Jarno Saarinen apparve improvvisamente dalla Finlandia, un paese praticamente privo di tradizione motociclistica in pista, dove era nato nel 1945.
La sua comparsa sulla scena fu come una boccata d'aria fresca per il motomondiale, nel quale da anni si davano battaglia sempre gli stessi nomi, Ago sopra tutti.
Il suo stile di guida assolutamente innovativo, la sua simpatia ed il suo fair play gli attirarono le simpatie dei tifosi di tutto il mondo ed anche nell'ambiente dei piloti fu davvero amato dai colleghi che pure, spesso, batteva sonoramente.

La sua carriera infatti era iniziata con le gare di speedway sul ghiaccio, molto popolari in Scandinavia e con le quali si fece - letteralmente - le ossa. Fu campione finlandese della specialit� nel 1964.

Qualche anno pi� tardi pass� alle gare di velocit�, segnalandosi come primo pilota ad adottare lo stile di guida moderno con il ginocchio a cercare l'asfalto all'interno delle curve.

Nel 1970 inizi� a correre nel motomondiale, fresco laureato in ingegneria meccanica, come privato Yamaha nelle classi 250 e 350. Girava l'Europa su un furgone Volkswagen assieme alle moto ed alla biondissima moglie Soili, cercando di rubare ai migliori i segreti della guida ma anche applicando il proprio personalissimo stile, che poi oggi � quello adottato da tutti. Busto fortemente inclinato in avanti, mani aggrappate ai semimanubri bassissimi ed in curva la chiappa interna fuori dalla sella.

Erano anni in cui i titoli mondiali erano appannaggio di personaggi come Ago e Phil Read, le case motociclistiche presenti in veste ufficiale erano pochissime ed era molto difficile imporsi, soprattutto venendo dal nulla.

Nel 1971 comincia a farsi del largo, partecipando alla 250 ed alla 350 con la Yamaha.
Vince a Jarama il suo primo GP, cui fanno seguito altre vittorie in Cecoslovacchia ed al GP delle Nazioni.
Nella 250 � terzo dopo Read e Gould, nella 350 secondo dietro alla MV di Agostini.
Nel 1972 la Yamaha gli fornisce moto finalmente ufficiali, anche se Jarno continua a correre senza l'assistenza di meccanici e cura da solo la messa a punto dei mezzi.
Vince il suo unico titolo mondiale, nella 250, con tre vittorie in Belgio, Cecoslovacchia ed in casa ad Imatra. Secono classificato, con un solo punto di distacco, un'altro grandissimo, Renzo Pasolini su Harley Davidson.
Nella 350 vince 3 GP e si classifica secondo ancora dietro Ago.
In agosto, durante le classiche romagnole di post season, i due sono protagonisti di un indimenticabile duello sotto la pioggia sul tracciato di Villa Fastiggi a Pesaro.
Nel 1973 la Yamaha presenta uno squadrone dove Jarno � l'uomo di punta, partecipando alle classi 250, 500 e 750. In particolare nella 500 viene impiegata una potentissima 4 cilindri da 100 cv due tempi capace di terrorizzare qualsiasi pilota, con il dichiarato scopo di rovesciare il trono della MV. Nella squadra del conte Agusta a fianco di Ago viene schierato anche Phil Read.
Nei primi tre mesi di gare Jarno vince le 200 miglia di Daytona e di Imola (con la Yamaha 350 bicilindrica), i primi 3 GP nella 250 ed i primi 2 nella 500. Solo ad Hockenheim si deve fermare per la rottura della catena.
Sembra inarrestabile...
Il 20 maggio del 1973 viene battuto dal destino.
Sul circuito di Monza, allora non ancora ingentilito dalle chicane, cade al curvone lasciandoci la pelle, assieme al suo avversario di cento battaglie Renzo Pasolini. A quest'ultimo la Ducati dedicher� qualche anno pi� tardi la 750/900 Paso.
In Italia molti neonati vengono battezzati Jarno (come il pilota di Formula 1 Jarno Trulli), segno della profonda impressione lasciata dalla morte (e dalla vita) del finlandese nel cuore dei tifosi italiani.
Quanto avrebbe potuto vincere il finlandese non � possibile dirlo, resta comunque la sensazione che a parte Mike Hailwood l'unico vero avversario di Agostini sia stato lui.
Questo � pi� che sufficiente a farlo entrare nella leggenda.
La leggenda che venne dal freddo
Jarno, Ago e Phil Read (notare le basette)
La chiappa � fuori dalla sella, le braccia bassissime a fasciare il serbatoio.
Qualche anno pi� tardi, lo stesso stile ancora pi� accentuato e quanto mai attuale.
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