre una dozzina di raffigurazioni analoghe |
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OGGETTI SIMILI AI MODERNI VELIVOLI VENNERO RITROVATI ANCHE AL DI LA' DELL' OCEANO, E PRECISAMENTE IN COLOMBIA, COSTA RICA, IN VENEZUELA ED IN PERU'. IL MISTERO NON E' LIMITATO SOLO AGLI ANTICHI EGIZI, MA DUNQUE IN TUTTO IL MONDO. In Colombia, nella Valle del Cauca, vennero ritrovati alcuni artefatti appartenenti alla cultura Calima (l� secolo a.C. - ll� secolo d.C.), e tra questi alcune miniature, scoperte trent' anni fa dall' archeologo Alan Landsburg ed oggi ammirabili in diversi musei del mondo. Vengono definite dagli archeologi "Colganti Zoomorfi" vale a dire "composizioni aventi forma animale" o identificate con stilizzazioni di pappagalli o pesci.E' evidente che in comune con questi animali hanno ben poco. Per molte di queste il viso addirittura appare umanizzato, e nessuna mostra il becco tipico di un uccello. La maggior parte di queste miniature � esposta al Museo dell' Oro di Bogot�, presso la Banca Nazionale della Colombia, Al Museo Britannico di Londra, ed allo Smithsonian Institute di Washington. Tutte le miniature misurano poco pi� di 5 centimetri e sono tra gli artefatti precolombiani pi� stupefacenti al mondo. Infatti, sebbene gli esperti di culture ispaniche li identifichino come oggetti di culto dalla forma animale, la loro aerodinamicit� � sorprendentemente analoga a quella dei moderni jet con ali a delta.Due miniature che ricordano i moderni jet Pu� sembrare incredibile ma questa caratteristica � stata verificata da ingegneri aeronautici che ne hanno comprovato l' attitudine al volo. Queste miniature furono dapprima oggetto di attenzione da parte di Ivan Sanderson, biologo, archeologo e scrittore, che per primo not� il loro aspetto "tecnologico". Successivamente l' ingegnere tedesco J.A. Ulrich, pilota di jet, dedusse che l' artefatto riproduceva perfettamente un caccia a reazione SAAB F-104, appena entrato, a quei tempi, in dotazione all' Aeronautica svedese. Anche un ufficiale tedesco, tenente Peter Belting, si interess� alle miniature riproducendo una di queste in scala 1:16 con materiale di schiuma per valutarne l' aerodinamicit�, dotandolo di un motore elettrico e radiocomando. Le prove eseguite sul modellino hanno dimostrato che si trattava di un aereo manovrabile e dotato di un' eccellente stabilit� nel volo a vela. Gli spagnoli Rom�n Molla, Justo Miranda e Paula Mercado hanno ricostruito modelli in scala di questi piccoli monili, e sottoponendoli alla galleria del vento ed a programmi di simulazioni di volo, confermarono che le miniature erano perfettamente aerodinamiche ed adatte al volo.Altre miniature che ricordano moderni aerei a reazione A questo punto ci si chiede come sia possibile che popolazioni vissute circa 2000 anni fa fossero a conoscenza di tecnologie tipiche della nostra epoca. Avevano visto qualcosa che riprodussero in un "Culto Cargo" (culto legato ad oggetti tecnologici divinizzati) oppure replicarono il ricordo mitizzato di macchine appartenute ad epoche precedenti ed a una cultura evoluta scomparsa? Questa tecnologia suggerita dalle miniature pu� trovare riscontro nei miti dei popoli amerindi. Nel New Mexico, il pi� antico ed enigmatico ceppo razziale preispanico, gli Hopi, dichiariano di essere il primo popolo ad avere occupato le terre del Nuovo Continente dopo il diluvio che rappresent� la fine dell' era precedene (la terza, per gli Hopi. Attualmente saremmo alla fine della quarta) ed hanno conservato per millenni le loro tradizioni orali. Ecco cosa ci dicono gli Hopi riguardo a quell' epoca scomparsa: "I sopravvissuti alla seconda purificazione uscirono in superficie e diedero vita al terzo mondo. L' umanit� ebbe un' altra possibilit�. Seguendo la parola del Grande Spirito, gli uomini si moltiplicarono sino a formare una complessa civilt� che edific� grandi citt� e svilupp� una scienza complessa, ma utilizzata a fini bellici in una guerra di sopraffazione. Con i loro velivoli, chiamati "Patuwvotas", gli uomini superavano grandi distanze e aggredivano i nemici. L' umanit� aveva di nuovo abbandonato la via della pace. Allora il Grande Spirito volle punire gli uomini e diede ordine alla Donna Ragno di metter in salvo i pi� meritevoli su imbarcazioni impermeabili (un' analogia con l' arca di No�). Sulla terra si riversarono gigantechi marosi e le citt� ed i continenti sprofondarono nel mare. Fu cos� che la terza umanit� fu annientata da un diluvio". Gli Hopi, come tutte le culture mondiali, serbano memoria di uno spaventoso diluvio che cancell� una civilt� che in questo caso viene descritta come tecnologicamente avanzata. I Patuwvotas descritti dagli Hopi sono le stesse macchine che hanno originato il culto di cui i modellini aurei dei Calima sono la testimonianza? Le descrizioni tecnologiche dei patuwvotas possono inoltre ricollegarsi ai "Vimana" della letteratura vedica, apparecchi volanti che nei testi sanscriti vengono descritti con termini scientifici inequivocabilmente moderni. |
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| DISCHI DI BAIAN-KARA-ULA 1937: la scoperta durante una spedizione nell�impervia area di Baian-Kara-Ula, una catena montuosa che corre lungo il confine Cinese/Tibetano, l�archeologo Chi Pu Tei scopr� diverse cave all�interno delle quali furono rinvenuti scheletri che presentavano strane caratteristiche. Il cranio era enormemente grande rispetto al resto del corpo e l�altezza media si aggirava attorno a 4 piedi e 4 pollici (1 piede=33 cm circa; 1 pollice=2,54 cm). Ma la particolarit� della scoperta, oltre agli scheletri, consisteva nel rinvenimento di dischi di pietra (diametro di circa 1 piede con uno spessore di circa 1/3 di pollice) sui quali era incisa una sorta di antica e sconosciuta scrittura. Chi Pu Tei trasse le sue conclusioni: gli scheletri appartenevano ad una specie di gorilla di montagna mentre i dischi erano stati abbandonati da una cultura primitiva. Il professore fu ridicolizzato dalla comunit� archeologica cinese per le sue conclusioni. 1947: spedizione del Dr. Karyl Robin-Evans Subito dopo la II Guerra Mondiale, il prof. Lolladoff, polacco, mostr� allo scienziato inglese Dr. Karyl Robin-Evans un misterioso disco di pietra. Lolladoff disse di averlo acquistato in Mossorie (nel nord dell�India) e che la credenza popolare voleva il disco proveniente da una misteriosa popolazione chiamata "DZOPA" che lo utilizzava per rituali religiosi. Nel 1947 il Dr. Robin-evans part� per una spedizione, che aveva come scopo l�esplorazione di quella che doveva essere stata la terra degli "DZOPA", passando per Lhasa (Tibet) dove gli fu garantita una udienza con il 14th Dalai Lama. Dopo un avventuroso viaggio e dopo essere stato abbandonato dai portatori tibetani, che temevano la zona, arriv� finalmente l�incontro con una popolazione locale. Vinta l�iniziale diffidenza verso lo straniero, al dr. Evans fu assegnato un "insegnante " in modo da poter apprendere i primi rudimenti per poter comunicare ed iniziare cos� a capire gli usi e costumi di questa etnia. Il suo maestro fu Lurgan-La religioso guardiano dei "DZOPA". Lurgan-La rifer� all�esploratore che la sua gente proveniva originariamente da un pianeta situato nel sistema di Sirio. I visitatori vennero sulla Terra due volte: la prima circa 20000 anni fa e la seconda nel 1014 a.C. La seconda esplorazione ebbe risvolti tragici perch� ci fu un crash dell�astronave e i sopravvissuti dovettero desistere dal far ritorno a casa. Il Dr. Kelly Robin-Evans mor� nel 1974. Il rapporto sopra citato fu publicato nel 1978 |
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| I titanici Box del Serapeum di Saqqara Si tratta di 21 enormi box in granito che si trovano all'interno di alcuni tunnel, ognuno dei quali pesa circa 100 tonnellate compreso l'enorme coperchio. I sarcofagi in granito sono lunghi 4 metri, larghi piu' di 2 metri e alti 3,35 metri. Sono installati in alcune "cripte" scavate nel letto di roccia calcarea, ad intervalli regolari lungo i cunicoli. Il pavimento delle cripte si trova circa 1 metro al di sotto di quello dei tunnel e le casse sono situate in una nicchia nel centro. Queste enormi casse sono situate in uno spazio ristretto , specie nell'ultima cripta, che si trova presso la fine del cunicolo: una strada senza uscita dove non c'era assolutamente spazio per le ipotetiche centinaia di schiavi che tiravano le funi (secondo le teorie proposte da chi ipotizza che quella degli antichi costruttori di piramidi fosse una societ� primitiva). La superficie esterna ed interna della cassa � perfettamente piana e tutti gli angoli interni presentano un a elevatissima precisione di lavorazione; cosi pure le superfici di contratto coperchio/sarcofago sono perfettamente liscie e piane garantendo una tenuta stagna. L'ipotesi piu' logica � che questi sarcofagi sono stati lavorati all'interno dei tunnel per ottenere la massima precisione di finitura. Non sarebbe stato possibile ottenere una simile precisione lavorandoli all'aperto, dove gli sbalzi termici sono notevoli e quindi soggetti a deformazioni termiche. Resta misterioso il perch� volere raggiungere una tale precisione costruttiva ; inoltre ci si chiede con quali strumenti abbiano realizzato tali opere, considerando che sarebbe un'impresa difficile e costosa anche con le tecnologie attuali. |
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| La Colonna di Ashoka La cosiddetta colonna di Ashoka � una testimonianza dell'antica metallurgia a Dheli, India. E' alta oltre sette metri, per circa 40 cm di diametro e pesa sulle sei tonnellate. Sulla base vi � un'iscrizione quale epitaffio per il re Chandra Gupta II che mori' nel 413 d.C. . La colonna � mirabilmente conservata; la superficie liscia sembra ottone lucidato e il mistero si infittisce, visto che qualsiasi altra massa di ferro soggetta alle piogge e ai venti dei monsoni indiani per 1600 anni si sarebbe ridotta in ruggine molto tempo fa. La produzione del ferro e le tecniche di conservazione superano di gran lunga quelle del quinto secolo; � probabilmente molto piu' antico, di molte migliaia di anni. Chi erano i tecnici metallurgici che produssero tale meraviglia, e che fine ha fatto la loro civilt� |
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| LA NAVICELLA DI TOPRAKKALE Una statuetta in argilla risalente ad oltre 3000 anni fa, portata alla luce durante alcuni scavi nel sito archeologico di Toprakkale - l�antica Tuspa - in Turchia ed attualmente custodita in una teca del Museo Archeologico di Istanbul. La notizia del ritrovamento del manufatto venne data dalla stampa di informazione slovena il 29 Novembre 1995. L�oggetto in questione ha una lunghezza di circa 22 cm, una larghezza di 7.5 cm ed un�altezza di 8 cm, � cuneiforme e l�estremit� anteriore, acuminata ed affusolata, presenta un profondo solco. La sezione centrale della statuetta � caratterizzata da uno spazio sagomato all�interno del quale siede una figura umana, la cui testa � stata rimossa per cause ignote ma di cui � possibile apprezzare sia il busto che gli arti superiori ed inferiori. La figura antropomorfa sembra indossare un paio di stivali ed un bizzarro abito caratterizzato da una successione continua di irregolari sporgenze curvilinee, indumento la cui foggia ricorda fin troppo da vicino quella della tute spaziali utilizzate dai cosmonauti sovietici nel corso delle prime missioni esplorative dello spazio extra-atmosferico circumterrestre. Nonostante la figura umana risulti parzialmente danneggiata, � possibile distinguere, sotto il mento, alcune formazioni in rilievo, che gli studiosi di paleoastronautica hanno associato a dei tubi di respirazione. La terza sezione del manufatto � ancora pi� sconcertante in quanto presenta una struttura che ricorda una sorta di ghiera, da cui emergono tre formazioni coniche estremamente somiglianti ad ugelli di scarico posteriori. Nel complesso la morfologia della "navicella" di Toprakkale, come � stata soprannominata dagli studiosi di archeologia misteriosa e di paleoastronautica, � talmente somigliante a quella di un moderno razzo vettore monoposto pilotato da un astronauta che per un istante viene da dimenticarsi che gli artefici di questo manufatto sono vissuti pi� di 3000 anni fa! L�enigmatico reperto di Toprakkale, come accennato sopra, � tuttora custodito nel Museo Archeologico di Istanbul ma non � mai stato esposto al pubblico. Secondo quanto riferito dal direttore del museo, difatti, la sua autenticit� non sarebbe stata ancora del tutto dimostrata e a suo dire esporre un reperto archeologico dai connotati morfo-strutturali fortemente anacronistici e di cui non sia stata incontrovertibilmente e assolutamente attestata l�autenticit� potrebbe minare alle fondamenta la credibilit� di un�istituzione culturale governativa, suscitando in questo modo una pioggia di critiche da parte della scienza ufficiale di tutto il mondo. Questo imbarazzato atteggiamento di estrema cautela in una istituzione ufficiale statale della capitale turca � ben comprensibile, dunque. Certo � che, qualora gli archeologi turchi dovessero confermare in via definitiva la presunta datazione di 3000 anni, l�esistenza di questo manufatto costituirebbe in ogni caso un duro colpo per l�archeologia ortodossa, ed il mondo accademico si troverebbe di fronte ad un nuovo rompicapo storico-archeologico la cui natura anacronistica lo costringerebbe ad una rilettura e forse anche ad una completa rivisitazione della storia dell�uomo. |
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| Questa � la "Ruota della Medicina"del Wyoming,una costruzione preistorica a 3.000 metri slm,sui monti del Big Horn. Come vediamo,� costituita da un corpo principale che ci ricorda una ruota del diametro di ben 24 m e una circonferenza di 74 m ed � formata da migliaia di pietre accatastate in modo sommario.Un tumulo di lastre di pietra del diametro di un metro sta proprio al centro della 'ruota'e da esso dipartono 28 'raggi' che si succedono in modo irregolare.All'esterno del perimetro della circonferenza,si trovano cinque tumuli di pietra(di forma circolare tranne uno che � quadrato ed � rivolto ad est), pi� piccoli di quello che si trova al centro,ognuno di essi corrispondente ad un determinato 'raggio'.Gli altri 'raggi'terminano sul bordo della 'ruota'eccetto uno,che prosegue all'esterno per circa due metri e mezzo e si arresta davanti ad un sesto tumulo di pietra. Nel tumulo quadrato,poteva benissimo trovar posto una persona(inumata):� stato accertato che originariamente dovesse essere ricoperto di pietre ed � provvisto di un pertugio.La regione del Big Horn.i cui monti erano considerati sacri,fu abitata da varie popolazioni:i cheyenne,i crow,i sioux,gli arrapaho,gli shoshone.Agli inizi dell'Ottocento,gli indiani della zona avevano 'perso'memoria degli artefici di questa 'ruota'e ne indicavano genericamente l'appartenenza agli 'uomini che non conoscevano il ferro'(quindi,sarebbe almeno 300 aa.fa,prima dell'arrivo degli Europei).Le ipotesi si sono susseguite a profusione:antichi popoli marinari che avevano raggiunto l'America,i Fenici,i Vichinghi,i Cinesi,i Celti e perfino gli Atlantidei!Qualcuno ha anche detto'antichi astronauti'e tutti hanno scartato gli indiani,ritenendoli primitivi e barbari.Invece,dopo accurate analisi,si stabil� che dovevano essere stati proprio loro!Ma a cosa poteva servire la 'Ruota'? Essa ci ricorda il simbolo del Sole,ricorrente fra gli indiani e quindi si ipotizz� che potesse essere un rilevatore di eventi astronomici.Probabilmente aveva un palo di legno,al centro,che -una volta puntato opportunamente verso uno dei sei tumuli di pietra-consentiva di rilevare il sorgere del Sole.Gli indiani crow chiamano il megalite "tepee del sole"cio� dicono che fu costruito "prima che venisse la luce, che si interpret� come "segnare il momento del sorgere del sole". Infatti l'astronomo Jhon A.Eddy scopr� quanto indicato nella figura sopra la ruota: stando nel punto "O"(il tumulo centrale) egli osserv�,al solstizio d'estate,cosa si vedeva(cosa dovevavno aver visto gli antichi ideatori!). In poche parole,mentre "O"veniva impiegato esclusivamente per eventi legati al Sole,"F"fungeva da riferimento per altri eventi.La linea ideale "F A" segnava il sorgere di Aldebaran,come "E B",mentre " F B"era orientata al sorgere di Rigel,che-insieme a Sirio-sono le stelle pi� luminose del cielo estivo in quella zona del mondo.I 28 raggi sarebbero spiegati sulla base che Rigel sorge un mese lunare=28 gg.dopo Aldebaran e Sirio un mese lunare dopo Rigel...Astronomi ed archeologi sono concordi nel ritenere che la ruota fu 'costruita'in tempi successivi,dopo ripetute osservazioni astronomiche.Si � stabilito che(dato che Aldebaran oggi non � pi� visibile ma quando fu realizzata la ruota ricopriva un ruolo per loro importante),l'epoca debba risalire tra il 1400 e il 1700 d.C. Sono state rinvenute moltissime "Ruote della medicina"nelle riserve degli indiani e quaranta solo sulle Montagne Rocciose e nelle praterie vicino alle citt� di Alberta e Saskatchewan,ma non reggono il confronto con quella del Wyoming,che comunque pare essere anche la pi� RECENTE! Possono essere opera di 'barbari'? Lo studio congiunto di archeologi ed astronomi per giungere a capire il significato della "Ruota della Medicina"ha aperto la strada alla branca della scienza che va sotto il nome di Archeoastronomia,che la scienza ufficiale stenta ancora a riconoscere. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| "Dogu",della cultura Jomon che le produsse nell'antico Giappone.Sono alte tra i 7 e i 30 cm.Da esami al radiocarbonio vengono datate tra 3.000 e 10.000 aa.fa.Ne sono state ritrovate oltre tremila e ancora gli studiosi non sanno dire con certezza cosa rappresentino:divinit� o tute spaziali? Le figurine sono diverse tra loro:alcune presentano grandi 'lenti'tondeggianti,che non sembrano proprio occhi umani...altri hanno una sola 'lente',altri ancora non hanno la 'visiera' e dietro quella specie di 'casco'rivelano due occhi umanoidi.Lo studioso Greene segnala che alcune sono provviste di 'filtri'attorno alla bocca e alle guance che farebbero pensare ai moderni dispositivi che consentono agli astronauti di parlare e respirare una volta atterrati.In talune non si vedono n� mani n� piedi:semplici 'tute' o scafandri? Stupisce che gli Jomon,considerati un popolo primitivo,avessero prodotto tali accurati manufatti e che rimasero invariati per circa seimila anni;accanto a questo particolare tipo di figurine,venivano prodotte anche figure umane 'normali';perch� queste avrebbero dovuto essere tanto 'diverse'? Frammenti di ceramiche Jomon sono stati ritrovati nel lontano Ecuador,e datati a oltre tremila aa. fa:come sono arrivate fin l�? La mitologia Giapponese � ricca di riferimenti a delle entit�,chiamate kappas,divinit� malvagie ma che avevano anche apportato insegnamenti nel campo dell'agricoltura,della tessitura e insegnato a modellare la ceramica.Queste entit� erano capaci di vivere sott'acqua e potevano afferrare una persona repentinamente ed annegarla sott'acqua.Sar� solo una coincidenza che al largo delle coste Giapponesi sia stata rinvenuta una struttura sommersa,forse vestigia dell'antica Lemuria? Ma le coincidenze non si fermano qui: i Dogon del Mali(Africa) hanno un mito molto simile a quello dei kappas:si narra che 5.000 aa. fa essi vennero in contatto con esseri dall'aspetto di pesci chiamati nommo che provenivano da una nana prossima a Sirio,di cui gli studiosi hanno saputo dell'esistenza solo in tempo recenti(1862).In Giappone,il nome Dogon � quello di una sorgente d'acqua calda.La tradizione di entit�-pesce � presente soa nei culti babilonesi,che in quella dei re-merovingi di Francia e riportano quasi invariabilmente ad esseri con una macchia priva di peli sulla testa. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Mistero anche attorno a questa costruzione:� un obelisco di Axum,in Etiopia. esso � intagliato in un solo pezzo,ve ne sono molti altri naturalmente.Hanno un'altezza di 20 m ed una base di 1-1,5 m,pesanti circa 300 tonnellate.Come si vede,presentano delle 'finestre',delle "aperture" per una decina di 'piani'ma come hanno potuto essere incise nel duro granito senza mezzi meccanici e con quella precisione?E perch� fare tanta fatica? Scavi portati avanti fin dal 1954 da un'equipe franco-etiopica hanno stabilito che la citt� di Axum risale almeno al 500 a.C. Lo stile di questi obelischi assomiglia a quelli presenti nello Yemen(elevati e muniti di 'finestre'), che secondo la maggior parte degli archeologi sarebbe la patria della leggendaria regina di Saba, che da qui avrebbe mosso per recarsi dal re saggio Salomone a Gerusalemme,circa 3.000 aa. fa. Il folclore locale etiopico racconta come-ancora PRIMA di tale data-gli indigeni fossero in grado di far 'bollire'la roccia per ammorbidirla e renderla malleabile.In tal modo, gli obelischi in pietra che vediamo sarebbero stati forgiati all'interno di enormi intelaiature di legno e poi issati in posizione verticale;quando la pietra si solidific�, le intelaiature vennero rimosse.Questa teoria non trova alcun credito e nessun viaggiatore antico menziona la presenza di tali costruzioni.Perch�? Ne veniamo a conoscenza,per la prima volta,tramite J.Bruce di Kinnard che, nel 1790, pubblic� cinque volumi dei suoi viaggi e fece conoscere al grande pubblico molte cose straordinarie.Ma fu oggetto di scherno e ancora oggi non lo conosce quasi nessuno.Bisogna attendere il 1814 perch� la sua descrizione potesse trovare conferme e precisamente tramite Henry Salt,allora inviato del governo Britannico in Etiopia.Da quel momento, i monoliti divennero oggetto di misurazioni,di studi,fotografie,ma ancora non si conosce chi,quando e perch� li abbia eretti.Si suppone possano essere monumenti funerari,eretti sopra le tombe,si � anche supposto potessero essere collegati all'Egitto,ma mancano di iscrizioni.Sono state ritrovate tracce di una placca metallica all'apice,che reca simboli di stelle,del sole e della luna.Certamente,come altre culture sparse per il mondo,anche quella degli obelischi di Axum voleva realizzare l'unione del Cielo con la Terra. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Per restare in 'tema'extraterrestre...ecco il notissimo "Astronauta di Kiev",cos� denominato da Peter Kolosimo per l'abbigliamento caratteristico dei cosmonauti o dei palombari.La statuetta � in oro,� dotata di un casco che ricopre interamente il capo,fino al collo,dove si osserva una sorta di 'giuntura';la 'tuta'parrebbe trapuntata,divisa alla vita da una fascia e alle mani indossa dei ...guanti.Viene attribuito alla cultura Sciita (gruppo di trib� nomadi di origine iranica stanziatisi, tra il II ed il I sec. a.C., nella Russia meridionale). | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Geroglifici nel tempio di Abydos (Egitto) che ricordano un elicottero, un carro armato, un aerocargo e un aliante(?). Erano nascosti sotto altri geroglifici, che si sono staccati dalla parete. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Oggetti inusuali, per lo pi� a forma di spirale, trovati negli anni 1991-1993 sul piccolo fiume Narada, sul versante est dei monti Urali (Russia). Le loro dimensioni variano da un massimo di 3 cm (1.2 in.) fino ad un incredibile 0.003 mm, circa 1/10.000 di pollice! I pi� grandi sono fatti di rame, mentre quelli piccoli e molto piccoli sono di tungsteno e molibdeno, metalli rari. Misure esatte di questi oggetti spesso microscopici hanno mostrato che le dimensioni delle spirali sono nel cosiddetto Rapporto Aureo. Tutti i test eseguiti per datare questi oggetti danno loro un'et� tra 20.000 e 318.000 anni, a seconda della profondit� e della situazione del sito. |
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| Questa � la "Lastra di Palenque",Messico,in cui si vede un uomo seduto sopra una sorta di 'congegno'da cui sembrano sprigionarsi delle fiamme.Cosa star� manovrando? | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||