Dalle testimonianze incontestabili che abbiamo presentato, la conclusione è che i Turchi non possono coesistere con altre nazionalità. La Turchia segue sistematicamente una politica di sterminio e genocidio delle altre nazionalità, per la creazione di un "puro" stato nazionale. Questa politica è consolidata ed indipendente dalla forma di governo.
I Giovani Turchi hanno massacrato i Greci dell'Asia Minore e della Tracia Orientale, gli Armeni, i Siriani, gli Arabi ed i Kurdi, sebbene fingessero di essere liberali e di governare attraverso una Costituzione ed un Parlamento.
Kemal Ataturk ha massacrato i Greci della Ionia e del Ponto in Asia Minore, gli Armeni che erano sopravvissuti ai massacri precedenti ed i Kurdi, mentre proclamava esteriormente un modello democratico di governo, con una Assemblea Nazionale Turca ad Ankara ed una costituzione nuova.
Nel 1938 hanno luogo massacri di Arabi nell'area di Alessandretta, in modo da avere la supremazia nel plebiscito, che ebbe luogo sotto gli auspici della Lega delle Nazioni e che favoriva gli Arabi.
Menderes distrusse ciò che rimaneva della comunità greca di Costantinopoli, nella notte tra il 6 e il 7 di Settembre 1955, mentre ad Ankara c'era un parlamento che ufficialmente discuteva la catastrofe e sebbene il diritto dei Greci era stato sancito definitivamente dai trattati internazionali.
Etsevit, che si proclamava liberale, e leader del partito socialdemocratico che per propria natura avrebbe dovuto seguire una politica anti-imperialista, invase Cipro, diventando uno strumento imperialista, militarista, e minacciando la Grecia.
Il dittatore Evren segue la politica dei suoi predecessori di persecuzione ed annientamento dei Kurdi.
Di conseguenza, la politica di eliminazione di tutte nazionalità (ad eccezione di quella turca) è seguita fermamente dai Turchi indipendentemente dal tipo di governo (democrazia o dittatura) e dalla posizione politica del partito di governo (sinistra, centro o destra).
La filosofia dietro questa politica è l'annientamento di tutti i popoli sotto il dominio turco o vicino alla Turchia, senza distinzione se siano Armeni, Greci, Arabi, Kurdi o Ciprioti.
Perciò, è ovvio che nel futuro nuovi massacri avranno luogo contro Armeni, Arabi e Greci che vivono in Turchia o contro i Kurdi che lottano per l'indipendenza, ed il riconoscimento dei loro diritti umani.
Vogliamo, con questa pubblicazione, attirare l'attenzione di tutti i governi in tutto il mondo ed anche di ogni uomo di coscienza sui pericoli imminenti che abbiamo riportato, prima che sia troppo tardi.
Domandiamo il tuo aiuto per il riconoscimento dei diritti umani, e la creazione di nazioni indipendenti in Asia Minore. Specialmente per gli Armeni, che hanno il diritto storico di rimpatrio nelle loro terre ancestrali; i Kurdi, che chiedono l'applicazione dei diritti umani e l'indipendenza per sé stessi; ed i Ciprioti, che chiedono l'allontanamento degl'invasori turchi dalla loro isola-nazione, in accordo con le decisioni dell'ONU.
L'ambasciatore Americano James Gerald ha scritto: "I principi di Giustizia sono più importanti del petrolio o delle ferrovie" e "i Turchi non dovrebbero essere accettati nella società delle nazioni decenti finché non mostrino pentimento sincero per i loro crimini. Fraternizzare con loro su qualche altro termine crea il sospetto di sordidezza e complicità".
Questa è la verità. Siamo diventati complici restando in silenzio davanti questa situazione. È tempo di mettere fine all'indifferenza e liberare le terre di Armeni, Greci e Kurdi in Asia Minore così come di mettere fine all'occupazione da parte della Turchia della parte settentrionale di Cipro.
È tempo che il mondo tutto insorga e chieda l'applicazione dei diritti umani per le varie nazioni asservite dell'Asia Minore che includerà il diritto di rimpatrio dei rifugiati alle loro case e terre ancestrali che appartengono a loro per diritto storico.