BETA  E  KRABBY  AMICI  PER  LA  PINNA

All’Acquario di Genova, nella vasca dei delfini, stava succedendo un evento eccezionale: il delfino femmina di nome Blu stava partorendo. Purtroppo il personale addetto si accorse che qualcosa era andato storto e infatti la femmina morì dando alla luce il piccolo. Il delfino nato lo chiamarono Beta. Una sera, mentre stava dormendo, sentì un rumore molto forte e subito dopo sentì che qualcosa lo stava trascinando verso un buco sul fondo della vasca e, dopo pochi secondi, si ritrovò in una vasta distesa d’acqua senza rendersi conto di essere in mare.
Beta si ambientò presto perché era socievole e andava d’accordo con tutti, ma il suo migliore amico era Krabby, una
balena.
 
Un giorno, mentre stavano nuotando, incontrarono un capodoglio enorme e molto anziano che insegnò a Beta le tattiche di caccia per procurarsi più cibo possibile. Krabby, che conosceva molto bene il mare, portò Beta in un posto stupendo dove Beta si fece un’infinità di nuovi amici.Una sera, durante una bellissima festa marina, si accorsero che una grossa baleniera aveva oscurato il mare e si stava preparando per la caccia alle balene. Senza aspettare la fine della festa Krabby, accompagnata dal suo fedele amico, il delfino Beta, scappò per evitare la cattura. Nonostante gli sforzi fatti per fare perdere le tracce alla baleniera, si accorsero di essere ancora inseguiti; quindi, per evitare la cattura ci voleva un piano di fuga che Beta studiò in pochi secondi.
Beta disse a Krabby di continuare a nuotare il più velocemente possibile verso la scogliera sottomarina dove si sarebbero incontrati. Nel frattempo Beta andò incontro alla grossa nave cercando di distrarre l’equipaggio. Purtroppo il piano non riuscì e Krabby venne catturata dai cacciatori di balene.Beta andò immediatamente a chiamare tutti i Granchi che, grazie alle loro chele affilate, tagliarono la rete che imprigionava la balena. Una volta liberata e ringraziati tutti i granchi, Beta e Krabby nuotarono verso il mare aperto per dirigersi verso un posto che avevano sempre sognato, i fondali marini delle Hawaj dove avrebbero potuto nuotare felici e contenti.
                                                                                                  Michael P. Stefano C.                             <<indietro
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