QUEEN
THE
STORY
Una specie di magia

La storia di una
grande rock band appare spesso come un processo casuale, in cui gli avvenimenti
sembrano rispondere a un disegno complessivo: la suggestione della musica
avvicina persone diverse unendole in un sodalizio artistico e umano unico, nel
quale ogni elemento concorre a creare lo spirito del gruppo, quella specie di
magia che pervade suoni e melodie e permette di lasciare il segno.
I Queen sono il frutto dell'incontro irripetibile di quattro personalità
fortemente caratterizzate basato, nonostante le apparenze, sull'armonia delle
rispettive potenzialità artistiche, su una grande amicizia e sul rispetto di
ogni singolo membro della band, volto a creare un sound regale e unico. La
consapevolezza dell'importanza di tale unione è ciò che ha permesso a Brian
May,
Roger Taylor, Freddie Mercury e John Deacon di imporsi come gruppo tra i Più
importanti e famosi della storia del rock ed è anche l'unica ragione per cui il
nome Queen ha smesso definitivamente di esistere in seguito alla tragica e
prematura scomparsa di uno dei suoi membri. La morte di Freddie Mercury ha
segnato in modo irrevocabile la fine di un percorso durato vent'anni, costellato
di clamorosi successi come di momenti difficili, di critiche roventi e di facili
entusiasmi, iniziato per caso nelle vie di Londra alla fine degli anni '60, che
ha contribuito a influenzare in modo determinante l'evoluzione della musica
rock.
L'atmosfera esplosiva della Swingin' London anni '60 attira nei suoi club
e nei suoi quartieri alla moda centinaia di giovani artisti e musicisti da tutto
il Regno Unito, che li trovano l'ambiente più creativo e all'avanguardia del
momento e le possibilità per realizzare i propri sogni. La scena musicale
londinese, dopo l'esplosione dei Beatles e dei Rolling Stones e la tempesta Who
di My Generation, continua a essere punto di origine delle nuove tendenze
musicali, dal "blues britannico" degli Yardbirds di leff Beck e dei Cream di
Eric Clapton alle sperimentazioni dei primi Pink Floyd del lisergico Syd
Barrett, mentre attende l'arrivo del genio psichedelico di Jimi Hendrix, il cui
ARE YOU EXPERIENCED? infiamma
l'anno 1967. Il circuito universitario, e dei college in particolare, risulta
un'interessante rampa di lancio per molti gruppi, per la buona organizzazione
dei concerti, la possibilità di ottenere compensi più alti rispetto al circuito
dei pub e il grande fervore dell'ambiente musicale studentesco. Le scuole d'arte
sono un vivace punto d'incontro e in alcuni college, come per esempio
all'imperial College di Londra, iniziano a farsi strada gruppi dell'area progressive quali i Genesis di Peter
Gabriel, i Jethro Tull di Ian Anderson e gli Yés, mentre nel 1968, alla Surrey
University, si esibisce per la prima volta ma nuova formazione, i Led
Zeppelin.
Fra le tante bands che animano
la scena dell 'Imperial College nell'inverno del 1967, scontrandosi con le
difficoltà del mondo rock, c'è anche un gruppo chiamato 1984 in cui suona un
giovane chitarrista, Brian May.
Brian Harold May, nato il 19 luglio 1947 a
Hampton, Middlesex, viene ammesso all'Imperial College di Londra nel 1965 presso
la facoltà di fisica astronomica. Arriva a Londra animato anche dalla speranza
di farsi strada nell'effervescente ambiente musicale della capitale. Porta con
sé la chitarra che si è costruito da solo nel 1963 utilizzando il legno di un
vecchio camino e altri materiali trovati in casa (tra cui pezzi di motore,
bottoni di madreperla, elementi di un telefono) e che suona usando come plettro
una moneta da sei pence: è la leggendaria "Red Special"che lo accompagnerà in
ogni disco e in ogni apparizione live dei Queen. In compagnia di Tim Staffel,
iscritto all'Ealing College of Art, inizia a frequentare la Jazz Room
dell'Imperial College in cerca dell'occasione giusta. Il loro gruppo 1984, nato
sui banchi di scuola a Hampton e cresciuto nei club di Twickenham, cerca di
imporsi sulla scena rock blues e inizia ma serie di apparizioni in piccoli club.
Nel 1967 alcuni concerti di supporto sembrano premiare gli sforzi di Brian e
Tim; il 13 maggio sono chiamati ad aprire il concerto di Jimi Hendrix
all'Imperial College e in quell'occasione Brian incontra il suo idolo il quale,
incrociandolo fuori dal camerino, visibilmente stonato gli domanda: «Scusa,
amico, sai dov'è il palco?". Il 23 dicembre 1967 prendono parte a un grande
concerto di Natale cui partecipano anche T‑Rex, Pink Floyd, Traffic e ancora
Hendrix ma salgono sul palcoscenico solo alle 5 del mattino di fronte a una
dozzina di spettatori e la grande occasione si rivela una delusione. Brian e Tim
comprendono che al gruppo manca l'energia necessaria per sfondare ed escono dai
1984 per dedicarsi agli studi. Dopo alcuni mesi, però, i due decidono di mettere
in piedi una nuova formazione e appendono alla bacheca dell'imperial College un
avviso: "Cercasi batterista stile Mitch Mitchell/Ginger Baker". L'annuncio viene
raccolto da uno studente, Les Brown, il quale passa l'informazione al suo
compagno di stanza Roger Taylor.
Roger Maddows Taylor, nato il 26 luglio 1949 a King's
Lynn, Norfolk, cresciuto a Truro, Cornovaglia, è uno studente di medicina della
London Hospital Medical School giunto a Londra nel 1967. Come molti altri
ragazzi della provincia, Roger è arrivato con l'intenzione di entrare in un
gruppo rock e di sfondare, armato di un carattere estroverso e di una grande
fiducia in se stesso. «Non ho mai voluto essere il ragazzo della porta accanto,
ho sempre pensato che sarei stato qualcosa di più, ma non è facile per un
ragazzo di provincia, non è per niente facile ‘ (Drowse, 1976)’. A differenza di altri
ha già raccolto un discreto successo in Cornovaglia con i Reaction, una cover band di soul formatasi nel 1965 che,
dopo l'esplosione della bomba Hendrix, si orienta verso un genere rock blues
psichedelico stile Cream. Roger, leader del gruppo e per un certo periodo anche
cantante oltre che batterista, tra il 1965 e il 1968 lavora duro per procurare
date e ingaggi e i Reaction si fanno una buona reputazione come local band con numerosi concerti nei club
della Cornovaglia e alcune prestigiose apparizioni come supporto di T‑Rex, Slade
e Ritchie Blackinore del periodo pre Deep Purple. Durante la "Summer of Love"
del 1968 riescono perfino a organizzare un festival psichedelico sulla spiaggia
di Perranporth, il "Summer Coast Sound Experience", che attira più di trecento
spettatori ma viene inevitabilmente interrotto dalla polizia di Truro. Nel
settembre dello stesso amo il gruppo si scioglie e Roger cerca a Londra
l'occasione per fare il grande salto. Pochi giorni
dopo aver risposto all'annuncio, Roger riceve una lettera da parte di Brian May,
il quale in poche righe descrive molto puntualmente che tipo di persona e di
musicista sta cercando. Nonostante le tante incertezze e timori tipici del suo
carattere e soprattutto la volontà di non abbandonare del tutto gli studi, Brian
ha idee chiare sul tipo di musica che vuole suonare ed è seriamente intenzionato
a mettere in piedi un gruppo con possibilità di carriera, che esca dal circuito
delle cover bands universitarie e si
proponga con pezzi propri e una precisa fisionomia. Tim Staffel ha avuto l'idea
di un progetto chiamato Smile. Per il primo
incontro Roger invita Brian e Tim nel proprio appartamento a Shepherd's Bush
dove ha un set di bongos (la batteria è ancora a Truro) e i due si presentano
con le chitarre acustiche. Brian ricorda di essersi particolarmente stupito nel
vedere Roger accordare le percussioni: "... Mi sembrava una cosa molto
professionale, e subito ho capito che era l'uomo giusto per noi; il suo modo di
suonare era straordinario, preciso ed esuberante. Io e Tim ci siamo guardati in
faccia e abbiamo pensato: 'Questo tipo è un grande`. Dopo una serie
di prove nella Jazz Room dell'Imperial College, Roger, Brian e Tim scoprono di
pensarla allo stesso modo; sono ambiziosi, motivati e devoti alla buona musica e
scatta in loro una grande confidenza e simpatia. "Brian era un tipo tranquillo,
gentile e sensibile" ricorda Tim Staffel, "un vero gentleman; io ero molto più
rude e scontroso. Roger invece era espansivo, vitale, esuberante; un vero
batterista anche come persona. E come se avesse tracciato la terza riga di un
triangolo. L’ energia del gruppo era frutto della fusione dei nostri rispettivi
caratteri.» Qualificatisi come una formazione progressive, gli Smile
intraprendono una serie di concerti importanti all'Imperial College e in
Cornovaglia come supporto di gruppi affermati quali Pink Floyd, Yes e T Rex e
partecipano a un festival alla prestigiosa Royal Albert Hall con Joe Cocker,
Free e Bonzo Dog Band. Nell'aprile 1969, dopo un concerto al Revolution Club,
vengono contattati dalla Mercury Records, firmano un contratto per la
pubblicazione di un singolo e registrano un demo presso i Trident Studios.
Risultato del lavoro sono sei pezzi di raffinato progressive rock firmati da
Brian e Tim: Earth, Step On Me, Pelar Bear, April Lady (unica
cover), Biag e Doin' Alright, brano che verrà ripreso dai Queen e inserito nel
primo album.
In questo
periodo, Tim Staffel presenta a Roger e Brian uno stravagante compagno di corso,
Freddie Bulsara, che, entusiasta del sound degli Smile e diventato presto grande
amico del gruppo, li accompagna in ogni concerto ed è prodigo di consigli su
come suonare e come presentarsi sul palco. Il singolo Earth I Step On Me viene pubblicato solo in America ma non
ottiene il successo sperato. Gli Smile suonano per l'ultima volta al Marquee di
Londra e nel 1970 Tim Staffel lascia il gruppo per entrare negli Humpy Bong
capitanati da Colin Peterson, ex batterista dei Bee Gees.
Freddie Mercury (vero
nome: Farookh Bulsara), nato il 5 settembre 1946 sull'isola di Zanzibar, allora
colonia britannica, da genitori di etnia parsi, ha trascorso un’ infanzia agiata
a Bombay, in India, dove il padre, diplomatico al servizio della Corona, era
stato trasferito prima di emigrare in Inghilterra nel 1964 dopo il
riconoscimento d'indipendenza della Tánzania. Freddie, come veniva chiamato dai
compagni di scuola già in India, frequenta le superiori a Feltham, Middlesex,
poco lontano dal futuro amico Brian; viene poi ammesso all'Ealing College of Art
e nel 1966 si trasferisce a Londra, nel quartiere di Kensington, allora punto di
ritrovo di artisti e gente in". "Sebbene Freddie non fosse ancora
nient'altro che uno studente squattrinato" ricorda Roger, che in quel periodo
gestiva insieme a lui uno stand di vestiti al Kensington Market, "andava in giro
per Kensington High Street come una vera star, con pantaloni di seta
attillatissimi e giacche di pelliccia e con un modo di fare raffinato e
straordinariamente affascinante. Si comportava come un vero
dandy
effeminato, completamente fuori dalla realtà; non aveva i soldi per mangiare ma
si muoveva sempre in taxi e credo di non averlo mai visto salire su un mezzo
pubblico. Inoltre era una persona di una generosità senza limiti ed estremamente
sensibile". Nel corso del 1969 Freddie, accanito fan di Jimi Hendrix ed
eccellente pianista, entra a far parte di un gruppo di Liverpool, gli Ibex, e
nel corso di alcuni concerti a Londra e a Liverpool, dove il gruppo si
trasferisce per alcuni mesi in cerca di successo, inizia ad affinare le sue doti
vocali e sceniche. Gli Ibex si
sciolgono nel 1970 e Freddie forma una propria band, i Wreckage, per i quali scrive il
suo primo pezzo, Stone Cold Crazy. L'esperienza, però, finisce nel giro di pochi
mesi.
Nell'aprile 1970, quando anche l'avventura Smile si è conclusa, Brian,
Roger e Freddie decidono di formare un gruppo insieme e si mettono alla ricerca
di un bassista. in questo periodo Freddie cambia il proprio cognome in Mercury e
crea il nome Queen: "Un nome corto, semplice e facile da ricordare e poi esprime
quello che vogliamo essere, maestosi e regali. Il glam è parte di noi e vogliamo
essere dandy." Dopo aver cambiato due bassisti nel corso delle iniziali
apparizioni con il nome Queen (la prima a Truro, 27 giugno 1970), Brian e Roger,
a una festa, incontrano John Deacon.
John
Richard Deacon, nato a Leicester il 19 agosto 1951, studente di
elettronica, molto tranquillo e timido, ha già fatto esperienza come bassista in
gruppi R&B, gli Art e gli Opposition. Dopo una prima audizione nel corso
della quale suonano per la prima volta Son And Daughter, un pezzo di Brian, diventa il quarto
membro dei Queen. Ricorda Roger: noi eravamo molto affiatati e avevamo una
personalità piuttosto forte, e abbiamo pensato che, essendo un tipo così calmo,
lui poteva entrare nel gruppo senza traumi. Era un grande bassista e il fatto
che fosse anche un genio dell'elettronica è stato sicuramente un elemento
decisivo». La prima apparizione con la formazione definitiva è del luglio
1971. Nonostante fossero impegnati a finire i propri studi
universitari (tutti e quattro conseguiranno la laurea), i Queen si lanciano in
un lungo tour in Cornovaglia per acquisire confidenza con il palcoscenico. Nel
1972 sono invitati a collaudare l'attrezzatura dei rinnovati DeLane Lea Studios
di Wembley e hanno la possibilità di registrare il primo demo, contenente Liar, The Night Comes Down, See What A Fool
I've Been (che rimarrà inedito) e Stone Cold Crazv, canzone poi inclusa in
SHEER HEART ATTACK. Nella speranza di trovare l'occasione giusta, continuano a
frequentare i DeLane Lea e incontrano John Anthony, discografico della Mercury
che Roger e Brian hanno conosciuto ai tempi degli Smile. John è in compagnia di
Roy Thomas Baker, della Trident Records, che rimane folgorato dal sound e dal talento dei Queen e propone
il loro demo al manager Normari
Sheffield, il quale però non si dimostra molto interessato. Grazie alla
determinazione di Roy Thomas Baker i Queen riescono a firmare un contratto di
produzione con la Trident ed entrano in studio per preparare il loro primo
album, con un compenso di venti sterline a settimana, mentre il responsabile
Jack Nelson cerca per più di un anno di procurare il primo contratto
discografico. Nel frattempo Roger, Brian e Freddie collaborano a una cover di 1 Con Hear Music dei Beach Boys
accompagnata da Goin’ Back, un
singolo prodotto da Robin Cable e pubblicato con lo pseudonimo Larry Lurex. Nel
marzo 1973 i Queen firmano il primo contratto ufficiale con la EMI e il 9 aprile
Jack Nelson organizza uno showcase
al prestigioso Marquee di Londra per la
presentazione ufficiale che, nonostante la scarsa affluenza degli addetti ai
lavori, si rivela un successo.
Nei mesi seguenti i quattro
intraprendono una serie di concerti nei club per perfezionare il loro sound e
soprattutto il modo di stare sul palco, sperimentando ogni tipo di soluzione
scenica e di abbigliamento. Freddie è intenzionato a fare di ogni concerto
un'opera d'arte uno spettacolo di danza
canto e recitazione e sviluppa uno stile originale che sarà in futuro il
marchio distintivo dei gruppo, capace di infiammare la platea come pochissimi
altri. In particolare i Queen adottano in questo periodo il tema del bianco e
nero, che li accompagna come soluzione scenica e tematica nella produzione di
tutto il primo periodo; Freddie e Brian iniziano a comparire sul palco truccati
e con le unghie dipinte rispettivamente di bianco e nero, un gioco inventato da
un gruppo di fans di Liverpool.
Il 6 luglio 1973 viene
pubblicato il primo singolo dei Queen, KEEP YOURSELF ALIVE/SON AND DAUGHTER,
che viene accolto
abbastanza bene dalla stampa ma, incredibilmente, non riceve alcun tipo di
promozione radiofonica. QUEEN, album d'esordio, esce pochi giorni dopo, il 13 luglio in Inghilterra e il 4
settembre negli Stati Uniti (massima posizione in classifica: numero 83).E’ Il momento d'oro del movimento
glam e gruppi quali Roxy Music e Sweet dominano le classifiche; lo stile dei
Queen, basato sui taglienti riff di Brian, l'aggressività e nitidezza delle
parti vocali di Freddie e una ritmica precisa e coinvolgente, è un superamento
di questo genere e avrà grande influenza sull'evoluzione del rock attraverso gli
anni '70. QUEEN è un album completo e già maturo, che rivela un sound personale e versatile, in grado di
passare dall'hard rock di Modern Times
Rock ‘Roll ai virtuosismi progressive
di My Fairy King, dalle raffinate melodie di The Night Comes Down al rock maestoso di
Liar e ai fialminei cambi di tempo della versione riarrangiata di Doing Alright. La stampa inglese però
non riconosce il valore di questo primo lavoro e liquida i Queen come un gruppo
di "rock da supermarket" o come una brutta copia dei Led Zeppelin; si inaugura
così una lunga stagione di pessimi rapporti con il quartetto inglese, durata
vent'anni e ancora non del tutto terminata. Freddie Mercury, soprattutto, fu
sempre restio a incontrare la stampa, particolarmente ostile nei suoi confronti,
e sono molto rare le interviste da lui rilasciate. I Queen instaurano invece da
subito un rapporto stretto con il pubblico, principalmente grazie ad apparizioni
live sempre più coinvolgenti che attirano centinaia di fans devoti e sono
caratterizzate da un’atmosfera e un entusiasmo fuori del comune.
Nel novembre 1973, prima data
all'Imperial College, i biglietti vanno esauriti in poche ore; subito dopo i
Queen partono per un tour di supporto ai Mott The Hoople di Lan Hunter che si
conclude con un concerto all'Hammersmith
Odeon di Londra davanti a 7.000
paganti. In quegli anni era di moda apparire trascurati ricorda Brian. I
musicisti salivano sul palco, abbassavano la testa e suonavano senza mai
guardare il pubblico; noi reagivamo a quella tendenza, abbiamo sempre voluto che
ogni concerto fosse per gli spettatori un evento indimenticabile e abbiamo
sempre cercato di dare tutto di noi stessi per farli divertire". In questo
periodo Freddie conclude ogni concerto lanciando rose dal palco o brindando con
champagne e dialoga molto con il pubblico, che intona l'inno britannico God Save The Queen al termine delle
esibizioni: un rito che durerà anni.
L'esordio dei Queen nel mondo rock è quindi caratterizzato da diverse
componenti. Va sottolineato che il materiale dell'album QUEEN era già superato
al momento della pubblicazione, in quanto frutto del lavoro di alcuni anni prima
e basato prevalentemente su pezzi composti nel corso delle rispettive esperienze
giovanili. Brian rammenta il disappunto della band: Il nostro primo disco ci appariva già
fuori moda. Erano successe molte cose: per esempio era esploso David Bowie, che
era della nostra generazione e ce l'aveva fatta, e ci preoccupavamo che
sembrasse che noi ci fossimo accodati, mentre eravamo glam rockers già da molto
tempo." Emergono pero' anche certezze su cui i Queen costruiscono il proprio
successo. Nonostante siano un gruppo esordiente sono seguiti da un pubblico
numeroso e affezionato e sono capaci di straordinarie prestazioni dal vivo.
Hanno inoltre già pronti i pezzi del nuovo album, tra i quali Seven Seas Of Rhye, lanciato con un'apparizione al
prestigioso show televisivo "Top Of The Pops", e sono animati da grande
determinazione oltre che da una professionalità che stupisce tutti; curano da
soli la propria immagine in ogni dettaglio, indossando soprattutto gli
eccentrici abiti disegnati per loro da Zandra Rhodes, stilista del gruppo per
molti anni, e si occupano della grafica degli album e dell'impianto luci dei
concerti. il logo del gruppo, basato sui segni zodiacali dei componenti, è stato
disegnato da Freddie Mercury.
Il 5 marzo 1974 Seven Seas Of Rhye entra nella
classifica britannica al 45' posto.
Tre giorni dopo viene pubblicato QUEEN II, che raggiungerà la 35' posizione:
album complesso, ambizioso, enigmatico, è il manifesto definitivo di quello che
i Queen dei primi anni rappresentano dal punto di vista musicale ed è importante
per l'immagine che propone del gruppo. Brian May dichiarava: `Per me QUEEN II
rappresenta il tipo di musica che ho sempre sognato di suonare; cercavamo un sound intenso che fosse davvero qualcosa
di nuovo e abbiamo voluto spingere al massimo le tecniche di studio, in cerca di
nuovi orizzonti per una rock band".
Anche i testi riflettono la presenza di un preciso progetto artistico: il
tema dei bianco e nero, nato ai tempi del primo album, diventa dominante; QUFEN
II si basa infatti sul contrasto tra un "lato nero", composto di brani scritti
da Freddie Mercury; e un 'lato bianco" firmato da Brian May, con l'aggiunta di
un pezzo di Roger Taylor. il dualismo tra l'anima bianca e l'anima nera del
gruppo è esemplificato dalla contrapposizione di IVhite Queen, poetica storia d'amore, e
di The March Qf The Black Queen, inquietante e multiforme
brano sulla conversione alle forze del male, in cui sono presenti richiami alle
tradizioni orientali e mistiche che hanno sempre affascinato Freddie Mercury. I
suoi testi in particolare risultano enigmatici e contorti, anche perché Freddie
si è sempre rifiutato di spiegarne origine e significato, sostenendo che,
l'interpretazione che ogni ascoltatore riesce a dare è quella giusta. Le storie
fantastiche raccontate da Brian May traggono invece spunti dalla mitologia
anglosassone e soprattutto dalle opere di I.R.R. Tolkien, medievalista, filologo
e autore della celebre trilogia Il signore degli anelli, fonte
d'ispirazione per molti gruppi, dai Marillion ai Led Zeppelin.
I primi due
brani, Procession e Father to Son,
introducono un racconto sulla eterna lotta tra il bene e il male, che si svolge
sotto forma di battaglie (Ogre Battle), amori contrastati (Nevermore) e conflitti tra potenze
oscure (Seven Seas Of Rhye) che
risulta incentrato sulla compresenza nell'uomo delle forze opposte e sulla
ricerca della propria via e della propria regina e amante. The Fairy Fellers Master Stroke esula dal tema: pur
rimanendo in ambito fantasy, è frutto di una differente operazione artistica.
All'apparenza un elenco disordinato di strampalate figure, il testo rappresenta
invece una precisa descrizione dei personaggi dell'omonimo quadro del visionario
pittore inglese Richard Dadd, tuttora esposto alla Tate Gallery di Londra,
raffigurante un incontro di abitanti del regno delle fate. La copertina e la
grafica dell'album, curate da Mick Rock e basate su una foto di Marlene
Dietrich, propongono un’ immagine ambigua e raffinata di Freddie Mercury che è
passata alla storia ed è diventata simbolo del gruppo, fino a essere sostituita
dall'apparizione al 'Live Aid" negli anni '80, che ha segnato una svolta
radicale consacrando Freddie come sex symbol.
Subito dopo la
pubblicazione dell'album, come d'abitudine, i Queen partono per un lungo tour
britannico nel corso del quale QUEEN II raggiunge il 7 posto in classifica
mentre anche QUEEN entra in 45' posizione. Nell'aprile dello stesso amo i
quattro attraversano l'Atlantico alla conquista dell'America, di nuovo in
compagnia dei Mott The Hoople e, in alcune date, degli Aerosmith di Steven Tyler
e Joe Perry. La tournée si interrompe improvvisamente dopo meno di m mese a
causa dei ricovero di May in ospedale per una grave forma di epatite.I sogni di
gloria terminano con un risveglio drammatico, soprattutto per Brian che
attraversa una grave crisi sentendosi in qualche modo responsabile di un
eventuale fallimento del gruppo dovuto alla lunga sosta forzata. Freddie, Roger
e John, che non hanno mai pensato di sostituire Brian, impiegano il tempo per
registrare nuove canzoni, sulle quali aggiungere in seguito le parti di chitarra
e i cori, mentre Brian in ospedale compone testi, alcuni dei quali, come Now
I'm Here sull'esperienza del
tour americano, risulteranno tra i maggiori successi del gruppo. Nel settembre
1974 i Queen vengono premiati da una sosia della regina d'Inghilterra con il
disco d'argento per la vendita di 100. 000 pezzi di QUEEN II.
La consacrazione
definitiva arriva con la pubblicazione di Killer Queen/Flick Of The Wrist, una perla nel contesto glam e
un esempio perfetto dello stile del gruppo: il singolo entra direttamente al 5
posto in classifica, per raggiungere poi il 2 e viene nominato miglior singolo
dell'anno dalla stampa specializzata. "La gente si aspettava da noi un po' di
musica energica, un po' di hard rock dichiarò Freddie Mercury, "e invece noi
abbiamo fatto questo pezzo che nessuno avrebbe mai immaginato, e abbiamo dato ai
fans un po' del nostro art rock. Sull'onda del loro primo hit, in ottobre viene
pubblicato SHEER HEART ATTACK e per promuoverlo i Queen si esibiscono per due
serate di tutto esaurito al Rainbow Theatre di Londra che li consacrano
definitivamente come star. Il nuovo album non è più basato sul
binomio May,Mercury ma contiene preziosi contributi di Roger e John; non ha una
particolare linea tematica ma è considerato un classico del rock, fonte
d'ispirazione per numerosi gruppi degli anni '80 e '90, dagli Extreme di Nuno
Bettencourt ai Metallica, i quali hanno anche reinterpretato Storie Cold Grazy, brano precursore dell'heavy
metal. Il lavoro di chitarra di Brian May, che trova ampio spazio in brani come
Brighton Rock e Now l'm Here, è stato
materia di studio per tutti i grandi chitarristi dei tempi recenti, da ]ce
Satriani a Eddie Van Halen a Steve Vai, e ha riscosso l'ammirazione di tutti i
protagonisti della sua generazione, da joe WaIsh a leff Beck e a Eric Clapton,
inserendolo tra i migliori solisti del mondo. SHEER HEART ATTACK raggiunge il 2'
posto in Gran Bretagna e apre ai Queen le porte degli Stati Uniti, dove
raggiunge la 12' posizione in classifica.
Il 1975 segna
l'inizio di m grande amore tra i Queen e il Giappone; al suo arrivo
all'acroporto di Tokyo in occasione della prima tournée nella terra del Sol
Levante la band viene accolta da una folla di più di 3.000 fans in delirio. Il
"japan Tour '75" è contrassegnato dal fenomeno di una "Queen mania" degna dei
Reatles e da allora si instaura un rapporto molto profondo con il popolo
giapponese; Freddie, in particolare, resta affascinato dalla cultura orientale e
ispirandosi a essa imposta un nuovo look che verrà mantenuto per alcuni anni,
fino alla svolta «macho" della fine degli anni '70. Nell'estate del
1975 il gruppo comincia a lavorare al nuovo album. portandosi sulle spalle il
peso di un tour molto impegnativo, parzialmente annullato a causa di problemi
alla gola accusati da Freddie e di controversie relative alla risoluzione del
rapporto con la Trident. I Queen firmano un nuovo contratto con la EMI. Felici
di essersi lasciati alle spalle un manager come Jack Nelson, cui dedicano la
canzone invettiva Death On Two legs,
entrano in studio molto motivati, convinti di avere le potenzialità per
conquistare il mondo del rock. Da queste premesse si sviluppa e prende forma A
NIGHT AT THE OPERA, album complesso e tra i più costosi mai realizzati fino ad
allora. La grande energia dei quattro e soprattutto la voglia di Brian di
sperimentare nuovi suoni e complesse orchestrazioni danno vita a pezzi che
combinano in modo equilibrato grandeur
ed epicità. In brani come Good
Gompany, Seaside Rendezvous e Lazing
On A Sunday Afternoon, ispirati
anche nei testi ad atmosfere anni '20 tipiche dell'art rock e particolarmente gradite a
Freddie, Brian sperimenta suoni particolarissimi, riuscendo a riprodurre fiati,
archi e ottoni. Particolare evidenza assume l'uso sapiente delle armonie vocali
costruite con numerose sovraincisioni, che hanno già portato il gruppo
all'attenzione della critica. The Prophet
Song, una canzone di Brian ispirata da una visione avuta in sogno, è un
esempio di questa tecnica inventata e sviluppata dai Queen. Il massimo risultato
di questo modo di comporre è Bohemian
Rhapsody, canzone simbolo del progetto musicale e artistico chiamato Queen,
in cui un testo enigmatico si sviluppa in una successione di quattro diversi
momenti musicali che ruotano intorno alla celebre sezione operistica per la
quale occorse una settimana di lavoro. Roy Thomas Baker, testimone della genesi
di un pezzo che è un classico del rock, ricorda: "è stato un lavoro terribile,
una settimana intera per cercare di realizzare le idee di Freddie; ogni volta
che m'illudevo di aver finito con i cori arrivava Freddie e diceva: 'Ho pensato
di aggiungere ancora un po' di «Galileo»!". Il brano dura quasi sei minuti ed è
giudicato da tutti troppo lungo per essere promosso in radio. Un dj amico di
Freddie, Kenny Everett, innamorato della canzone, nonostante gli sia stato
espressamente vietato lo trasmette alla radio per 14 volte nel corso di una
giornata. La EMI viene inondata da una tale massa di richieste da essere
costretta a pubblicarlo: in due settimane Bohemian Rhapsody vende 150.000 copie,
segnando una svolta epocale per tutta la musica rock. A favorire il successo del
pezzo c'è anche la realizzazione di un videoclip per i circuiti televisivi, uno
fra i primi nella storia del nuovo mezzo promozionale.
Grazie a queste
premesse l'album riscuote un successo clamoroso, raggiunge il primo posto nelle
classifiche di tutta Europa e conquista il primo disco di platino per i Queen.
Il boom di A NIGHT AT THE OPERA fa tornare in classifica gli album precedenti,
mentre il gruppo parte per una tournée
in Europa, Stati Uniti, Giappone e Australia che si conclude il 18 settembre
1976 con un concerto gratuito all'Hyde Park di Londra, in occasione del quale un
pubblico di quasi 15 0. 000 persone festeggia la band, che propone anche brani del nuovo
album.
Il quinto disco,
A DAY AT THE RACES, viene pubblicato il 10 dicembre 1976 e, come A NIGHT AT THE
OPERA, porta un titolo ispirato a un film dei fratelli Marx. Somebody To Love, esemplare dello stile
compositivo di Mercury, si impone subito ai vertici delle
classifiche, preannunciando l'affermazione dell'album che però, nonostante
l'indubbia qualità, viene da molti giudicato inferiore al precedente e non ne
ripete il successo. Teo Torriatte,
omaggio ai fans nipponici con un'intera strofa cantata in giapponese,
diventa il momento centrale delle successive esibizioni del gruppo nel paese del
Sol Levante. Tie Your Mother Down,
composta appositamente per aprire gli spettacoli dal vivo, diventa uno dei
cavalli di battaglia del gruppo mentre brani come Good Old Fashioned Lover Boy e The Millionaire Waltz esaltano lo stile
di Freddie basato sull'unione di armonie vocali e raffinate esecuzioni
pianistiche, con testi romantici e dandy. Drowse, You And I e Long Away (dedicato alle stelle, grande
passione di Brian) sono esempi della raggiunta maturità esecutiva e compositiva
di Taylor, Deacon e May; canzoni mai eseguite dal vivo, rivelano la loro
capacità di esprimere in musica sottili sensazioni capaci di colpire al cuore
gli appassionati. Dopo le
affermazioni a livello planetario ormai consolidate con A DAY AT THE RACES e
dopo i trionfali concerti all'Earls Court, il gruppo decide di rimettersi in
gioco e di stravolgere parzialmente alcuni dei cardini sui quali, fino a quel
momento, si era basato in gran parte il suo successo. I Queen stabiliscono di
fare a meno del loro produttore Roy Thomas Baker e di autoprodurre il nuovo
disco; luogo prescelto sono gli studi londinesi di Basing Street. Poco prima di
cominciare le prove, Roger Taylor pubblica il suo primo singolo da solista, I Wanna Testifiy, rivisitazione di un
brano dei Parliaments di George Clinton, in cui Taylor suona tutti gli
strumenti. Il singolo non riscuote alcun súccesso. Nell'Ingliilterra di questi
anni si è ormai definitivamente imposto il punk con la sua carica distruttiva
nei confronti della maggioranza dei prodotti musicali realizzati negli anni
precedenti, i gruppi di art e progressive rock si trovano smarriti e
anche i Queen percepiscono questa sensazione che si diffonde nell'ambiente
musicale. Malgrado tutto, il gruppo pare deciso a dimostrare che gli stimoli per
continuare non sono esauriti e che c'è ancora posto per la sua creatività.
NEWS OF THE
WORLD, settimo album della serie, esce il 28 ottobre 1977 dopo soli due mesi e
mezzo di lavoro e si rivela uno dei prodotti più riusciti della carriera dei
Queen. In questo disco confluiscono astutamente tutti gli ingredienti per
accontentare la vecchia guardia dei fans e per soddisfare gli appassionati dei
nuovi generi musicali. Le due canzoni che aprono il lavoro, We Will Rock You e We Are The Champions, omaggio agli
spettatori dell'ultima tournée,
sembrano nate apposta per diventare un tutt'uno e in quasi tutto il mondo
vengono pubblicate come singolo a doppio lato A. Sia May sia Mercury, sensibili
alle ovazioni raccolte dal vivo, propongono due inni da stadio che
accompagneranno tutte le più grandi manifestazioni sportive degli anni a venire.
Brian May spiega così questo legame: "La nostra musica è sempre stata molto
coinvolgente, capace di unire le persone e abbracciare una folla in un comune stato di gioia ed
esaltazione; è esattamente quello che succede in un evento sportivo, per esempio
in una partita di calcio, solo che con noi sono tutti dalla stessa parte". A
sorprendere è tuttavia soprattutto la facciata B, contenente brani di valore
arrangiati in modo più scarno rispetto alle abitudini (Sleeping On The Sidewalk è addirittura
in presa diretta). I Queen scoprono un sound grezzo e immediato, di indubbia
efficacia, che pone in evidenza i riff taglienti di Brian e i vocalizzi potenti
di Freddie, limitando le sovraincisioni, i cori e gli strumenti tipici dello
stile precedente. Sebbene l'album sia fortemente oríentato in senso rock blues,
i Queen non rinunciano alle sperimentazioni, cimentandosi in un pezzo come Who Needs You di Deacon, che attinge ai
ritmi latini e della black music, e
in un brano come Sheer Heart Attack
che si può considerare precursore del thrash. Il pubblico americano, in
particolare, apprezza questo nuovo sound
e l'album raggiunge il V posto in classifica, mentre in patria si ferma al C
ma viene premiato con il disco di platino. In novembre il
gruppo si rimette in pista per un nuovo tour che parte proprio dagli Stati
Uniti; i concerti suscitano tale entusiasmo da costringere i Queen ad ampliare
il set delle canzoni proposte. In questa tournée viene eseguita per la prima
volta dal vivo Love Of My Life, destinata a divenire un cavallo di
battaglia di tutte le future esibizioni.
Nell'estate del
1978 la band torna in studio questa
volta, per ragioni fiscali, ai Mountain Studios di Montreux e poi ai Super Bear
di Nizza. Il risultato finale è l'album JAZZ, il cui titolo non corrisponde a un
radicale cambio di genere musicale. Viene pubblicato nel novembre 1978 e bissa
il successo di NEWS OF THE WORLD in Gran Bretagna e negli USA. Il party di
presentazione alla stampa mondiale, svoltosi a New Orleans, è un evento
memorabile e inaugura una serie di feste leggendarie per cui il gruppo è poi
diventato famoso, pur attirando critiche sul suo stile di vita. Nel corso della
serata oltre 400 ospiti vengono intrattenuti da prestigiatori, mangiatori di
fuoco, ballerini voodoo, danzatrici del ventre, spogliarelliste e generosissime
groupies. Il primo singolo
dell'album è un doppio lato A firmato May/Mercury. Fat Bottomed GirIs è un rock blues
impostato sulla più classica sonorità Queen, il cui testo svela come alcuni
altri un aspetto sfrenato del carattere di Brian, che si contrappone alla
sensibilità e dolcezza delle sue canzoni d'amore. Bicycle Race, composta da Freddie dopo
il passaggio del Tour de France nelle
strade adiacenti allo studio di registrazione, è una dichiarazione di disimpegno
che risponde alla volontà del gruppo di non assumere atteggiamenti da profeti o
da leader ideologici e di volersi impegnare soltanto nell'intrattenimento del
proprio pubblico. L'album,
pubblicato il 10 novembre 1978, viene accolto negativamente da buona parte della
stampa, ma verrà rivalutato in seguito; le sperimentazioni di
Mustapha, con richiami alla musica turca, l'hard
rock di Dead On Time, con assoli in
stile Vari Halen, il blues di Dreamers
Ball sono serviti a convincere anche i più scettici che i Queen hanno saputo
impossessarsi dei più disparati generi musicali senza mai perdere la loro
inconfondibile identità.
Sul fronte
concertistico la band, a detta di
molti, raggiunge il suo zenith in questo periodo. Il tour parte ancora una volta dagli
Stati Uniti e a gennaio si sposta in Europa; i luoghi prescelti per le
esibizioni sono palasport e grandi spazi. Le prestazioni risultano davvero
sconvolgenti sia dal punto di vista scenico sia da quello musicale e i Queen si
confermano una delle migliori live bands
in circolazione. Freddie si presenta sul palco completamente vestito di
pelle, con un look .macho" da motociclista, ma ironizza su di sé indossando un
paio di scarpe «ballerine"; il gruppo intende offrire uno spettacolo completo
che valga davvero il prezzo del biglietto e alla fine riesce a raggiungere lo
scopo. La scaletta degli show è serratissima e prevede ben pochi momenti di
pausa. Le esibizioni rimaste famose sono quelle di Parigi e Monaco e i tre
concerti in Jugoslavia dove, a Zagabria e Lubiana, il pubblico non abituato ai
grandi eventi tributa alla band un '
accoglienza indimenticabile. Frutto di questa
tournée è LIVE KILLERS, doppio album
dal vivo. 'Tutto il calore e il fragore dei palasport vengono restituiti
all'ascoltatore in modo ineccepibile e il punto di forza dell'opera sta proprio
nell'autenticità conseguita dalla produzione. Roger Taylor dichiara
pubblicamente di non gradire queste registrazioni ma crediamo che abbia avuto
modo di ricredersi, mentre la stampa, per una volta, riconosce all'album tutti i
suoi meriti. Il riascolto di tutto il materiale si è svolto a Montreux e i
membri del gruppo, sempre più contenti degli studi Mountain, decidono di
comprarseli. Passata l'estate
i Queen si ripresentano al loro pubblico con il nuovo singolo Crazy LittIe Thing Called Love,
pubblicato sebbene non ci sia nessun album pronto da promuovere. La
composizione è molto diversa da quelle del passato e la critica pare
apprezzarla; il successo è notevolissimo in tutto il mondo e viene raggiunta la
prima posizione in molti Paesi, in particolare negli Stati Uniti.
Il 1979 è un
anno che i Queen dedicano al piacere di fare musica senza preoccuparsi di
lavorare a un album. Dopo l'uscita del nuovo singolo si sentono pronti per
affrontare un nuovo tour e decidono
di suonare in piccoli spazi per avere un più stretto contatto con il proprio
pubblico‑ il loro entourage viene
dunque incaricato di trovare locali adatti, che non siano veri e propri teatri.
All'iniziativa viene subito data la denominazione di "tour folle": tutti si dimostrano felici
di poter suonare senza subire alcuna pressione o esigenza promozionale. In
dicembre il gruppo è invitato a suonare all'Hammersmith Odeon per il festival
benefico "Rock For Kampuchea"; nella serata a loro disposizione (quella di
apertura) i Queen danno il massimo dimostrando di non temere l'agguerrita
concorrenza che si sta aprendo nel panorama musicale e riescono a mettere in
scena una pefflormance serratissima,
di grande presa sugli spettatori. Alla fine della tournée viene pubblicato un altro
singolo che nelle previsioni non deve far parte di nessun album: Save Me, composizione di Brian, riscuote
buon successo.
Con il mese di
gennaio il gruppo si trasferisce al gran completo a Monaco dove inizia a
lavorare a due progetti contemporanei: il nuovo album e la colonna sonora per il
film Flash Gordon. In loro compagnia
e , è un nuovo produttore, il tedesco Mack. Il singolo che prepara il lancio
dell'album è Play The Game. Il video
aumenta lo sconcerto fra i fans della vecchia guardia e
l'apparizione di Freddie con capelli corti e baffi fa sì che agli uffici della
EMI inglese pervenga una massiccia spedizione di rasoi. L'album THE GAME vede la
luce il 30 giugno 1980 e contiene anche le due canzoni pubblicate l'anno
precedente. Per la prima volta il gruppo si è cimentato con sintetizzatori in
alcuni brani; il risultato finale non è deludente. Le composizioni risultano
meno elaborate che in passato e la loro durata media è inferiore ai quattro
minuti. Dal disco verrà estratto un altro singolo di grande successo: Another One Bites The Dust sarà il
singolo più venduto della storia del gruppo e farà triplicare le vendite
dell'albuni in tutto il mondo. Il lato B, anch'esso tratto dall'album, è Dragon Attack, brano funk rock con un
testo enigmatico. Il tour che segue
ottiene, come sempre, un successo clamoroso e durante il suo svolgimento la
scaletta si arricchisce di alcuni frammenti dell'album FLASH GORDON, colonna
sonora del film omonimo pubblicata in dicembre. Il disco raccoglie tutti i
commenti musicali che accompagnano le scene del film e anche i dialoghi dei
personaggi. Per la verità il film appare un colossale B‑Movie e la sua colonna sonora, pur
meritando maggiore attenzione rispetto al lungometraggio, resta condizionata dal
livello generale. Il singolo e motivo portante Flash riscuote comunque una notevole
affermazione.
Il 1980 giunge
al termine e i Queen, dopo soli sette anni di carriera discografica, hanno
venduto 45 milioni di album e 25 milioni di singoli. Galvanizzati da un successo
così imponente e vogliosi di trovare nuovi stimoli, i quattro componenti del
gruppo decidono di organizzare una tournée in Paesi fino ad allora mai
visitati. Nel 1981 si esibiscono per la prima volta in Argentina, Brasile,
Messico e Venezuela (dove danno un solo concerto mentre altri quattro vengono
annullati), aprendo una strada che sarà battuta in seguito da molti altri gruppi
rock. 1 risultati sono clamorosi in Argentina, nel periodo successivo alla loro
visita, figurano addirittura dieci loro album nella classifica dei dieci album
più venduti. Nel marzo 1981 vede la luce il primo esperimento solistico di uno
dei membri della band: Roger Taylor
pubblica FUN IN SPACE, in cui suona tutti gli strumenti e con il quale vuole
sperimentare generi altrimenti preclusi all'interno del gruppo. Il successo è
buono ma il batterista non dimostra alcuna intenzione di avviarsi verso una
carriera solistica. La predisposizione a collaborare con altri è vivamente
sentita: in questo periodo, durante una visita casuale di David Bowie (anch'egli
frequentatore dei Mountain Studios), il gruppo si produce in una Jam Session notturna dalla quale nascerà Under Pressure.
Il singolo,
pubblicato nell'ottobre 1981 con la brillante Soul Brother sul lato B, anticipa
l'uscita del primo GREATEST HITS della band, messo in vendita in novembre
insieme a un libro fotografico e a una videocassetta contenente tutti i
videoclip dei Queen. Con le vendite dell'antologia che vanno a gonfie vele e i
clamorosi successi live ancora nell'aria, il morale del gruppo è alto ma i
singoli componenti cominciano ad avvertire segni di stanchezza dovuti alla
massacrante attività che non ha mai consentito loro di rilassarsi per periodi
sufficientemente lunghi. Malgrado tutto tornano a Monaco di Baviera per lavorare
su un album; Mercury, May, Taylor e Deacon sembrano tuttavia distratti dalla
vita di questa città (in particolare quella notturna) che considerano molto
eccitante e non arrivano quasi mai in studio in condizioni psicologiche
perfette. Questa voglia di sfuggire alla condizione di rockstars e parallelamente di vivere la
vita fino alle estreme conseguenze è così forte che viene interpretata nel modo
sbagliato e ben presto si ripercuote sul lavoro che il gruppo sta portando
avanti.
HOT SPACE,
preceduto dal singolo Body Language,
esce il 21 maggio 1982 e delude la maggioranza dei fans storici. Le
composizioni risultano frettolose e dall'LP traspare lo stile di vita attuale
del gruppo. La velocità dei tempi di lavoro va a scapito della qualità
effettiva: con rammarico, in questo disco si ascoltano canzoni dall'ottimo
potenziale rivestite di arrangiamenti approssimativi e poco meditati.
Stranamente, la critica pare comunque apprezzare il risultato finale e
tutto sommato anche il pubblico dimostra di gradire le canzoni.
Il tour di quell'anno è l'ultimo per i Queen
negli Stati Uniti dove, da quel momento in poi, la loro popolarità subirà un
netto calo. Alla fine del 1982 i Queen decidono di separarsi per un certo
periodo. Non si tratta di uno scioglimento definitivo ma di un momento di pausa
per ritrovare lo spirito giusto. HOT SPACE s'è lasciato dietro una scia di
insoddisfazione e di malcontento, tra i fans come nella band, che stenta a riconoscersi
nell'ultimo lavoro. Le tensioni che iniziano a sorgere anche sul piano personale
spingono i quattro membri dei Queen a prendere questa decisione e a dedicarsi a
progetti solistici. Freddie Mercury collabora con Giorgio Moroder, profeta della
disco music, e registra il brano Love KilIs per la colonna sonora della
nuova versione di Metropolis, un
classico del cinema muto diretto da Fritz Lang. Inoltre inizia a lavorare al suo
primo album da solista, MR. BAD GUY, in cui si diverte a cimentarsi con vari
generi musicali, dal reggae alla disco alle ballate piano voce, e in cui
compaiono anche pezzi di grande valore, ripresi poi dai Queen, come Made In Heaven o 1 Was Born To Love You.
L'album verrà pubblicato nel 1985 ottenendo un buon successo (6' posto nella
classifica britannica).
Brian May
registra invece il mini LP STARFLEET, frutto di infuocate jam sessions in compagnia di musicisti
del calibro di Eddie Van Halen e del batterista dei REO Speedwagon, Alan
Gratzer: sono soltanto tre lunghissimi pezzi, tra i quali si segnala Bluesbreaker, saggio di bravura di Van
Halen e May lungo 13 minuti, dedicato a Eric Clapton. Roger Taylor lavora al suo
secondo progetto solistico, STRANGE FRONTIER, in collaborazione con Rick Parfitt
degli Status Quo; in repertorio due covers di lusso, Masters Of War di Bob Dylan e Racing In The Streets di Bruce
Springsteen. L'album verrà comunque pubblicato in un secondo tempo, nel luglio
1984. John Deacon è l'unico membro dei Queen a non impegnarsi in progetti
solistici, anche perché privo di doti canore, e trascorre il tempo in compagnia
della sua numerosa famiglia (in questo periodo nasce il quarto dei suoi sei
figli).
I Queen si riuniscono a Los Angeles alla fine del 1983; avendo sentito
molto la mancanza del lavoro nel gruppo e ritrovato l'entusiasmo, iniziano
subito a registrare nuovo materiale, per la prima volta negli Stati Uniti.
Il primo
singolo, pubblicato il 23 gennaio 1984, è Radio Ga Ga, brano composto da Roger
Taylor, ispirato dal piccolo figlio Felix il quale, commentando una musica
ascoltata alla radio, aveva detto che era "radio ka ka". Il singolo è
accompagnato da un famoso video diretto da David Mallet, che contiene spezzoni
del film Metropolis e in cui più di
300 membri del Queen Fan Club battono le mani al tempo della canzone, gesto
divenuto mitico che verrà ripetuto con perfetta sincronia dal pubblico di tutti
i seguenti concerti della band.
A partire da THE
WORKS, i Queen iniziano a sfruttare intensamente il fenomeno dei videoclip,
realizzando lavori sempre più sofisticati e originali. Celebre è per esempio il
video del singolo successivo, I Want To
Break Free, in cui i quattro membri della band, su suggerimento della fidanzata di
Roger, Dominique, compaiono travestiti da donna, interpretando i personaggi di
una famosa soap opera inglese, Coronation Street. Il risultato è molto
divertente ma non particolarmente apprezzato da stampa e pubblico americani.
L'album THE WORKS viene pubblicato il 27 febbraio 1984; in Gran Bretagna
raggiunge il 2' posto, ma va direttamente al primo posto in 19 Paesi, tra cui
anche l'Italia, che scopre in quegli anni il gruppo inglese. Freddie e compagni
partecipano anche come ospiti d'onore al Festival di Sanremo e nel tour europeo che segue l'uscita
dell'album si esibiscono per la prima e unica volta in Italia, al Palasport di
Milano (che quello stesso inverno crollerà sotto il peso della neve). THE WORKS
può essere considerai,, un album di passaggio dalle sperimentazioni di HOT SPACE
alla ritrovata vena degli ultimi lavori e consegna alla band alcuni tra i suoi maggiori hits. Per la prirna volta, i
testi accolgono anche tematiche sociali e politiche, raramente presenti nella
produzione precedente, sebbene i Queen si siano sempre impegnati in svariate
iniziative benefiche. Hammer To Fall è una presa di posizione contro le armi
e l'energia nucleari, mentre i diritti relativi a Is This The World We Created, che verrà presentata al "Live
Aid", vengono tuttora devoluti al fondo inglese per l'assistenza ai bambini in
difficoltà.
La dimensione
live, sempre più importante per il gruppo, in questo periodo assume proporzioni
grandiose. I Queen riempiono, gli stadi di tutta Europa muovendosi su un enorme
palco ispirato alle atmosfere futuriste del film Metropolis, con enormi ruote in
movimento, esplosioni e un impianto luci sempre più spettacolare. Ai concerti
europei fa seguito una tournée mondiale, che registra ampio successo anche in
Paesi come l'Australia. Tuttavia, un episodio fa vacillare la solida fama della
band; i Queen accettano di effettuare
dodici concerti a Sun City, città Stato per bianchi ricchi in Sud Africa,
simbolo della vergogna dell'apartheid. La stampa, gran parte dell'opinione
pubblica e la stessa Unione dei Musicisti si scagliano violentemente contro di
loro, tacciandoli di comportamento razzista. Per far fronte alle critiche, i
Queen intraprendono numerose iniziative benefiche a favore dei bambini di colore
durante il loro soggiorno in Sud Africa, per esempio pubblicando in esclusiva un
album live i cui proventi sono interamente devoluti alla costruzione di scuole e
ospedali per l'infanzia. La reputazione del gruppo si oscura ma nei mesi
seguenti due grandiosi eventi musicali ne confermano definitivamente la
popolarità a livello mondiale.
In virtù del
grande successo ottenuto nel corso dei precedenti tours nell'America
meridionale, i Queen vengono invitati a partecipare come attrazione principale a
un grande festival a Rio De Janeiro ("Rock in Rio"), in compagnia di molti altri
artisti quali AC/DC, Yés, George Benson, James Taylor, Iron Maiden, Def Leppard
uno dei più grandi festival di tutti i tempi, trasmesso in diretta televisiva in
tutto il Sudamerica, e ai Queen viene riservato l'onore di chiudere la
manifestazione. La band sale sul
palco il 12 gennaio alle due del mattino e rimane a bocca aperta di fronte alla
sterminata distesa di spettatori; al momento del concerto dei Queen sono
presenti 250.000 persone, il più grande pubblico pagante per un singolo
concerto, un record assoluto ancora imbattuto. Il duetto di Freddie con la marea
di persone sulle note di Love Qf My Life è uno dei momenti più intensi e
grandiosi della storia del gruppo.
Il 13 luglio
1985 è una data molto importante per il rock; per la prima volta, i più grandi
artisti del mondo decidono di unirsi per dare vita a un enorme spettacolo di
beneficenza, il "Live Aid", in favore delle popolazioni dell'Etiopia colpite da
una grave carestia. Organizzato da Bob Geldof, l'avvenimento si svolge in
contemporanea al Wembley Stadium di Londra e a Philadelphia, negli Stati
Uniti, e viene
trasmesso in diretta in tutto il mondo, registrando l'adesione di uno sterminato
numero di gruppi e musicisti. Definito dallo stesso Geldof un "juke box
globale", lo show si basa su una veloce alternanza di esibizioni, ognuna della
durata di 20 minuti. I Queen salgono sul palco alle sei di sera, senza aver
fatto alcun soundcheck e con solo
alcuni dei tecnici di palcoscenico a disposizione, e presentano un set esplosivo
e molto rapido, in modo da condensare nel breve tempo concesso tutta la loro
energia. 1 venti minuti del "Live Aid» consegnano alla storia i Queen e fanno di
Freddie Mercury una leggenda. Tutti gli artisti, il pubblico, i critici e per
una volta la stampa sono d'accordo nel considerarli i migliori in assoluto,
capaci di monopolizzare l'attenzione e sbalordire il mondo. Freddie in
particolare domina l'evento, ipnotizzando lo stadio di Wembley e facendolo
esplodere: davanti a tutto il mondo costruisce il suo mito di insuperabile
frontman. L'immagine di Freddie sorridente mentre la folla canta We Will Rock You è il simbolo della musica
e della personalità dei Queen.
Per tutti i
componenti della band il "Live Aid" rappresenta una svolta, una scarica di
adrenalina che cancella ogni dubbio e riaccende l'entusiasmo. john Deacon
dichiara: I Queen non erano più un gruppo unito ma quattro individualità che
lavoravano insieme. Il 'Live Aid' ci ha totalmente rivitalizzati, restituendoci
l'entusiasmo di un tempo". I Queen si chiudono subito in studio e iniziano
a lavorare per registrare un album e poi partire per una nuova tournée europea.
Il 4 novembre 1985 viene pubblicato il singolo One Vision, brano travolgente in
cui il riff tagliente di Brian sembra ingaggiare una gara con i vocalizzi
potenti di Freddie, ispirato dal famoso discorso del sogno di Martin Luther King
e inserito nella colonna sonora del film Iron Eagle (Laquila d'acciaio).
Durante queste
prime sessions di prove i Queen vengono contattati da Russel Mulchay, regista e
produttore di videoclip che sta lavorando al suo primo film, HighIander, destinato a diventare un
cult movie. La band accetta di
scriverne la colonna sonora e di pubblicarla come un proprio album e inizi
a registrare brani ispirati alle scene del film. Contemporaneamente i
Queen, con la regia di Russel Mulchay, girano i videoclip di A Kind of Magic, nel quale Freddie è un
mago che trasforma tre barboni impersonati da Brian, Roger e john in tre
rockstars, e di Princes Of The Universe,
nel quale compare anche il protagonista di HighIander, Christopher Lambert. Il
singolo A Kind Of Magic viene
pubblicato il 17 maggio 1986 ed entra nella classifica britannica al V posto,
raggiungendo la prima posizione in altri 35 Paesi. L'album A KIND OF MAGIC entra
invece direttamente al numero 1 oltre Manica, dove oda i Top 10 per 13 settimane
consecutive, conquistando per due volte il disco di platino. L'album non è una
colonna sonora tradizionale ma un lavoro autonomo i cui brani accompagnano in
modo perfetto le scene del film. Mulchay ha dichiarato: "Ho sempre desiderato
lavorare con i Queen perché
hanno un approccio, molto visivo alla musica; le composizioni per HighIander sono potenti, perfette per il
mio film cui serve questa energia".
Una grande
energia pervade in effetti il quattordicesimo album dei Queen, i quali
trasmettono nei brani tutta la carica e l'entusiasmo dell'esperienza "Live Aid",
ritrovando la vena rock più genuina. 1 membri del gruppo si esprimono ai massimi
livelli, come musicisti e soprattutto come autori, per esempio firmando ciascuno
i quattro singoli tratti dall'album (One Vision di May e Mercury, A Kind Of Magic di Tayl or, "Who Wants
To Live Forever di May, Friends Will
Be Friends di Deacon e
Mercury), tutti di successo. L'atmosfera magica ispirata dal film si unisce alla
consueta versatilità e creatività, dando luogo a efficaci soluzioni musicali,
che fanno dell'album uno dei migliori della band per intensità e potenza.
L'estate del 1986 vede i Queen ancora padroni dell'Europa con il grandioso
"Magic Tour", iniziato il 6 giugno al Rasunda Stadium di Stoccolma e conclusosi
a Knebworth il 9 agosto. La macchina live dei Queen raggiunge nel corso di
questo tour il suo apice; il palco è il più grande mai costruito, come anche
l'impianto luci, e il set di canzoni preparato per la tournée è un mix ben
studiato di brani nuovi e del passato, tutti riarrangiati in versioni
particolarmente potenti, sorta di carrellata sulla storia del gruppo
che attira sia i fans più accaniti sia chi li conosce poco. Una data
particolarmente importante è quella al Nepstadion di Budapest il 27 luglio; è la
prima volta che oltre la cortina di ferro il rock viene presentato in
grandi spazi. Freddie e compagni danno vita a uno spettacolo memorabile, come
documenta il relativo video, riuscendo a conquistare in un attimo un pubblico
assolutamente nuovo, in particolare quando eseguono in segno di gratitudine una
canzone popolare ungherese duettando con la folla.
In patria, i
Queen raccolgono in sole sei date più di 400.000 spettatori, stabilendo un
record assoluto, con due concerti consecutivi al Wembley Stadium (11 e 12
luglio) da cui verrà tratto un doppio album. Freddie chiude lo spettacolo
vestito da re, con manto di pelliccia e corona, e smentisce ogni voce di
problemi nel gruppo con parole che risultano purtroppo profetiche: "Non siamo
poi tanto male per essere quattro vecchie regine del rock, staremo assieme
finché, cazzo!, non saremo morti.". Il "Magic Tour" si chiude il 9 agosto a
Knebworth davanti a quasi 200.000 persone; è l'ultimo concerto dei Queen, che
lasciano al loro pubblico il ricordo della loro esibizione più spettacolare e
grandiosa e l'immagine di un gruppo che ha saputo esaltare la dimensione live
come nessun altro. Freddie saluta per sempre i suoi fans alzando la corona con
queste parole: "Arrivederci, bellissime bellezze! Siete stati un pubblico
straordinario, buonanotte, sogni d'oro, vi amo'. In questo periodo, Freddie ha
già contratto il virus dell'Aids sebbene i test cui si sottopone diano ancora
esito negativo.
Il 1987 è un
anno tranquillo per i Queen che smaltiscono la sbornia del «Magic Tour", da cui
viene tratto l'album dal vivo LIVE MAGIC. Freddie si impegna in progetti
solistici, il remake del brano dei
Platters The Great Pretender di cui
realizza un divertente video dove compare travestito da donna in compagnia di
Roger Taylor e dell'amico Peter Straker, la partecipazione al musical Time di Dave Clark e l'innovativo
progetto di BARCELONA, crossover di
lirica e rock realizzato in coppia con la grande interprete operistica
Montserrat Caballé, la cui tide track
sarà l'inno dei giochi olimpici del 1992. Questo progetto è l'inizio del
grande sogno di Freddie di poter mettere in scena un esempio di arte globale, in
cui possano convivere danza, musica classica e moderna. Purtroppo la malattia
non gli permetterà di concretizzare le sue idee. Roger Taylor invece forma un
gruppo, i Cross, di cui è chitarrista ritmico e cantante solista, e nel gennaio
1988 pubblica l'album SHOVE IT, cui faranno seguito MAD, BAD AND DANGEROUS TO
KNOW nel 1990 e BLUE ROCK nel 1991.
Nel 1988 i Queen
si ritrovano in studio per preparare un nuovo lavoro, dopo il più lungo
intervallo tra un album di studio e il successivo, e decidono di adottare una
nuova politica nella registrazione del materiale. Fin dagli anni '70, su
suggerimento di Freddie, ogni componente della band è solito scrivere e proporre un
brano completo, indicando agli altri membri esattamente come vuole che sia
suonato; questo crea molti problemi e notevoli dissidi, soprattutto sulla scelta
dei singoli, oltre che un eccessivo individualismo nel modo di lavorare. A
partire da THE MIRACLE ogni canzone viene accreditata ai Queen, senza indicare
di chi è l'idea originale, e tutte le composizioni vengono discusse e realizzate
da tutti gli elementi del gruppo. THE MIRACLE viene pubblicato nel maggio 1989 e
va direttamente al primo posto in classifica, anticipato dal singolo 1 Want It All entrato al terzo posto, la
più alta new entry del gruppo. I
Queen ormai dominano completamente il mercato discografico mondiale e ogni
lavoro è accompagnato da una massiccia campagna pubblicitaria e d'immagine,
curata personalmente dai quattro. La copertina dell'album è una particolare
realizzazione grafica in cui i quattro volti elaborati al computer sono uniti in
un'unica testa, a sottolineare la grande coesione del gruppo; anche i videoclip
sono molto originali, soprattutto quello di Breakthru in cui i Queen suonano su un
treno lanciato in corsa.
THE MIRACLE
viene accolto in modo vario da stampa e pubblico; molti giudicano il lavoro
inferiore al precedente e troppo blando dal punto di vista musicale e dei testi,
che rientrano nello stile del disimpegno caratteristico del gruppo. In realtà
l'album è al solito una carrellata di generi diversi, personalizzati con gli
elementi del tipico sound Queen, dal
funk/soul di My Baby Does Me al pop
rock di Breakthru, e contiene momenti
di potente rock, dalla travolgente I Want
It All in cui Brian dimostra ancora una volta la sua abilità, a Party e Khashoggis Ship, registrati praticamente
in presa diretta, fino a Was It All Worth It, celebrazione della vita
esaltante della rockstar il cui testo
può essere considerato il vero testamento di Freddie
Mercury. Contrastano con questi alcuni brani piuttosto easy listening, come Scandal o Invisible Man, ma la band dimostra di non aver perso energia:
lo testimonia anche la presenza di varie B/sides di grande valore, non inserite
nell'album ma frutto delle medesime sedute di registrazione.
L'assenza di
qualsiasi progetto per un tour
alimenta voci sullo stato di salute di Freddie, che pure appare in buona
forma nei video di THE MIRACLE. L'Aids ha già iniziato a minare la salute del
cantante il quale, volendo mantenere una riservatezza assoluta e conoscendo i
metodi della stampa scandalistica, decide di non rivelare niente per non
allarmare chi gli sta intorno e si concentra sul suo lavoro. In realtà i Queen
riempiono ancora le pagine dei giornali per le loro sregolatezze, come il grande
party che nel 1990 celebra il ventennale della carriera o la festa per il 40"
compleanno di Roger Taylor, che con uno spettacolo di luci laser mette in
allarme tutti i centri di osservazione degli Ufo. Il gruppo ritorna in studio
nel 1990, mentre lo stato di salute di Freddie finisce sulle prime pagine dei
giornali in seguito a un'apparizione in pubblico ‑ per la consegna di un premio
alla carriera ai Queen da parte dell'Industria fonografica britannica in
cui il cantante appare piuttosto provato e smagrito. Gli altri componenti della
band sottolineano l'unità del gruppo
sul piano personale rifiutandosi di rilasciare dichiarazioni e confermando
l'uscita dell'album. Il lavoro di registrazione si svolge tra Londra e Montreux,
dove Freddie sfugge spesso alle attenzioni della stampa.
Ormai molto
debilitato dalla malattia, Mercury concentra tutte le sue energie nella
registrazione dell'album, in cui trova uno stimolo per continuare la propria
battaglia. Il frutto di questa commovente forza di volontà è INNUENDO,
capolavoro assoluto in cui la voce di Freddie e tutto il gruppo toccano i
vertici: lo stile musicale dei primi album, recuperato e rinnovato, si fonde con
le nuove sonorità e le sperimentazioni musicali che caratterizzano la maturità
della band, e ne emerge una sintesi
che rappresenta un traguardo per tutta la musica rock.
Il singolo Innuendo è un brano maestoso e complesso
che riassume tutto lo stile Queen, collegato direttamente al manifesto Boheinian Rhapsody con cui gareggia in
lunghezza (più di sei minuti). Pubblicato il 14 gennaio 1991, vende 100.000
copie nella prima settimana entrando in classifica al numero 1, seguito
dall'album omonimo, pubblicato il 4 febbraio, che raggiunge la prima posizione
nelle classifiche di tutta Europa. INNUENDO è un lungo e contrastato discorso
musicale e poetico sui temi dell'esistenza, dell'amore, una ricerca dei valori
più veri e preziosi che possano dare serenità e pace. Non è del tutto giustificato cercare in ogni brano accenni alla
malattia di Freddie, perché le idee originali risalgono in certi casi ad alcuni
anni prima, ma certamente l'album è pervaso da una rnalinconia e serietà che lo
rendono emotivamente molto intenso. The
Show Must Go On non è il testamento di Freddie, perché è stato scritto da
Brian May in onore di Mercury stesso, ma riflette la drammatica situazione
interiore in cui si sono trovati i Queen durante la difficile
preparazione dell'album, che Freddie ha fermamente voluto completare, mentre
assistevano al declino inarrestabìle del loro grande amico e cercavano di non
pensare al dolore sofferto per esaudire i suoi ultimi desideri. Anche These Are The Days Of Our Lives, brano
composto da Roger Taylor, è un testo triste ma sereno, un ripercorrere con la
memoria i momenti felici di una vita trascorsa insieme all'insegna della musica.
Nel video che accompagna il singolo, Freddie appare per l'ultima volta e,
mostrando coraggiosamente il suo volto distrutto dalla malattia, trova la forza
per sorridere e dire per l'ultima volta ai suoi fans I still love
you.
Il 23 novembre
1991 Freddie Mercury diffonde un comunicato stampa in cui dichiara ufficialmente
di essere malato di Aids e dichiara di voler aiutare la ricerca per la cura del
terribile male, invitando amici e fans a fare altrettanto. Il 24 novembre 1991,
alle sette di sera, l'uomo perde la sua lunga battaglia. Muore serenamente nella
sua casa di Kensington, stroncato da una polmonite causata dal virus dell'Aids.
Il mondo precipita nel dolore, centinaia di fans si radunano per tutta la notte
in lacrime davanti alla sua abitazione e ovunque la notizia riempie le pagine
dei giornali. Il suo corpo viene cremato secondo il rito zoroastriano, la
religione praticata dai genitori. Freddie Mercury lascia in eredità gran parte
della sua fortuna al "Terence Higgins Trust e istituisce una propria fondazione,
il "Mercury Phoenix Trust", per l'aiuto alle persone affette dall'Aids.
Brian, Roger e
John rilasciano la seguente dichiarazione ufficiale: "Abbiamo perso il più
grande e più amato membro della nostra famiglia. Proviamo un dolore
indescrivibile per la sua morte, una tristezza che è mitigata dal pensiero della
sua straordinaria creatività e dell'onore e del coraggio con cui ha vissuto e
con cui ha affrontato la morte è stato un privilegio per noi dividere con
Freddie momenti così magici. Appena sarà possibile, vorremmo celebrare la sua
vita nello stile in cui era abituato".
Alcuni mesi dopo
Brian May scrive ai membri del Fari Club: 'Freddie ha combattuto l'Aids per
molti anni. L'arte e gli amici erano per lui la cosa più ' importante e si è
dedicato ad ambedue con estremo vigore. Non ha voluto che nulla rovinasse la
nostra musica e affrontando il dolore ha deciso di continuare fino all'ultimo a
lavorare ai nuovi dischi, senza ascoltare le nostre preghiere e cantando
miracolosamente sempre più forte. Freddie non ha mai voluto simpatia ma solo ciò
che i fans gli hanno sempre dato, fiducia,
sostegno e compagnia, lungo la difficile strada che noi, Queen, abbiamo cercato
di percorrere. Voi gli avete dato l'aiuto per essere lo straordinario spirito
libero che è stato e tuttora è. Freddie, la sua musica, la sua brillante energia
creativa, queste cose sono per sempre".
Il 20 aprile
1992 allo stadio di Wembley si svolge il più grande concerto degli ultimi anni,
il "Freddie Mercury Tribute". Vincendo la disperazione, Brian, Roger e John salgono sullo stesso
palco per l'ultima volta, per celebrare la vita e l'arte di Freddie Mercury in
compagnia dei più importanti nomi del panorama rock mondiale. Il concerto viene
aperto dalle esibizioni di Extreme, Metallica, Guns N' Roses, Def Leppard e Bob
Geldof. Alle sei di sera è il turno di Brian, Roger e john: una schiera di
straordinari artisti si unisce a loro per cantare le canzoni dei Queen ed
esprimere le proprie considerazioni su Freddie Mercury e sull'Aids. George
Michael, Robert Plant, Roger Daltrey, Elton John, Mick Ronson, Ian Hunter, Annie
Lennox e molti altri altri danno vita a un concerto leggendario, trasmesso in
diretta in tutta Europa. David Bowie canta forse per l'ultima volta Heroes e al termine del pezzo si
inginocchia e recita una preghiera per tutte le vittime dell'Aids, riducendo al
silenzio l'intero stadio. La serata si chiude con una splendida interpretazione
di We Are The Champions da parte di
Liza Minnelli cui si uniscono tutti gli artisti presenti per un grande coro
finale. Sull'ultima nota Roger Taylor, vero motore dell'evento, prende in mano
il microfono e grida al cielo di Londra: "Buonanotte Freddie, ti amiamo!".
Gli anni seguiti
alla morte di Freddie Mercury sono senz'altro stati, dal punto di vista umano, i
più duri per la band. Nella loro
carriera non erano mancati i momenti di crisi ma l'idea di un reale scioglimento
non era mai stata presa neanche in considerazione. Brian May e Roger Taylor si
sono così messi alla ricerca degli stimoli necessari nel momento in cui bisogna
ricominciare tutto daccapo. Ritrovare un'identità lontano dal gruppo, dopo che
questo era stata la ragione principale della loro vita, non è certo stato
facile; John Deacon, per esempio, non ha ancora deciso quale strada percorrere
per il suo futuro.
May ha
pubblicato il singolo Driven By You
all'indomani della morte di Freddie e, dopo il "Freddie Mercury Tribute", ha
pubblicato l'album BACK TO THE LIGHT riscuotendo un buon successo. Soprattutto
ha costituito una vera live band con
cui ha girato per tutto il mondo e i consensi riscossi nel corso degli
spettacoli (testimoniati dall'album dal vivo LIVE AT THE BRIXTON ACADEMY) lo
hanno caricato sufficientemente da convincerlo a proseguire per l'avventura
solistica. Per Roger Taylor vale lo stesso discorso: uscito con l'album
HAPPINESS nel settembre 1994, ha portato in giro per l'Europa e per il Giappone
una tournée; il successo ottenuto (a
livello di vendite e di pubblico) è stato però inferiore a quello del
collega.
Per tutti questi
anni i tre musicisti hanno conservato la voglia di lasciare la testimonianza di
quanto avevano realizzato con Freddie quando egli, ormai troppo malato, poteva
entrare in studio solo per poche ore. Dal 1988 infatti il cantante aveva
coinvolto i compagni a tal punto da passare il maggior numero di ore possibile
in studio. Le idee che aveva erano moltissime ed era suo desiderio terminarle
tutte. Per fare in modo che non andasse perso lo spirito che si era creato in
quei giorni i tre Queen rimasti, dopo avere atteso che i tempi fossero maturi e
dopo aver superato lo shock di dover lavorare sulle tracce vocali in assenza del
loro esecutore, si sono incontrati prima sporadicamente e poi più intensamente
per dare un senso a tutto il lavoro svolto. Il risultato è testimoniato da MADE
IN HEAVEN.
In questo album,
non essendoci abbastanza materiale inedito, i Queen hanno voluto riproporre
pezzi che erano stati concepiti dal gruppo per essere inclusi su alcuni dei suoi
dischi ma che poi, per diverse ragioni, erano stati esclusi dalle scalette
finali e utilizzati nei lavori solistici. Qui ritroviamo quindi l'originale
solarità della title track, un tempo
pensata per THE WORKS, Così Come I Was
Born To Love You, destinata allo stesso album ma poi portata al successo da
Freddie come solista. Catturare l'antico spirito di alcune canzoni, anche se a
posteriori, non è l'unico elemento che sorprende del lavoro. Let Me Live, per esempio, tipico
standard dei Queen (dove per la prima volta Roger, Brian e Freddie si trovano
tutti impegnati come voci soliste) è un trascinante inedito; Mother Love è l'ultima canzone che
Freddie abbia mai cantato e rivela una dolcezza d'animo raramente fatta
trasparire nei precedenti testi dal suo autore. Il significato di
tutto è comunque celato nella canzone che apre il lavoro. Its A Beautiful Day è una dichiarazione
di voglia di vivere fatta da Freddie nell'unico modo che conosceva: sedendosi al
piano e cantando l'amarezza di quei momenti. t un brano in cui Mercury dimostra
il suo grande coraggio perché, sebbene ammetta il dispiacere, è deciso a non
cedere finché fuori ci sarà un altro bellissimo giorno da vivere.
Nel 1997 esce l'ultima compilation creata
dai QUEEN il suo titolo è QUEEN ROCKS e contiene un brano inedito No One But You
composto da Bryan May
"Se dovessi
morire domani, non mi preoccuperei. Dalla vita ho avuto tutto. Rifarci tutto
quello che ho fatto? Certo, perché no?. Magari un po' diversamente! lo cerco
solo di essere genuino e sincero e spero che questo traspaia dalle mie canzoni"
(Freddie Mercury, 1986).
"Non voglio
cambiare il mondo, lascio che le canzoni che scrivo esprimano le mie sensazioni
e i miei sentimenti. Per me, la felicità è la cosa più importante e se sono
felice il mio lavoro lo dirnostra. Alla fine tutti gli errori e tutte le scuse
sono da imputare solo a me. Mi piace pensare di essere stato solo me stesso e
ora voglio soltanto avere la maggior quantità possibile di gioia e serenità, e
immagazzinare quanta più vita riesco, per tutto il poco tempo che mi resta da
vivere" (ultima intervista di Freddie Mercury, 1991).
THE END???
Queen
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