Lyon, 31/12/99

IL BOV & IL BIANCHI in :

NATALE CON CHI VUOI, CAPODANNO CON CHI VUOI

 

 

 

 

 

 

 

Ammettiamolo, caro diario: il giovane senza di te, come fa ? Pensa che un mio amico che era senza diario, una volta eŽ morto! Ma guarda un poŽ te la vita  a volte comŽeŽ. Vuoi che ti tica la veritaŽ? VabbeŽ, senti questa: mi son sfrantato i maroni di scrivere sulle tue oramai sempre piuŽ ingiallite e incartapecorite pagine. Ma lŽincredibilitaŽ degli eventi che mi stanno investendo in questi radiosi giorni lyonesi mŽimpongono di raccontarti altre mirabolanti ed eccitanti avventure... Lo stesso Bianchi protesta e attende ansioso nuova mirabilia.ALLORA ECCOVE ACCONTENTATI!

  Oggi puntata JOLLY.

Mi trovavo con quellŽinvertito del  BIANCHI a LIONE, dove tutti sono nati sotto il segno del RE LEONE e si sentono pure un poŽ lione, che fa anche ridere; che poi tra lŽaltro sono gemellati con CORLEONE, cittaŽ natia di totoŽ: non quello dei film, ma Riina. La particolaritaŽ dei Leoncini (cosiŽ vogliono farsi chiamare gli abitanti del posto) eŽ che tutti, ma proprio tutti, parlano il francese, mica come da noi.

La parola va al Bianchi. Bianchi dixit:

Ma veniamo alla dolce compagnia con cui abbiamo trascorso la nostra serata: EBBIMO la fortuna di conoscere, in ordine di apparizione:     1)CAROLE, ovvero la strega MAGA MAGOŽ, giaŽ divorziata da mago ZurliŽ. 2) FLORENCE, alias PINA FANTOZZI, donnone piccino e raffreddato che non smetteva mai di ringraziare: e ringraziava, ringraziava,   ringraziava cosiŽ tanto che lŽabbiamo uccisa perforandola con degli stuzzicadenti. 3) VERONIQUE, un esserino MADE  IN GHIDA che non smetteva di mangiare pistacchi. Amici  bambini, ne mangioŽ cosiŽ tanti , ma cosiŽ tanti, che sŽera trasformata in un pistacchio a forma di  Titanic. 4) e infine CLARINETTE, giraffa un poŽ goffa che si divertiva ad ascoltare le conversazioni in  italiano tra me & il BOVI, per poi riferire tutto alle altre commensali leoncine.  

Beh, ora lŽavete capito: eravamo in pessima compagnia e il Bianchi se ne rallegrava provandoci senza successo con tutte. Io da par mio battevo la testa contro il muro al grido di"AH SE MI PRENDO!".Anche le  2 sventate SORELLE VALLAŽ non se ne stavano con le mani in mano. Prendi per esempio lŽintrigante FREDERIQUE: Frederique ballava sempre. Ballava di giorno & di notte, da sola & in compagnia, a Parigi & a Lione.E  VALLAVA, cioeŽ BALLAVA in continuazione. Ballava con CAROLINE, e ballava con Don Lurio:  ballava coi lupi.Ballava al ritmo incalzante della canzone "PLAYA!" Diogaro... E io che la imploravo: "PIETAŽPIETAŽPIETAŽ. I  WANNABE  YOUR  TEDDY BEAR!".Lo stesso Bianchi ululava:"NON ME PASSA ALTRO:LASSEZ FAR, LASSEZ PASSER.  SHEŽS  GOT THE GOODS!". QuandŽecco CAROLINE propose un fuoriprogramma tutto pepe:"PercheŽ non festeggiare in piazza BELLECOUR Capodanno, cosiŽ trombiamo tutto lŽanno ?" gracchioŽ con la sua erre moscia in francese. DETTO FATTO: ci catapultammo in METROŽ dove IO & il BIANCHI eravamo eccittatissimi allŽidea di venire a stretto contatto con tutto quel figame. Il resto, per non menare troppo il torrone, non fu un grancheŽ , caro diario. Tra la folla che si masturbava senza ritegno soltanto io riuscii a farmi largo, scavalcando la transenna,presto bloccata dalle FORZE ANTI-ROCK`N ROLL, i cosiddetti MATUSA (o cayeraŽ).Che disdetta! La serata proseguiŽ col concerto degli AFRICA BAMBAATA che scatenoŽ episodi di delirio collettivo e suicidi in blocco di fine millennio.

Ricompattatomi col Bianchi e le altre tipe, vagammo tutta la notte senza posa per le strade di Lione al grido di "BONNEE ANNEEŽ ,  STAME BEN  E  TIENTE IN BON!".Che stufita! Camminammo cosiŽ tanto che il sindaco della cittaŽ, il bonario RE  LEONE, inauguroŽ in nostro onore la marcia su Lione, giunta oramai alla PRIMA EDIZIONE. Insaziabile come sempre,quellŽavido del solito Bianchi esortoŽ MEFISTOFELE ( cosi ora si faceva chiamara il sindaco ) a consegnarci le chiavi, ma siccome tardava a darcele, io irruppi dicendo: "ALLORA, LE  CHIAVI ?" e Mefistofele:"UN ATTIMO, LE HO APPENA CONOSCIUTE!" mi disse volgendo lo sguardo alle sorelle  VallaŽ.E tutti giuŽ a rudere dando cosiŽ origine a una famosa barzelletta. CosiŽ ci congedammo dalla maga, dalla Fantozzi, da made in Ghida e da Clarinette augurandoci di non rivederle mai piuŽ. La maga ci fece pure una fattura: che matta! Ma a noi non la si fa caro diario... Poi non successe piuŽ niente, ma un dolce niente by  

                                                                                                      COWBOV       

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                                                                                                      Come Back!

 

 

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