IN RIVA AL FOSSO
Un
fossetto dall’apparenza innocuo….
Verona è piena di campagne, attraversate da fiumiciattoli, canali e fossi. Tutti questi prendono acqua dall’Adige. Io sono un assiduo frequentatore dei fossi! Ora vi spiego… quando mio padre non è disponibile, o quando non ho niente da fare e voglia di andare a pescare, i fossi sono la mia soluzione! Sono vicini a casa, posso raggiungerli facilmente con la bici! Questi luoghi molte volte sono ricchi di pesce, basta sapere i punti migliori e non fare troppo rumore! A Verona c’è ne sono così tanti che non conosco i nomi di tutti…. Il mio preferito si trova molto vicino a casa mia, ed in meno di 10 minuti ci posso arrivare con la bici. È il mio favorito, perché c’è tanto pesce (cavedano soprattutto, carpe, scardole). Il posto che scelgo io è vicino ad un ponte e dall’altra sponda ci sono degli alberi i quali i rami toccano l’acqua o fanno ombra, ottimo hot-spot. Questo posto lo frequento dall’inizio della primavera fino alla fine di giugno (prima di andare al mare per le vacanze). La mia esca preferita è il bigattino, non è uso mai più di 1kg, è abbastanza sia per pasturare (la pastura è composta solo da bigattini sfusi) che per innescare; la canna è sempre la solita 5m tubertini, lenza madre 0.16 e terminale dello 0.08 o dello 0.10; amo del n°18 da cavedano; galleggiante mai più di un grammo; innesco è composto da due bigattini uno che copre per intero il gambo dell’amo e il secondo che viene appena pizzicato sulla punta dell’amo in modo che è libero di muoversi; l’armatura è composta da dei piombini piccolissimi (certe non è necessario coprire tutto il peso del galleggiante basta un 50%); la profondità è circa di 70cm (certe volte anche meno); naturalmente guadino e tutto il necessario per la pesca. Frequentavo molto questo posto. L’orario di pesca era dalle 15:00 fino alle 19:00 (naturalmente in estate). La mattina stessa andavo a pasturare in modo che nel pomeriggio avrei avuto più pesci “sotto tiro”.
Mi ero alzato di buon’ora quella mattina e vedendo che era una bella giornata, decisi di andarmi a fare una pescatina al fosso! Presi il telefono e chiamai subito Nicolò e gli chiesi se era libero nel pomeriggio che volevo fare un salto al fosso! Lui mi rispose naturalmente di si! Presi i soldi necessari per comprare un chilo di bigattini, la sacca e pedalai da Roby (il proprietario del negozio dove mi fornisco per la pesca). Uscito dal negozio ripresi la mia bici e corsi al fosso per vedere com’era la situazione e per pasturare! Beh, il fosso era sempre quello! Pieno di grossi cavedani che quasi mi tentavano nel farmi usare un terminale più grosso.
Telefonai ancora a Nicolò per confermargli che era tutto pronto e che ci saremmo visti a casa mia per le 14:45. Saremmo andati con la bici, come solito.
Pranzai, preparai la canna e si fecero le 14:45 ecco che vedo arrivare Nicolò. Attacco la canna da pesca e il guadino alla “canna della bici”, infilo la cassetta della pesca e i bigattini nello zaino e partiamo! La strada era abbastanza libera, e così arriviamo al fosso prima del solito, facciamo molto silenzio e cerchiamo di non farci vedere dai nostri amici pesci in quanto l’acqua è molto chiara. Senza far rumore stacchiamo tutto dalle bici, prepariamo le cassette da pesca, apriamo il guadino, ed eccoci pronti! Mi metto il sacco dei bigattini a tracolla e ne lancio una scarsa manciata verso l’altra sponda. Adesso non ci manca che mettere i galleggianti in acqua! La profondità ideale è di 70 cm (per quel giorno)! Il mio galleggiante si fa una piccola passata quando ad un certo punto affonda brutalmente, io rispondo con una piccola ma pronta ferrata. Ricordo che la ferrata è fondamentale ma non bisogna esagerare perché se è troppo forte e il pesce si slama la lenza esce dall’acqua e si impiglia con i rami degl’alberi! Io porto a riva il cavedano che non supera i 4 etti, ma è un buon segno! In questo posto devi pasturare poco ma frequentemente in modo che i cavedani non perdono la fame e sono più aggressivi con gli altri. Adesso è il galleggiante di Nicolò che hai dei strani movimenti…. Dopo dei tocchetti si decide ad affondare ma lentamente. Nicolò risponde e rimane deluso, perché il pesce si trattava soltanto di un grosso vairone (15 cm)! Nicolò ritenta ed ecco che il suo galleggiante affonda nuovamente, questa volta non è un insignificante vairone ma un cavedano come il mio, il quale tenta la fuga. Nicolò lo trascina al guadino e dopo averlo slamato riprende a pescare. Intanto io avevo preso un altro cavedanello ma era così piccolo che l’ho rilasciato.
Passata un’ora abbiamo preso soltanto due cavedani da 4 etti cad…… sono precisamente le 16:00. E Nicolò si prende una pausa per bere un goccio di tè Fresco, io invece continuo a pescare! Innesco due bigattini ne lancio una manciata, lascio il mio galleggiante in balia della corrente. Ecco che la mia esche viene aggressivamente attaccata ed il mio galleggiante affonda! Questo è grosso, e tenta la fuga verso i cannetti. Purtroppo non ci arriva perché io lo fermo e lo recupero a riva. Arrivato a riva non ne vuole sapere di entrare nel guadino così devo farlo stancare un attimo, dopo di che Nicolò lo può guadinare. Questo pesa 6 etti, ed ha una bellissima colorazione d’orata!
Nicolò non vuole essere da meno e si rimette a pescare. Un lancio ed una cattura, tutti sui 5 etti! E tutti cavedani. Lo stesso io, circa ad ogni passata è possibile catturare un cavedano!
Alle 17:30 avevamo circa una ventina di cavedani dei quali nessuno pesa meno di 3 etti, così Nicolò propone di andarsene, ma io non sono d’accordo perché sono convinto che nel branco c’è anche il cavedano da chilo e così continuo. Nicolò ha chiuso la sua attrezzatura ed è gia pronto per andare ma mi aspetta e resta a guardare!
Io allungo un pochettino l’acqua, tolgo un piombino alla lenza, pasturo un altro poco e rigetto l’esca in acqua. Il mio galleggiante si muove e piano affonda; la mia risposta ed ecco che si presenta a riva una scardoletta! Non che io sono un amante delle scardole. Non mi scoraggio e rilascio ancor il galleggiante in acqua, un po’ più vicino all’altra sponda. Un'altra manciata di bigattini ed ecco che il galleggiante ha movimenti strani, io mi preparo….. fa due saltelli ed a un tratto scompare! Io ferro e sento che la canna ha un sussulto! Questo è veramente grosso…. Subito prova a scappare verso i canneti ma subito dopo cambia e si mette a nuotare controcorrente in direzione del ponte! Riesco a fermare la sua corsa! Ecco che ci passa sotto il naso, è arrivato a riva! Nicolò si avvicina con il guadino…. Era fatta! Questo doveva pesare almeno 1kg! Purtroppo ci eravamo illusi, infatti il cavedano con un colpo di coda scappa verso il ponte! Lo fermo ma lui è più forte quasi di me! Ecco che lui trova riparo lungo sponda opposta tra dei rami e alghe. A quel punto sono costretto ad aprire la frizione in modo che il pesce esca fuori dai rami, e prima che vada verso il ponte lo fermo! Ma niente da fare! Io provo un po’ a tirarlo ma non ne vuole sentire di venire fuori…. Ormai ho perso la speranza…. Ecco che ad un tratto il filo si spacca e il cavedano scappa sotto il ponte! Nicolò ed io incominciamo a tirare parolacce, ma subito dopo resto immobile per qualche secondo guardando il mio filo spezzato…..
Sono le 18:00 e dopo aver riattaccato tutto alla “canna della bici”, lasciamo il fosso! Contenti per tutto il bottino che abbiamo fatto ma anche un po’ delusi (soprattutto io) per aver perso la battagli con il “mega – cavedano”….
Anche quella volta il fosso ci aveva regalato un pomeriggio di pesca.
I fossi sono degli ambienti affascinanti che i pescatori a volte sottovalutano, perché pensano che non ci sia pesce o magari è troppo facile da catturare……. Io e Nicolò non crediamo in questo, e continuiamo a frequentare questi posti perché ci hanno sempre regalato forti emozioni…..
Cavedani
in superficie