| Ci ha lasciati anche il Papero Barry Sheene (1952-2003) |
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| Qualche giorno fa se ne andato per un cancro fottuto anche Barry. Aveva solo 52 anni. Non � un bel modo di lasciarci la pelle per uno che ha sfidato la morte per tanti anni, armato solo del suo sorriso beffardo e di uno stile di guida "accarezzato" ed efficacissimo. E' stato campione del mondo della 500 nel 1976 e nel 1977, della Formula 750 nel 1973. Pochi successi, forse, paragonato ad altri campioni, ma che valgono come oro se si pensa con chi andava in pista Sheene. A titolo di esempio voglio fare qualche nome sulla griglia di partenza nel campionato del '77: Giacomo Agostini, Johnny Cecotto, Michel Rougerie, Teuvo Lansivuori, Marco Lucchinelli, Jack Findlay, Virginio Ferrari, Pat Hennen. Scusate se � poco. Ma oltre che un grandissimo campione Sheene � stato un vero beniamino del pubblico e dei media, che lo hanno reso una figura leggendaria. Alcune immagini dell'epoca resteranno per sempre nelle menti malate degli appassionati: Barry che fuma una sigaretta prima del via da un buco nel casco, Barry che sorride sul podio mentre una gnocca fantastica in minigonna Mary Quant gli accarezza i capelli. |
| Ma non si trattava di una posa per i giornalisti: Barry era davvero cos�. Restano mitiche le serate nei paddock prima dei GP, quando nelle roulotte dei piloti girava di tutto e la topa andava via come il pane. La televisione era il suo ambiente naturale e nel 1975, mentre una troupe lo seguiva in giro per il mondo per realizzare un documentario sul Motomondiale, Barry cadde a Daytona nel primo dei suoi leggendari incidenti. Durante un giro di qualifica, quindi a palla, la gomma posteriore della sua TR 750 esplose a 300 km/h. Le immagini documentano il suo sforzo per mantenere il controllo della moto e quindi lo schianto terrificante. Tutti pensarono che ci avesse lasciato la pelle. Due giorni dopo venne filmato sul letto di ospedale mentre, in compagnia del pilota e amico George Romero, guardava ridendo le immagini delle sue radiografie: un chiodo di dieci centimetri gli teneva insieme a fatica il femore. Questo era Barry Sheene. Secondo la leggenda, la sua carriera era iniziata come garzone e si fece una fama in tutta Londra per la velocit� con cui effettuava le consegne. Nel 1970, aiutato dal padre Frank, acquist� una Suzuki 125 con 3 anni di vita. Secondo posto nel mondiale. La consacrazione arriver� con la mitica Suzuki RG500, con la quale conquista i due mondiali della classe 500. Nel 1978 abdica ad un certo "marziano", Kenny Roberts, sr. Sempre nel 1978 la regina Elisabetta gli concede il titolo di baronetto, pregandolo di abbandonare le corse viste le tante fratture. Nel 1979 lascia per la Yamaha ma non riesce pi� ad ottenere mezzi competitivi. |
| Nel 1982 ha un altro terribile incidente durante il GP d'Inghilterra: i commissari non segnalano che c'� una moto stesa sulla pista e Sheene la centra in pieno a pi� di 200 km/h, collezionando un'altra serie di ossa rotte. Si ritira nel 1984 e va in Australia a cercare un clima che non gli tormenti le mille ferite. Qui impianta alcune attivit� immobiliari - di successo - e lavora come commentatore per la TV. Nel 2000 la voglia di correre lo prende di nuovo e vince molte gare per moto d'epoca in tutto il mondo con una Norton Manx. Barry aveva una personalit� complessa: era ben consapevole della presa che aveva sui media e ha sempre chiesto moltissimo ai team per cui ha corso. Inoltre non tollerava compagni di squadra che mettessero in discussione la sua leadership. D'altronde queste sono le caratteristiche di un campione. Non bisogna infine dimenticare che riusc� a vincere molte battaglie con i promoter, allora come oggi un famigerato branco di squali, per la sicurezza dei piloti e per alzare gli ingaggi. |
| E' bello ricordare il Papero (dall'adesivo che portava sempre sul casco) come nella foto a fianco, in piega sulla sua Suzuki e immaginando l'urlo del due tempi e l'odore della miscela bruciata. Un ultima nota: a me lo stile di guida di Sheene ha ricordato sempre molto quello di Zana (o meglio viceversa). Credo che gurdando attentamente l'immagine si capisca perch�: leggero sulla moto, con le braccia rilassate e la pancia che accarezza appena il serbatoio, lo sguardo in avanti ma non troppo. Credo che chi conosce il biondo porco non possa che essere d'accordo. Addio Barry, salutaci Mike, Joey e Jarno. |