|
Il cavallo non � solo lo strumento con cui andiamo in giro, ci divertiamo, o combattiamo. Esso � prima di tutto un essere vivente con un`intelligenza e sentimenti propri; deve avere da parte nostra il massimo rispetto, poich� ci porta sulla schiena e obbedisce a tutti i nostri comandi. Se sapremo entrare in sintonia con lui e conquistarci il suo rispetto, trattandolo con amore e dimostrandogli che non gli faremo mai del male, acquister� fiducia nei nostri confronti e ci obbedir� volentieri, contento di avere qualcuno che si prende cura di lui. Il modo migliore di comportarsi con un cavallo non � imporsi con la violenza, n� ,la forza bruta; se usiamo la forza il cavallo ricambier� con la stessa moneta... e chi credete che vinca in uno scontro di forze tra un uomo che pesa anche 100 kg e un animale che ne pesa come minimo 400/450? Il trucco � avere un atteggiamento deciso in ogni cosa che lo riguarda, sia che lo cavalchiamo, sia che lo puliamo o gli diamo da mangiare. Il cavallo, animale preda per natura da migliaia di anni, non ha bisogno che gli diamo del cibo, poich� lo pu� trovare nel primo prato che attraversa. Ha bisogno di sicurezza, e se noi sapremo dargliela ricambier� seguendoci ovunque, anche nei posti in cui normalmente proverebbe paura. Andremo ora ad esaminare le cose da sapere per montare a cavallo, smontare e prenderci cura di lui. SELLA e BRIGLIE PARTIRE, VOLTARE E FERMARSI PASSO TROTTO GALOPPO TRUCCHETTI del MESTIERE DOPO il LAVORO SELLA e BRIGLIE La prima cosa da fare per montare a cavallo � mettergli la testiera, che � quell`incrocio di cinghie di cuoio che vediamo sul muso del cavallo, cui sono attaccate le redini, che sono quelle lunghe strisce che sono collegate al morso nella bocca del cavallo e che vengono tenute in mano dal cavaliere. Prima di tutto le redini vanno fatte passare sul collo del cavallo e fatte scendere sul garrese (l`osso che possiamo individuare tra la base del collo del cavallo e l`inizio del suo dorso, per intenderci), in modo che, se per qualche motivo esso si sposta possiamo comunque tenerlo sotto controllo. Dopo di ci�, ci porremo alla sinistra del cavallo, con la mano destra stringeremo la testiera e con la sinistra infileremo il morso nella sua bocca. Una volta che il nostro compagno d`armi avr� accettato il morso, provvederemo a sistemare la testiera facendola passare con delicatezza dietro le orecchie e stringendo il cinturino che passa sotto la gola del cavallo (sottogola) avendo cura che tra la cinghia e la gola vi passino almeno quattro dita. Se la testiera ne fosse provvista, stringeremo anche il chiudibocca, il cinturino che passa sul naso del cavallo e si chiude sotto il mento, e chegli impedisce di passare la lingua sopra il morso e diventare ingestibile. Dopo la briglia, � la volta della sella. Anch`essa � fatta solitamente di cuoio. Prima di mettere la sella avremo cura di posare sul dorso del nostro amico un sottosella, una sorta di copertina spessa e imbottita che pu� essere fatta in diversi materiali (lana o cotone, ma ve ne sono anche in velluto) e che ha due funzioni: proteggere la sella dal sudore del cavallo, che essendo leggermente acido indurisce e rovina il cuoio, e proteggere la schiena del nostro destriero dal cuoio stesso della sella, evitandogli noiose ferite da sfregamento (fiaccature) che oltre ad essere molto dolorose sono anche lunghe da guarire. Dopo aver messo il sottosella, alzandolo leggermente nella regione del garrese, vi appoggeremo sopra la sella, mettendola bene avanti, e con delicatezza stringeremo poco alla volta il sottopancia, la striscia di cuoio che fissa la sella e passa sotto la pancia del cavallo, subito dietro le zampe anteriori. Il sottopancia si intende ben stretto quando tra la cinghia e il corpo del cavallo riusciamo ad infilare due dita. Pi� stretto fiaccherebbe il cavallo, pi� largo farebbe scivolare la sella di lato al nostro primo tentativo di salita... con le conseguenze che possiamo immaginare. Faremo attenzione che non vi sia rimasta pelle arricciata sotto la cinghia, per non ferire o fiaccare il cavallo. Se abbiamo paura che la sella scivoli troppo all`indietro (con conseguente pericolo ancora di fiaccatura... non sembra, ma il cavallo � molto delicato) possiamo utilizzare un pettorale, che aiuta a mantenere la sella nella giusta posizione. Attaccate alla sella vi sono gli staffili, due cinghie che reggono le staffe, sorta di �pedane� su cui poggiano i nostri piedi quando siamo in sella, fatte di diversi materiali, dal metallo, al legno, persino in argento lavorato. La lunghezza delle staffe dipende essenzialmente da noi, e da come stiamo comodi in sella. Le nostre gambe devono essere in grado di stringere i fianchi del cavallo, ma allo stesso tempo dobbiamo essere in grado di metterci in piedi sulle staffe (tecnicamente parlando, �metterci in sospensione�) senza che il nostro bacino batta dolorosamente sulla parte anteriore della sella. PARTIRE, VOLTARE e FERMARSI Dopo aver controllato ogni cosa, saremo pronti per montare. Ci sistemeremo dal lato sinistro del cavallo (questo sia per convenzione, sia perch� il cavallo ci offre pi� volentieri il lato sinistro del suo corpo, per una questione di lobi temporali del cervello. E` bene per�, in fase di doma ed addestramento, insegnare al cavallo ad essere montato da entrambi i lati), con la schiena rivolta al suo muso. Infileremo il piede sinistro nella staffa e afferreremo le redini ed un ciuffo di criniera; il cavallo non sentir� dolore, poich� tra i crini e le terminazioni nervose, subito sotto la pelle, ha uno strato di grasso che lo protegger� anche se, per disdetta, dovessimo strappargli un paio di crini. Dopo di ci�, con il piede destro rimasto a terra ci daremo la spinta e facendo forza sulla gamba sinistra ci solleveremo e monteremo in sella, infilando anche l`altro piede nella staffa. Ora siamo in sella. Un cavallo ben addestrato non si muover� se non al nostro preciso ordine di partire, ma per evitare eccezioni, specie se montiamo cavalli esuberanti o giovani stalloni, accorciamo immediatamente le redini nelle nostre mani, in modo da avere un leggero contatto tra le nostre dita e la bocca del cavallo tramite le redini. Per guidare un cavallo tramite le redini vi sono due modi: il primo � il cosiddetto �all`inglese�, tenendo una redine in ogni mano. Il secondo � detto �alla western� o �da lavoro� (quello dei cowboys americani o dei nostri butteri della Maremma) , in cui il cavallo, che in questo caso si dice �smazzettato�, si guida tenendo le redini con una mano sola. Anticamente si utilizzava quest`ultimo metodo, di modo che il cavaliere potesse tenere in una mano le redini e lo scudo, e nell`altra la spada o la lancia; il modo all`inglese � nato successivamente, quando montare a cavallo � diventato uno sport oltre che un modo di spostarsi, di combattere, di lavorare. La posizione corretta per stare in sella � la seguente: schiena diritta con le spalle aperte, gomiti aderenti al busto, polsi uniti e vicini, con i pollici rivolti verso l`alto (nel caso della monta inglese), mani basse, vicino al garrese del cavallo. Il bacino � mobile, segue con naturalezza il movimento del cavallo. Le gambe stringono leggermente i fianchi dell`animale, le staffe sono infilate a livello della punta del piede, che viene portato leggermente piegato verso l`alto, con i talloni in basso. Per dare al nostro amico l`ordine di muoversi, gli daremo semplicemente un colpetto con i talloni, associando un leggero movimento in avanti delle mani e un ordine vocale. Potremo dire �Vai� oppure �Hop...� oppure schioccare la lingua, che � il metodo pi� usato e pi� efficace. Se portiamo degli speroni, il tocco dovr� essere pi� delicato, poich� il cavallo ci sentir� maggiormente. Per fermarlo, porteremo la schiena leggermente all`indietro, aprendo bene le spalle e stringendo le gambe sui fianchi dell`animale. Puntare i piedi nelle staffe non serve a nulla, poich� il cavallo si guida soprattutto con le gambe ed il peso del corpo. Contemporaneamente, stringeremo le mani e tireremo le redini, e il cavallo si fermer�. Tireremo, e non strattoneremo mai. Strattonare non serve, anzi � assolutamente dannoso oltre che crudele nei suoi confronti: la bocca del cavallo � molto delicata e gli strattoni fanno male: alcuni cavalli particolarmente sensibili s`impennano e si rovesciano a terra, pur di sottrarsi al dolore. Per ordinargli di girare, procederemo nel modo seguente. Monta all`inglese: Tireremo la redine corrispondente a dove vogliamo girare, alleggerendo leggermente la tensione dell`altra. Monta da lavoro: porteremo la mano che stringe le redini nella direzione in cui vorremo girare, destra o sinistra, mantenendoci rilassati. In entrambi i modi, la gamba corrispondente alla nostra direzione rimarr� dove si trova, mentre quella opposta verr� portata leggermente indietro, per far s� che il cavallo giri armonico, non a scatti con conseguente rischio di perdita di equilibrio da parte nostra. Per scendere dal cavallo, lo fermeremo e toglieremo i piedi dalle staffe; ruoteremo il busto in senso orario e solleveremo la gamba destra, facendola ruotare verso sinistra, cos� come faremo ruotare il nostro busto, piegandoci leggermente in avanti, e ci lasceremo scivolare a terra alla sinistra del cavallo. Come si muove il cavallo? Al passo, al trotto, al galoppo: PASSO E` un`andatura a quattro tempi, camminata, ed � la pi� lenta. Ci baster� dare l`ordine di partenza, e poi seguire i movimenti della schiena del cavallo con il bacino. TROTTO E` un`andatura a due tempi, saltata. E` pi� veloce del passo, ed � quella in cui, le prime volte che montiamo a cavallo, abbiamo pi� difficolt� a mantenere l`equilibrio. L`importante � non arrendersi e cercare di muoversi in sintonia con i movimenti del nostro compagno d`armi. Quando siamo al passo, ci baster� toccare ripetutamente il costato del cavallo con piccoli colpetti di talloni, o con un paio di colpi decisi se non mostra di collaborare, e contemporaneamente usare la voce, come descritto prima. Rimarremo tranquillamente seduti, con le spalle ben aperte e il bacino rilassato, e saremo sempre attenti a non eccedere mai nello spronare un cavallo che obbedisce velocemente ai nostri ordini, n� a farci prendere in giro nel caso non avesse voglia di lavorare. GALOPPO E` l`andatura pi� veloce. E` in tre tempi, pi� un tempo in cui il cavallo sta staccato dal terreno con tutti e quattro i piedi, e vista da fuori pu� sembrare una serie di piccoli balzi. Dobbiamo anche questa volta restare seduti con la schiena diritta, e mettendoci al trotto, toccare ancora il cavallo con i talloni, associando il comando vocale, fino a quando non romper� al galoppo. Ricorderemo sempre che un cavallo non � una qualche sorta di strano macchinario con cui andiamo in giro, ma una creatura vivente: � molto difficile (se non in casi di cavalli addestrati specificamente a farlo, oppure in caso di cavalli da corsa) che passi da una condizione di stasi al galoppo sfrenato senza passare dal passo e dal trotto, e viceversa, non � verosimile che passi dal galoppo sfrenato all`essere fermo senza un`opportuna manovra di rallentamento. TRUCCHETTI del MESTIERE Pu� invece capitare che un cavallo per qualche motivo, paura, dolore o rabbia s`impenni, ovvero si alzi in piedi sulle zampe posteriori staccando gli anteriori dal terreno. E` un gesto molto pericoloso, e se non stiamo attenti e agiamo nel modo corretto � molto facile cadere. Molleremo immediatamente le redini, lasciandole lunghe e portando la schiena in avanti verso il collo del cavallo. Non dovremo assolutamente strattonare le redini poich� il nostro amico approfitta dell`appoggio che gli diamo sul morso per tirarsi su; pi� tiriamo pi� s`impenna, e potrebbe arrivare a perdere l`equilibrio e rovesciarsi all`indietro, cadendo sopra di noi. Dopo aver mollato le redini, lo sproneremo con decisione ad andare avanti; il cavallo, non trovando appoggio, si rimetter� sulle quattro zampe e noi ci risparmieremo una caduta. Fatto ci�, carezziamolo e parliamogli con voce dolce, per tranquillizarlo e rassicurarlo. Se invece gli abbiamo insegnato ad impennarsi a comando, non dovremo fare altro che dare l`ordine e portarci in avanti con la schiena, senza tirare le redini. Il cavallo far� tutto da solo. E se avessimo la necessit� di saltare un qualche ostacolo che troviamo avanti a noi, ad esempio un piccolo tronco? Porteremo il cavallo al trotto, o al piccolo galoppo, cercando di avvicinarci all`ostacolo in modo da saltarlo pi� al centro possibile. Al momento del salto ci solleveremo in piedi sulle staffe e premeremo i talloni sul costato del cavallo, in modo da assicurargli che vogliamo proprio che salti. Lo inciteremo schioccando la lingua e non tireremo le redini per stare in equilibrio. Piuttosto, afferriamoci ad un ciuffo della criniera. Guarderemo in avanti e non l`ostacolo perch� rischiamo in questo modo di portare il peso del nostro corpo troppo in avanti e sbilanciarci, e lasceremo che faccia tutto lui. Durante il salto porteremo le mani in avanti per agevolare il nostro amico, e una volta superato l`ostacolo, ci rimetteremo seduti. Affronteremo le strade in discesa al passo, portando la schiena ben indietro, e ci fideremo del nostro cavallo, che penser� da solo a dove mettere i piedi. Non tireremo in alcun modo le redini, ma anzi le lasceremo morbide, in modo da disturbare sua bocca il meno possibile. Guarderemo dritto avanti a noi, non in basso. Discorso inverso per le salite. Le affronteremo a velocit� sostenuta, al galoppo, sollevandoci sulle staffe per lasciare alla groppa del nostro amico la maggiore libert� possibile, e porteremo la schiena bene in avanti, accorciando leggermente le redini e tenendoci ad un ciuffo della criniera, per non rischiare di perdere l`equilibrio e cadere all`indietro sulla sua schiena, dando un colpo doloroso di cui il cavallo non ha assolutamente bisogno in questo momento in cui deve stare concentrato. Ora sappiamo come si monta in sella, si guida e si ferma il cavallo... ma come possiamo prenderci cura di lui una volta che abbiamo finito il nostro lavoro? DOPO il LAVORO Dopo essere smontati, sfileremo le redini del collo del cavallo tenendole con una mano e lo porteremo nel suo recinto, nella scuderia, o in uno spazio adibito alla pulizia dei cavalli. Toglieremo la sella, riponendola con cura perch� non si rovini (una buona sella non costa poco, anzi) e toglieremo la testriera, infilando al nostro cavallo una capezza, ovvero un accessorio simile alla testiera ma senza morso n� redini, che viene infilato sulla testa del cavallo e attaccato ad una corda, o longhina, che ci permette di portarlo in giro senza tirarlo per il morso. Legheremo la longhina ad un palo o ad un apposito anello, e ci occuperemo della sua pulizia, la strigliatura. Non legheremo mai il cavallo al palo o all`anello per le redini; se per qualche motivo si dovesse spaventare comincerebbe a tirare per liberarsi facendosi molto male alla bocca; inoltre, il molto dolore lo farebbe cadere nel pi� completo panico, rendendo molto difficile e rischioso il liberarlo e il calmarlo. La strigliatura verr� effettuata con le apposite spazzole: la striglia, un attrezzo di metallo con cui passeremo energicamente tutto il corpo del cavallo, gambe e pancia compresi, contropelo (non nel senso del pelo, o rischieremo di ferirgli le pelle), e poi la brusca, una spazzola rigida con cui toglieremo i residui di pelo morto e sporcizia sollevati dalla striglia. Dopo di ci�, pettineremo la criniera e la coda e lo riporteremo nel suo recinto, o nel suo spazio. Le operazioni di pulizia sono necessarie non solo per mantenere il cavallo pulito, in salute e bello, ma soprattutto perch� si approfondisce il rapporto e la confidenza che abbiamo con il nostro compagno d`armi. Potremo ringraziarlo per averci portato sulla schiena carezzandolo dolcemente sulla fronte o sul collo e parlandogli a voce bassa e suadente, oppure potremo dargli qualche leccornia: una mela, delle carote, o qualche altra cosa che sappiamo che lui adora. Anche gli zuccherini vanno bene, ma essendo molto dolci, non bisogna esagerare. Nello spazio dedicato al nostro compagno d`armi non deve mancare un bel secchio di acqua sempre fresca e pulita (i cavalli non bevono l`acqua sporca, e se non bevono rischiano gravi coliche, che possono portare anche alla morte), e lo spazio in cui poniamo il suo cibo dev`essere pulito e asciutto. I cavalli mangiano l`erba fresca se sono in un prato, scegliendo da soli che cosa brucare; se sono in uno spazio chiuso, mangeranno fieno con una piccola aggiunta di granaglie, quali avena e orzo. Molto gradite sono le verdure fresche, compresa l`insalata, e la frutta. Dobbiamo fare attenzione alla qualit� del cibo che diamo al nostro cavallo: il fieno, portata principale dei suoi pasti, deve essere ben secco, di colore verde, molto profumato, del tutto privo di polveri o parti marce, per evitare l`attecchimento di muffe dannose che possono minare seriamente, a lungo andare, la sua salute. Le granaglie dovranno essere secche,profumate, e prive di polvere. Un`ultima raccomandazione riguarda la sella, il sottosella e la testiera: devono essere sempre pulite per evitare di essere rovinate o di fiaccare il cavallo. Quindi, prima di riporre ogni cosa al suo posto, puliremo con un panno umido sella e testiera, e le ammorbidiremo con il grasso apposito per il cuoio. Al sottosella invece daremo una energica spazzolata per togliere sporcizia e peli morti, e lo laveremo sovente con acqua e sapone. Grazie alla consorella Elentarie per aver scritto questa lezione |