Serata di ottima danza nel nostro
bellissimo teatro. Affollato per l’occasione di vedere danzare la compagnia
principale.
La compagnia ha dato prova
de ottimo livello tecnico, si è percepita qualche micro
carenza nella performance di due danzatori, apprezzabile, comunque,
solo da occhi allenati.
Apre Overgrown path su musica de
Janàcek. Dinamiche morbide, buona sintonia tra i danzatori, espressività
e controllo del corpo. Corse ricche di emozioni e tensioni poetiche.
Scorrevole la visione, piacevole
l’insieme anche se, verso la fine, la musica, forse un po’ troppo
ridondante e ipnogena, e una certa lateralizzazione dello spazio
scenico ritmicamente suddivisa tra le due estremità distoglievano
l’attenzione dalla performance.
Petite mort su musica de Mozart:
l’adagio del concerto in A major e il noto andante del concerto in C major
hanno rivitalizzato e entusiasmato.
Un balletto del corpo per il gusto
dei sensi, un’energia pulsante mai concretizzata pur nella sua carnalità
gioiosa. I danzatori erano vivaci, partecipi, spontanei; divertenti trovate
quali i costumi girevoli hanno reso lo spettacolo attraente e spiritoso.
Corpi potentemente presenti, comunicazione
senza filtri artificiosi.
Purtroppo Symphony of psalms
ha interrotto la parentesi brillante e originale. La musica de Stravinsky
risultava lontana dai corpi, pur se i moduli coreutici riprendevano
passi della prima danza, è sembrata una lettura un po’ intellettualistica,
non si percepiva lo spirito, se questa era l’intenzione del coreografo,
a meno che altra fosse la meta: proporre la maschera del rito, la pesantezza
e l’iterazione sterile della mancanza del contatto con lo spirito.
Un programma impegnativo, che forse
non ha dato a questa compagnia la possibilità di mostrarsi in tutta
la gamma di possibilità interpretative, delle quali ci è
stato dato un invitante saggio nella seconda danza.
Ottima impressione
della compagnia.