WHALE  WATCHING  AD  ANDORA

Con la visita al Santuario dei Cetacei si conclude con successo il Progetto "C'è un delfino nella... rete!

Fino all’ultimo avevamo sperato che fosse bel tempo e, com’è ormai consuetudine, qualcuno aveva previsto che anche questa volta pioggia e nubi avrebbero accompagnato la III B e la III D nella gita ad Andora, ma la mattina del 25 maggio il sole era assolutamente padrone del campo: nemmeno una nuvola in cielo.
Una festa, al porto di Andora, con la partecipazione dei ragazzi delle scuole medie di Ceriale, Pieve di Teco e Andora, che hanno collaborato alla nascita e all’arricchimento del sito Internet “delfini in rete” , precede l’imbarco sulla motonave “La Corsara” per l’avvistamento dei cetacei. A bordo un biologo marino illustra le caratteristiche scientifiche delle specie che avremmo potuto avvistare e il loro processo evolutivo nel tempo, nonché le problematiche relative all’inquinamento dell’ecosistema marino. Il biologo ha appena terminato il suo intervento, raccomandando ai presenti di muoversi con estrema attenzione sulla motonave, quando i ragazzi con spavalda e scomposta irruenza connaturata all’età, si lanciano alla conquista della postazione più strategicamente adatta all’avvistamento. Finalmente “La Corsara” lascia gli ormeggi e negli occhi di tutti si legge la certezza di scorgere in breve tempo un branco di delfini o una balenottera. Perfettamente muniti degli strumenti del mestiere, binocoli e macchina fotografica alla mano, tutti i ragazzi si calano perfettamente nel ruolo, mostrando l’anima da “whale watcher” che è un po’ in tutti noi. Sempre più intensa emerge la voglia di avvistare un cetaceo per primi; ognuno di noi vorrebbe essere il “Rodrigo da Triana” che il 12 ottobre 1492 dalla Pinta annunciava terra in vista. Ma il più delle volte ci ritroviamo nel ruolo Martìn Alonso Pinzòn che il 25 settembre 1492 gridava dalla poppa della Santa Maria “Terra terra senor!” e mentre Colombo cadeva in ginocchio intonando “Gloria in excelsis Deo…” e dalla Nina sparavano un colpo di bombarda come segnale convenuto di terra in vista, si accorgeva tragicamente di aver avvistato delle nuvole.
Anche il mare appare “traditore”, e mentre qualcuno sperimenta senza troppo successo il “metodo dell’orologio” che ci era stato illustrato, scruta l’orizzonte a ore 3 credendo invece di guardare a ore 11 (riprendendo la metafora colombiana “Buscando el levante por el poniente”), altri, al minimo incresparsi delle onde, giurano di aver visto “Moby Dick” dietro l’angolo o emergere la pinna di “Flipper”.
Finalmente dopo circa un’ora, grazie al vigile ed esperto sguardo del biologo, possiamo avvistare uno splendido esemplare di balenottera comune che, tra l’entusiasmo e l’incredulità di tutti noi, ci conquista mostrando il suo soffio e il suo dorso e facendoci sentire ad ogni folata di vento, l’insopportabile alito. Questo animale è il più grande nel Santuario dei Cetacei: può raggiungere una lunghezza massima di 25 metri, un peso di 70 tonnellate e vivere fino ad ottant’anni. E’ il secondo animale più grande del pianeta dopo la balenottera azzurra. Mentre la motonave descrive un cerchio ad ampio raggio intorno alla balenottera, nuotano quieti e indisturbati due esemplari di tartaruga che scompaiono alla nostra vista.
Dopo questo crescendo di avvistamenti, la gita prosegue senza altre particolari emozioni: costeggiata l’Isola della Gallinara, importante luogo di nidificazione di alcune specie volatili tra cui i cormorani, l’escursione sta per volgere al termine. Tra la disattenzione e la stanchezza di tutti, giunge inaspettata la voce del biologo che annuncia la presenza di un branco di sette tursiopi (delfini), che coronano il termine della gita, con il magnifico spettacolo di una mamma e il suo cucciolo. Questa specie di delfini raggiunge anche i 3.5 metri di lunghezza, 300 chili di peso, e può vivere fino a 50 anni. Si muovono generalmente in branchi con meno di dodici elementi.
Concludendo, crediamo che vedere e conoscere gli animali nel loro ambiente naturale, sia il modo migliore per sviluppare un’adeguata coscienza eco-ambientale.

                 GIULIA  A. 3 D Arenzano
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