IL  CROMO

La principale fonte naturale di cromo è il minerale CROMITE, materiale di partenza per la produzione di cromati, bicromati e cromo esavalente, che costituiscono i prodotti base per molti processi industriali.
Il trattamento della cromite consta di più fasi di lavorazione tutte potenziali fonti di inquinamento atmosferico ed idrico, sia nell'ambiente di lavoro, sia nelle zone circostanti. Esse infatti richiedono adeguati impianti per:
- l'abbattimento delle polveri,
- la decantazione, filtrazione e neutralizzazione delle acque di scarico,
- l'isolamento delle scorie solide e fanghi, i quali costituiscono rifiuti speciali da smaltire e trattare secondo le normative vigenti.
In assenza delle precauzioni che tali impianti possono garantire, la lavorazione della cromite e dei suoi derivati comportano la dispersione di fumi, vapori, nebbie, pulviscolo, scorie solide e fanghi contenenti composti di cromo esavalente, acido solforico, cromo e ferro trivalenti.
Entrambi i tipi di cromo, esavalente e trivalente, sono dannosi all'organismo, tuttavia l'intossicazione da cromo esavalente è di gran lunga più pericolosa perché cancerogena.
Il rischio di intossicazione è principalmente legato alla dispersione delle polveri nell'atmosfera, al possibile inquinamento delle falde idriche, sfruttate per l'acqua potabile o per l'irrigazione agricola, nonché alla concentrazione di cromo esavalente nei mitili o altri molluschi commestibili del litorale marino e nella fauna ittica.
( da un articolo pubblicato su internet dal prof. Alberto Schiraldi )
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