LA HAVEN OGGI : LA RIVINCITA DELLA NATURA
L’incendio, consumando le cromature e le vernici progettate per respingere le alghe e la fauna marina, ha reso nel tempo possibile la colonizzazione del relitto.
Comunque non è un inquinamento cronico, come quello della Stoppani: grazie alle correnti marine la situazione è migliorata.
Oggi sul fondale arriva luminosità,le alghe hanno rivestito le paratie e hanno lentamente ricreato il primo gradino della scala alimentare; la situazione appare stabile e positiva: ci sono infatti oloturie (cetrioli di mare) , animali bioindicatori, cioè sensibili alla qualità dell’ambiente, castagnole, tonni, aragoste, vongole.
Non si sa se ci sono ancora delle cisterne piene e non conviene fare perforazioni per accertarlo: il relitto viene monitorato per controllare se si creano fessure dovute all’erosione salina. In tal caso, il petrolio verrebbe aspirato per mezzo di pompe.
Il relitto si trova in un punto favorevole alle immersioni dei sub: dal pelo dell’acqua al castello di prua ci sono 25/30 m . Ecco una testimonianza: “Lo spettacolo è straordinario, un gigante inerme adagiato sul fondo divenuto dimora delle più svariate forme di vita marina. Una delle prime cose che ci sorprese fu che la struttura metallica della nave sembra essere stata sostituita da un insieme minuzioso di incrostazioni da cui spiccano: ostriche di ogni forma e misura, ricci e spirografi. Ci trovammo all'interno della plancia di comando, divenuta dimora di aragoste, granchi, branchi di saraghi e scorfani. Trovammo altre forme di vita bentonica: anemoni gioiello, spirografi, spugne e specie di invertebrati che con i loro colori vivaci, creavano una splendida scenografia.”Marta M. Simona P. Daniela R. Simone P. Federico V. 3 B Arenzano << indietro