I poeti crepuscolari più notevoli nell'ambito della letteratura italiana furono :
Sergio Corazzini
nato a Roma nel 1887 e morto ventenne consunto dalla tisi nel 1907, non
vive pienamente la desolazione esistenziale del poeta crepuscolare bensì
ne diviene protagonista con ingenuo abbandono.
La sua più importante lirica
' Desolazione del povero poeta sentimentale
', può quasi considerarsi un manifesto
del crepuscolarismo italiano.
Un'altra nota caratterizzante della poesia di Corazzini è contenuta nella lirica 'Per un organo di Barberia', in cui è descritto il suono lontano ed impercettibile di una pianola che diffonde vecchie arie sperdute in un viottolo della Barberia, e la gente che passa indifferente senza ascoltare la tristezza e la malinconia del suonatore, lo stesso languore che prova l'animo di un poeta costretto a vivere nella solitudine.
Quando Gozzano ricorda il Nonno,
( la sua semplicità, la genuina vita campestre
con l'orto, le piogge di settembre propizie, le lunghe sere, le dita malferme
del nonno sui suoi libri onesti di cui si compiaceva, la bellezza del ramo
gonfio di susine, l'amore per la scienza dei concimi, delle api, delle
viti e degli innesti); Gozzano non fa altro
che ripudiare la sua vita, intrisa di languore e malinconia, di noia tedio
e male di vivere e contrapporla alla vita umile ma serena del nonno che
mai accettò quegli ' ozi vani di sillabe
sublimi ' che rendono la vita simile alla
morte.
In questa poesia si riesce ad intravede
il significato che Guido Gozzano vuole dare al termine senilità,
ovvero periodo
di declino dei valori, crisi delle certezze e perdita di fiducia
nei confronti di tante cose che nella gioventù sembravano scontate
e indiscutibilmente vere. L'uomo perciò
diventa vecchio non tanto con l'età , quanto con la consapevolezza
della propria condizione, "
venticinque anni sono vecchio, sono vecchio "
e quindi più egli amplia i suoi orizzonti culturali, più
è cosciente del dolore di cui è intrisa la vita.
Nella memorabile poesia '
Signorina Felicita ovvero la Felicità ' ,
il poeta parla di una Scialba Amante provinciale, bucolica, semplice, che
essendo ignorante della cultura e della malinconia poetica, ignora anche
il dolore ed il disagio implicito con l'esser vivo.
Infatti lo stesso poeta dice :
" Vorrei vivere per sempre nel tuo borgo...
", ovvero vorrei restare per sempre con te
nella casa centenaria, nella serenità delle quiete stanze, nella
tua estemporanea dimensione " ...da
buon artigiano inteso alla moneta...... ma vivere di vita..."
, e ribadisce " tu non mediti Nietzche, ti
hanno detto che la terra è tonda..... certo leggendo questi miei
versi tu non mi comprenderesti, e a me piace chi non mi comprende "
, ed alla fine cede nel ripensare e rimpiangere la sua vita sprecata a
meditare ed indagare con la storica frase :