Da cuspide ferrate su la funesta trave inchiodato languia l'Eterno Amore
quando giunto al confini di sanguigna agonia in soavi sospiri paleso moribondo
i suoi martiri. "Gia compito e de tormenti il rigor che m'impiago. Gia
marcati ho quei torrenti ch'il mio duolo insanguino. Quel che chiede la
mia fede il mio cor tutto esegui. Giunta e l'hora ch'il mio cor dunque
si mora. Su, mio cor, dunque si mora. Gia le funi e le catene il mio amor
lieto soffri, gia su e nato fra le pene questo cor al fin langui. In tempesta
si funesta questo sen gia naufrago. Giunta e l'hora..." Cosi conchiude
al suo morir le prove dell'infocato amore a si dolce parlar. Che pensi,
o core!
