LONDRA |
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Nell'autunno del 1899, nel febbraio del 1900 e poi ancora tra febbraio e aprile del 1901 Monet soggiorna a Londra. Il primo viaggio nella città inglese aveva coinciso con anni molto difficili: il 1870 è un anno travagliato per la storia della Francia. La guerra franco-prussiana fa fuggire dalla madrepatria molti francesi che si rifugiano nella vicina e più sicura Inghilterra. Anche Monet e la moglie Camille vivono a Londra, profughi oscuri e miserabili: qui l'artista lavora all'aria aperta e, fra le nebbie inglesi, dipinge i ponti sul Tamigi, le chiese gotiche, visita i musei in compagnia di Pissarro, conosce il mercante Durand-Ruel per il quale inizia a lavorare. Al suo ritorno dopo quasi trent'anni dal primo viaggio per far visita al figlio che vi soggiorna per imparare la lingua, Monet concentra la sua attenzione sui ponti di Charing-Cross e di Waterloo, che dipinge dalla stanza dell'Hotel Savoy, mentre per il Parlamento sceglie come postazione l'ospedale Saint-Thomas. Quello che più gli interessa non è il tema in sé, ma restituire il cosiddetto effetto fog, la "superba nebbia" Londra è un appuntamento fortemente voluto da anni per dipingere
la capitale inglese con le sue atmosfere uggiose, i suoi riflessi delle luci
nell'acqua del Tamigi, la massa imponente e scura del Parlamento, il profilo
agile del ponte di Charing-Cross e quello più massiccio del ponte di Waterloo
che appaiono come tra quei vapori. Ancora più difficile, sicuramente, per il
confronto inevitabile con chi lo aveva preceduto, Turner, un artista
tanto amato, ma anche un termine di paragone temuto, considerato un mostro
sacro anche in Francia. Senza dimenticare che si trattava di un confronto a
distanza anche con se stesso, con il giovane prittore che quasi trent'anni
prima aveva cominciato a confrontarsi con l'autore di Errore. Riferimento a collegamento ipertestuale
non valido., uno dei pochi quadri che, all'inizio degli anni novanta,
Monet abbia ammesso di aver studiato da vicino e di cui abbia riconosciuto
l'importanza, assieme agli acquarelli di soggetto naturale dello stesso
Turner. Fedele al suo metodo, porta a termine un centinaio di opere
londinesi. L'artista è sempre molto
legato alla città di cui ama la luce densa e grigia, la nebbia, quella
singolare mescolanza di foschia e fumo che si sprigiona dalle stufe a carbone
con cui i londinesi riscaldano le loro abitazioni. Nel 1918 e poi ancora nel 1920 descrive il fascino di Londra
d'inverno "Senza nebbia Londra non sarebbe una bella città. E' la nebbia
che le dà la magnificenza...; è una massa, è un insieme, eppure è così
semplice...; i suoi blocchi regolari e massicci diventano grandiosi sotto
questo mantello....Come hanno fatto i pittori inglesi dell'Ottocento a
dipingere mattoni che non vedevano?". Particolare importanza alle serie del parlamento. La massa
architettonica è totalmente sfumata e la sagoma dell'edificio è reso con
lunghe pennellate verticali simili. Solo per le acque del Tamigi il pittore
si serve di larghi tocchi orizzontali, come quelli che formano il mare di Impressione:
Levar del sole. Forse qui più che altrove Monet riesce a rendere la
suggestiva atmosfera creata dal fumo e la nebbia e ricorda Turner senza
tuttavia gli effetti romantici a cui indulgeva l'artista. |
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