LA VITA ESTETICA

Il sistema filosofico di Kierkegaar si compone di tre stadi esistenziali principali, uno contrapposto all'altro: vita estetica, vita etica e vita religiosa.

Seppur precedente di una quarantina d'anni al movimento decadente, sicuramente la filosofia kierkegaardiana ha profondamente influito sulla cultura della decadenza, o almeno ne ha precorso i motivi principali. Kierkegaar seppe infatti cogliere l'antitesi tra estetica e morale, la stessa antitesi su cui vertono le culture di fine secolo.

Primo stadio esistenziale è appunto lo stadio estetico. Esso è la forma di vita di chi vive nell'attimo fuggevole e irripetibile. E' un mondo luminoso, raggiante, dal quale è assente tutto ciò che la vita offre di banale, meschino, misero, insignificante. E' la vita del piacere, dell'ebbrezza, dell'edonismo, che trova nel Don Giovanni, protagonista del Diario del seduttore, il suo rappresentante. Giovanni è infatti un seduttore che seduce fanciulle solo per il gusto di farlo e poi le abbandona senza alcuno scrupolo; la sua abilità è tale che le donne si avvedono del fatto che sono state raggirate, ma non possono tuttavia rinunciare all'amore di lui.

E' però, quella etica, una vita che si rivela tuttavia lontana dal piacere (lo si vede nel Piacere, nel Ritratto di Dorian Gray, in A rebour) che sfocia nella miseria e nella noia e rivela la sua insufficienza.

Leggiamo dal Diario del Seduttore di Kierkegaard, un passo che rende la straordinaria somiglianza tra Giovanni e gli altri protagonisti dei romanzi della decadenza:

La sua vita infatti fu ispirata costantemente al sogno di vivere poeticamente. Dotato di una sensibilità sviluppatissima, contiunuamente egli riusciva a ritrarre poeticamente la propria esperienza. […] Lo spirito poetico era il più che egli stesso aggiungeva alla realtà. […] Tutta la sua vita era così calcolata sul piacere. […] Egli godeva personalmente il fatto estetico e godeva esteticamente la sua personalità.

 

Si noti come sia straordinariamente vicino al "fare delle propria vita come si fa un'opera d'arte" dello Sperelli.

 

Stadio che segue la vita estetica è la vita etica. Simbolo della vita etica è il marito, che fa sua l'eticità attraverso la fedeltà e il lavoro. Anche la vita etica conosce un momento di crisi, il pentimento, che sfocia nella vita religiosa. Questo passaggio è considerato scandalo, in senso umano, in quanto la svolta religiosa impone la rinuncia alle regole della moralità (Abramo doveva uccidere Isacco per il suo Dio).

 

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