
COMMISSIONE GIUDICI
Genetica felina:
un approccio combinatorio
Sr. Juez Massimo Picardello
(ristampa per gentile concessione del Dipartimento di
Matematica
Università di Roma "Tor Vergata")
Introduzione pg. 2
I colori eumelanistici non diluiti (nero, chocolate, cinnamon) pg. 3
I colori eumelanistici diluiti (blu, lilac, fawn) pg. 4
I colori feomelanistici (rosso, crema) e il legame col sesso (tortie, blucrema pg. 5
Epistasi: i geni del bianco unito e delle macchie bianche pg. 7
Il gene delle macchie bianche pg. 8
Il gene della distribuzione guantata dei Birmani pg. 8
La serie allelica al locus di macchia bianca: genetica delle distribuzioni di bianco dei Ragdoll pg. 9
Il gene bianco pg. 11
I disegni tigrati pg. 12
I colori argentati (smoke, silver tabby, shaded silver e chinchilla) pg. 14
La teoria ad un gene pg. 14 La teoria a due geni pg. 15 Altre varietà
di colore previste in base alla teoria a due geni; i golden pg. 16
Previsioni non verificate della teoria a due geni pg. 17
La teoria del fattore golden pg. 18
La teoria golden = brown ticked tabby pg. 18
La teoria del gene di tigratura a larga banda pg. 18
La teoria [golden=brown ticked tabby + poligeni a larga banda]: finalmente un modello
genetico esauriente per smoke, silver e golden! pg. 19
Colore degli occhi degli shaded e dei golden: un esempio di persistenza? pg. 20
Lo schiarimento burmese e siamese (colori sepia, zibellino, visone e pointed); il
gene Ojos Azules pg. 22
I geni della struttura del pelo: pelo lungo, rex, wirehair e sphynx pg. 23
I geni della struttura ossea e delle orecchie: polidattilia, manx, fold, curl, bobtail, munchkin pg. 26
Come ottenere i risultati degli incroci senza tabelle pg. 28
Introduzione.
Queste note intendono sviluppare sinteticamente ed in maniera semplificata i concetti elementari
della genetica felina senza approfondire più del minimo indispensabile i presupposti biologici e biochimici
necessari per comprendere la genetica. Il fatto che la presentazione sia semplificata si traduce nel ricorso frequente
e preferenziale a modelli di trasmissione genetica mendeliani, cioè basati su uno o pochi geni il cui effetto
non è graduale, bensì a scatto: o si manifesta totalmente o per niente, a seconda della variante
del gene considerato. L'evitare l'approccio biochimico alla genetica ci porta invece a una trattazione simbolica:
i geni che introdurremo verranno presentati tramite simboli, e non hanno altra pretesa di realtà che quella
di un modello matematico. Il modello matematico è inteso a spiegare gli effetti genetici nel quadro dello
schema mendeliano, senza alcuna pretesa che i simboli introdotti corrispondano fedelmente a entità biochimiche.
In effetti, in molti casi qualche gene che formalmente introdurremo come una unica entità si può
descrivere in maniera più precisa come un gruppo di molti geni che cooperano per dar luogo allo stesso effetto,
di solito in maniera complessivamente più graduale di quanto un unico gene non potrebbe spiegare. A noi
interessa spiegare l'effetto, e quindi considereremo equivalenti modelli matematici differenti dal punto di vista
biochimico (e in particolare associati a differenti formule genetiche), ma che danno luogo agli stessi effetti.
Una differenziazione fra modelli equivalenti, di cui uno più preciso che faccia intervenire più geni
cooperanti, è talora possibile in base alla gradualità dell'azione complessiva di questo gruppo di
geni o a all'esame statistico dei risultati previsti dai due modelli dopo molti incroci. Questi sono entrambi fenomeni
difficili da analizzare se non si ha accesso diretto a una esauriente base di dati sperimentali. E' quindi necessario
un compromesso fra la precisione scientifica dei modelli presentati e la loro semplicità. Eviteremo di proposito
di portare la nostra indagine a livelli raffinati di precisione, e confineremo la presentazione a modelli spesso
imprecisi ma elementari e in prima approssimazione efficaci.
Gli unici preliminari biologici che ci servono sono limitati ai seguenti cenni. Le cellule contengono al loro interno
un nucleo, racchiuso da una membrana, che contiene il patrimonio genetico, codificato in maniera biochimica in
opportuni filamenti di proteine che si chiamano cromosomi. Opportuni segmenti di queste catene proteiche sono i
portatori dei singoli tratti genetici: essi si chiamano geni. La posizione di un gene nel proprio cromosoma si
chiama locus. Nel gatto ci sono 19 paia di cromosomi, per un totale di 38, composte di due cromosomi omologhi,
cioè simili. I geni a loci corrispondenti di cromosomi omologhi operano sullo stesso tratto genetico; se
sono identici, operano nello stesso modo, altrimenti operano in modo differente. Geni non identici situati allo
stesso locus di cromosomi omologhi si chiamano alleli.
Ci sono due modi in cui una cellula si può duplicare. In quello vero e proprio, chiamato mitosi, la membrana
del nucleo si rompe, i cromosomi si allineano al centro della cellula, ciascuno di essi crea una copia uguale a
sé stesso (salvo rari errori di trascrizione biochimica, importanti per spiegare le mutazioni e le ricombinazioni
genetiche), e ciascuna coppia identica così creata poi si separa nei due cromosomi costituenti, ciascuno
dei quali migra ai capi opposti della cellula. A questo punto si hanno due gruppi identici di 38 cromosomi ai lati
opposti della cellula, che poi si separa in due cellule identiche a quella originale. Questo è il meccanismo
di duplicazione con cui crescono i tessuti.
Ma per noi il meccanismo di duplicazione interessante è quello legato alla fecondazione. Per questo fine,
alcune cellule subiscono un processo diverso di duplicazione, chiamato meiosi, che le trasforma in due nuove cellule
diverse fra loro e non identiche all'originale, chiamate cellule germinali. Ciascuna cellula germinale è
dotata soltanto di 19 cromosomi, uno per ciascuna coppia omologa, cioè metà del corredo genetico
complessivo. Il processo di meiosi avviene nel modo seguente. Anche qui tutto comincia con la rottura della membrana
del nucleo, e con i 38 cromosomi che si allineano al centro della cellula. In questo caso, però, cromosomi
omologhi si collocano vicini, in stretta contiguità (in questa fase la contiguità è tale che
possono addirittura avvenire scambi di frammenti chimici fra cromosomi omologhi, un processo importante perché
causa ricombinazioni genetiche). A questo punto, in ciascuna coppia di cromosomi uno dei due costituenti migra
a un lato della cellula e l'altro al lato opposto: dove vada ciascuno dei due è lasciato al caso. Alla fine,
da un lato ci sono 19 cromosomi e dall'altro i loro omologhi, ma come si sia assortita la scelta di questi 19 cromosomi
è casuale. Ora, come nella mitosi, la cellula si duplica in due cellule, ciascuna delle quali possiede solo
19 cromosomi. Queste due cellule sono cellule germinali, cioè destinate a fondersi con quelle di un partner
durante l'accoppiamento sessuale al fine di creare cellule usuali con 38 cromosomi a due a due omologhi. Dopo la
fecondazione, ciascuna coppia di cromosomi nella cellula fecondata consisterà quindi di un cromosoma proveniente
dalla cellula germinale paterna ed uno da quella materna.
Abbiamo così raggiunto la conclusione fondamentale: per ciascun tratto genetico, la trasmissione ereditaria
avviene mediante l'acquisizione, da parte della cellula fecondata, di una coppia di alleli, uno per ciascun genitore.
Il tratto genetico dipenderà da quali sono questi due alleli, e soprattutto se sono uguali (caso omozigote)
o diversi (caso eterozigote). Spesso, dei due alleli intesi a produrre effetti diversi sullo stesso tratto genetico,
uno predomina sull'altro, ed impone il proprio effetto: si chiama un gene dominante, mentre l'altro si dice recessivo.
I colori eumelanistici non diluiti (nero, chocolate, cinnamon).
Il primo gene di colorazione che introduciamo è il gene B, che produce la pigmentazione nera del pelo. In effetti, il gene
B induce le cellule di colorazione alla radice del
pelo a produrre un pigmento chiamato eumelanina, consistente di corpuscoli sferici che danno al pelo un colore
nero. La produzione di eumelanina è sensibile al calore, e quindi il pelo può essere nero più
intenso se la temperatura è più bassa. Ciò spiega perché, non di rado, in un gatto
nero a pelo lungo, il colore alla base del pelo (e quindi nella zona più calda vicino alla pelle) è
più chiaro, e anche perché in gatti neri a pelo cortissimo, come i Devon Rex, il colore è
più scuro su faccia, orecchie, coda e zampe, che sono aree più fredde perché più lontane
dai grandi fasci muscolari che producono calore.
Il gene nero B ha un allele b recessivo che produce una deformazione dei corpuscoli di pigmento: essi si allungano e ovalizzano,
e danno luogo a una colorazione chocolate. C'è anche un altro possibile allele, b1, che produce un colore ancora più chiaro, chiamato cinnamon (cannella). L'ordine di dominanza
è B, b, b1. Vediamo cosa succede se si incrocia un gatto omozigote BB con uno omozigote bb. Stendiamo
una tabella le cui righe presentano i geni possibili nella cellula germinale paterna, e le colonne quelli della
cellula germinale materna: ciascuna cella della tabella conterrà quindi un possibile genotipo dei figli.
Si vede immediatamente che tutti i cuccioli saranno fenotipicamente neri, ma portatori del gene chocolate:
| B | B | |
| b | b | b |
| b | Bb | Bb |
| B | b | |
| B | BB | Bb |
| b | Bb | bb |
Con probabilità 1/4 i cuccioli saranno neri omozigoti, con probabilità
1/2 neri eterozigoti, con probabilità 1/4 chocolate. In altre parole, dopo molti di questi incroci, dobbiamo
aspettarci che, statisticamente, 75% dei cuccioli siano fenotipicamente neri e 25% chocolate.
Ora studiamo il caso Bb x Bb1
| B | b | |
| B | BB | Bb |
| b1 | Bb1 | bb1 |
1. Una gatta nera ha un cucciolo chocolate. Di che colori può essere
il padre? (Si ignorino i colori di cui non si è ancora parlato)
2. E se invece il cucciolo è nero e la madre chocolate, di che colori può essere il padre?
I colori eumelanistici diluiti (blu, lilac, fawn). Tutti i colori descritti precedentemente
esistono in una versione diluita, prodotta dal gene di diluizione maltese, che si indica con d. La versione dominante D di questo
gene non produce diluizione, mentre la versione recessiva d
dà luogo ad una diversa distribuzione spaziale delle particelle di pigmento, che risulta in un effetto visivo
di minore intensità di colore: il nero diventa blu (cioè grigio con riflessi azzurri), il chocolate
diventa lilac e il cinnamon diventa fawn (la traduzione italiana è daino; si tratta di un colore molto chiaro,
simile a quello di un panno di daino, ma più livido).
Si osservi che il gene d modifica l'assetto delle
particelle di pigmento, non la loro forma; esso opera quindi su un tratto genetico diverso da quello relativo alla
forma (sferica o allungata) del pigmento, e di fatto si trova a un locus diverso da quello del gene B. L'interazione fra i geni B e d è quella di due geni indipendenti. La tabella seguente mostra i risultati dell'accoppiamento
di un blu BBdd con un nero con fattore di diluizione
(BBDd; qualche volta si dice nero con fattore blu):
metà dei cuccioli (statisticamente) sono neri con fattore blu, metà sono blu.
| BBd | BBd | |
| BBD | BBDd | BBDd |
| BBd | BBdd | BBdd |
| BD | Bd | bD | bd | |
| Bd | BBDd | Bdd | BbDd | bdd |
| Bd | BBDd | BBdd | bDd | bdd |
| b1d | Bb1Dd | Bb1dd | bb1Dd | bb1dd |
| b1d | Bb1Dd | Bb1dd | bb1Dd | bb1dd |
Una gatta blu ha un cucciolo lilac. Di che colori può essere il padre,
e con quali fattori genetici? (Si ignorino i colori di cui non si è ancora parlato)
Esercizio.
1. Che colori si ottengono, e con quali probabilità, dall'incrocio di
blu e nero?
2. Che colori si ottengono, e con quali probabilità, dall'incrocio di blu e chocolate?
Nota: Nel risolvere l'ultimo esercizio, si osserverà
che l'incrocio di blu e chocolate può produrre dei cuccioli di colore nero, che a prima vista non sembra
ottenibile perché dominante su blu e chocolate. Ma invece è ottenibile, come conseguenza del fatto
che il gene chocolate e il gene di diluizione maltese sono a loci diversi (non sono quindi alleli l'uno dell'altro).
I colori feomelanistici (rosso, crema) e il legame col sesso (tortie, blucrema). Lo schema genetico mendeliano si basa sull'azione di geni con un effetto netto: il tratto genetico
si manifesta in pieno oppure no. I geni principali dei colori solidi che abbiamo fin qui considerato agicono in
questo modo.
Uno degli effetti genetici netti è il sesso: maschio oppure femmina. Ma questo effetto non può essere
conseguenza di un unico gene. Infatti, se fosse così, uno dei due sessi dovrebbe essere geneticamente dominante
sull'altro (una dominanza parziale porterebbe a ermafroditismo in tutti gli individui). Perciò, dopo una
generazione, tutta la specie sarebbe dello stesso sesso, e si estinguerebbe.
In effetti, il sesso è una conseguenza genetica non di un singolo gene, ma di un intero cromosoma. Una delle
coppie di cromosomi consiste di due cromosomi appaiati di struttura non esattamente analoga. Uno dei due, più
grande, è approssimativamente a forma di X. L'altro è più piccolo e manca di una gamba della
X: la sua forma è approssimativamente quella di una Y. Per un maschio, il corredo cromosomico contiene la
coppia XY; per una femmina, XX. Si vede subito che l'effetto genetico è netto ma che non c'e dominanza,
e inoltre (altro fatto cruciale per la sopravvivenza della specie) che la probabilità che un cucciolo sia
maschio o femmina è la stessa:
| X | Y | |
| X | XX | XY |
| X | XX | XY |
Ma il fatto che al cromosoma Y manchi una 'gamba' rispetto a X comporta che i geni presenti su questo tratto del
cromosoma X, in un maschio, non sono abbinati a un allele. Ciò altera lo schema di trasmissione ereditaria
delineato fin qui. Geni di questo tipo si dicono legati al sesso.
Uno dei geni responsabili del colore è legato al sesso. Si tratta del gene
orange, O, il cui effetto è di trasformare
il pigmento nero (eumelanina) di forma più o meno sferica in un pigmento diverso (feomelanina), di forma
assai più allungata, che produce il colore rosso intenso nei gatti da esposizione (e le varie tonalità
giallastre nei gatti non selezionati, come ad esempio quelli di strada). Il suo allele, che come sempre si indica
con la corrispondente lettera minuscola o, non provoca questa trasformazione. In linea teorica, le combinazioni
genetiche BO, bO e b1O potrebbero produrre tre
diverse tonalità di rosso, via via più chiare, e ogni tanto si possono in effetti apprezzare queste
lievi differenze. Ma in pratica, le differenze sono cosi lievi che si preferisce non distinguerle fenotipicamente,
e ci si riferisce a tutti e tre questi colori come rosso. Analogamente, le tre versioni diluite sono considerate
un unico colore, il crema.
Il gene orange è piuttosto peculiare. Anzitutto, è legato al sesso, e quindi un maschio può
avere il gene o (e il suo fenotipo apparterrà
a uno dei colori neri), oppure O (e sarà
rosso o crema), ma non entrambi. Una femmina invece può essere di tipo oo (eumelanistica), OO (rossa o crema),
oppure Oo: e qui si ha la seconda peculiarità.
L'allele O non è dominante su o. Invece, ciò che succede è che, in ciascuna cellula
di pigmentazione alla base del pelo, l'allele in uno dei due cromosomi X si attiva e l'altro si disattiva, a caso. Quindi, nelle femmine di tipo
Oo, alcuni peli sono rossi e altri neri. Di fatto, l'attivazione avviene una volta
per tutte nel corso della formazione delle cellule somatiche. Se avviene precocemente, quando ancora le cellule
sono poche, le duplicazioni successive di una cellula in cui è stato attivato uno dei due geni, diciamo
quello per il colore rosso, mantengono lo stesso colore, e analogamente per il nero. Questo produce un fenotipo
a larghe macchie rosse e nere. Se invece l'attivazione avviene tardi, i due colori appaiono ben mescolati. Questi
tipi di colorazione si chiamano squama di tartaruga (tortoiseshell, tortie), e le versioni diluite si chiamano,
rispettivamente, blucrema, lilac-cream o fawn-cream.
Ripetiamo che il legame col sesso crea uno schema di trasmissione ereditaria differente. Ad esempio, il classico
schema di interazione di due alleli è sbagliato in questo caso. Non si ha
| O | O | |
| O | OO | OO |
| o | Oo | Oo |
| O | - | |
| O | OO | O- |
| o | Oo | o - |
BDo
Bdo
bDo
bdo
BD-
Bd-
bD-
bd-
BdO
BBDdOo
BBddOo
BbDdOo
BbddOo
BBDdO-
BBddO-
BbDdO-
BbddO-
BdO
BBDdOo
BBddOo
BbDdOo
BbddOo
BBDdO-
BBddO-
BbDdO-
BbddO-
bodO
Bb1DdOo
Bb1ddOo
bb1DdOo
bb1ddOo
Bb1DdO-
Bb1ddO-
bb1DdO-
bb1ddO-
b1dO
Bb1DdOo
Bb1ddOo
bb1DdOo
bb1ddOo
Bb1DdO-
Bb1ddO-
bb1DdO-
bb1ddO-
Bdo
BBDdoo
BBddoo
BbDdoo
Bbddoo
BBDdo-
BBddo-
BbDdo-
Bbddo-
Bdo
BBDdoo
BBddoo
BbDdoo
Bbddoo
BBDdo-
BBddo-
BbDdo-
Bbddo-
b1do
Bb1Ddoo
Bb1ddoo
bb1Ddoo
bb1ddoo
Bb1Ddo-
Bb1ddo-
bb1Ddo-
bb1ddo-
b1do
Bb1Ddoo
Bb1ddoo
bb1Ddoo
bb1ddoo
Bb1Ddo-
Bb1ddo-
bb1Ddo-
bb1ddo-
La metà di sinistra della tabella contiene i genotipi delle cucciole femmine: si vede che 3/16 di esse hanno
fenotipo nero (con vari fattori genetici), 3/16 blu, 1/16 chocolate, 1/16 lilac, ma nessuna cinnamon o fawn; con
proporzioni identiche abbiamo le tortie corrispondenti (3/16 tortie, 3/16 blucrema, 1/16 chocolate tortie, 1/16
lilac cream). A destra abbiamo i genotipi dei cuccioli maschi: 3/16 hanno fenotipo nero (con vari fattori genetici),
3/16 blu, 1/16 chocolate, 1/16 lilac, e in analoghe proporzioni abbiamo le varianti rosse, ma siccome identifichiamo
i fenotipi rossi indipendentemente dal tipo di allele nero, questo ci porta a 1/4 rossi, 1/4 crema.
Esercizio.
Una cucciola tortie è figlia di un padre nero. Di che colori può
essere la madre, e con quali fattori genetici? (Si ignorino i colori di cui non si è ancora parlato).
Epistasi: i geni del bianco unito e delle macchie bianche.
Abbiamo visto, all'inizio di queste note, un esempio di dominanza: il gene del colore nero B è dominante sull'allele b.
Perché si possa parlare di dominanza, occorre avere due alleli dello stesso gene, uno dei quali si afferma
sull'altro nel determinare il fenotipo del corrispondente tratto genetico. Ma abbiamo anche considerato casi di
geni che influenzano e modificano il fenotipo usualmente controllato da altri geni ubicati a loci diversi. Ad esempio,
il gene O trasforma il colore nero in rosso, e il
gene d trasforma il nero in blu e il rosso in crema.
Qualche volta si dice che il nero è dominante sul blu, ma tecnicamente questo è inesatto: non è
B, bensì D ad essere dominante su d. L'azione
di d si sovrappone a quella di B e la modifica:
un tale fenomeno si chiama epistasi. Analogamente, la trasformazione dell'eumelanina in feomelanina è l'azione
epistatica del gene O sul gruppo del gene B e dei suoi alleli.
Il gene delle macchie bianche
Ora vedremo altre due tipiche forme di epistasi. La prima è data dal gene di macchia bianca (piebald spot),
che si indica con S, e produce totale depigmentazione
in qualche parte del corpo. Questo gene è epistatico rispetto a tutti quelli visti fino a questo punto,
ed anche a tutti i successivi eccetto il gene W,
responsabile della depigmentazione totale del pelo, che vedremo oltre. Se sulle aree dove il gene agisce c'è
pelo, questo pelo risulta bianco. Se invece c'è pelle, come sul naso o sui polpastrelli, questa viene depigmentata
a rosa. Se l'azione del gene, nella fase della separazione iniziale delle cellule, si rivolge alle cellule responsabili
della formazione del tessuto oculare, l'inibizione della pigmentazione si traduce nel fatto che quell'occhio avrà,
al termine della crescita, colore blu o azzurro chiaro. Naturalmente, può succedere che un occhio sia depigmentato
e l'altro no. In prossimità delle cellule destinate a formare i tessuti oculari ci sono quelle responsabili
dei tessuti auricolari, e spesso succede che dal lato dell'occhio blu l'orecchio sia malfunzionante, fino al punto
della sordità. L'allele recessivo s non produce
depigmentazione, cioé lascia il colore pieno. Il seguente schema si può applicare, ad esempio, all'incrocio
di un gatto nero con un bicolore bianco e nero eterozigote per il gene S: metà dei cuccioli saranno bianchi e neri, metà neri (viene lasciato al lettore il
compito di completare la tabella includendo il gene B):
| S | s | |
| s | Ss | ss |
| s | Ss | ss |
| W | w | |
| w | Ww | ww |
| w | Ww | ww |
WSoD
WS - D
WsoD
Ws - D
wSoD
wS - D
wsoD
ws - D
wSOD
WwSSOoDD
WwSSO-DD
WwSsOoDD
WwSsO-DD
wwSSOoDD
wwSSO-DD
wwSsOoDD
wwSsO-DD
wSOd
WwSSOoDd
WwSSO-Dd
WwSsOoDd
WwSsO-Dd
wwSSOoDd
wwSSO-Dd
wwSsOoDd
wwSsO-Dd
wSOd
WwSSooDD
WwSSo-DD
WwSsooDD
WwSso-DD
wwSSooDD
wwSSo-DD
wwSsooDD
wwSso-DD
wSOd
WwSSooDd
WwSSo-Dd
WwSsooDd
WwSso-Dd
wwSSooDd
wwSSo-Dd
wwSsooDd
wwSso-Dd
wSOd
wwSsOoDD
wwSsO-DD
wwssOoDD
wwssO-DD
wwSsOoDD
wwSsO-DD
wwssOoDD
wwssO-DD
wSOd
wwSsOoDd
wwSsO-Dd
wwssOoDd
wwssO-Dd
wwSsOoDd
wwSsO-Dd
wwssOoDd
wwssO-Dd
wSOd
wwSsooDD
wwSso-DD
wwssooDD
wwsso-DD
wwSsooDD
wwSso-DD
wwssooDD
wwsso-DD
wSOd
wwSsooDd
wwSso-Dd
wwssooDd
wwsso-Dd
wwSsooDd
wwSso-Dd
wwssooDd
wwsso-Dd
Il lettore dovrebbe ormai essere maturo per poter elaborare da solo le tabelle degli incroci tipici che coinvolgono
i geni S e W, come per esempio nei problemi seguenti. E' anche sperabile che egli sia in grado di trovare le
risposte senza compilare davvero l'intera tabella.
Esercizio.
Una gatta fawn ha una cucciolata consistente di un cucciolo bianco e due bicolori,
rispettivamente lilac e bianco e fawn e bianco. Di che colori può essere il padre, e con quali fattori genetici?
(Si ignorino i colori di cui non si è ancora parlato)
Esercizio. 1. Che colori si ottengono, e con quali probabilità, dall'incrocio di un gatto omozigote per
il blu ed eterozigote per il gene S e un gatto omozigote per il lilac ed eterozigote per il gene S?
2. Come cambierebbe la risposta alla domanda precedente se il gatto bicolore omozigote per il blu venisse rimpiazzato
con un bicolore eterozigote avente fattore anche per il lilac?
I disegni tigrati. Abbiamo fino ad ora considerato
solamente gatti con colori solidi o a chiazze. Veniamo ora a spiegare la genetica dei mantelli tigrati. Ogni pelo
tigrato, o, come spesso si dice, agouti, presenta diverse bande di colore. Nel corso della sua crescita, le cellule
alla sua base che formano il pigmento alternano periodi di formazione di pigmento intenso, ad esempio nero, con
altri periodi in cui viene prodotto pigmento di forma più allungata, e quindi di colore più rossiccio
e chiaro. Il gene responsabile per questo fenomeno è il gene dominante agouti (A). La sua forma recessiva, a, non
produce peli tigrati, ed è quindi responsabile per i colori solidi. In effetti, possiamo pensare al gatto
tigrato come l'espressione naturale della specie. Il gene non-agouti a produce l'effetto di rinforzare il colore, riempiendo le bande agouti del colore pieno.
Il gene A, quindi, permette il manifestarsi della
tigratura naturale. Ma la tigratura ha un disegno. Ci sono delle aree del corpo dove il disegno dà luogo
a peli tigrati, ed altre dove il colore pieno riempie le bande agouti chiare dei peli (ciò che per i solidi
avveniva su tutto il corpo). Queste ultime si chiamano i markings (striature) della tigratura. Ci sono tre tipi
principali di disegno: ticked, mackerel e classic (blotched). Il disegno ticked, tipico dell'Abissino, ha tutti
i peli agouti, senza markings eccetto, al più, sulle zampe, la testa e la coda (ma eccetto che sulla testa
e la punta della coda, il disegno ticked ideale dovrebbe non avere striature).
Il disegno mackerel ha striature sottili e parallele sul corpo, le zampe e la coda, e la consueta struttura di
tigrature sulla testa. Il classic ha striature più spesse e larghe, organizzate sul corpo a forma di spirale
o di farfalla. Questi tre tipi di disegno si associano a tre geni di tigratura, il cui ordine di dominanza (parziale)
è: ticked, Ta, dominante; mackerel, T, recessivo
rispetto al ticked ma dominante sul blotched; classic (blotched), tb, recessivo. Ci sono altri
due tipi di disegno. Uno è lo spotted, che trasforma le striature in piccole macchie, quasi sempre disposte
idealmente secondo un assetto di tipo mackerel. Il livello di dominanza dello spotted è lo stesso del mackerel,
ed esso si considera prodotto dallo stesso gene T
del mackerel, sottoposto all'azione di un gruppo di poligeni modificatori. In alcune razze, come il Bengal, si
ammira un disegno spotted caratteristico, con macchie più grandi a forma di rosetta e non disposte secondo
un allineamento mackerel: è probabile, ma non ancora del tutto chiaro, che anche questi disegni spotted
atipici siano dovuti al gene T modificato da poligeni.
Analogamente, un altro disegno recentemente introdotto (nel Bengal, grazie alla sua recente derivazione da un felino
selvatico, il leopardo asiatico) è il marbled (marmorizzato), assimilabile al blotched ma con farfalle e
spirali molto allungate e irregolari, spesso chiuse su se stesse. Si pensa che il disegno marbled sia prodotto
dal gene tb del blotched e dall'azione di poligeni modificatori. Nei gatti eumelanistici, l'azione del gene
agouti si manifesta non solo sul pelo, ma anche sul cuoio del naso, che invece di essere di colore unito (nero,
chocolate, grigio, rosa intenso) diventa di colore rosso mattone (brown tabby), rosa intenso o rosa diluito, con
una bordatura del colore di base.
E' importante osservare che i geni agouti e di disegno sono a loci diversi. L'azione di riempimento di colore esercitata
del gene non-agouti a è epistatica su quella
dei geni del disegno di tigratura. In altre parole, un gatto solido porta anch'esso i geni di disegno, e quindi
è capace di trasmetterli geneticamente. Questo fatto ha anche evidenza sperimentale. Prima che la pigmentazione
abbia raggiunto il livello finale di intensità, su un cucciolo nero (o smoke, che considereremo in seguito)
è possibile notare evidenti tracce di tigrature. Persino dopo che la pigmentazione è completa, guardano
un gatto nero con luce radente, si nota un diverso grado di riflettenza della luce nelle aree corrispondenti alle
zone agouti successivamente riempite di colore nero da parte del gene a, e quindi, in tal modo, si vede la struttura del disegno.
La dominanza dei vari geni di disegno è solo parziale. Ad esempio, un genotipo Tatb provoca un disegno ticked sovrapposto ad un disegno classic.
Il disegno risultante è ticked, ma può avere scarsa uniformità di ticking, e tracce di tigratura
su zampe, coda e petto. Un disegno simile a questo viene chiamato disegno agouti in TICA (è ammesso in alcune
razze, come il Singapura). Prima del completamento della pigmentazione, su cuccioli con questo genotipo si possono
vedere chiaramente le tigrature del disegno classic. Analogo è il caso di cuccioli shaded silver di genotipo
TaT or Tatb, i quali spesso hanno tracce di tigrature che scompaiono con la crescita (il gene di inibizione
-si veda oltre il capitolo sui silver- aiuta a mascherare le disuniformità del ticking nell'adulto).
Identica è la genetica del disegno nei gatti rossi o crema. Però, il gene non-agouti è molto
meno attivo sui colori feomelanistici che su quelli eumelanistici, ed è molto difficile che, per i gatti
rossi o crema, le tigrature siano totalmente soppresse dalla sua azione. Alcuni genetisti sostengono addirittura
che il gene a non agisce sui colori feomelanistici, e che le tigrature possono essere attenuate, o talvolta eliminate
del tutto, solo dall'azione di poligeni modificatori. Qualunque sia la verità, è certo che l'eliminazione
delle tigrature sui gatti feomelanistici richiede una severissima selezione, e quindi deve essere dovuta al concorso
di molti geni (poligeni) su cui la selezione può operare, più che sulla azione netta di un singolo
gene. Per evidenziare il ridotto effetto del gene non-agouti sul rosso, basta osservare come, inevitabilmente,
sulle gatte a squama di tartaruga, le tracce di tigratura siano sempre più evidenti sulle aree rosse che
su quelle nere. Un fenomeno analogo si ha nelle gatte blu-crema.
La seguente tabella si riferisce all'incrocio fra un brown classic tabby eterozigote per l'agouti (Aa BB o- DD tbtb) e una gatta tortie con fattore
di diluizione, che porta i fattori per il disegno ticked e mackerel (aa BB Oo Dd
TaT). Poiché nel padre ci sono solo due geni in forma eterozigote, la tabella richiede solo
quattro colonne. Invece sono necessarie otto righe, perché la madre è eterozigote per tre geni.
| AtboD | Atb - D | atbo D | atb - D | |
| aTaOD | AaTatbOoDD | AaTatbO - DD | aaTatbOoDD | aaTatbO - DD |
| aTaOd | AaTatbOoDd | AaTatbO - Dd | aaTatbOoDd | aaTatbO - Dd |
| aTaoD | AaTatbooDD | AaTatbo - DD | aaTatbooDD | aaTatbo - DD |
| aTaod | AaTatbooDd | AaTatbo - Dd | aaTatbooDd | aaTatbo - Dd |
| aTOD | AaTtbOoDD | AaTtbO - DD | aaTtbOoDD | aaTtbO - DD |
| aTOd | AaTtbOoDd | AaTtbO - | Dd aaTtbOoDd | aaTtbO - Dd |
| aToD | AaTtbooDD | AaTtbo - DD | aaTtbooDD | aaTtbo - DD |
| aTod | AaTtbooDd | AaTtbo - | Dd aaTtbooDd | aaTtbo - Dd |
1. Che colori si ottengono, e con quali probabilità,
dall'incrocio di un brown classic tabby Aa tbtb BB DD
e una blue mackerel tabby Aa Ttb BB dd?
2. Come cambia la risposta se il brown classic tabby è anche eterozigote per il gene di diluizione maltese?
I colori argentati (smoke, silver). Ci occupiamo
ora delle varietà di colore argentato: smoke, silver tabby, shaded silver e chinchilla (e dei loro equivalenti
feomelanistici, talora chiamati cameo). In queste varietà, la base del pelo risulta depigmentata, bianca
argento, senza tracce di tonalità rossastre. In alcuni silver tabbies, però, il colore arriva fino
alla radice del pelo nelle zone tigrate. I silver tabbies sono gatti tigrati le cui aree agouti sono di tonalità
argento livido, con elevato contrasto rispetto alle tigrature. I chinchilla non hanno tracce di tigrature (nel
caso di un esemplare ideale), e solo le punte del pelo sono colorate (tipping). Negli shaded, il colore sulle punte
del pelo copre circa un terzo della lunghezza (spesso di meno). Negli smoke, la parte argentata è fra un
terzo e la metà iniziale del pelo, il resto è colorato.
La teoria ad un gene
Nel passato, si considerava responsabile dei colori argentati un unico gene principale, indicato con I (inibitore), responsabile dell'azione frenante sulla produzione
di pigmento ed anche dell'eliminazione delle sfumature rossastre tipiche dei colori eumelanistici, soprattutto
nelle aree agouti dei brown tabbies. Il meccanismo per cui un singolo gene può arrivare a produrre varietà
di colore così diverse è il seguente.
Gli smoke sono gatti non-agouti, e il gene I schiarisce
e illividisce la base del pelo, conferendole un colore argento candido, uniformemente su tutto il corpo. L'azione
di freno alla pigmentazione prodotta da questo gene può limitarsi a un terzo circa del pelo, oppure essere
maggiore, arrivando a metà del pelo o leggermente oltre. Tutte le altre varietà silver sono agouti.
I chinchilla e gli shaded sono agouti con disegno ticked. (Avvertenza importante: i cuccioli chinchilla
o shaded silver sovente mostrano un disegno fantasma mackerel o classic [=blotched], che scompare con la crescita.
Ciò non significa che questi cuccioli non siano geneticamente ticked. Le tigrature fantasma sono frequenti
nei cuccioli ticked: ad esempio, si osservano talvolta negli Abissini. Al più, la presenza di tigrature
fantasma può essere una indicazione del fatto che il cucciolo sia eterozigote per il disegno ticked, ma
questo non è necessariamente vero). Il gene I
schiarisce la base del pelo, ma senza il suo effetto il pelo non sarebbe stato tutto pigmentato: ci sarebbero state
varie bande agouti, più chiare. L'azione di I
illividisce le tonalità brown di queste bande e le trasforma anch'esse in argentate. Poiché lo schiarimento
dovuto all'inibizione alla base si combina coll'argentatura ulteriore delle bande agouti al di sopra del livello
di taglio dell'azione di inibizione, la percentuale di pelo argento si estende, ed arriva a circa due terzi nel
caso che il gene I operi in maniera blanda (shaded
silver), e su tutto il pelo tranne la punta (l'ultima banda di colore del pelo ticked) nel caso che l'azione di
I sia accentuata (chinchilla). Che i chinchilla
e gli shaded silver di colori eumelanistici siano agouti risulta anche chiaro dal fatto che la pelle del loro naso
è rosso mattone (o rosa intenso) con la tipica bordatura esterna dei tigrati. Infine, i silver tabbies sono
tigrati con disegno classic (blotched) o mackerel/spotted. E' chiaro che l'azione del gene I è assai più visibile sulle aree agouti che sui markings delle tigrature, e questo
dà luogo al disegno tigrato con altissimo contrasto.
Ma proprio esaminando i silver tabbies si vede che la spiegazione genetica dei colori argentati non può
basarsi su un unico gene. Infatti, se così fosse i markings di tigratura dovrebbero essere schiariti alla
base, come negli smoke. Ma se da un lato si vedono silver tabbies di questo tipo, d'altro lato se ne vedono molti
altri in cui il colore arriva fino alla radice nelle zone tigrate. Il genetista Roy Robinson, nel suo ben noto
libro Genetics for Cat Breeders (Cambridge, 1972, 2nd edition), suggerisce che sulle aree tigrate l'azione di riempimento di colore
sopraffaccia lo schiarimento silver. Ma questo sembra strano, visto che sugli smoke, dove la stessa azione si manifesta
su tutto il corpo, avviene il contrario. E comunque, non sarebbe possibile spiegare perché in alcuni silver
tabbies si abbia schiarimento di base nelle zone tigrate e in altri no.
La teoria a due geni
Le teorie più moderne -si vedano gli articoli di J. Jerome, TICA Trend vol. 13 n. 6 (dic. 1992/genn. 1993)
pg. 14 e TICA Yearbook 12 (1991), pg. 218- asseriscono che sui silver agiscono due geni distinti, uno responsabile
dell'inibizione della pigmentazione alla base del pelo, l'altro dell'eliminazione delle tonalità rossastre
(bleachi~g, candeggio). Questo secondo gene lo chiameremo "gene silver" (Sv). Il gene di inibizione, invece, lo indicheremo con I, mettendo in guardia il lettore sul fatto che alcuni testi recenti denotano con Sh la forma blanda del gene di inibizione, responsabile del manto
shaded, e con Ch la forma intensa, responsabile
del manto chinchilla. Ma non c'è sufficiente evidenza che la differenza fra i due effetti sia dovuta a due
alleli del gene di inibizione invece che all'azione di un gruppo di poligeni di supporto, e in effetti la transizione
dal manto shaded al manto chinchilla è graduale piuttosto che netta. Perciò noi qui non faremo riferimento
agli alleli Sh e Ch, sicuri che il lettore possa ormai facilmente adattare le conclusioni al contesto di articoli o
libri che invece vi facciano riferimento. Pertanto, in queste note non distinguiamo genotipicamente shaded silvers
e chinchilla, attribuendo la differenza a poligeni secondari.
A questo punto, è chiara la corrispondenza fra le varietà di colore viste sopra e i loro genotipi:
Smoke: aa
I- Sv -
Shaded silver e chinchilla: A- TaTa
I- Sv -
Silver tabby mackerel/spotted:
A- TT I- Sv - se la radice del pelo nelle aree di tigratura è argentata (silver tabby shell o shaded, a seconda che l'argentatura sia accentuata o ridotta);
A- TT ii Sv - se la radice del pelo nelle aree di tigratura non è argentata.
Silver tabby classic (blotched):
A- tbtb I- Sv - se la radice del pelo nelle aree di tigratura è argentata (silver tabby shell o shaded, a seconda che l'argentatura sia accentuata o ridotta);
A- tbtb ii Sv - se la radice del pelo nelle aree di tigratura non è argentata.
Abbiamo indicato come omozigote il gene di disegno ticked negli shaded e nei chinchilla perché la dominanza
dei geni di disegno è solo parziale. Ad esempio, la combinazione TaT produce
un disegno ibrido, con ticking diffuso parzialmente sovrapposto a disegno mackerel (soprattutto su zampe e coda,
ma spesso un po' anche sui fianchi). Se il genotipo è questo, si perde l'uniformità del tipping.
Naturalmente, gatti con queste caratteristiche verrebbero ugualmente registrati come shaded o chinchilla, ma il
loro colore sarebbe meno aderente allo standard.
Si noti che un silver tabby ideale non ha bisogno dell'azione del gene di inibizione I per raggiungere un contrasto perfetto fra aree di base e tigrature. Infatti, il gene silver Sv schiarisce e trasforma in colore argento candido le bande agouti
del pelo nelle aree di base, che quindi risulta argenteo e livido. Inoltre, l'assenza del gene di shading I fa
sì che le aree tigrate siano colorate in modo intenso fino alla radice, aumentando il contrasto, soprattutto
sui silver tabbies di colore nero, dove l'eliminazione delle tonalità rossastre rende il colore nero più
intenso e vivo.
Altre varietà di colore previste dalla teoria a due geni; i golden
Se si sostituisse il genotipo I- col genotipo ii negli shaded e nei chinchilla, si otterrebbe
A- TaTa ii Sv- . Fenotipicamente, questi gatti dovrebbero
essere silver ticked tabby nella variante ii, non shaded, cioè con una banda nera all'inizio del pelo, a
contatto con la pelle. Non risulta però che questi gatti siano stati mai prodotti (si veda oltre per ulteriori
commenti). Analogamente, se si fa lo stesso negli smoke, si ottiene aa ii Sv- , che fenotipicamente corrisponde a gatti solidi ma senza tracce di rufousing, cioè di tonalità
rossastre del pelo nei colori eumelanistici, o tonalità calde nei colori feomelanistici. Questi gatti si
possono ottenere incrociando silvers eterozigoti per il gene I.
Se gatti di questo tipo vengono poi ulteriormente incrociati fra loro, ne possono nascere cuccioli di genotipo
ii sv sv. Da una linea di smokes (non-agouti), si
ottengono in tal caso normali solidi; da una linea di shadeds o chinchilla, diciamo agouti omozigoti AA TaTa, si ottengono normali
ticked tabbies (come gli Abissini; però tutti gli shaded e i chinchilla sono selezionati contro il rufousing,
cioè a favore di poligeni di arrossamento del pelo che favoriscano i toni più lividi, e quindi non
ci si può aspettare di ottenere, da genitori shaded o chinchilla eterozigoti
Ii Sv sv, cuccioli ticked tabby con i toni rossastri
caldi degli Abissini).
Ma se invece si incrociano shaded o chinchilla eterozigoti per Sv e con il gene inibitore I, si potranno
ottenere cuccioli col genotipo I- sv sv. Questi
cuccioli saranno ticked tabby con la base del pelo più chiara, ma senza i toni lividi prodotti dal gene
sv (però pur sempre con tonalità rossastre
non troppo accese, per via della selezione poligenica contro il rufousing). La tonalità di base sarà
oro invece che rossa. Questa varietà di colore, nelle versioni eumelanistiche, si chiama shaded golden. Le corrispondenti varietà feomelanistiche
sono troppo vicine, nel fenotipo, a red (o cream) ticked tabbies per poter essere classificate come varietà
a sé stanti. Analogamente, si possono avere golden tabbies incrociando silver tabbies eterozigoti per il gene Sv. Ecco i genotipi dei golden, in paragone a quelli dei brown tabbies:
Shaded golden e chinchilla golden (golden shell): A- TaTa I- sv sv
Golden tabby mackerel/spotted: A- TT I- sv sv (si osservi che la radice del pelo nelle aree di tigratura è depigmentata: golden tabby shell o shaded, a seconda che la depigmentazione sia accentuata o ridotta);
Brown mackerel/spotted tabby: A- TT ii sv sv (la radice del pelo nelle aree di tigratura non è depigmentata.);
Golden classic (blotched) tabby: A- tbtb I- sv sv (si osservi che la radice del pelo nelle aree di tigratura è depigmentata: golden tabby shell o shaded, a seconda che la depigmentazione sia accentuata o ridotta);
Brown classic (blotched) tabby: A- tbtb ii sv sv (la radice del pelo nelle aree di tigratura non è depigmentata.).
Previsioni non verificate della teoria a due geni
E' doveroso mettere in guardia il lettore sul fatto che questo schema genetico non è del tutto soddisfacente.
Infatti, da esso si deduce l'esistenza di fenotipi finora non osservati. Ad esempio, il genotipo aa I- sv sv dovrebbe corrispondere a un "golden smoke",
cioè a uno smoke col colore di base dorato anziché argento. Ma a tutt'oggi non è stato prodotto
un gatto col colore del golden ma non-agouti. Perciò, si deve forse ritenere che il gene sv sia disattivato su gatti non agouti. In tal caso, la differenza
genotipica fra gatti solidi eumelanistici con o senza tracce di rufousing sarebbe dovuta solo all'azione di poligeni.
Come già osservato, anche per gli argentati (non golden) si ha un fenotipo dubbio: quello corrispondente
al genotipo A- TaTa
ii Sv-. Dovrebbe trattarsi di gatti argentati ma non shaded, cioè senza
depigmentazione alla base, e con disegno ticked. Come già osservato, sotto l'azione del gene I le bande agouti diventano argento, ed ad essempio è possibile
vedere l'effetto di molteplici bande alternate argento e nere nelle aree agouti dei black silver tabbies mackerel
o blotched non depigmentati alla base. Ma nel caso che il disegno sia ticked, dovremmo avere un fenotipo con tutto
il pelo a bande alternate argento e nere, e nere alla base (nel caso che il colore di base sia il nero, naturalmente).
Non consta che gatti di questo tipo siano mai stati prodotti. Si può forse supporre che il gene Sv sia attivo solo se è attivo il gene I, e di fatto ne modifichi e rinforzi l'azione.
Le due ipotesi aggiuntive che abbiamo fatto in questo paragrafo al fine di "salvare" la teoria a due
geni equivalgono a supporre che l'intera serie allelica Sv/sv
sia inattiva eccetto che se è presente il gene I.
Non è stata ancora svolta ricerca sperimentale sufficiente a confermare questa congettura.
La teoria del fattore golden
Se quest'ultima congettura è vera, di fatto la teoria a due geni diventa equivalente ad un altro modello
genetico, che era stato introdotto prima della teoria basata su due geni indipendenti. In questo modello precedente,
i golden venivano spiegati introducendo comunque un ulteriore gene g, la cui azione epistatica causa colorazione dorata invece che argento alla base del mantello silver
(come si fa per spiegare la diluizione maltese a partire dal gene B, coll'aggiunta di un gene epistatico d).
L'allele dominante G non ha effetto (non provoca colorazione dorata alla base).
Infine, è doveroso osservare che il gene Sv
provoca mancanza di rufousing nei colori eumelanistici, ma assai meno in quelli feomelanistici. Ci sono red smokes
e red shaded silvers il cui tipping è rosso abbastanza caldo (soprattutto negli smokes).
La teoria golden = brown ticked tabby
Un altro schema genetico che si era considerato consisteva nell'identificare i golden con semplici gatti di colore
ticked tabby (il disegno ticked ovunque, senza alcuna striscia di tigratura, che in TICA viene denominato "agouti
tabby"). In effetti, poiché il colore del pelo è sensibile alla temperatura, è quasi
sempre vero che i gatti ticked tabby hanno la base del pelo più chiara (si apra il mantello di un Abissino!),
e spesso i fenotipi golden e ticked tabby sono difficili da distinguere. A fronte delle difficoltà sopra
indicate, derivanti dal modello a due geni dei colori argentati, questo semplice suggerimento che i golden altro
non siano che ticked tabbies è suggestivo. Di fatto, l'unico tratto fenotipico che questa teoria non spiega
è il fatto che certi ticked tabbies sono poco schiariti alla base mentre altri (i golden, appunto) lo sono
molto, ma forse si potrebbe imputare la differenza all'azione di un gruppo di poligeni modificatori. Nonostante
le difficoltà, però, noi continueremo la discussione basandoci sulla teoria a due geni, perché
essa dà la spiegazione più soddisfacente dell'esistenza di silver tabbies di due tipi: quelli con
le aree tigrate nere fino alla radice e quelli con le aree tigrate depigmentate alla base del pelo. Osserviamo
però che, per quanto riguarda i tratti fenotipici più importanti, questa teoria che identifica i
golden con ticked tabbies fornisce le stesse percentuali di probabilità per gli incroci della teoria a due
geni.
La teoria del gene di tigratura a larga banda
Infine, recentemente si sono considerate teorie alternative nelle quali compaiono sì due geni, ma con effetti
differenti da quanto si è detto sopra (contributi di H. Lorrimer sul Fancier's List di Internet, marzo-aprile
1995). In effetti, un gene è ancora il gene silver di argentatura (eliminazione del rufousing), ma l'altro
sarebbe un gene che provoca allargamento delle bande chiare nei peli agouti, chiamato wide-band (Wb). Si noti però
che, a causa dell'ampio grado di variabilità della lunghezza del tipping, sarebbe più appropriato
parlare di un gruppo di poligeni di tigratura ad ampia banda. In questa teoria, è ovviamente risolto il
problema legato al fatto che i golden sono solo agouti (non si osservano golden smokes), ma d'altra parte non si
spiegano gli smokes, che non solo sono argentati (cioè senza rufousing), ma anche schiariti alla base. Poiché
si tratta di gatti non agouti, questo aspetto del loro fenotipo non può essere dovuto a geni che allargano
le bande chiare agouti.
D'altra parte, una variante di questa teoria può essere utilizzata per giustificare una teoria avanzata
in alcuni libri: che i chinchilla e gli shaded silver non siano necessariamente di disegno ticked. Il disegno ticked,
congiuntamente all'azione di inibizione silver, fa sì che il colore si limiti alla punta del pelo (tipping).
Per gli altri disegni non sarebbe così, ed inoltre la lunghezza del tipping sarebbe ben lungi dall'essere
uniforme. Ma se le bande agouti venissero dilatate da un gruppo di poligeni wide-band, e poi argentate dal gene
silver, allora il tipping sarebbe confinato alla punta del pelo, e si avrebbe un accettabile grado di uniformità.
La teoria [golden = brown ticked tabby + poligeni a larga banda]:
finalmente un modello genetico esauriente per smoke, silver e golden!
Ritorniamo alla teoria che identifica le varietà di colore shaded golden e ticked tabby. Questa è
la teoria più soddisfacente che abbiamo incontrato, eccetto per la circostanza cruciale che non spiega la
depigmentazione parziale alla base del pelo, una caratteristica fondamentale del fenotipo shaded golden. D'altra
parte, ci sono molti gatti registrati come golden e con vari livelli di depigmentazione, alcuni persino senza quasi
alcuna depigmentazione... Perciò si deve ritenere che la depigmentazione degli shaded golden non sia l'effetto
di un gene principale con azione netta (o depigmentazione o colore pieno), bensì il risultato dell'azione
graduale (e talvolta assai ridotta) di un insieme di poligeni. Ma c'è già un candidato per questo
gruppo di poligeni: i modificatori a larga banda introdotti nella sezione precedente. Allora gli shaded golden
sarebbero nient'altro che ticked tabby con schiarimento di base a larga banda (a parte il colore degli occhi, di
cui parleremo in seguito). Se è così, tutto va a posto: i golden debbono essere tabby (niente golden
smokes!) e parzialmente depigmentati alla base (ma la quantità di depigmentazione varia da un esemplare
all'altro a seconda di quanto si assommano gli effetti dei singoli geni modificatori a larga banda). Naturalmente,
in questa teoria gli shaded golden ideali risultano da incroci di shaded silver eterozigoti per il silver ed omozigoti
per il disegno ticked. E se invece i genitori shaded silver sono eterozigoti anche per il disegno ticked? Per esempio,
i genitori potrebbero portare il fattore mackerel. In tal caso, se invece di essere argentati fossero brown tabby
(niente silver), i genitori avrebbero linee di tigratura su zampe, petto e coda, per via della dominanza parziale
dell'allele ticked sul mackerel. Ma siccome sono shaded ilver, le linee di tigratura ci saranno, ma saranno deboli.
E di fatto, ci sono alcuni shaded silver con deboli tracce di tigratura (soprattutto da cuccioli, prima che il
gene agouti raggiunga il massimo effetto). Però i loro cuccioli golden non sono silver, sono brown ticked
tabby, e se portano l'allele mackerel le tigrature saranno ben visibili sulle zampe, una caratteristica assai indesiderabile
negli shaded golden, ma frequente. Per completare il quadro, i modificatori a larga banda trasformano gli altri
disegni (spotted, mackerel e classic) nelle corrispondenti varietà golden (golden spotted tabby, golden
mackerel tabby e golden classic tabby rispettivamente), nelle quali le aree agouti sono parzialmente depigmentate
alla base ed hanno tonalità albicocca calde.
Ora finalmente abbiamo una teoria soddisfacente sui golden. Però, perché sia compatibile con quella
sui silver, è necessario rivedere e correggere quest'ultima. Non possiamo più ipotizzare due geni
per i silver, uno per la depigmentazione e l'altro per l'argentatura. Invece dobbiamo ritornare alla teoria ad
un solo gene, un gene inibitore che continueremo a chiamare I
e che causa simultaneamente argentatura e depigmentazione, come negli smokes, per esempio. Si osservi che il genotipo
golden non è dovuto al gene I (anzi i golden
sono eterozigoti ii): la depigmentazione alla base
del pelo dei golden è invece dovuta all'allungamento della prima banda agouti dovuto all'azione dei geni
modificatori a larga banda. Non introduciamo un gene principale distinto che causi depigmentazione, altrimenti,
come si è visto, la teoria prevederebbe gli inesistenti golden smokes (golden non agouti, depigmentati alla
base del pelo). D'altro canto, sembrerebbe a prima vista che così si perda la brillante spiegazione che
la teoria a due geni dava riguardo al fatto che alcuni silver tabby sono depigmentati alla radice del pelo nelle
aree tigrate ed altri invece no. Ma questo tratto genetico è spiegabile in qualche altro modo. Il livello
graduale di depigmentazione alla base del pelo nelle zone di tigratura può essere causato da geni modificatori
analoghi ai modificatori a larga banda, la cui azione è limitata ai gatti tabby. Con un lieve abuso concettuale
possiamo immaginare che questi modificatori aggiuntivi appartengano allo stesso gruppo dei poligeni a larga banda
(in realtà non è proprio così, perché questi ultimi agiscono sulle aree di base agouti
mentre i primi agiscono sulle aree tigrate.
Ricapitolando, rispetto alla teoria a due geni il nostro nuovo modello genetico mantiene il gene inibitore I (che ora viene considerato responsabile sia della depigmentazione
sia dell'argentatura, come nella teoria ad un gene), e rimpiazza il secondo gene con un gruppo di poligeni, che
denoteremo con Wb (per "wide-band"). Ciò
che è particolarmente soddisfacente è il fatto che l'azione graduale dei modificatori a larga banda
può spiegare la differenza fra i fenotipi shaded silver e chinchilla. Purtroppo, però, stiamo ipotizzando
che si tratti di poligeni, che quindi non sono soggetti alle regole semplici e dirette della genetica mendeliana
per i geni principali. Al fine di analizzare la matematica di questo nuovo modello è necessario ricorrere
alla statistica, i cui risultati sono troppo fini per essere ben distinti nei fenotipi. Pertanto non è agevole
presentare i risultati mediante tabelle degli incroci.
Il colore degli occhi degli shaded e dei golden: un esempio di persistenza?
In relazione alla somiglianza fra golden e ticked tabbies, è opportuno ricordare che nei ticked tabbies
il colore degli occhi è oro o rame (nel caso di Persiani) o anche nocciola o giallo o giallo-verde o verde
(negli Abissini). Negli shaded silver o chinchilla di colori eumelanistici il colore degli occhi non è oro
o rame, bensì smeraldo o blu-verde. Invece, negli shaded silver o chinchilla di colori feomelanistici, il
colore degli occhi è rame. Con opportuni incroci e conseguente selezione, si è riusciti ad introdurre
il colore oro o rame negli shaded silver eumelanistici: lo standard corripondente, riconosciuto da alcune associazioni
feline ma non da tutte, si chiama black shaded (in Inghilterra, pewter). Quindi la differenza fra un golden eumelanistico
e il corrispondente ticked tabby, seppure possa essere poco visibile nel colore del pelo, è comunque evidente
nel colore degli occhi, smeraldo nel primo ma non nel secondo. Nei silver tabbies, invece, gli occhi sono verdi
o giallo-verdi o oro, con preferenza per il verde. Negli shaded e nei silver tabbies feomelanistici il colore degli
occhi è rame, e nelle corrisponenti varietà a squama di tartaruga può essere rame o smeraldo
(shaded) o verde (silver tabby), con preferenza per il rame.
L'esistenza dei black shaded con occhi oro rivela che il colore smeraldo degli occhi non è causato dal gene
silver. E' interessante osservare che, per quanto il colore degli occhi, smeraldo o rame, sia determinato in larga
misura da un gene principale, non è frequente incontrare shaded silvers eumelanistici con occhi rame: il
colore smeraldo si manifesta più frequentemente. Quindi, nonostante il colore degli occhi e del pelo dipendano
da geni diversi, in qualche modo si manifesta un legame persistente fra il manto shaded silver e il colore smeraldo
degli occhi. Questo legame è forse dovuto al fatto che i geni principali che causano questa colorazione
degli occhi siano ubicati nello steso cromosoma dei geni che causano il colore shaded silver del mantello, e quindi
la trasmissione genetica dell'uno e degli altri avvenga insieme. Una situazione di questo tipo, che si chiama persistenza,
modifica le probabilità di trasmissione genetica concomitante dei due geni, che risultano assai diverse
da come sarebbero per due geni indipendenti. Per rompere la persistenza, infatti, è necessario che nell'avvicinamente
a stretto contatto dei due cromosomi omologhi durante l'abbinamento che precede la meiosi, abbia luogo una ricombinazione
genetica, cioè uno scambio molecolare fra i due cromosomi.
L'azione dei geni I e Sv è epistatica su quella dei geni di colore unito, eumelanistici e feomelanistici, ma non
su quella dei geni bianco (W) e piebald spot (S). Ovviamente, il genotipo W- B-
A- TaTa I- Sv- corrisponde ad un fenotipo in cui il bianco maschera il colore shaded
silver sul mantello, ma il colore degli occhi può essere o blu (per l'azione di depigmentazione che il gene
W può esercitare sul colore degli occhi)
o smeraldo.
Vediamo i risultati di qualche tipico incrocio. Incrociando un bianco eterozigote con fattore nero unito e disegno
ticked con fattore mackerel, Ww aa BB TaT ii sv sv,
con una shaded silver eterozigote per agouti, gene sbiancante e shading, e con fattore per il disegno mackerel
(assai insolito, perché, come si è detto, altera considerevolmente il genotipo dello shaded silver),
Aa BB TaT Ii Sv sv, si ha la seguente tabella, dove
come sempre trascuriamo la trasmissione dei geni comuni omozigoti BB:
| W a Ta i sv | W a T i sv | w a Ta i sv | w a T i sv |
| w A Ta I Sv | WwAaTaTaIi Sv sv | WwAaTaTIi Sv sv | wwAaTaTaIi Sv sv | wwAaTaTIi Sv sv |
| w A Ta I sv | WwAaTaTaIi sv sv | WwAaTaTIi sv sv | wwAaTaTaIi sv sv | wwAaTaTIi sv sv |
| w A Ta I Sv | WwAaTaTaii Sv sv | WwAaTaTii Sv sv | wwAaTaTaii Sv sv | wwAaTaTii Sv sv |
| w A Ta I sv | WwAaTaTaii sv sv | WwAaTaTii sv sv | wwAaTaTaii sv sv | wwAaTaTii sv sv |
| w A T I Sv | WwAaTaTIi Sv sv | WwAaTTIi Sv sv | wwAaTaTIi Sv sv | wwAaTTIi Sv sv |
| w A T I sv | WwAaTaTIi sv sv | WwAaTTIi sv sv | wwAaTaTIi sv sv | wwAaTTIi sv sv |
| w A T I Sv | WwAaTaTii Sv sv | WwAaTTii Sv sv | wwAaTaTii Sv sv | wwAaTTii Sv sv |
| w A T I sv | WwAaTaTii sv sv | WwAaTTii sv sv | wwAaTaTii sv sv | wwAaTTii sv sv |
| w a Ta I Sv | WwaaTaTaIi Sv sv | WwaaTaTIi Sv sv | wwaaTaTaIi Sv sv | wwaaTaTIi Sv sv |
| w a Ta I sv | WwaaTaTaIi sv sv | WwaaTaTIi sv sv | wwaaTaTaIi sv sv | wwaaTaTIi sv sv |
| w a TaiSv | WwaaTaTaii Sv sv | WwaaTaTii Sv sv | wwaaTaTaii Sv sv | wwaaTaTii Sv sv |
| w a Ta isv | WwaaTaTaii sv sv | WwaaTaTii sv sv | wwaaTaTaii sv sv | wwaaTaTii sv sv |
| w a T I Sv | WwaaTaTIi Sv sv | WwaaTTIi Sv sv | wwaaTaTIi Sv sv | wwaaTTIi Sv sv |
| w a T I sv | WwaaTaTIi sv sv | WwaaTTIi sv sv | wwaaTaTIi sv sv | wwaaTTIi sv sv |
| w a T i Sv | WwaaTaTii Sv sv | WwaaTTii Sv sv | wwaaTaTii Sv sv | wwaaTTii Sv sv |
| w a T i sv | WwaaTaTii sv sv | WwaaTTii sv sv | wwaaTaTii sv sv | wwaaTTii sv sv |
La metà di sinistra della tabella corrisponde a cuccioli col fenotipo bianco. La prima riga della terza colonna corrisponde a shaded silvers, la seconda a shaded goldens, la terza a shaded silvers neri alla base del pelo (si veda la discussione fatta più sopra sulle difficoltà derivanti dal modello a due geni), la quarta a ticked tabbies (qui tralasciamo il colore degli occhi). Le successive quattro righe corrispondono rispettivamente agli stessi colori, ma con disegno ibrido fra ticked e mackerel (a prevalenza di ticked, per via della dominanza parziale di Ta su T). La nona riga corrisponde a smokes; la decima ai fantomatici "golden smokes" mai osservati, di cui si è accennato sopra parlando delle difficoltà presentate dal modello a due geni; la undicesima a neri solidi senza tracce rossastre (non rufoused); la dodicesima riga corrisponde ancora a neri solidi che però potrebbero avere tracce rossastre. Le ultime quattro righe corrispondono rispettivamente, nell'ordine, agli stessi colori delle quattro righe precedenti (solo i geni di disegno sono differenti, ma nel fenotipo non si vedono, perché sono soppressi dal gene non-agouti aa). Veniamo infine all'ultima colonna. Le prime quattro righe dell'ultima colonna danno le stesse varietà di colore delle righe omologhe della terza colonna, a parte una parziale ibridazione del disegno ticked con quello mackerel, e lo stesso accade per tutte le righe della metà bassa della quarta colonna (nelle quali però si ha a che fare con genotipi non agouti, e quindi l'ibridazione del disegno non è visibile). Infine, la quinta riga dell'ultima colonna corriponde a silver mackerel tabbies shaded, la sesta a golden mackerel tabbies shaded, la settima a silver mackerel tabbies non shaded (anche questi mai osservati, come detto più sopra), l'ottava a golden mackerel tabbies non shaded.
Esercizio. Che colori si ottengono, e con quali probabilità, dall'incrocio di un silver tabby Aa tbtb Bb o- Ii Sv Sv e di una tortie smoke aa TtbBB Oo Ii Sv sv?
Lo schiarimento burmese e siamese (colori brown sepia, zibellino, visone e pointed); il gene Ojos Azules. Tutti le varietà fin qui considerate sono a piena colorazione (eventualmente con schiarimenti
silver o golden). C'è una famiglia di geni che agisce sulla colorazione, provocando vari livelli di schiarimento.
Questi geni sono tutti alleli del gene che permette la piena colorazione, il gene dominante C. Gli altri alleli
sono il gene burmese cb, il gene siamese cs, il gene albino a occhi blu ca e il gene albino a occhi rosa c. Il gene burmese è dominante solo parzialmente sul siamese; entrambi dominano su ca, che a sua volta
è dominante su c. Gli ultimi due geni sono molto rari, e non si hanno sufficienti dati sperimentali per
appurare se, per quanto li concerne, la dominanza è totale o solo parziale.
Il gene cb
provoca uno schiarimento della colorazione, che trasforma la forma delle cellule di pigmento facendola diventare
più oblunga, il che produce un colore con tonalità più rossastre. Idealmente, la testa, le
orecchie, le zampe, la coda e tutto il corpo dovrebbero avere la stessa tonalità di colore, anche se la
depigmentazione legata alla temperatura spesso dà al corpo una tonalità lievemente più chiara
che alle punte (testa, orecchie, zampe, coda). I colori così ottenuti si chiamano zibellino (sable, seal
brown), o seppia (blue sepia, chocolate sepia, red sepia, e così via). Tutti i colori precedentemente visti
esistono in variante zibellino o sepia. Tipici esempi di queste varietà di colore si trovano nei Burmesi
(zibellino, blue sepia, eccetera) e nei Singapura (sable ticked tabby, cioè zibellino ticked tabby). Anche
il colore degli occhi viene leggermente modificato. Ad esempio, nel burmese il colore degli occhi è preferenzialmente
oro, mai rame. E' anche accettato il colore chartreuse (fra giallo-verde e verde-giallo).
Il gene cs
provoca una colorazione pointed (siamese), con corpo molto chiaro, ad esempio avorio più o meno caldo nelle
varietà eumelanistiche scure, e bianco-crema in quelle feomelanistiche o eumelanistiche chiare.
Il colore del corpo offre un elevato contrasto rispetto a quello delle punte, che invece sono intensamente colorate:
ma il loro colore è modificato rispetto all'ordinario, con tonalità più rossastre. Ad esempio,
le punte di un siamese geneticamente nero sono seal (color foca), non nere. Tutti i colori esistono in variante
pointed. La decolorazione produce i suoi effetti anche sugli occhi, il cui colore è blu (o azzurro).
Il genotipo cbcs corrisponde a un
fenotipo intermedio fra quello burmese e siamese, con punte intensamente colorate con tonalità rossicce
e corpo più chiaro colorato con analoghe tonalità, ma in maniera più chiara che nel burmese
e con contrasto assai inferiore rispetto a quello del siamese. Tutti i colori esistono in queste varianti, che
si chiamano mink (visone), e sono tipiche del Tonkinese. Il colore corrispondente degli occhi è acquamarina
(fra blu-verde e verde-blu).
Gli ultimi due geni si chiamano geni albino. Il gene ca produce corpo e punte totalmente decolorate (bianchi), e occhi blu per mancanza di pigmentazione.
Il gene c produce la stesa decolorazione bianca del corpo, con occhi trasparenti senza colore (per trasparenza,
i vasi sanguigni visibili nella retina danno agli occhi un colore rosa).
La trasmissione genetica dei geni al locus C non
presenta difficoltà. Ci limitiamo a riportare le tabelle genetiche, per quanto siano ormai ovvie. Incrociando
due gatti solidi, uno con fattore burmese e l'altro con fattore siamese, si ottengono 25% di solidi omozigoti,
25% solidi con fattore burmese, 25% solidi con fattore siamese e 25% mink:
| C | cb | |
| C | CC | Ccb |
| cs | Ccs | cbcs |
| cb | cs | |
| cs | cbcs | cscs |
Esercizio. Che colori si ottengono, e con quali probabilità, dall'incrocio di un brown tabby con fattore pointed Aa tbtb Bb o- Ccs e di una seal tortie mink aa TtbBB Oo cbcs?
I geni della struttura del pelo: pelo lungo, rex, wirehair e sphynx.
I tratti somatici determinati da geni principali non si riferiscono solo alla colorazione del mantello. In questo paragrafo esaminiamo tratti somatici relativi alla struttura del pelo. Anzitutto, è opportuno considerare la lunghezza del pelo, determinata da un gene principale L, che produce pelo corto, e dall'allele recessivo l, che dà luogo a pelo lungo. L'azione del gene l è rinforzata o attenuata da un insieme di geni modificatori, grazie ai quali si possono avere varie gradazioni di pelo lungo o semilungo. Come applicazione della genetica del gene L, vediamo cosa accade incrociando un persiano ll con un exotic shorthair eterozigote per il pelo corto Ll:
| l | l | |
| L | Ll | Ll |
| l | ll | ll |
| R | r | |
| r | R r | r r |
| Re | re | |
| re | Re re | re re |
| Rs | rs | |
| rs | Rs rs | rs rs |
| r Re | |
| R re | R r Re re |
| RRe | R re | R re | R re | |
| R Re | RR Re Re | RR Re re | R r Re Re | R r Re Re |
| R re | RR Re re | RR re re | R r Re re | R r re re |
| r Re | R r Re Re | R r Re re | r r Re Re | r r Re re |
| r re | R r Re re | R r re re | r r Re re | r r re re |
| Wh | wh | |
| wh | Wh wh | wh wh |
| Hr | hr | |
| Hr | Hr Hr | Hr hr |
| hr | Hr hr | hr hr |
Esercizio. Che struttura del pelo si ottiene, e con quali probabilità, dall'incrocio di un Devon Rex e di uno Sphynx? Si considerino uno per uno i casi di un Devon Rex omozigote o eterozigote per hr, e di uno Sphynz omozigote o eterozigote per re, in tutte le combinazioni.
Ci sono altri geni con un'azione simile a quella del gene hr, i quali sono stati fissati in due razze allevate in Russia, il Peterbald ed il Dom Sphynx. La seconda razza non è riconosciuta in TICA. Su questi geni per ora non sappiamo molto, ma sembra che siano dominanti.
I geni della struttura ossea e delle orecchie: polidattilia, manx, bobtail, fold,
curl, munchkin. Ci sono vari geni principali che controllano tratti somatici legati
all'ossatura e alle cartilagini. Si tratta quindi di geni potenzialmente pericolosi, nel senso che determinano
irregolarità o deviazioni dalla normalità in caratteri somatici potenzialmente importanti per la
sopravvivenza. Qui ne prenderemo in esame solo sei, tutti dominanti. Il meccanismo di trasmissione genetica dovrebbe
essere ormai ovvio, e quindi tralasceremo le tabelle degli incroci nella maggior parte di questo paragrafo.
Il primo gene che esaminiamo è il gene di polidattilia Pd, che provoca un numero di dita superiore al normale, cioè più di cinque nei piedi
anteriori e/o più di quattro in quelli posteriori. L'allele recessivo pd dà luogo al numero giusto di dita. Ci sono anche casi di gatti con numero di dita inferiore
al normale; qui non considereremo questa possibilità, tanto più perché non è chiaro
se essa sia dovuta ad un gene principale, ed in tal caso se questo gene sia o no al locus Pd. I gatti polidattili o con numero di dita anormale non sono ammessi in concorso in nessuna razza,
eccettuati i Pixiebob. Sono però ammessi i gatti di casa con questa anomalia, visto che per essi non si
attua il meccanismo di selezione che provoca fissazione genetica, ed inoltre, normalmente, sono sterilizzati.
Il secondo gene che descriviamo è il gene Manx M,
che provoca assenza di coda, mentre il suo allele recessivo m
contiene l'informazione genetica per la coda normale. Purtroppo, questo è un gene ancora più pericoloso
degli altri, perché può provocare anomalie gravi dell'ossatura del bacino e debolezza della struttura
ossea delle zampe posteriori. In forma omozigote è generalmente letale, ed i cuccioli Manx omozigoti di
solito muoiono prima della nascita (spesso così precocemente che i feti vengono riassorbiti). Pertanto,
tutti i gatti di razza Manx (o di razza Cymric, la variante o semilungo del Manx) sono eterozigoti Mm. Per evitare l'insorgere di alta e pericolosa mortalità
prenatale, si cerca di evitare di incrociare insieme due Manx (o Cymric), e si segue un programma di allevamento
basato su incroci con gatti dalla morfologia simile al Manx, ma con la coda (ad esempio il British Shorthair o
l'American Shorthair, ma meglio ancora i gatti nati da programmi di allevamento di Manx ed eterozigoti mm).
Un altro gene che controlla la forma della coda (ma per fortuna non produce effetti secondari pericolosi) è
il gene Bobtail, che produce la coda arricciata o a pon-pon del Japanese Bobtail. In altre associazioni, il fenotipo
conseguente da questo gene è ammesso anche in altre razze, ad esempio l'American Bobtail in TICA. Il gene
è dominante, e molto probabilmente non è un allele del gene Manx (cioè, non è allo
stesso locus). Il fatto che il gene Bobtail sia o non sia allo stesso locus del Manx, per quanto molto probabile,
non è stato accertato definitivamente perché gli allevatori non sono interessati a realizzare incroci
di Japanese Bobtails e Manx. Poiché inoltre il gene Bobtail non dà effetti pericolosi, e la sua genetica
è elementare, non lo si studia spesso in dettaglio, e quindi non è sorprendente che non gli sia ancora
stata assegnata una sigla. Volendo, potremmo forse indicarlo con Jb.
I successivi due geni che prendiamo in esame provocano deformazioni della cartilagine dell'orecchio. Si tratta
del gene Fold Fd e del gene Curl Ac. Gli alleli recessivi fd e ac portano l'informazione genetica
per orecchie normali. Il gene Fold causa orecchie piegate in avanti, aderenti alla testa, caratteristica saliente
della razza Scottish Fold. Il gene Ac causa orecchie
incurvate all'indietro, caratteristica della razza American Curl, sia nella variante a pelo corto sia in quella
a pelo semilungo. Il gene Fold è anch'esso particolarmente pericoloso, perché può provocare
deformazioni della scatola cranica, con i due lobi che non si suturano, e deformazioni dell'ossatura dell'addome,
delle zampe e della coda, che risultano in vertebre che tendono ad ingrossarsi e a saldarsi anormalmente fra loro,
provocando rigidità ed impossibilità di camminare normalmente. In forma omozigote, il gene di solito
è letale, ed i cuccioli muoiono quando ancora sono allo stadio di feti, spesso per mancata sutura dei lobi
cranici. Anche nel caso dello Scottish Fold, non si incrociano fra loro due Folds per evitare la conseguente mortalità,
e si ricorre ad incroci con British Shorthair o American Shorthair, o preferenzialmente con Scottish
Fold straight, cioè con gatti nati in linee di allevamento di Fold ma omozigoti
fd fd, e quindi con le orecchie dritte. Invece, il gene Ac dell'American Curl non sembra causare conseguenze pericolose.
I geni Fold e Curl sono a loci diversi, e quindi interagiscono come due geni indipendenti. A titolo di esercizio,
lasciamo al lettore il compito di compilare la tabella genetica dell'incrocio fra uno Scottish Fold e un American
Curl a pelo corto, nei due casi di American Curl omozigote Ac Ac o eterozigote Ac ac. Ovviamente,
lo Scottish Fold sarà eterozigote Fd fd (in
forma omozigote il gene Fd è letale!). Nel
primo caso avremo quindi Scottish Fold
Fd fd ac ac e American Curl fd
fd Ac Ac. Il lettore verificherà facilmente che il 25% dei cuccioli avranno
orecchie normali, il 25% orecchie folded, il 25% orecchie curled, e il 25% avranno orecchie intermedie fra questi
due estremi. E' difficile immaginarsi quale possa essere la variabilità dei fenotipi intermedi fra Fold
e Curl... e per fortuna non lo scopriremo sperimentalmente, visto che un incrocio di questo tipo non dovrebbe essere
provato da nessuno, a parte qualche occasionale amante delle perversioni genetiche, e quindi non ci aspettiamo
di vederne i risultati nell'ambiente degli allevatori felini. Lasciamo al lettore il facile compito di esaminare
da sé i risultati nel caso di un American Curl eterozigote.
Infine, il gene Munchkin (o forse dovremmo dire
bassotto) è un gene dominante recentemente scoperto e fissato; la razza Munchkin è attualmente allo
studio della Commissione Tecnica e della Commissione Genetica TICA, e comincia a diffondersi fra gli allevatori
di quella associazione. Non è ammessa in concorso, ma può essere presentata alle esposizioni TICA
come nuova razza sperimentale. Il nome è tratto da quello di una razza di gnomi nel romanzo Il Mago di Oz ; sarebbe forse meglio chiamare questi gatti Bassotti,
come i cani del corrispondente fenotipo. Il gene causa un considerevole accorciamento delle gambe, e i Munchkin
ne traggono un corpo assai basso sulle zampe, dalla caratteristica andatura un po' serpeggiante. Si osservi che
il gene non causa nanismo, in quanto solo le zampe sono accorciate: le dimensioni del corpo restano normali. Anche
se indubbiamente questo gene causa una deformazione notevole della struttura ossea usuale, c'è qualche evidenza
dai progetti sperimentali di allevamento dei Munchkin sul fatto che il gene non è pericoloso: non provoca
malformazioni ossee pericolose, né limitazioni della funzionalità motoria (ad esempio, i Munchkin
sono perfettamente in grado di saltare). Quindi, è vero che la razza Munchkin può inizialmente sembrare
inaccettabile, per la diffidenza che la sua sproporzione corporea provoca in noi, ma ciò è dovuto
principalmente al fatto che non ci siamo abituati: nelle razze di cani, non ci verrebbe in mente di considerare
inaccettabili i Bassotti. Il gene Munchkin è apparso così recentemente che ancora non è stato
contraddistinto da una sigla.
Osserviamo, per finire, che c'è un altro tratto somatico di origine genetica, e probabilmente legato a qualche
gene principale, che si osserva frequentemente in gatti di razza: il nodo alla coda, cioè l'ossatura anormale
delle vertebre della coda, spesso con due vertebre adiacenti che si saldano fra loro formando un angolo. Questa
caratteristica è squalificante in concorso per tutte le razze, ed è invece ammessa nei gatti di casa,
per motivazioni analoghe a quelle citate più sopra per la polidattilia.
Come ottenere i risultati degli incroci senza tabelle.
Per l'analisi dettagliata dei risultati dell'incrocio fra due genotipi complessi, finora abbiamo fatto ricorso
all'uso di tabelle multiple di vaste dimensioni. Ma nella pratica quotidiana, è necessario ottenere gli
stessi risultati rapidamente e a mente. Questo è facile se i genotipi che vengono incrociati sono semplici,
basati su uno o due geni. Ad esempio, richiamiamo cosa succede per l'incrocio di un nero con fattore chocolate
e un chocolate omozigote. Come ormai è abituale, indichiamo una sola possibilità per i gameti del
genitore omozigote.
B
b
b
Bb
bb
Metà dei cuccioli sono neri con fattore chocolate, metà chocolate omozigote.
Ora vediamo come si analizza l'incrocio di un nero con fattore chocolate e per diluizione,
Bb Dd, e un chocolate con fattore di diluizione,
bb Dd. La tabella che abbiamo utilizzato per questo
incrocio è la seguente:
BD
Bd
bD
bd
bD
BbDD
BbDd
bbDD
bbDd
bd
BbDd
Bbdd
bbDd
bbdd
Statisticamente, su otto cuccioli, uno è nero con fattore chocolate, due neri con fattore chocolate e per
diluizione, uno blu con fattore chocolate (cioè fattore lilac!), uno chocolate, due chocolate con fattore
per diluizione, uno lilac omozigote. L'inerente simmetria di questi risultati, che corrisponde a una simmetria
fra le metà di destra e di sinistra della tabella, suggerisce che la tabella si possa decomporre in due
tabelle separate e indipendenti. E infatti è vero: le due tabelle sono le seguenti:
B
b
b
Bb
bb
| D | d | |
| D | DD | Dd |
| d | Dd | dd |
| o | - | |
| O | O o | O - |
| o | O o | o - |
| A | a | |
| a | Aa | aa |
| T | Tb | |
| Tb | Ttb | tbtb |
| I | i | |
| I | II | Ii |
| i | Ii | ii |
| Sh | sh | |
| Sh | Sh Sh | Sh sh |
| sh | Sh sh | sh sh |
Con un po' di pazienza, si riescono a ricostruire, passo per passo, le percentuali di probabilità di ciascun genotipo ottenibile da questo incrocio.