Varie su Guido Gozzano


Al sole delle Indie

Per i crepuscolari più interessati nel mese di Marzo 1998 il Turing Club Italiano ha proposto una raccolta dei racconti del viggio verso l'india di Guido Gozzano.
Un volume di 142 pagine che racconta la storia di un giovane Dandy Torinese, delicato e perplesso, pervaso dalla malinconia poetica e da un male incurabile ( la tisi ), che abbandona l'europa per partire verso l'india nella speranza di trovare rimedio al suo male. (  Il retroscena della storia di Guido Gozzano ). 

I libri di Guido Gozzano 

La produzione del Gozzano spazia dalla poesia, alla narrativa.
Nel 1951 viene pubblicato il Libro Lettere D'amore , una raccolta derivata dalla fitta corrispondenza che Gozzano teneva durante il suo viaggio in India, con la poetessa Amalia Guglielmetti, la quale aveva intrapreso con Guido una clamorosa relazione sentimentale.
La speranza in un utopica guarigione del poeta ed il racconto del Viaggio in India viene descritto nel libro Verso la cuna del mondo, uscito un anno dopo la morte del poeta  ( 1917 ).
In questo libro è evidente il contrasto con il desiderio di fuggire in luoghi esotici per guarire dalla malattia
ed il sogno di una vita quieta semplice, umile, spicciola e banale nella sua terra natia.
La prima raccolta poetica di Gozzano è La Via del Rifugio (1907) che risente ancora dell'ideologia D'Annunziana, successivamente nel 1911 Gozzano Publica I Colloqui ,che introducono la vera e propria poetica Crepuscolare, i colloqui parlano dell'implacabilità del tempo, della malinconia, del dolore di essere poeta, nei colloqui appare il rimpianto per tutte le occasioni inesorabilmente perse, parlano della vecchiaia che arriva per tutti noi senza pietà. 
Le frasi più belle di Gozzano 

O Nonno ! E tu non mi perdoneresti, ozi vani di sillabe sublimi....

Sei come chi non sia stato mai...

Rivedo il tuo sorriso, amante che s'apprezza solo nell'ora triste del congedo...

Ed ecco la vecchiezza, l'orrida vecchiezza dai denti finti e dai capelli tinti...

Non vivo, solo gelido ed in disparte sorrido e guardo vivere me stesso.

E mi protese la mano breve sibillando << Vile ! >>.

Morii d'amore. Oggi rinaqui e vivo, ma più non amo. Il mio sogno è distrutto per sempre
e il cuore non fiorisce più...

M'era più dolce starmene in cucina tra le stoviglie a vividi colori:
tu tacevi, tacevo signorina :
godevo quel silenzio e quegli odori,
tanto tanto per me consolatori...

Bellezza riposata dei solai
dove il rifiuto secolare dorme !
In quella tomba, tra le vane forme
di ciò che è stato e non sarà mai più...

Le fronti al vetro, chini sulla piana,
segguimmo i neri pipistrelli a frotte;
giunse col vento un suono di campana....

Ma ti levasti quasi ribelle
alla perplessità crepuscolare...

Donna: Mistero senza fine bello !

... e al cancello sostai nel camposanto, come si usa nei libri dei poeti.

Il mio sogno è nutrito d'abbandono, di rimpianto.
Non amo che le rose che non colsi,
non amo che le cose che potevano essere
e non sono state....

Oggi t'agogno o vestita di tempo !
Oggi ho bisogno del tuo passato !

Egli sognò per anni l'amore che non venne,
sognò per suo martirio attrici e principesse,
ed oggi ha per amante, la cuoca diciottenne...

...l'analisi e il sofisma fecero di quest'uomo
ciò che le fiamme fanno
di un edificio al vento...

Egli s'aggira. Toglie sul pianoforte un ritratto:
<<Quest'effige !  Mia ? >>
E fissa a lungo la fotografia
di quel se stesso già così lontano:
<< Si mi ricordo... frivolo... mondano...
vent'anni appena... che malinconia ! >>.

Col mio silenzio resterò l'amico che vi fu caro,
un poco mentecatto...

... ed io fui l'uomo d'altri tempi,
un buono sentimentale giovane romantico...
Quello che fingo d'essere e non sono !



Chi sono ? E' tanto strano
fra tante cose strambe
un coso con due gambe
detto guidogozzano. 
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