
Era una giornata come le altre, ed aspettavamo lo zio
Franco che da Catania veniva a farci visita. Io avevo già preparato le canne,
nell’evenienza ci venisse voglia di andare a pescare. Anche lo zio è amante
della pesca. Appena arrivato decidiamo di andare a comprare 5etti di bigattini e
una scatoletta di coreano! Così dopo pranzo salimmo in macchina, diretti al
porto di Milazzo!
Era un pomeriggio nuvoloso, ma faceva una caldo tremendo!
Arrivati sul posto incominciammo ad aprire le canni! Io
pescavo con la mia 5m Tubertini da passata ed un galleggiante scorrevole da 3gr
(quelli ultra sensibili con antenna sottile e lunga, da lago). Mio zio con una
4m e un galleggiante da 3gr. di diversa forma (normalissimo). Mio papà invece
pescava con la 2,40 Shakespeare con il pasturatore. Lo zio pescava con il
coreano, mentre io e papà con il bigattino.
La mia montatura era composta da una girella da 1,75gr e
due piombini che completavano la taratura (1cm di distanza tra loro); girella e
finale dello 0,14 con ami del 12; Avevo impostato una profondità di 10m,
l’ideale nel porto di Milazzo! Con questa tecnica si pesca un po’ di tutto:
saraghi, boghe, cefali, occhiate, spigole, orate, ecc…. di solito sulla lenza
capitano sparaglioni (sarago comune) ed occhiate!
Dopo aver pasturato ognuno si posiziona nel proprio posto
e si incominci a pescare. Purtroppo eravamo divisi da una piccola barchetta,
quindi io stavo dietro la barca e Papà e lo zio d’avanti.
Lo zio comincia a prendere i soliti pascettini da
strapazzo, tra i quali un sarago fasciato di piccole dimensioni. Papà con il
pasturatore qualche occhiata discreta….. ed io ancora niente! Soltanto qualche
toccattina da parte dei pascetti che stazionano sotto il molo!
Dopo ore nessuno prendeva niente così lo zio mi propone
un cambio di posto! Accetto volentieri…… così immergo il galleggiante
vicino alla barchetta ed inizio la mia azione! Una manciata di bigattini e via!
Ogni tanto muovo leggermente l’esca per attirare meglio i pesci!
Un'altra manciata di bigattini ed ecco che il mio ultra
sensibile galleggiante sprofonda di un metro sotto la superficie!! Io rispondo
con una ferrata da campione! La mia sensibilissima Tubertini si piega di colpo
ed incomincia il combattimento!! Apro la frizione ed la lenza comincia a
viaggiare, sempre sotto il mio controllo. Dopo pochi minuti decido di chiudere
la frizione di qualche tacca, in modo da non concedere troppa lenza, ed è qui
che riesco a sentire a pieno le sfuriate del pesce, il quale ancora non si
vedeva. Dopo 5minuti si riesce ad intravedere dei bagliori argentei….. intanto
la banchina del porto si era riempita di altri pescatori.
Ecco che riesco a vedere benissimo il mio pesce… un
orata!!!! Mio padre prende il guadino e a voce alta mi raccomanda di non essere
frettoloso e di farla stancare, quindi dovevo giocare ancora con la frizione!
Seguo esattamente ciò che mi dice mio padre, il quale scende sulla barchetta
per inguadinare con più sicurezza e facilità l’orata!
Duranti gli ultimi minuti incominciavo ad avere dolori al
braccio destro, però era sopportabile! Eccoci l’orata era a portata di
guadino ma appena nota tutte quelle persone sul molo si spaventa e si immerge
nuovamente! Io sono costretto a riaprire la frizione! Ormai è esausta e riesco
a recuperare la lenza con più facilità! Mio padre allunga il guadino per una
seconda volta….. io accompagno l’orata verso il guadino…. e con molta
eleganza vi ci entra!
Missione compiuta! Mio padre risale sul molo e tutti i
pescatori si complimentano con me!! Durante la slamatura mi accorgo che aveva
allamato proprio sul labbro, grazie a questo particolare sono riuscito a tirarla
su. Infatti come sappiamo l’orata è provvista di grosse placche ossee
all’interno della bocca, in grado di triturare un po’ di tutto, perfino
cozze…. Io pescavo con un finale dello 0,14 e mi è andata bene!
Arrivati a casa la preda viene pesata: 700gr…. si
trattava della mia prima orata. Il bello è che si trattava di un’ Orata
“Milazzese”!!!