INTERVISTA A GIORGIO BARACCHINI

  Signor Baracchini da quanti anni coltiva la passione per il mare?
  Sono ormai trentacinque.
  Ha sempre avuto anche la passione per i cetacei?
  Tutti gli abitanti del mare mi hanno sempre affascinato, ma devo ammettere che il mio interesse per i cetacei è  sorto solo dieci anni fa.
  Lei che ormai è un esperto in questo campo, può dirci quali sono i più grandi cetacei?
  Sono due: gli odontoceti e i misticeti.
  Quali sono le specie principali che si possono, con un po' di fortuna, trovare nel "Santuario dei Cetacei"?
  La stenella striata, il tursiope, il grampo, il globicefalo, il capodoglio, la balenottera comune.
  Lei ha avuto la possibilità di "incontrare" esemplari di queste specie?
  Non proprio di tutte...
  Quale è stata l'esperienza più significativa, il momento più bello che lei ricorda dei suoi "incontri" con i cetacei?
  Ricordo che io e le mie figlie per tutta la giornata avevamo cercato di avvistare qualcosa, quando stanchi, sulla via del ritorno, verso le  ore16:00 fummo
  circondati da un branco di tursiopi, che ci accompagnarono per alcune miglia; ce n'erano grandi e piccoli: un vero e proprio  branco. Addirittura, poi, le
  mie  figlie hanno fatto con loro il bagno per quindici- venti minuti. E' stata proprio un'esperienza indimenticabile, anche se non siamo riusciti ad immortalare 
  questo momento con la macchina fotografica...l'unica volta che l'avevo dimenticata a casa!
  Quando è nata l'idea del "Santuario dei cetacei"?
  Nel 1997.
  Ha riscosso fin da subito successo?
  A dire il vero, al primo incontro che abbiamo tenuto per presentare l'iniziativa , hanno assistito solo due persone... una vera delusione.Gli  Arenzanesi si
  sono fatti perdonare partecipando in sessanta, due anni fa e addirittura in cento nell'Auditorium del Muvita lo scorso anno.
  Avete tenuto altri convegni?
  Sì, nel 1999 al Grand Hotel abbiamo avuto ospiti il comandante della guardia costiera e il direttore dell'acquario di Genova. Il tema era  importante: una
  balenottera si era spiaggiata nei pressi di La Spezia.
  Qual è stata la causa?
  Spesso gli animali sono giocherelloni, e seguendo navi o pescherecci sino al porto, rischiano spesso di rimanere vittime dei bassi fondali.
  Cos'altro può diventare letale per questi cetacei?
  In primo ordine l'inquinamento direi: abbiamo trovato a Portofino, nell'acqua del porto, un'elevata quantità di petrolio; e poi tutti i rifiuti  che vengono gettati
  in mare e che non sono biodegradabili come la plastica... Sono tanti gli animali che muoiono soffocati da sacchetti o altro, come è accaduto a un
  capodoglio lo scorso anno.
  Non sono mai vittime della pesca?
  Sì, soprattutto la pesca a strascico con reti, praticata solo dai professionisti in Italia: essa, oltre a danneggiare i fondali, a volte pesca  anche i cetacei.


                                                                                                                                                                                                                                                                                  
<<  indietro
 Giulia A. Laila B. Ilaria P. 3 D   Daniela R. 3 B  Arenzano
 

Hosted by www.Geocities.ws

1 1