COOLEST BIKER OF ALL TIME
Cos� titolava un articolo apparso nel 1999 sull'edizione inglese (quella originale) di SUPERBIKE. Tra i primi classificati di questa speciale graduatoria comparivano pochissimi piloti professionisti, dato che la coolness era misurata in base all'adorazione del pubblico, delle donne, dell'alcool ingerito, dell'eventuale addiction a droghe e delle apparizioni su celluloide, elementi spesso sconosciuti ad un atleta serio.

In testa a questa classifica, a mio parere con assoluta ragione, stava il grande Steve McQueen.

Steve incarn� infatti durante tutta la sua breve esistenza il prototipo dell'uomo assolutamente libero, che faceva esattamente e sempre solo quello che voleva. Fu la star pi� pagata del cinema nel periodo aureo a cavallo tra i mitici anni '60 e i pazzi '70, famoso per non utilizzare mai stuntmen anche nelle scene pi� pericolose. E poi le donne, l'alcool ed i motori: tutti gli elementi di una vita in perfetto rock and roll style. Ma in quegli anni molte star vissero in questo modo; quello che fece grande e distinse veramente Steve fu la nonchallance, il distacco, l'espressione simpatica ed al tempo stesso un p� triste (la definirei "consapevole") che sfoderava in ogni occasione.
La passione di Steve per i motori era nel suo DNA: quando mor� nel 1980 nel suo garage c'erano 210 moto e 55 auto, che furono messe all'asta l'anno successivo. A pensarci c'� da farsi venire un bel magone...
Naturalmente riusc� ad interpretare anche sullo schermo la sua passione per le due ruote: nel 1971 gir� un bellissimo documentario, Il Rally dei Campioni, e chi non ricorda la fantastica sequenza finale del mitico La Grande Fuga, dove Steve interpret� sia la parte del maggiore dell'aeronautica americana in fuga su una Triumph 650 che quelle dei soldati tedeschi all'inseguimento - tra l'altro facendo dei numeri mica da ridere.
Con il nome di Harvey Mushman partecip� a molte gare, soprattutto quei tiratoni spaccaossa nei deserti del Nevada tanto di moda nei sixties. I produttori non erano entusiasti di queste sue imprese, ma ovviamente nessuno riusc� mai a dissuaderlo.
Durante il campionato di scramble della West Coast, racconta Steve "ci fu questo grosso scontro a catena al quarto giro e per evitare il groviglio beccai un albero, mi spaccai la bocca e ci rimisi qualche dente. Ma ero tutto intero. Rimontai in sella e vinsi."
Nel 1964 fu tra i selezionati per partecipare all'International Six Days Trial in Germania. Nelle prove a cronometro fece dei gran tempi; peccato che nel corso del secondo giorno di gare fece un volo scassando se stesso e - purtroppo irrimediabilmente - la moto.
Anche la rivista Sports Illustrated dedic� una copertina a Steve ed alla sua passione per le moto, e come sanno tutti coloro che seguono lo sport statunitense, questo � un onore che pochi possono vantare.
Nel 1978, in un periodo di noia, lavor� gratuitamente come stuntman in un film sulle moto a bassissimo budget, Dixie Dynamite.

Anche sulle quattro ruote Steve fu un grande.
Partecip� a moltissime gare negli States, prevalemente di endurance come la 12 ore di Sebring, dove nel 1970 si classific� al primo posto nella sua categoria su una Porsche 907 ed al secondo posto dietro Mario Andretti su Ferrari nell'open.
Realizz� anche uno stupendo film, Le Mans,ovviamente incentrato sulla mitica 24 ore. Per rendere maggiormente realistiche le scene partecip� addirittura alla gara (gi� che c'era...) con una Porsche 917 piazzandosi al sesto posto!
Ce li vedete quei frocetti di oggi tipo Brad Pitt o Keanu Reeves? Mah... mi sembra si possa dire che era davvero un grande!

Steve fu inoltre allievo diretto di Bruce Lee ed alla morte del Piccolo Drago, avvenuta nel 1973, fu tra quelli che sorressero la sua bara assieme a James Coburn.

Steve si interess� insomma di tutto ci� che c'era in giro di interessante in quegli anni. Si tende quasi a dimenticare che era allora era la star pi� pagata di Hollywood.

Mor� di una forma tumorale nel 1980. Sulla sua tomba c'� una semplice lapide con queste parole "E' morto come � vissuto. Con coraggio."
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