Il presente testo è stato tradotto il più letteralmente possibile dall'inglese da me, l'originale - per chi volesse controllare o farne una traduzione migliore - è reperibile all'indirizzo:
http://hey.to/turkey
oppure direttamente da:
http://imia.cc.duth.gr/turkey/kurd.e.html

Il dramma kurdo


Il Kurdistan è diviso oggi fra i suoi quattro vicini.
La Turchia da sola occupa mezzo Kurdistan. Il Kurdistan turco copre un'area di 230.000 kmq, che rappresenta il 30% di tutta la Turchia ed è abitato da circa 12 milioni di Kurdi. L'area rimanente del Kurdistan è occupata da Iraq, Iran ed una piccola parte dalla Siria. In Iran i Kurdi hanno una sufficiente libertà ed una relativa autonomia. Anche in Iraq hanno un'autonomia, col loro proprio parlamento ad Erbil, nel nord dell'Iraq.
Il solo paese nel quale, non solo non si riconosce alcun diritto umano ai Kurdi, ma anche si impedisce loro di parlare la loro lingua, di cantare le loro canzoni, di avere giornali, libri, scuole, cultura, è la Turchia. Per questa ragione il problema kurdo è soprattutto un problema per la parte del Kurdistan, che è asservita alla Turchia.
I Kurdi sono un popolo indoeuropeo, imparentato coi Persiani. Hanno occupato le terre dove vivono oggi, 35 secoli fa. La loro lingua è imparentata con la lingua persiana ed è scritta dal VII secolo a.C. Secondo la recente ricerca scientifica, sono considerati discendenti del Medi. Per tale motivo, non hanno assolutamente nessuna relazione (razziale, linguistica, antropologica) coi loro oppressori turchi, che sono di discendenza mongolica. Neppure hanno relazioni con gli arabi che sono di discendenza semitica. La sola caratteristica comune tra le tre nazioni è la religione islamica.
I Kurdi entrano storia al tempo della loro accettazione dell'Islam, dopo l'occupazione del loro paese da parte dell'esercito del Califfo Omar nel 637 d.C.
Saladino, l'eroico oppositore dei Crociati, è il grande eroe dei Kurdi durante il Medioevo. Saladino formò un grande impero che sopravvisse alla sua morte, nel 1193.
Gli attacchi mongoli dell'inizio del XIII secolo, dissolsero gli Stati kurdi. A causa della separazione in molti Stati autonomi e l'organizzazione feudale della società, una grande parte del Kurdistan fu conquistata più tardi dall'Impero ottomano ed il resto fu conquistato dalla Persia.
È difficile trovare qualche parallelo nella Storia, alle lotte dei Kurdi per la loro indipendenza. Nel 1806, Babazade Abdul Rahman organizzò la prima rivolta contro i Turchi a Mosul. Da allora, ci sono state 38 rivolte kurde e sollevazioni.
La più grande fu quella che iniziò nel 1925, condotta dallo Sceicco Said. Durò quasi 20 mesi. Il regime totalitario di Kemal schiacciò i Kurdi e affogò la loro rivolta nel sangue.
I Kurdi furono massacrati o impiccati a migliaia. Il giornale turco VAKIT, scrisse caratteristicamente il 7-5-1925 "Dovunque una baionetta turca appare, non c'è alcun problema kurdo". Questa è sempre la risposta turca ai popoli che chiedono la loro indipendenza. Le rivolte kurde in Turchia causarono 1.500.000 vittime. C'è, continuamente da 50 anni, la legge marziale nelle province della Turchia orientale, dove i Kurdi vivono, e l'accesso al distretto è impedito agli stranieri.
Le autorità turche vogliono ignorare i Kurdi, li chiamano Turchi dei monti e li privano di ogni diritto umano. Sangue, violenza, oppressione, non hanno annullato il desiderio della gente kurda di indipendenza, non sotto questo asservimento totalitario come sono oggi.
Il regime militare turco ha intensificato recentemente l'oppressione e lo sterminio dei Kurdi. Migliaia di loro marciscono nelle prigioni mentre altri vivono nelle caverne. Si sbaglierebbe comunque a credere che la violenza contro i Kurdi è meno intenso sotto il così detto regime democratico di Turchia. La politica è una, ed è la stessa per qualsiasi regime turco: la politica di sterminio di ogni minoranza.
Il Trattato di Sevres, che non è mai stato ufficialmente annullato, menziona un Kurdistan autonomo, indipendente. I Kurdi hanno il diritto di liberarsi dal giogo turco. L'indipendenza kurda deve diventare una realtà. Dà il tuo aiuta affinché ciò finisca.

Nell'ultimo paio d'anni, per rispondere agli standard legislativi imposti dall'Unione Europea a chi faccia domanda d'ingresso, la Turchia ha ammorbidito le leggi dando ai kurdi alcuni diritti essenziali: diritto all'uso della lingua (prima era proibito anche il solo parlare in pubblico in kurdo); diritto all'insegnamento in lingua kurda; diritto alla stampa in lingua kurda.
Il problema è che queste leggi non vengono applicate, come ha fatto notare Chirac al recente summit di Copenaghen. Sono solo specchietti per le allodole ad uso dell'Unione Europea. La massiccia deportazione della popolazione kurda continua: i villaggi vengono distrutti e le famiglie kurde spostate nella Turchia occidentale, in mezzo a gente d'etnia turca, in modo che venga assorbita in pochi anni.
La scusa per queste deportazioni è che il Kurdistan è zona di guerra e si vuole tutelare i kurdi che vivono in tale zona, spostandoli in zone più sicure. Una faccia tosta incredibile.

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