ACSI: Archivio Centro Studi Italia
AFCDRSI: Associazione Famiglie Caduti e Dispersi della RSI
BN: Brigata Nera
CSI: Associazione Culturale Centro Studi Italia
GAP: Gruppi di Azione Patriottica
GNR: Guardia Nazionale Repubblicana
ISTORECO: Istituto per la Storia della Resistenza e della Società
Contemporanea
PFR: Partito Fascista Repubblicano
RSI: Repubblica Sociale Italiana
SAP: Squadre di Azione Patriottica
“La completa liberazione del paese [Castelnovo Sotto, ndr] è
segnata dal verificarsi di una serie di esecuzioni di massa, 42 militari
fascisti sono uccisi il 24 aprile e altre 21 persone la sera del 26.”
[M.Storchi, Combattere si può vincere bisogna, Marsilio 1998,
p.100]
“In quel clima, nei primissimi giorni del dopoliberazione, fu pressochè inevitabile il verificarsi di atti spontanei di giustizia popolare, nonostante le direttive del C.N.L. e la vigilanza della polizia partigiana. Si verificarono, non va nascosto, casi di esecuzioni sommarie, certamente deprecabili giudicando gli eventi di fine aprile ‘45 con la serenità e col distacco che oggi ci possiamo permettere, ma che debbono essere considerate a loro volta frutti amari di quella violenza che il fascismo aveva instaurato prima in Italia e portato poi in tutta Europa a fianco di Hitler; quella violenza che ebbe i suoi esiti estremi nelle stragi di popolazioni inermi e in quei campi di sterminio dove milioni di esseri umani, prima di essere sfruttati come nemmeno le bestie lo devono essere, furono freddamente eliminati e poi fatti “passare per il camino” dei forni crematori. Talchè ci appaiono a dir poco deprecabili le ricorrenti tentazioni, da parte di alcuni, di criminalizzare la resistenza reggiana, e quella castelnovese, isolando faziosamente dal loro concreto e dolorante contesto storico singoli episodi.”
Il passo, riferibile alla stesura conclusiva del 1987, riconosce l’esistenza di “esecuzione sommarie”, ma nulla dice circa i luoghi, le modalità e le circostanze delle uccisioni, i nomi delle vittime: l’attenzione dell’autore sembra piuttosto rivolta ad assicurare una giustificazione-legittimazione della violenza antifascista come risposta ad una ipotetica anteriore specifica violenza fascista, fino a richiamare elementi estranei e senza nesso di causalità, come l’Olocausto. Nel 1991, lo Zambonelli scrive un’introduzione integrativa il passo sopra riportato:
“Non posso che ribadire quelle mie considerazioni, con qualche aggiunta, dopo le citate polemiche di tarda estate-inverno 1990. Allora scelsi di non procedere oltre circa le “esecuzioni sommarie”, in sostanza circa il prelevamento e la scomparsa di 11 persone avvenuti (...) nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio (...)” .
Le indefinite “esecuzioni sommarie” acquistano, per la prima volta,
contorni storici, anche se si continua ad omettere gran parte dei fatti:
si ammette, per ora, solo la scomparsa di 11 persone.
Nel 1991, l’AFCDRSI pubblica “Reggio Emilia 1943-46 Martirologio”,
che rivela il quadro completo delle esecuzioni massa a Castelnovo
Sotto, grazie al contributo della cronaca parrocchiale di Don Flaminio
Longagnani, parroco di Meletole . Il libro contiene, però, clamorosi
errori di persona nel lungo elenco degli uccisi, di conseguenza la pubblicazione,
di limitata tiratura, viene tempestivamente ritirata da commercio. Solo
nel 1994 l’AFCDRSI manderà alle stampe un nuova edizione ampliata
e corretta.
La breve cometa del Martirologio è però sufficiente a
provocare un ulteriore passo della storiografia resistenziale che, nel
1992, pubblica “Dopo la Liberazione”, di Giannetto Magnanini, che a sua
volta raccoglie una lista di vittime dell’antifascismo limitata ai giorni
successivi la Liberazione. Anche in questo caso le vicende castelnovesi
vengono solo accennate e sommariamente spiegate:
“Delle esecuzioni sommarie del (...) Presidio di Castelnovo Sotto, (...) vi è una spiegazione che viene dalla guerra aperta sino all’ultimo istante, con capovolgimento di fronte a Montecchio e Castelnovo Sotto che consentirono ai fascisti di compiere altri delitti.”
“Dopo la Liberazione” si chiudeva con una lista di 431 vittime del dopo-Liberazione
reggiano in ordine alfabetico, fra cui parte dei nominativi delle esecuzioni
di massa di Castelnovo Sotto. Non si chiudeva, invece, la controversia
relativa un’adeguata ricostruzione dei singoli episodi delittuosi, il loro
pubblico riconoscimento, e la restituzione dei resti dei dispersi.
Nel 1998, esce “Combattere si può vincere bisogna La scelta
della violenza fra Resistenza e dopoguerra (Reggio Emilia 1943-1946)”,
di Massimo Storchi, Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza reggiano,
che, pur integrando precedenti versioni resistenziali, riferisce della
strage in forma parziale [manca il prelevamento degli 11 nella notte del
30.4.45] e frammentaria, ritirandosi sulla citazione dei passi dello Zambonelli
per trovare nuovamente una giustificazione-legittimazione della violenza
antifascista:
“Gli avvenimenti di Castelnovo Sotto si iscrivono in una situazione più complessa, caratterizzata da una prolungata permanenza delle truppe tedesche in paese che fino all’ultimo non esitano ad uccidere prigionieri. Così avviene la eliminazione in due riprese di elementi fascisti, il pomeriggio del 24 (mentre ancora il paese è in parte occupato) sono fucilati i militari (GNR e Brigata Nera) catturati, poi la sera del 26 si passa anche a eliminare civili, non solo del paese ma anche di Cadelbosco e Praticello. Nei confronti di questi ultimi caduti la mattina seguente si scatena l’ira popolare quando, i cadaveri, lasciati questa volta sul luogo dell’esecuzione, sono oggetto di ludibrio da parte di una folla di persone accorse: [segue citazione passo di A.Zambonelli, cit., p.189, che si riporta più avanti]”
E’ evidente che l’ansia di consolidare un giudizio storico-politico
predefinito e di parte ha finora pregiudicato una ricostruzione organica
e storicamente scientifica delle esecuzioni di massa di Castelnovo Sotto.
Eppure questa tessera insanguinata della storia della comunità reggiana
è destinata a costituire, nel suo significato di condanna della
lotta fratricida, un patrimonio storico comune agli italiani di ogni appartenenza
politica.
Valutazione del conflitto civile a Castelnovo di Sotto dal “biennio
rosso” alla “Liberazione”
“Nella memoria collettiva popolare, a Castelnovo Sotto, c’erano i bastonati,
i torturati e gli uccisi dallo squadrismo degli anni Venti, c’erano i tanti
costretti all’esilio, le umiliazioni, le vessazioni, le persecuzioni subite
durante il ventennio di chi, rimasto, non aveva voluto cedere alla dittatura;
c’era il ricordo bruciante e recente della guerra, prodotto consequenziale
del fascismo e delle classi che lo avevano voluto e sostenuto, il ricordo
dei compagni torturati e uccisi dalle Brigate Nere, spesso composte da
alcuni che già erano stati protagonisti, anche localmente, della
violenza squadrista del 1921-1923.”
[A.Zambonelli, Castelnovo Sotto 1921-1946, cit., p.189]
Questo brano - riportato, si è detto, anche nel recente saggio
di Storchi rappresenta l’attuale posizione - ora non più del tutto
negazionista, ma ancora fortemente giustificazionista - della storiografia
resistenziale verso le esecuzioni di massa in esame.
Questa posizione deve essere confrontata con gli eventi storici richiamati.
- Confronta doc. ACSI:
P.F.R.
Federazione dei Fasci repubblicani
Reggio Emilia
Circolare n.11
- Doc. ACSI:
Guardia Nazionale Repubblicana
Comando Provinciale di Reggio Emilia
UFFICIO COMANDO
- Doc. ISTORECO, busta 1A, fasc.4:
COMITATO NAZIONALE DI LIBERAZIONE
- Doc. ISTORECO, busta 11A, fasc.12:
CORPO AUSILIARIO CC.NN.
30^ BRIGATA NERA “Giuseppe Ferrari”
Reparto
Dislocazione Ufficiali Truppa Totale
(...)
IV^ Compagnia Esterna Castelnuovo Sotto
2 25 27
(...)
- Doc. ISTORECO, busta 3T, fasc.1:
CORPO VOLONTARI DELLA LIBERTA’ ADERENTI AL C.L.N.
17 marzo 1945
COMANDO UNICO ZONA
BRIGATE GARIBALDI E FIAMME VERDI
REGGIO EMILIA
- Doc. ISTORECO, busta 14D, fasc.5:
Raggruppamento G.N.R.
N° Grado Classe Cognome Nome
Impiego Località impiego Posizione
Note
(...)
10 S.Tenente 1914 Bigi Oscar Com.Presidio
Cast.Sotto Presente
(...)
19 V.Brigad. 1908 Bertani Adamo Com.Distaccamento
“
“
(...)
23 Mil.Sc. 1898 Bertelè Raimondo Al Distaccamento
”
“
(...)
28 Mil.Sc. - Butirroni AntonioAl Distaccamento
”
“
(...)
34 Milite 1908 Beltrami Guerrino Guardia al Distaccamento”
“
(...)
42 Milite 1911 Boni
Senno Guardia al Distac.P\le “
“
43 Milite 1910 Borghi Giustino
“
“
“
(...)
59 Mil.Sc. 1906 Castagnetti Giuseppe Al Distaccamento
“
“
(...)
77 Milite 1902 Casotti Dino
Guardia al Distaccamento”
“
(...)
104Mil.Sc. 1905 Fontanesi Umberto Al
Distaccamento “
“
(...)
118Milite 1906 Fiorani Gino
“
“
“
(...)
128V.Brigadiere1899 Genitono Bernardo
Servizio “
“
(...)
154 MilSc. 1909 Lolli Tommaso
Distacc.S\NA “
“
(...)
Fino al maggio ‘44 è difficile individuare azioni partigiane
anche di piccola entità. Nel mese di maggio vengono fatti volantinaggi.
A Giugno un possidente è costretto a consegnare 60.000 a persone
mascherate. A Luglio viene ucciso il Milite Scelto Bruno Uccelli in un
agguato. In agosto e settembre si segnalano solo prelevamenti di
tabacco e di generi alimentari, sabotaggio delle linee telefoniche. In
ottobre viene ucciso il conducente di un’auto tedesca. Il 13 Dicembre,
a Sesso, 4 partigiani castelnovesi della SAP vengono fucilati nelle operazioni
di rastrellamento seguite alla uccisione della famigia fascista degli Orlandini
ed alla scoperta del Comando Provinciale SAP. Nello stesso mese viene
sparato contro un autovettura tedesca, uccidendo uno degli occupanti. Nel
gennaio ‘45, vengono disarmati alcuni bersaglieri in transito e un gruppo
partigiano è messo in fuga a Cogruzzo da una squadra della Gnr reggiana
in servizio antiguerriglia in collegamento con la GNR castelnovese.
A Febbraio, ancora sabotaggi alla linea telefonica. A febbraio viene uccisa
una donna dedita a commerci oltre il fronte con il permesso dei tedeschi
. A marzo, fallisce un’imboscata al Cap. Melli della BN. Viene fatto saltare
il ponte sul canale Cava. La notte dell’11 aprile ‘45 vennero prelevati
dai partigiani il parroco di Cogruzzo, Don Dante Mattioli, insieme al nipote,
Mattioli Mario di 22 anni, e il dott.Giuseppe Cavalca. [Tutti e tre sono
ancora dispersi].
Durante la guerra rimasero uccisi nel comune anche 6 civili per
attacchi aerei alleati, di cui 1 solo durante la RSI.
Dai dati proposti (si sottolinea di fonte resistenziale), emerge chiaramente
che nel castelnovese l’attività partigiana fu di lieve entità
anche per i canoni della guerriglia nella pianura reggiana.
E’ di interesse per l’attuale studio rilevare che i fascisti castelnovesi
non uccisero nessuno anche durante la RSI: i 4 di Campegine sono uccisi
sì sul territorio del comune, ma da agenti di polizia reggiani ;
così, i 4 sappisti presi a Sesso sono fucilati in un’operazione
che non vede la partecipazione del presidio di Castelnovo. Come vedremo,
ulteriori perdite partigiane avverranno per mano tedesca a presidio fascista
già arreso e passato per le armi.
Dal 1920 al 1945 non è, quindi possibile imputare al fascismo
di Castelnovo Sotto l’uccisione di alcun oppositore o nemico politico.
La “Liberazione” e le esecuzioni di massa.
Lo sfondamento alleato del fronte fra Modena e Bologna trovò
la provincia reggiana impreparata ad un così repentino sviluppo
delle vicende belliche. La bassa, peraltro, fu la prima a venire investita
dall’avanzata alleata, con conseguente confusione tra le avanguardie anglo-amercane
e le forze tedesche in cerca di una via di ritirata verso il nord.
Le forze della RSI reggiane, GNR e BN, si ritirarono da Reggio verso
Parma la sera del 22 aprile. Alcuni presidi repubblicani in provincia a
nord della via Emilia non vennero fatti convergere sulla città,
ma vennero sciolti: fra questi quello di Castelnovo Sotto. Sul fatto, riporta
il parroco di Meletole: “Mentre guardavamo il passaggio di queste truppe
[colonne di tedeschi in ritirata, ndr], giunge la notizia che le Guardie
Fasciste Repubblicane e le Brigate Nere in Provincia sono state sciolte,
e gli addetti lasciati liberi di tornare alle loro case. Infatti, ecco,
poco dopo, arrivare Dallaglio Claudio (B.N.), che era in servizio a Castelnuovo
Sotto, Ferrarini Gino (G.N.R.) che era a Guastalla e Ferrarini Giovanni
(pure G.N.R.) che era a Reggio. Dai familiari era atteso Patacini Napoleone
(B.N.) di servizio a Brescello, ma l’attesa fu vana (si seppe poi che era
stato ucciso due o tre giorni prima da partigiani che avevano invaso la
caserma; il cadavere però non fu mai trovato).”
Nella domenica 22 Aprile, i soldati germanici non passano da Castelnovo:
“il taglio del ponte sul Crostolo tra Castelnovo e Cadelbosco Sopra, fatto
saltare sabato sera dai partigiani della montagna, ha impedito a colonne
tedesche di prendere quella via” .
Sciolti i reparti, i presidi della bassa si arrendono senza resistenza
ai partigiani:“a Castelnuovo Sotto i militi della guardia ed i brigatisti
neri, dopo aver accettato di discutere i patti della resa con i <banditi>,
ebbero un improvviso ripensamento e tentarono la fuga che, sotto le raffiche
partigiane, fu fortunata solo per pochi individui”.
Ecco come ricostruisce la resa don Longagnani: “Cosicchè ieri
sera (Domenica) all’annuncio dello scioglimento delle B.N. e della G.N.R.,
partigiani di Castelnuovo e Cogruzzo hanno coraggiosamente (?!!) imposto
la resa ai corrispondenti presidi di Castelnuovo, occupando la Rocca e
la Caserma dei Carabinieri dove avevano rispettivamente sede la B.N. e
la G.N.R. Poterono così arrestare il capitano delle B.N. Melli (il
tenente Mercuri riuscì a fuggire), il tenente della G.N.R. Bigi
e alcuni militi ritenuti i più caldi, lasciando gli altri tornare
alle loro case.”
Nella stessa giornata truppe corazzate tedesche sostarono a Meletole,
presso la parrocchia di don Longagnani che offrendo loro ristoro ed evitando
velleitari colpi di mano dei partigiani, evitò alla sua comunità
un inutile spargimento di sangue .
Il 23, mentre in mattinata “i partigiani si sono dati un gran daffare
a correre innanzi e indietro disarmando gruppi isolati di tedeschi e, cosa
peraltro inevitabile, accrescendo il panico e la confusione per Castelnovo”
, al pomeriggio, in località Traghettino, vi è un scontro
a fuoco con tedeschi in ritirata che costa la vita al Comandante di Distaccamento
SAP .
A Castelnovo Sotto, il veloce epilogo del conflitto si trasforma con
la stessa rapidità nel peggiore incubo: “I partigiani - riferisce
il parroco di Meletole - che si erano così facilmente imposti alle
Brigate Nere e alla Guardia Repubblicana domenica sera e che avevano fatto
ieri mattina una retata di militi e fascisti, sopraggiunte ieri sera truppe
tedesche se ne fuggirono coraggiasamente al Traghettino abbandonando purtroppo
in mano ai tedeschi 5 dei loro e dopo aver condotto, non so bene
se ieri pomeriggio, sull’argine del Crostolo 42 individui, fra cui il Capitano
di Brigata nera Melli, il Tenente Bigi, la Guardia Comunale Spaggiari Ludovico,
il negoziante di viveri Raineri, il sellaio Ferroni di Castelnovo Sotto,
uccidendoli a colpi di mitra buttando i loro cadaveri nelle acque del Crostolo.”
“A tutti legarono le mani dietro la schiena con un filone. - Testimonia
il figlio di un milite - Li fecero passare su una passerella che attraversa
il Crostolo e man mano che passavano li ammazzavano”.
“Per giustificare questa strage -continua don Longagnani- i partigiani
sparsero poi la voce che in tasca al capitano Melli, secondo una versione,
o nel forziere delle Brigate Nere, secondo un’altra, era stata trovata
una lista contenente una sessantina di nomi di individui di Castelnuovo
e frazioni i quali avrebbero dovuto essere fucilati in piazza a Castelnovo
il 1° Maggio. In questa presunta lista sarebbero state anche varie
persone di Meletole, esponenti del movimento partigiano, e fra questi anche
il sottoscritto. Come ho detto, però, la voce era destinata a giustificare
quell’esecuzione sommaria e quelle altre che sarebbero seguite. Da fonte
sicura so, però, che esistevano presso le Brigate Nere liste
di elementi sospetti, ma da tali liste a quella sopra accennata ci passa
una bella differenza!”
“Vi andarono i contadini a prender su i corpi dal torrente, con i carri
e le vacche li portarono nel cimitero [di Cadelbosco Sopra, ndr]. Li seppellirono
in tre buche nel cimitero, senza la cassa.”
Il giorno 24 vede l’arrivo di altre truppe tedesche a Castelnovo, dove
ormai non è più presente il presidio fascista, già
passato per le armi, ma nemmeno i partigiani spostatisi al Traghettino,
salvo un pugno di elementi: “nel pomeriggio di oggi, martedì 24
Aprile, i tedeschi sono ancora in possesso di Castelnovo e fanno sortite
nelle vicinanze.” E’ da chiedersi se queste truppe vengono a conoscenza
dell’eccidio di prigionieri (anche tedeschi?) consumatosi poche ore prima
sugli argini del Crostolo? Comunque sia, i 5 partigiani trovati nel paese
sono passati per le armi. Verranno trovati mercoledì mattina, il
25, quando gli alleati entrano in paese: “A Castelnovo Sotto sono entrate
stamane truppe americane con carri armati, e con loro sono rientrati i
partigiani, che si insediarono subito nella Rocca e nella Caserma col loro
comandante il “Drago” e sotto-comandante.(...) Nel cortile della Rocca
trovarono i corpi dei cinque partigiani rimasti in mano tedesca martedì
mattina, torturati e massacrati. Erano già cadaveri. I tedeschi
se ne erano andati stamattina per tempo dirigendosi alla volta di Casaltona
parmigiano, dove un numero rilevante di loro truppa (si dice 5000)
resistono ancora tenendo in mano il paese e menando strage.”
Non tutti applaudono i “liberatori”: “Stasera furono fatti rientrare
in casa due simpatizzanti fascisti, che, al passaggio degli americani,
avevano avuto parole di dispetto.”
Con la definitiva “liberazione” del paese, riprendono immediatamente
le esecuzioni massa: “La sera del 26 aprile, giovedì, altri 21 individui,
fascisti repubblicani, in parte di Bosco Sopra e di Praticello, e fra essi
anche il Commissario Prefettizio di Castelnovo Rag.Alfredo Foti, uno sfollato
di Frosinone impiegato in Prefettura a Reggio, furono condotti, con mani
legate con filo di ferro dietro la schiena, lungo l’argine del Crostolo,
in direzione del cosidetto Ponte Mantovano, e colà uccisi a colpi
di mitra. Tra essi anche il medico condotto di Praticello Dott. Alberti,
(...) In occasione di questa esecuzione si ebbe un fatto sintomatico che
provò fino a quale punto di aberrazione possa giungere il popolo
quando è stato aizzato l’odio. La mattina del 27 ci fu una processione
di gente, molti anche di Meletole, a recarsi a vedere quei cadaveri, insultarli,
sputarli e dar loro dei calci. Altre esecuzioni, senza alcun processo,
di individui isolati, vennero fatte nei primi giorni della liberazione
a S.Savino, a Cogruzzo, a Castelnuovo e giù nella valle nei pressi
della Bassetta. I cadaveri di questi vennero gran parte gettati in fosse
scavate da bombe o da spezzoni di aerei e ricoperti di terra.”
L’eliminazione fisica di tutta la comunità fascista, o presunta
tale, castelnovese continuava la notte fra il 30 ed 1 maggio con il prelevamento
di altri 11 persone, nei confronti dei quali venne applicata la tecnica
di occultare i corpi: “La cosa che destò maggior raccapriccio nei
benpensanti nel castelnovese, e che ebbe maggiori conseguenze, fu la scomparsa
di 11 persone, tutti fascisti, ma quasi tutti ante 25 Luglio 1943, e quasi
tutti maggiorenti nel castelnovese. Questi 11 erano stati arrestati insieme
ad altri nei giorni 27 e 30 Aprile e trattenuti in caserma. Fra essi vi
erano: il già nominato Saccani Noè di Meletole (fascista
della prim’ora, fiduciario del Fascio di Meletole e membro del Direttorio
fascista di Castelnovo ante Luglio ‘43); Davoli Silvio fu Odoardo
di Meletole, dal 1936 di Cogruzzo (fascista di prim’ora, podestà
di Castelnovo dal 1935 al 1942, membro del Direttorio ecc.); Alberici Roberto
di Vittorio, di Cogruzzo, detto <il Ross> (anch’egli fascista della
prim’ora ecc. come sopra); Dott. Aristide Ganassi, Direttore dell’Ospedale
di Castelnovo Sotto e medico di prima condotta del paese (anch’egli fascista
della prim’ora ecc.ecc., iscritto anche al Fascio Repubblicano); Dott.
Ruggero Bambini, veterinario del Comune (anch’egli esponente del Fascio
ante 25 Luglio); Eros Marasi, di Castelnovo Sotto, (già Segretario
del Fascio, esponente di primo piano); ancora, un certo Castorini di Castelnovo
e due altri sempre di Castelnovo Sotto. Dopo i maltrattamenti e le percosse
subite in caserma, questi 11 vennero prelevati di là la sera del
30 Aprile e caricati su di un camion e avviati per destinazione ignota.
Ai parenti, allarmati per la scomparsa, venne detto che erano stati condotti
a Reggio, poi dissero a Campagnola ed infine, per loro discolpa, dissero
che un camion alleato, incontrandosi con quello, aveva caricato gli 11
prendendoli sotto la sua custodia. Erano tutti diversivi per nascondere
la responsabilità del delitto, giacchè era entrata in vigore
la disposizione alleata di proibire esecuzioni sommarie.”
Nell’estate del 1949, 11 persone, in parte ex partigiani, furono temporaneamente
indagati per gli scomparsi di Castelnovo. “Nuovo Risorgimento”, foglio
vicino ai partigiani, attaccò l’indagine con un lungo articolo di
Guerrino Franzini dal titolo “Partigiani e giustizia”, in data 12 giugno.
Seguì una polemica giornalistica. In data 7 Agosto 1949, l’”Avvenire
d’Italia”, nell’articolo “I denunciati per l’eccidio di Castelnuovo Sotto
scriveva: “(...) “Nuovo Risorgimento” afferma che <prima di parlare
di eccidio occorrerebbe provare che eccidio ci sia stato e ciò non
è possibile perchè ancora i cadaveri dei giustiziati non
sono mai stati ritrovati>.
Conclude sulla vicenda il parroco di Meletole: “Di questi 11, per quante
ricerche siano state fatte in seguito, non si seppe mai nulla, neppure
a 8 anni di distanza. Di certo resta solamente che essi siano stati uccisi
la notte dal 30 Aprile al 1° Maggio. Dove siano i loro cadaveri non
si è mai saputo. Non fu mai possibile avere una parola in proposito,
nè dall’autista che guidò il camion [si omette il nome, ndr],
nè da “Volpe”, nè dal “Drago”, nè da altri, che pure
sono a conoscenza della faccenda. Vennero più tardi tratte in arresto
varie persone, fra le quali lo stesso “Drago” e “Volpe”, per far luce su
questa faccenda, assieme ad altre, ma furono sempre rilasciati, senza che
venisse mai in luce nulla. Questa degli 11 fu una faccenda che recò
danno ai metodi democratici e allo stesso Governo Democristiano, giacchè
i Democratici Cristiani vennero accusati dai famigliari di non aver voluto
andare in fondo alle cose, quindi, di essere conniventi agli assassini.
Favorì anche nel castelnovese il propagarsi del “Movimento Sociale
Italiano”, alcuni anni dopo.”
L’ultimo prelevamento nel castelnovese avviene il 1° Giugno 1946:
due sorelle, Fervorari Edies e Maria, vengono catturate sulla strada provinciale
tra Castelnovo e Poviglio: sono ancora disperse.
Il 3 Marzo 1992, in una fossa comune presso il cavoun di Campagnola
venivano identificati i resti di tre degli scomparsi castelnovesi.
Luca Tadolini
APPENDICE (1: ELENCO DELLE VITTIME DELLE ESECUZIONI MASSA A CASTELNOVO SOTTO E TERRENI LIMITROFI
[l’elenco è ancora incompleto; i luoghi di esecuzione e la suddivisione
dei gruppi è stata fatta in base alle informazioni disponibili alla
data del presente studio]
23\24 APRILE I fucilati sull’argine del Crostolo in zona Trghettino
· Aldrovandi Benito, 19, di Guerrino, Luzzara,[GNR]
· Arfini Angelo, 1090, di Guido, Gattatico
· Barbieri Adeodato, 1906, di Daniele, Rubiera, [GNR]
· Bertani Adamo, 37, Reggio E., di Roberto, [PFR-GNR]
· Bertani Augusto, 41, di Prospero, Reggio E., [PFR-GNR]
· Bigi Oscar, 1914, di Dionigio, Reggio E., [Ten.GNR]
· Buttironi Antonio, 36, di Alfredo, Lecco [GNR]
· Caffarri Carlo, 1926, di Giuseppe, Castelnovo Sotto
· Calzolari Carlo, 1925, Castelnuovo Sotto, di Adamo,[PFR-GNR]
· Casotti Dino, 19, di Teofilo, Carpineti [GNR]
· Castagnetti Giuseppe, 35, di Italo, Ciano d’Enza [GNR]
· Chierici Giuseppe, di Domenico, Reggio Emilia [GNR]
· Dall’Aglio Orlando, 1923, di Ettore, Gattatico [PFR]
· Fantozzi Angelo, 38, di Ambrogio, Reggio Emilia [GNR]
· Fantuzzi Giuseppe, 40, di Girolamo, Reggio Emilia
· Ferroni Bartolomeo, 1900, di Andrea, Castelnovo Sotto
· Ficarelli Aldo, 1878, di Achille, Gattatico [PFR]
· Fontanesi Umberto, 40, di Macedonio, Reggio Emilia
· Rag. Foti Alfredo, 1894, di Giuseppe, Castelnovo Sotto
[Commissario Prefettizio Cast.Sotto]
· Genitoni Bernardo, 45, di Domenico, Vetto d’Enza
· Galimberti Augusto, 33, di Luigi, di Castelnovo Sotto [GNR]
· Guatteri Giuseppe, 20, Castelnovo Sotto [BN]
· Guidetti Mario, 1900, di Giuseppe, Castelnovo Sotto [BN]
· Iori Renato, 41, di Enrico, Reggio Emilia [PFR]
· Landini Iolando, 1902, di Severino, Gattatico [PFR]
· Landini Vittorio, 46, di Giovanni, Gattatico [PFR]
· Lanieri Loris, 20, di Davide, Castelnovo Sotto [GNR]
· Lolli Tommaso, 35, di Silvestro, Reggio Emilia [PFR-GNR]
· Melli Sergio, 35, di Giovanni, Reggio Emilia [PFR-Cap.BN]
· Montanari Pierino, 37, di Generoso, Castelnovo Sotto [PFR]
· Oliva Alfredo, 32, di Edoardo, S.Ilario
· Prampolini Francesco
· Rainieri Giuseppe, 46, di Angelo, Castelnovo Sotto [GNR]
· Rainieri Sergio, di Pellegrino, 24, Reggio Emilia [GNR]
· Spaggiari Destino, 1910, di Aristide, Gattatico [PFR-GNR]
· Spaggiari Lodovico, 1891, di Giuseppe, Castenovo Sotto [PFR]
26 APRILE 1945 I fucilati sull’argine del Crostolo presso Ponte Mantovano
· Alberti Dott. Enrico, 67, di Carlo, Praticello
· Benevelli Quirino, 1903, di Aristo, Gattatico [PFR]
· Bergomi Oreste, 50, di Eligio, Cadelbosco Sopra
· Canepari Nestore, 29, di Giovanni, Cadelbosco Sopra [GNR]
· sfollato di Frosinone, impiegato Prefettura RE
· Dall’Aglio Giuseppe, 1897, di Davide, Gattatico [PFR-BN] [Ca’de
Frati 1947]
· Fantuzzi Giuseppe, 1922, di Giuseppe
· Forese Alberto, 1919, di Ennio, Reggio E.[PFR-BN] [Orto Traghettino
1946]
· Iotti Ugo, 46, di Remigio, Reggio Emilia
· Paterlini Oreste, 39, Campegine
· Simonazzi Ivo, 1918, di Pietro, Campegine [PFR-BN]
30 Aprile GLI UNDICI SCOMPARSI
· Alberici Roberto, 1906, di Vittorio, Cogruzzo [cavoun di Campagnola
1992]
· Bambini Dott. Ruggero, 1882, di Alessandro, Castelnuovo Sotto
[PFR] Disperso
· Castorini Gustavo, 1903, di Felice, Castelnuovo Sotto [PFR]
[cavoun Campagnola1992]
· Cavioli Giovanni, di Marcello, Castelnovo Sotto Disperso
· Davoli Silvio, 1898, di Arturo, S.Prospero [Podestà
PNF] Disperso
· Foresti Giuseppe, 1881, di Enrico, Castelnovo Sotto [PFR]
Disperso
· Gabrielli Armando, 1891, di Eugenio, Castelnovo Sotto, [PFR]
Disperso
· Ganassi Dott. Aristide, 1891, di Teotimo, Castelnuovo Sotto,
[PFR] Disperso
· Marasi Roberto, 1891, di Luigi, Castelnuovo Sotto [PFR] [cavoun
di Campagnola 1992]
· Minari Ennio, di Artemio, 1909, Castelnovo Sotto [PFR] Disperso
· Saccani Noè, 1897, di Giovanni, Castelnovo Sotto Disperso
Vittime uccise isolatamente o di cui non è stato possibile
individuare con precisione la circostanza dell’esecuzione.
Bucceri Angelo, 49, di Salvatore, Cadelbosco
Caprari Luigi, 1901, di Onorato, Rio Saliceto
Ferrarini Dino, 1902, di Giovanni, Castelnovo Sotto [GNR]
Galimberti Giovanni, 1910, di Luigi, Guastalla
Gandolfi Ludovico, 1890, di Luigi, Cadelbosco Sopra
Rabaglia Achille, di Armido, 1926, Gattatico [PFR-BN]
Rabaglia Arrigo, di Leonardo, 1919, Gattatico
Riccò Celso
Saccani Ottavio
Vernizzi Albino, 1912, di Italo, Castelnovo Sotto Disperso