Un piccolo gioiello questa
esposizione realizzata con il concorso de la Biblioteca Nazionale di Francia
e John Neumeier, direttore de il Balletto di Amburgo. Nel cinquantenario
della scomparsa dell’artista viene presentata al pubblico una vasta e curata
scelta di materiale iconografico.
Vaslav Nijinsky danzatore,
originale interprete, innovativo creatore coreutico, pianista.
Durante la sua lunga esistenza ha vissuto le gratificazioni e le contraddizioni
della vita di spettacolo, ha respirato l’effervescenza degli anni
dei Ballets Russes. Ha molto viaggiato e ovunque il suo messaggio
non ha lasciato indifferente il pubblico. Ha attraversato due guerre. Mai
è stato dimenticato.
Uomo molto sofferente mentalmente
si è ritrovato ad avere contatti con l’altrettanto dirompente mondo
della psicoanalisi e delle nuove terapie psichiatriche. Per molti anni,
dopo il suo ritiro dalle scene, ha vissuto nel silenzio, aiutato dalla
moglie, da amici e estimatori.
Curato l’aspetto storico-biografico,
sottolineato da numerose foto, disegni, dipinti, schizzi, locandine, giornali
d’epoca.
Molti grandi artisti: Cocteau,
Kokoschka, Jacob, Rodin, Maillol, Modigliani, Klimt…sono stati ispirati
dalla sua figura per alcune loro creazioni.
Bella raccolta di cartoni
di V. Gross e L. Bakst.
Vengono presentati
alcuni costumi di scena indossati dal danzatore oltre a quelli disegnati
da Bakst per le ninfe de L’Aprés-midì d’un faune.
Eccezionali sequenze di
immagini illustranti i movimenti delle sue creazioni nei quali è
possibile intravvedere i futuri sviluppi della ricerca coreutica (Graham,
per esempio).
Particolare testimonianza
di “notazione” da parte di V. Gross su danse sacrale de l’élue tratto
dalla Sacre du printemps .
Toccante, soprattutto per
chi si occupa di psiche, l’ultima sezione dove vengono presentati
i disegni che l’artista nei lunghi anni di silenzio ha prodotto, e alcune
pagine del Journal, edito recentemente in versione integrale, e che fu
dato alle stampe, per la prima volta, nel 1936. Romola de Pulszky
nella prefazione all’edizione del 1963, testimonia, con forza, un atto
d’amore per quest’uomo, perché non vada perduta la testimonianza
del suo valore come persona e della sua eredità al mondo. E’
un atto d’amore anche per la scienza “nella speranza che gli studenti
di medicina, i futuri psichiatri leggendo questo diario abbiano interesse
a gettar luce sul bellissimo mistero della mente e del cuore di Nijinsky”.
Quest’uomo fu un mito per
l’epoca, lo è stato in seguito, lo è tuttora.
Attraverso questa raccolta
di immagini viene percepita la sua grande forza innovativa e creativa,
la sua verità, caratteristiche che rendono possibile un continuo
interesse verso Nijinsky.
Questa esposizione è
anche la testimonianza di una fascinazione, di un grande amore per la memoria
da parte di John Neumeier, il quale da molti anni raccoglie materiale riguardante
l’artista, legge, prende contatti con persone col medesimo interesse. “Collezionare
è un atto d’amore”, sostiene il coreografo, “che permette l’esperimentare
un contatto intimo, avvicinarsi a Nijinsky in tal guisa è
un’avventura spirituale”.