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A man called "The Bike" |
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Michael Bailey Hailwood nacque ad Oxford nel 1940 per diventare, molto semplicemente, la pi� grande leggenda di questo sport. Purtroppo ci sono molti "motociclisti" che non sanno niente di lui e questo la dice lunga sulla cultura sportiva media in Italia. E' come se un appassonato di boxe non sapesse chi � Muhammad Al�. Incredibile, ma vero. Comunque Mike era figlio di Stan, burbero e pazzo miliardario che gli mise subito tra le gambe una minimoto e che lo cronometrava sul giro del parco di casa. Il suo destino era segnato. A 20 anni � il secondo pilota a infrangere la barriera delle 100 miglia orarie sul giro al TT, con la fantastica monocilindrica Norton Manx. L'anno dopo, con moto non ufficiali, vince 3 classi del TT, 125 e 250 sulla semisconosciuta Honda (due vittorie in un solo giorno) e 500 su Norton. Sempre nel 1961 vince il primo titolo mondiale, nella 250 su Honda, ed � secondo nella 500. Dal 1962 al 1965 vince nella 500 su MV, dove era stato voluto dal conte Agusta, piazzandosi anche secondo o terzo nella 350. Chi si esalta oggi per un piazzamento di Loris Capirossi forse non pu� capire cosa significava correre ai tempi di Mike: i piloti scendevano in pista anche per tre gare in solo giorno, spesso su circuiti stradali, con gomme quasi da bicicletta, freni inesistenti e motori incastrati nel telaio a martellate. E quasi ogni fine settimana qualcuno ci lasciava la pelle.
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E chi si � scaldato per i record ciclistici in pista di Moser dovrebbe sapere che, durante una spedizione a dir poco raffazzonata a Daytona nel 1964, Mike su MV batt� il record dell'ora alla media di 231,7 km/h. Sorvoliamo sulla qualit� dei materiali utilizzati (un gomma Avon davanti ed una Dunlop dietro!). Nel pomeriggio sullo stesso circuito si disputa il GP degli Stati Uniti: Mike vince la classe 500 davanti a Phil Read. Nel 1966 il conte Agusta decide di affidare la prima guida della MV 500 ad un promettente giovane italiano, un certo Giacomo Agostini e Mike passa alla Honda. Agostini vince il titolo, Mike � secondo ma vince 250 e 350. Nel 1967 questi piazzamenti si ripeteranno. E' interessante il commento di un pilota rivale di Mike, John Cooper, dopo aver provato la Honda 500: "la moto di Hailwood mi aveva insegnato un paio di cose, una di queste era che solo Mike poteva guidarla ...come facesse Hailwood era un mistero. Tenere il manubrio mi fece gonfiare i polsi: era semplicemente impossibile da guidare."
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Interessante, anche per spiegare la personalit� di Mike � il commento del grande Geoff Duke: "Un aspetto rimarchevole riguardo a Mike era che le sue conoscenze meccaniche erano limitate. Egli guidava e basta, e poteva guidare qualsiasi tipo di moto. Non posso pensare a nessun altro che avesse potuto guidare la Honda 500. Vederlo faceva paura." Nel 1968 la Honda si ritira dalle competizioni e paga 50.000 pounds a Mike perch� non corra con la concorrenza. Si ritira. Da tempo comunque � tentato dall'automobilismo e decide di provare una nuova avventura. Non � questo il luogo per parlare di 4 ruote, in ogni caso Mike non si trover� mai a suo agio nell'ambiente freddo della Formula 1, dove pure conquista qualche buon risultato. Val solo la pena di citare che nel 1973 viene premiato con una medaglia d'oro del British Empire per aver salvato la pelle a Clay Regazzoni, tirandolo fuori dall'abitacolo infuocato della sua Lola durante il GP del Sudafrica. Nel 1975 lascia anche l'automobilismo, sposa Pauline e si trasferisce in Nuova Zelanda. |
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3 giugno 1978: The Big Day |
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Dopo 3 anni in Nuova Zelanda Mike si stava decisamente annoiando. Finch�, improvvisamente, con la spinta di alcuni amici giornalisti dei vecchi tempi prese forma un progetto assurdo: il ritorno alle corse o, meglio, il ritorno al TT. L'ultima sua apparizione sull'Isola risaliva ad 11 anni prima, quando aveva vinto nella 500 in un mitico duello con Ago, ritiratosi per la rottura della catena. Nel frattempo le moto, le corse e l'ambiente erano molto cambiati. Nel 1977, a causa delle crescenti polemiche sulla sua ben nota pericolosit�, il TT aveva perso la validit� come gara del mondiale. Pochi avrebbero scommesso una sola sterlina su Mike e molti temevano per la sua stessa vita, ma qualcuno, chi lo conosceva bene, la pensava diversamente.. Charlie Rous riporta "MotoCycle News mi chiese di scrivere la storia. Ricordo il primo paragrafo, Mike Hailwood sta per tornare al TT - stop. Vincer� - stop. Non vollero pubblicarlo". Per il suo ritorno, nella gara di F1 - moto fino a 1000 cc. derivate di serie - Mike scelse una Ducati 900 fornita dal team Wynne perch� "mi ricordava una moto dei bei vecchi tempi". La Ducati era meno potente, come al solito, delle rivali giapponesi ma l'abbinata motore-ciclistica formava un cocktail temibile, specie nelle mani di Mike.
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In gara, Mike diede vita ad uno spettacolare duello con Phil Read su Honda, uno dei suoi antichi rivali ed amici. Read: "Mike mi raggiunse al secondo giro, a Ballacraine. Mi super� in quella curva. La folla sembrava impazzita e per 2 giri e mezzo proseguimmo insieme...fu fantastico, proprio come ai vecchi tempi. Ci scambiammo le posizioni, lo superai in staccata e proseguimmo insieme, in pieno accordo sfrecciando tra le curve, ma in quelle veloci la Ducati era superiore. La Honda era migliore in accelerazione,...cos� in quei frangenti riuscivo a stare davanti. Perdevo poi terreno, ci affiancavamo e tutto questo ci divertiva parecchio. Lui sapeva le regole, non mi ostacolava, conosceva le mie capacit� e sapeva che neanch'io lo avrei ostacolato." |
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Read dovette poi ritirarsi per l'esplosione di radiatore e serbatoio dell'olio. "Mi dovetti fermare e dal quel punto osservai il passaggio degli altri piloti. Parlai con gli spettatori che mi chiesero 'Com'� possibile che due vecchietti come voi possano andare 10 miglia pi� veloci di tutti gli altri guidando in maniera cos� pulita?' Risposi 'Non lo so' e rientrai ai box." L'ultimo giro fu qualcosa di memorabile: al passaggio di Mike, sui prati o nei villaggi, il pubblico si alzava in piedi salutandolo con un mormorio tipicamente inglese. Sapevano che stavano assistendo a qualcosa di irripetibile. Ancora Read: "Tornai all'hotel e bussai alla porta della sua camera. Dissi 'Mike sono contento, hai fatto una bella corsa, scendi per un drink.' Scendemmo insieme al bar, io con la tuta unta e lui con i jeans ed una maglietta, e gli pagai da bere." Questo era Mike "the Bike" Hailwood, questo era il Grande Giorno, e questo era il motociclismo a quei tempi. |
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Mike and friends |
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Quello che fece grande Mike, assieme al suo talento di pilota, fu il suo spirito goliardico, il suo senso dell'amicizia e la sua modestia, dovuta ad un carattere in fondo schivo. Ecco Mike nel ricordo di qualche amico. Jim Redman: "...una volta a Mallory Park nel vecchio pub Mike cant� 'lo sceicco d'Arabia'. Non era Frank Sinatra: era cos� ubriaco che spalanc� la finestra dietro la band e pisci� di sotto." Jim Clark: "...andammo ad un party vicino ad Heathrow. Era un pigiama party e ci presentammo con un carico di vodka ma all'ingresso ci bloccarono perch� non eravamo abbigliati come richiesto. Nessun problema: ci spogliammo fino alle mutande e bevemmo tutta la vodka per combattere il freddo." |
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Mike con un altro illustre motard: Steve Mc Queen |
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Lewis Young: "dopo una giornata di gare a Brands Hatch, la sera si andava in un pub per bere un bicchiere e raccontarsi la giornata, C'erano tutti i migliori piloti, e tutti si divertivano, C'erano molte feste in casa...bastava bussare ad una porta ed entrare per trovare un mucchio di persone riunite sotto luci soffuse". Carol Lewis: " C'era una processione di ragazze, non capivo come faceva a gestirle. Ce n'era sempre qualcuna che viveva nel suo appartamento e di tanto in tanto ne arrivava qualche altra..."
Mike mor� il 21 marzo del 1981 mentre tornava in auto con i suoi due figli da un Fish 'n Chips. Un camion stava compiendo una inversione a U e la macchina ci si infil� sotto. Il camionista se la cav� con una multa di 100 sterline. Assieme a Mike se ne and� sua figlia di 10 anni. Al suo funerale la bara fu portata dai suoi amici di sempre: John Surtees, Luigi Taveri, James Hunt, Dick Atwood, David Hobbs, Geoff Duke e Giacomo Agostini. Fu il suo ultimo viaggio, sicuramente il pi� lento. Mike avrebbe avuto qualcosa da ridire.
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