LA MARICOLTURA NEL SANTUARIO

                     

La maricoltura consiste in grandi gabbie calate in mare, a poca distanza dalla costa, nelle quali vengono allevati migliaia di pesci (di solito orate, saraghi, ricciole e spigole); a fronte di pochi posti di lavoro causano enormi problemi ecologici e, per questo, vengono progressivamente abbandonate in ogni parte del mondo. I rifiuti organici di questi pesci (sostanze fecali e cibo non consumato o disperso), possono provocare fenomeni di ipernutrizione con diffusione di "fiori" algali e fitte coltri di melma verde sulla superficie dell’acqua, che accelerano la crescita di batteri, esauriscono l’ossigeno e distruggono la maggior parte degli esseri viventi nelle acque sottostanti.Sono sempre possibili, e si sono verificate spesso, fughe di numerosi animali dalle gabbie, con squilibri biologici pesanti, che comportano spesso la scomparsa di specie autoctone.                          

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