Marano Vicentino

Non può, e non deve mancare una pagina Web, dedicata intermente a Marano Vicentino il luogo della mia gioventù, la Piccola Città, che accompagnò l'infanzia, il primo rossore, le mie illusioni, i vaghi amori dell'adolescenza, e le inquietudini della maturità....

Vorrei, in questa pagina poter trasmettere con tono nostalgico e malinconico, tutto il mio profondo legame con il mio paese di gioventù, e raccontarlo ommettendo l'effettiva storia di Marano ed arrivando a descriverlo, così come l'ho visto e l'ho vissuto...


Il grigiore dell'inverno si era ormai lievemente ammantato, ovattando quella mesta e indefinita realtà, una musica triste vagava nell'aria, e si sentiva più intensa da quella casa vicino al cimitero...ogni giorno suonavo al piano, quelle malinconiche arie che accompagnavano tediosi giorni di quell'inappagata adolescenza, e a sera l'umile tavola era sempre imbandita, intrisa dal dolce sapore di piatti tipici del tempo addietro, il sapore della spensieratezza, dell'ingenuità, dell'incoscienza...

Le sere erano lunghe, e senza fine, il calore della stufa vinceva il pungente freddo dell'inverno, e così trascorrevano blande le dolci ore passate negli ozi vani.

Il Sabato sera, rammento con fervore le prime uscite con i miei amici, i primi sguardi, la timidezza, l'insicurezza, e la parola tedio, così lontana....

In centro a Marano c'erano sempre gli stessi volti insoddisfatti, le scale della chiesa colme di gente sedute forse per osservare le persone che lentamente passeggiavano o forse ad aspettare, qualcosa che sicuramente non è mai arrivato.

E c'era il mesto viale, che conduceva ai sogni, ovvero quello che in gergo veniva chiamato ' il limonaro ' , dove le coppiette complici dell'oscurità si appartavano, e noi spinti dal fascino arcano di quell'ameno luogo fervido di disincanti, solcavamo quel selciato iniziando a sognare, sperare....

In fondo al viale c'era l'auditorium, di Marano, sempre chiuso, come un astante memore di lontani avvenimenti culturali;e c'era la ' piscina ' di Marano ( una futurista costruzione spartana in cemento, alta 60cm, che in tempi remoti doveva fungere da piscina ).

Ma era proprio li, nei gradini circostanti la piscina che nascevano e morivano gli amori, era li dove pulsava il cuore di Marano, proprio in quel luogo a tarda sera cantavamo all'unisono le canzoni di Guccini, e iniziavamo a riflettere, pensare, per capire, per conoscere, comprendere il significato di quello che ci circonda; e si parlava, di tutto e di niente, di belle di un tempo, di libri di rima, di arie lontane.

C'era il vino rosso, il nostro amico filosofo, l'audacia delle prime ragazze spigliate, o forse c'era il fervore e l'ardore della gioventù, che ancora pulsava nelle nostre vene, e ci stimolava ad apprezzare quel poco, che nel cuore e nella mente avevamo.

E c'erano i bar, colmi di vino e di fumo, caos, e carte da gioco, c'era la chiesa che si ergeva su di un piccolo colle, e dominava il paese, l'umile negozio di elettrodomestici, che possedeva tutto lo scibile di tempi lontani.

Ma c'era la semplicità del mercato del Venerdì, gli sguardi furtivi alle ragazze più belle, ineccepibili da tipi come noi persi dietro sogni, acquiloni, favole, canzoni, libri e poesie...e poi c'erano i duri, gli inflessibili, gli eroi D'Annuziani, che allora non so perche invidiavo, forse ubriacato dal culto della ' morosa ' ...

E quante sere, spese nell'illusione d'amare, quante volte ho creduto, ho sperato, pianto, riso, gioito..quante parvenze nell'aria delle estati, sensazioni che ora non provo e non sentirò mai più...

E la due Cavalli Bianca, del mio amico che prese la patente, e da allora iniziò a scorazzarci in giro per Marano, mentre io avevo appena 16 anni, che emozione, sentirci così grandi e partecipi per la prima volta di atmosfere che nel tempo son divenute abusate.


Non mi interessa, inserire immagini, foto sbiadite e consunte dal tempo, o cartoline di Marano, perchè sono sicuro che non direbbero proprio niente....il Marano di cui io vi sto parlando non esiste più, o forse non è mai esistito, perchè è il Marano che io ho visto e vissuto con i miei occhi...ed ognuno di noi serba nella mente e nel cuore, un proprio Marano....

Ora che son anni che non vivo più a Marano, ancora mi chiedo se in verità sono sempre stato li....


Daniele De Marchi


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