Manuel Legris et ses ètoiles

 Teatro Olimpico, Vicenza 25 maggio 2003

 

Bella e emozionante serata di vera danza. L’atmosfera che si viene a creare su questo palcoscenico, unico al mondo,  viene arricchita da giochi di luci che si insinuano creando effetti magici, l’azione scenica continua in uno spazio sospeso, rarefatto….

Manuel Legris, etoìle dal 1986 della prestigiosa compagnia dell’Operà di Parigi,  è un danzatore  di forte intensità, tecnicamente, muscolarmente ottimo, esprime una sua propria personalità pur nella pacatezza e nella misura del gesto.

Insieme ad alcuni danzatori della compagnia  ci hanno proposto un programma scelto con oculatezza, finalmente,  anche per il pubblico, del mestiere o amatoriale.

 

THAIS

Cor. R. Petit

Mus. J. Massenet

Proporre in apertura questo stupendo pas de deux è stata una scelta buona. Legris in coppia con la nostra Eleonora Abbagnato,   prima ballerina della  compagnia, ha coinvolto il pubblico, commosso e attratto. L’intesa era profonda, l’abbandono convincente e spontaneo. L’esecuzione veramente superlativa.

 

LA SYLPHIDE

Cor. A. Bournonville

Mus. H. Lovenskold

Questo balletto è, e rimarrà banco di prova  impegnativo per gli interpreti. Myriam Ould-Braham,  solista, e Bruno Bouchè,  solista, hanno espresso intesa e intensità. Purtroppo la sezione de entrechat  six non è stata eseguita bene, alcune partenze erano proprio scorrette, l’elevazione era sufficiente. Ci si aspettava di più.

 Braham  ha  un bel portamento, bella schiena, pose  eleganti, da manuale i suoi  port des bras.  Esecuzione onorevole, sempre rispettato lo stile.  Il volto sereno, il portamento, la leggiadria  hanno distolto l’attenzione da alcune  velature.

 

RETURN TO A STRANGE LAND

Cor. Jiri Kylian

Mus. L. Janacek

I solisti Muruel Zusperrèguy,  Yann Saiz,  Stephane Bullion  hanno ben eseguito questo estratto. La coreografia minimalista ben si contrapponeva alla ridondanza del fondale. Questa compagnia dimostra sempre di sentirsi a proprio agio sia con il linguaggio accademico che neo classico, che moderno. Danzatori duttili,  una gioia per i coreografi.

 

CARMEN

Cor. Roland Petit

Mus.G. Bizet

Ancora la coppia Abbagnato - Legris. Ottimi per forza, vivacità, tecnica. Abbagnato ha un viso dolce, una schiena morbida, una bella intensità espressiva, sicura, ha sempre saputo salvare i pochi momenti d’incertezza con classe e disinvoltura. Legris ha dominato per la sicurezza e la brillantezza dell’esecuzione.

Comunicavano un feeling profondo. Molto coinvolgente anche per il pubblico.

 

LE CORSAIRE

Cor. Da Mazillier

Mus. A.Adam

Ottima prova di Zusperrèguy e Bullion. Nonostante le dimensioni ridotte del palcoscenico sono riusciti a trasmettere la reale ampiezza dei movimenti, adattandosi, a volte in modo estremo, per una riuscita sempre ai massimi livelli. La prova di questo giovane  fa ben sperare in  una carriera rapida.

 

ANGEL

Cor. Renato Zanella

Mus. Arvo Part

Bella e intensa interpretazione, molto partecipata, molto intimista. Toccava corde inesprimibili, dal senso della vita, a speranze per il futuro.

Impeccabile esecuzione.

 

RAYMONDA

Cor. R. Nureyev

Mus. A. Glazounov

Un assaggio della maestria della compagnia nell’eseguire le coreografie, a volte umanamente impossibili, di Nureyev.

Qui forse le dimensioni ridotte e  la troppa umidità  dell’ambiente hanno inciso sulla performance. Peccato per il contatto non buono nel finale tra Abbagnato e Saiz. (a voler   proprio annotare tutto!)


Lo spettacolo avrebbe potuto finire qui con gli applausi scroscianti e ben meritati ai danzatori, invece il pubblico ha dovuto assistere ad  una incomprensibile, penosa, lunga  parata di politici e altro che dovevano consegnare un riconoscimento a Legris e una stretta di mano ai suoi colleghi.

Ci hanno evitato gli spots commerciali, almeno.
Da non credere!
 


 

S.M. Novarin


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