Nijinsky
23 ottobre 2000-18 febbraio 2001
Musée d’Orsay, Paris

Un piccolo gioiello questa esposizione realizzata con il concorso de la Biblioteca Nazionale di Francia e John Neumeier, direttore de il Balletto di Amburgo. Nel cinquantenario della scomparsa dell’artista viene presentata al pubblico una vasta e curata scelta di materiale iconografico.
Vaslav Nijinsky danzatore, originale  interprete, innovativo creatore  coreutico, pianista. Durante la sua lunga esistenza ha vissuto le gratificazioni e le contraddizioni della vita di spettacolo,  ha respirato l’effervescenza degli anni dei Ballets Russes. Ha molto viaggiato e ovunque  il suo messaggio non ha lasciato indifferente il pubblico. Ha attraversato due guerre. Mai è stato dimenticato.
Uomo molto sofferente mentalmente si è ritrovato ad avere contatti con l’altrettanto dirompente mondo della psicoanalisi e delle nuove terapie psichiatriche. Per molti anni,  dopo il suo ritiro dalle scene, ha vissuto nel silenzio, aiutato dalla moglie, da  amici e estimatori.
Curato l’aspetto storico-biografico, sottolineato da numerose foto, disegni, dipinti, schizzi, locandine, giornali d’epoca.
Molti grandi artisti: Cocteau, Kokoschka, Jacob, Rodin, Maillol, Modigliani, Klimt…sono stati ispirati dalla sua figura per alcune loro creazioni.
Bella raccolta di cartoni di V. Gross e L. Bakst.
Vengono presentati  alcuni costumi di scena indossati dal danzatore oltre a quelli disegnati da Bakst per le ninfe de L’Aprés-midì d’un faune.
Eccezionali sequenze di immagini illustranti i movimenti delle sue creazioni nei quali è possibile intravvedere i futuri sviluppi della ricerca coreutica (Graham, per esempio).
Particolare testimonianza di “notazione” da parte di V. Gross su danse sacrale de l’élue tratto dalla Sacre du printemps .
Toccante, soprattutto per chi si occupa di psiche, l’ultima  sezione dove vengono presentati i disegni che l’artista nei lunghi anni di silenzio ha prodotto, e alcune pagine del Journal, edito recentemente in versione integrale, e che fu dato alle stampe, per la prima volta, nel 1936.  Romola de Pulszky nella prefazione all’edizione del 1963, testimonia, con forza, un atto d’amore per quest’uomo, perché non vada perduta la testimonianza del suo valore come persona e della sua eredità al mondo. E’  un atto d’amore anche  per la scienza “nella speranza che gli studenti di medicina, i futuri psichiatri leggendo questo diario abbiano  interesse a  gettar luce sul bellissimo mistero della mente e del cuore di Nijinsky”.
Quest’uomo fu un mito per l’epoca, lo è  stato in seguito, lo è tuttora.
Attraverso questa raccolta di immagini  viene percepita la sua grande forza innovativa e creativa, la sua verità,  caratteristiche che rendono possibile un continuo interesse verso Nijinsky.
Questa esposizione è anche la testimonianza di una fascinazione, di un grande amore per la memoria da parte di John Neumeier, il quale da molti anni raccoglie materiale riguardante l’artista, legge, prende contatti con persone col medesimo interesse. “Collezionare è un atto d’amore”, sostiene il coreografo, “che permette l’esperimentare un contatto intimo, avvicinarsi a Nijinsky  in tal guisa è un’avventura spirituale”.

S.M. Novarin
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