Il funerale del darwinismo

di Maurizio Blondet

«Il Gorbaciov del darwinismo»: così Phillip E. Johnson (un creazionista intelligente) aveva soprannominato Stephen Jay Gould, il paleontologo di Harvard scomparso all´età di 60 anni. Gorby cercò di migliorare un sistema irriformabile, il comunismo, provocandone il crollo finale. Gould ha forse distrutto per sempre l´evoluzionismo, nel tentativo di salvarlo. Perché, anche se in Italia non si sa, l´evoluzionismo è alle corde negli Usa, contestato apertamente da sempre più scienziati. Gould, da paleontologo (studioso di animali estinti) sapeva bene il perché. Se Darwin avesse ragione, se cioè l´evoluzione fosse avvenuta per piccoli mutamenti casuali «conservati» poi dalla selezione naturale perché vantaggiosi, si dovrebbero trovare tra i fossili migliaia di «anelli di congiunzione»: qualche animale intermedio fra l´ipotetico mammifero terrestre che poi «decise» di diventare balena, o un progenitore della giraffa con il collo ancora corto, inadatto a brucare le foglie delle acacie più alte. Il fatto è che gli «anelli mancanti» non si trovano. Mai. Anzi. Le specie durano, straordinariamente stabili, per decine di milioni di anni, e poi di colpo si estinguono. Stephen Gould escogitò la teoria («gli equilibri puntuali») che cercava di salvare Darwin e insieme i (mancati) reperti sul campo. Le specie, confermò, rimangono immutate per ere geologiche, solo che poi «di colpo» si diversificano, diventano un´altra specie. In «attimi» così brevi in termini geologici, da non lasciarsi dietro alcuna forma di transizione. Così contava di aver messo a tacere i creazionisti «religiosi» che in Usa sono legioni. Il fatto è che la teoria di Gould, ridotta all´estremo logico, implicava quanto segue: un giorno, da una coppia di serpenti, è nato un mammifero. Un altro giorno, da una coppia di scimmie, è nato un uomo completo. Insomma Gould evocava non una, ma numerose creazioni miracolose. Per questo, i suoi nemici più acri furono proprio i darwinisti di cattedra, ancora oggi un potente establishmen t. In pubblico, beninteso, costoro lo lodavano. Lo disse l´evoluzionista John Maynard Smith: «Gould è uno le cui idee sono così confuse che non vale la pena di discuterle. Ma non va criticato pubblicamente, perché almeno lui sta dalla nostra parte contro i creazionisti». Da decenni in Usa i creazionisti hanno identificato una intera generazione di scienziati anti-darwiniani. Costoro, che prima non osavano parlare contro i loro professori e docenti, oggi alzano la voce, incoraggiati dall´esistenza di un´opinione pubblica attivamente diffidente del dogma evoluzionista. Grazie a loro, il creazionismo non è più la semplice credenza nel racconto letterale della Genesi, che Dio abbia creato il mondo in sei giorni. Oggi, l´anti-evoluzionismo si configura come una vera teoria scientifica: «Intelligent design» (progettazione intelligente). Il nome indica la convinzione di questi giovani scienziati: la vita è troppo complessa, anche nelle sue forme più «primitive» per essersi perfezionata a forza di accidentali modific he. La vita è «un progetto intelligente», dicono il biochimico antidarwinista Michael Behe (Università di Pennsylvania), il matematico David Berlinsky (Princeton), il microbiologo tedesco Siegfried Scherer (Monaco), capiscuola della nuova teoria. Con quali risultati? Giorni fa 27 scienziati inglesi hanno scritto una lettera aperta al Ministero competente, per raccomandare che nelle scuole non si insegni più il darwinismo come unica teoria scientifica.

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