GENOVA E IL PORTO NEL MEDIOEVO
Il primo approdo si sviluppò in epoca preromana, nell’insenatura naturale dietro la punta del Molo Vecchio e lungo la spiaggia di Caricamento. Le prime notizie storiche sul porto risalgono però al 1133, quando speciali decreti imposero il pagamento di tasse sull’approdo per finanziare la costruzione di un molo in muratura.
Il porto allora consisteva in una rada molto insicura, esposta a furiose mareggiate, che causavano la perdita d’imbarcazioni e di vite umane; i pontili erano in legno.
Il primo molo in pietra fu costruito nel 1257 e fu l’ architetto frate Oliverio a dirigere i lavori; nel 1260, su incarico del Capitano del Popolo Guglielmo Boccanegra, iniziò a costruire anche palazzo S. Giorgio, che fino al 1400 fu palatium duganae maris, cioè la sede doganale.
La realizzazione del molo fu molto complessa e richiese anche continue riparazioni e prolungamenti, ma Genova disponeva di maestranze specializzate e di ottimo materiale da costruzione,la pietra nera di Promontorio, che dal XII secolo in poi era cavata appunto dal promontorio della Lanterna.
Secondo documenti della prima metà del XIII secolo, presso la Ripa, esisteva anche la Raiba leguminum , edificio in cui venivano immagazzinati i legumi e il frumento. A sinistra delle Raiba era la Clapa olei , il mercato dell’olio,e accanto a questa, la Clapa piscium dove si vendeva il pesce e vi erano anche i venditori di erbaggi.
Fino al Duecento questa zona, oggi compresa fra piazza Cavour e porta dei Vacca, costituiva il principale punto di sbarco ed il Mandraccio come lo chiamavano i genovesi con un termine di origine araba, era il luogo di approdo più sicuro.
L’affluenza di navi e di merci e l’intensificarsi dei traffici in oriente, in Africa, in Spagna e in Corsica resero indispensabili nuovi lavori per rendere il porto più efficiente e aumentarne la sicurezza. Fu istituita un’apposita Magistratura autonoma, detta dei Salvatores portui et moduli e poi dei Conservatori del Mare,che ne curava ampliamento e manutenzione. Nei primi anni del Trecento Simon Boccanegra fece prolungare il Molo Vecchio e fece costruire la Darsena, che era divisa in due sezioni dette: delle Galee, per i galeoni da guerra e del Vino, per le navi mercantili.
Il Molo Vecchio fu nuovamente esteso nel 1550 dall ’ Alessi che costruì la bella porta d’accesso chiamata “Porta Siberia”. <<indietro