Sommario: Scopo del presente scritto è quello di presentare, alcune considerazioni sulla problematica dei bilanci dei fondi pensione, con riguardo al loro utilizzo come strumento di informazione complessiva a tutela dei partecipanti alle forme di previdenza conplementare.
Condizione affinchè si determini la massima garanzia dei sistemi di previdenza complementare è che si realizzi la certezza della tenuta tecnica dei regimi stessi.
Per soddisfare ciò, è necessaria l’attenta valutazione attuariale iniziale (individuazione dell’ammontare contributivo rispetto agli obiettivi che si vogliono raggiungere) e successivi periodici monitoraggi.
Come sappiamo il bilancio rappresenta il principale strumento di informazione sull’azienda. Molte decisioni economiche sono prese in base alle informazioni che il bilancio fornisce.
Nel corso del presente scritto esamineremo il bilancio nella sua strutturazione previsionale, tecnica ed economica. Ciò con il precipuo scopo di realizzare una completa, anche se breve, trattazione sull’argomento.
Cercheremo di cogliere gli aspetti utili ad una sapiente ed accorta vigilanza tecnica, che rappresenta lo strumento per fornire ai lavoratori la doverosa certezza sulla quota di salario differito a carico del sistema della previdenza complementare.
Attraverso l’imposizione di criteri di bilancio omogenei e di verifiche attuariali con adozioni di parametri standard è possibile realizzare una specifica tutela al risparmio raccolto attraverso i fondi pensione.
La tutela può essere realizzata all’interno del fondo pensione attraverso il controllo dell’equilibrio finanziario e patrimoniale se il fondo pensione è a prestazione definita oppure attraverso il controllo della redditività se il fondo pensione è a contributo definito. Può, inoltre, realizzarsi con l’effettuazione del diritto di informazione e con l’eliminazione di discriminazioni tra i partecipanti.
All’esterno solo una specifica legislazione che determini organismi di vigilanza, nonchè l’istituzione di un fondo di garanzia e una corretta informazione ai partecipanti può determinare una specifica tutela al risparmio raccolto attraverso i fondi pensione.
La disciplina del decreto legislativo 124/93, sul presupposto che un’adeguata tutela del risparmio previdenziale trova un fondamento sia nella professionalità dei gestori che in una sana concorrenza tra i soggetti abilitati, ha previsto l’istituzione e la regolamentazione di un’apposita Commissione di Vigilanza.
E’ compito della Commissione emanare disposizioni di carattere contabile relativamente alla tenuta delle scritture obbligatorie, al prospetto periodico della composizione e del valore del patrimonio del fondo pensione, al rendiconto annuale della gestione del fondo pensione.
Nel prossimo paragrafo sarà introdotto il concetto di bilancio tecnico. Nei successivi due si tratterà del bilancio d’esercizio.
Quindi si presenteranno due esempi. Nell’ultimo paragrafo si coglieranno le possibili conclusioni sull’utilizzo di quanto discusso, anche con riferimento al futuro sviluppo della previdenza complementare.
Mentre scriviamo, si aspetta il completamento del processo di riforma della normativa previdenziale complementare, portante modifiche alle disposizioni del decreto legislativo 124/93 sui fondi pensione. In particolare si dispone che i fondi pensione provvedono alle prestazioni mediante la costituzione di apposite riserve se autorizzate dalla Commissione di Vigilanza, affidandone la gestione finanziaria ai soggetti autorizzati. Per la determinazione della prestazione pensionistica, i fondi si attengono alle basi tecniche, demografiche e finanziarie, stabilite dalla medesima Commissione. Essi inoltre presentano alla Commissione un bilancio tecnico con cadenza almeno triennale.
Anche da ciò la necessità di discutere sul concetto di bilancio tecnico elaborato a fini previsionali. Nei regimi complementari, l’attuario incaricato della redazione di un bilancio tecnico di un fondo pensione, ai fini della verifica dell’esistenza dell’equilibrio tecnico-attuariale rispetto al regime finanziario previsto, deve procedere ad una corretta analisi della normativa del Fondo. Questo anche al fine di garantire i diritti dei partecipanti alla prestazione sia per l’intera durata della gestione, sia in caso di scioglimento del Fondo.
Nei regimi complementari, il bilancio tecnico ad una certa data consiste nel confrontare il patrimonio accumulato, maggiorato delle entrate previste per la residua durata della gestione, con gli ammontari degli oneri prevedibili, attualizzati al momento della valutazione.
I problemi che deve affrontare l’attuario per la predisposizione del bilancio tecnico, riguardano ipotesi demografiche sui dati sulla popolazione assicurata e pensionata alla data del bilancio, sui futuri ingressi, su l’aggiornamento delle basi demografiche, sui passaggi di categoria, sulle diverse cause di eliminazione.
Per quanto riguarda il rendimento prevedibile del patrimonio si fa riferimento ad ipotesi economiche e finanziarie concernenti il tasso tecnico, l’inflazione, le variazioni contrattuali e degli oneri e lo sviluppo delle retribuzioni.
In un regime di premi “equi”, come è quello più tipico nella previdenza complementare, l’equilibrio attuariale è realizzato nel caso in cui il patrimonio netto è almeno uguale a quello delle riserve tecniche.
Per la determinazione dei valori è possibile il ricorso all’utilizzo delle probabilità dirette sia delle probabilità indirette (simulazione stocastica).
Per l’esplicitazione del bilancio tecnico, l’attuario può utilizzare un prospetto analitico detto “Conto dei valori attesi delle entrate, uscite, patrimonio netto; ammontari riferiti all’eventuale scioglimento del Fondo”. Esso non è presentato per l’intera durata finita della gestione, ma solo per periodi limitati. I livelli di garanzia annui sono pari al rapporto fra il patrimonio previsto ed i valori di riferimento in caso di scioglimento.
Nel caso più comune, l’attuario, invece redige prospetti sintetici rappresentati da un conto del tipo attività e passività In questo prospetto sono evidenziate le poste essenziali complessive delle valutazioni attuariali. Esso è dal punto di vista strutturale un bilancio d’esercizio redatto ex-ante. Rinviamo, quindi, per la sua esplicitazione sia al paragrafo sul bilancio d’esercizio sia all’esempio più avanti proposto.
Occorre, inoltre, ricordare che l’attuario nell’apposita relazione dovrà evidenziare le modalità di sviluppo delle proiezioni annue, distinguendo tra condizioni statiche e condizioni dinamiche.
L’attività dei fondi pensione evidenzia un generale sfasamento tra iniziale conseguimento dei “contributi” e successivo sostenimento degli “oneri”. Ciò dà luogo, oltre all’attività assicurativa di copertura dei rischi di morte e invalidità ad una attività tipicamente finanziaria. I finanziatori versano somme notevoli, che si accumulano in periodi medio-lunghi. Si determina, perciò, la necessità di impiegare i finanziamenti ricevuti in investimenti che realizzino il duplice obiettivo della solidità finanziaria e di una sufficiente redditività; e questo con riguardo anche alla forma (a prestazione garantita o contribuzione garantita) del fondo pensione.
Il bilancio d’esercizio rappresenta un essenziale strumento di valutazione della gestione.
Seppur nulla è ancora specificatamente deciso, è possibile ipotizzare che le norme delle direttive comunitarie in materia societaria e per le imprese di assicurazione, riguardanti i conti annuali e consolidati, sono applicabili anche ai fondi pensioni per quanto compatibili.
Il bilancio dei fondi pensione è, pertanto composto, da tre parti:
1) lo Stato patrimoniale, redatto a sezioni divise, e risulta piuttosto sintetico;
2) il Conto economico, redatto in forma verticale;
3) la Nota integrativa, che oltre a presentare le informazioni richieste dalle direttive comunitarie, deve fornire informazioni separate riguardanti ontribuzioni, prestazione e spese.
La valutazione delle varie poste del bilancio è effettuata in base al prezzo di acquisizione o del costo di valutazione dell’investimento; soltanto gli investimenti a beneficio di assicurati che sopportano il rischio e gli investimenti in terreni e fabbricati, in imprese controllate e partecipazioni, in altri investimenti finanziari, si valutano al valore corrente.
Nella nota integrativa vengono fornite comunque sia le valutazioni al valore corrente sia quelle al valore di acquisizione.
La normativa del bilancio consente di applicare tre sani principi: controllo, trasparenza e comunicazione.
Controllo, poichè la sua funzione è quella di essere uno strumento di controllo della gestione da parte dell’autorità pubblica a ciò preposta, controllo che riguarda in particolare le garanzie di solidità economico-finanziaria.
Trasparenza, in quanto la politica, in particolare quella degli investimenti, deve essere portata a conoscenza di tutti i partecipanti offrendo la possibilità a questi ultimi di esprimere propri giudizi ed eventuali suggerimenti.
Comunicazione, perchè ogni anno deve essere portato a conoscenza di tutti i partecipanti la reale situazione finanziaria e patrimoniale del fondo mediante un conto economico ed uno stato patrimoniale, nonchè una dettagliata nota integrativa del “comitato di amministrazione”. Per quanto concerne gli obblighi informativi, particolare importanza assume la diffusione delle informazioni relative alle ipotesi attuariali e concernenti la valutazione della performance finanziaria. Si noti come entrambi questi aspetti acquistino particolare rilevanza con riferimento ai piani a prestazioni definite finanziati esclusivamente dall’impresa e in cui la opportunità di ridurre l’onere contributivo potrebbe indurre ad ottimistiche valutazioni attuariali e/o politiche di investimento particolarmente agressive.
4. Lo stato patrimoniale e il
conto economico
In questo paragrafo non ci occuperemo della singole voci che compongono lo stato patrimoniale, argomento di studio della ragioneria applicata alla tecnica assicurativa. Ci limiteremo ad evidenziare alcune voci di interesse matematico-attuariale.
Tra le passività propriamente dette, troviamo le riserve matematiche o tecniche.
E’ possibile dire che a parità di capitale netto, a più elevate consistenze del passivo devono presentarsi maggiori attività.
Pertanto, più elevate sono le consistenze delle riserve matematiche maggiore è la garanzia offerta ai contraenti.
Ci riferiamo alla determinazione delle riserve matematiche nell’ipotesi tipica dei fondi pensione con “sistema del premio medio generale”.
Considerando il caso di gestione illimitata, possiamo definire riserva prospettiva la seguente:
Vm =
[X(m+n) -
Br(m+n)]
con X(m+n) = valore attuale atteso oneri futuri
con Br(m+n)= valore attuale atteso contributi futuri
Se consideriamo la quantità
(m+n) come somma dei premi unici relativi alle rendite che
iniziano nell’istante m+n si ha:
Vm =
[
(m+n) - Br(m+n)]
+
[X(m+n) -
(m+n)] ![]()
da cui:
riserva degli attivi:
Vm(a) =
[
(m+n) - Br(m+n)]
e riserva dei pensionati:
Vm(p) =
[X(m+n) -
(m+n)] ![]()
La riserva degli attivi può essere ulteriolmente scomposta per generazioni.
Sia l la generazione di attivi presenti all’epoca m. Si considerino tutte le generazioni future indicate con l+g con g=1,2,..., con entrata in attività in m+g e versamento contributivo all’epoca m+g+1.
Indicando per la generazione l, come sopra, il valore attuale atteso degli oneri con X(m+1), il valore attuale atteso dei relativi salari con S(m+1) e l’aliquota contributiva con á, si ha che la riserva matematica dei presenti è:
(1)Vm(a) = [X(m+1) -
S(m+1)] v
e la riserva concernente la generazione futura l+g è:
(l+g)Vm(a) = [X(m+g+1) -
S(m+g+1)]
con g+1=n e
g=1,2,...
La somma sulle generazioni future è la riserva dei futuri:
(fut)Vm(a) =
(l+g)Vm(a)
Ricavando dalla somma delle due precedenti formule per la riserva dei presenti e la riserva dei futuri si ottiene che questa è uguale alla differenza dei valori attuali attesi in m di tutti gli oneri relativi a pensioni future e dei valori attuali attesi in m di tutti i contributi futuri. Tale differenza non altro che la riserva degli attivi.
La scomposizione in riserva dei presenti e riserva dei futuri consente di ottenere informazioni sull’importanza, in termini previsionali, dei futuri ingressi sulla gestione del fondo pensioni.
Particolari forme di riserve di sicurezza, sono da considerarsi presenti in bilancio. Infatti, la riserva matematica, convenientemente investita, garantisce la copertura “in media” degli impegni assunti; ciò, poichè, l’equilibrio attuariale viene realizzato uguagliando i valori capitale attesi degli oneri e delle entrate. Nella realtà, nell’andamento del Fondo possono verificarsi scarti che rendono necessaria la costituzione di una “riserva di sicurezza”. Tale riserva dovrebbe essere tale da ridurre a livelli minimi prefissati la probabilità di rovina del Fondo; cioè la probabilità che il Fondo non sia in grado di far fronte agli impegni previsti e ciò soprattutto in Fondi con scarsa numerosità di partecipanti.
Nell’esemplificazione del prossimo paragrafo evidenzieremo tutte le possibili singole voci del bilancio. Nel conto economico, oltre alle tipiche voci dei contributi, delle prestazioni e delle riserve matematiche (variazione netta fra quelle iniziali e quelle finali) sono presenti le spese generali. Ciò determina per l’attuario una difficoltà di riprodurre l’evoluzione del fondo pensione senza l’introduzione di caricamenti impliciti nell’aliquota contributiva.
Sappiamo, che i gestori di un fondo pensione per perseguire una adeguata diversificazione sostengono costi di gestione e di intermediazione, che aumentano in misura proporzionale alle transazioni necessarie al ricollocamento.
Trascurare, pertanto, l’analisi di tali spese, anche se di importo marginale, significa limitare l’analisi economico-finanziaria degli investimenti dell’attivo.
In questo paragrafo cercheremo di esemplificare un bilancio tecnico di un fondo pensione. Nel predisporre ciò ci rendiamo conto della difficoltà di determinazione dell’analisi in forza del fatto che numerose sono le variabili di base utilizzate per le proiezioni. Esse tengono conto, come già precisato, della normativa, delle basi tecniche demografiche, di ipotesi economiche e finanziarie. Inoltre, la valutazione delle singole voci può modificarsi in relazione all’applicazione di variazioni effettuate in condizioni economiche dinamiche e statiche.
Si consideri il seguente Bilancio Tecnico, redatto considerando il sistema finanziario della capitalizzazione con premio medio generale. Per quanto riguarda le basi tecniche demografiche si fa riferimento ad una tavola di eliminazione degli attivi a diverse cause relative ad una collettività impiegatizia, alla tavola di mortalità ISTAT della popolazione generale, ed una tavola relativa a nuovi ingressi nelle collettività degli attivi attraverso stime degli ultimi anni.
Per la valutazione delle basi tecniche economiche si fa riferimento alle variazioni delle retribuzioni dovute alla scala di merito, al tasso d’inflazione, al tasso di produttività, che vengono rappresentate attraverso una funzione salario. Pur essendo una notevole semplificazione, il tasso di valutazione degli importi futuri è assunto costante nel tempo. Sappiamo, che nella realtà è in genere variabile nel tempo.
ESEMPIO 1
BILANCIO TECNICO AL 31-12-1996
ATTIVITA’ MILIONI di L. PASSIVITA’ MILIONI di L.
CAPITALE SOTT. DA VERS. 0 PATRIMONIO NETTO 10.000
ATTIVI IMMATERIALI 50 PASSIVITA’ POSTERGATE
INVESTIMENTI 3.556.223 RISERVE TECNICHE
CREDITI 125 Ris. mat. pensionati vig. 1.050.644
ALTRI ELEMENTI ATTIVO 4 .725 Ris. mat. attivi presenti 2.490.300
RATEI E RISCONTI ATTIVI 300 Ris. mat. attivi futuri (59.168)
Ris. mat. di sicurezza 57.421
Altre riserve matematiche 755
RISERVE PER ALTRI RISCHI
TRATT. DI FINE RAPPORTO 500
DEBITI
RATEI E RISCONTI PASSIVI 450
AVANZO TECNICO 10.521
--------------- ----------------------
TOTALE 3.561.423 TOTALE 3.561.423
Nell’esempio proposto, in cui il bilancio è redatto secondo il sistema di finanziamento retto a premi medi, la riserva matematica degli attivi vigenti è positiva, la riserva matematica dei nuovi ingressi è invece negativa. Ciò deriva dal fatto che il premio medio applicato è d’equilibrio per l’intero collettivo considerato, e non per singole generazioni, determinando così un trasferimento di oneri dalla generazione iniziale a quella futura.
Una migliore rappresentazione può essere realizzata attraverso predisposizioni di “bilanci tecnici di confronto” valutati in condizioni economiche statiche con tasso tecnico piu basso del 4%.
Oppure, è interessante il confronto di singole voci rispetto al valore attuale medio delle retribuzioni. E’, infine, significativo calcolare un indice patrimoniale, che può essere utile indirettamente per la determinazione del “margine di solvibilità”:
Patrimonio netto+Riserve Patrimoniali
----------------------------------------------------- = 1,007 > 1
Riserve matematiche
ESEMPIO 2
Prospetto entrate, uscite, fondi accumulati, livelli di garanzia. (ammontari in miliardi di lire)
CONTRI- PRESTA- REDDITO FONDI
LIV. GARANZIA RISERVE MASSA
BUTI
ZIONI CAPITALI ACCUM.
PENS. ASSICUR. PENSIONATI SALARIALE
1 23 16 29 331 1 ,4636 183 320
2 37 18 35 384 1 ,5210 205 344
3 40 20 36 440 1 ,5649 235 364
4 39 22 37 495 1 ,5982 265 384
5 45 23 39 555 1 ,6731 278 411
6 48 24 43 622 1 ,7459 292 443
7 52 27 47 694 1 ,7900 322 470
8 54 30 52 770 1 ,8196 364 495
9 58 33 58 852 1 ,8565 404 523
10 60 36 63 939 1 ,9002 442 552
11 63 40 70 1.032 1 ,9375 486 583
12 68 42 75 1.133 1 ,9828 523 620
13 71 48 83 1.239 1 ,9968 592 650
14 74 54 87 1.346 1 ,9875 678 676
15 77 60 93 1.456 1 ,9974 747 711
16 81 68 100 1.569 1 ,9892 836 741
17 85 73 108 1.689 1 ,9933 918 776
18 89 81 116 1.813 1 ,9937 1.006 812
19 92 89 122 1.938 1 ,9779 1.113 844
20 95 97 129 2.065 1 ,9751 1.204 883
Il prospetto analitico suindicato evidenzia le entrate, le uscite e i valori del patrimonio di un fondo pensione. Di norma il patrimonio disponibile è destinato in primo luogo alla copertura degli impegni verso i pensionati vigenti ed il residuo disponibile per gli impegni verso gli assicurati. Come è facile verificare, l’esempio determina nel corso del tempo buoni livelli di garanzia anche per gli assicurati. I livelli di garanzia sono rappresentati dal rapporto tra il patrimonio esistente ed i valori di riferimento in caso di scioglimento del Fondo. Per i pensionati i valori di riferimento sono il valore capitale delle pensioni valutate al tasso di rendimento dei mercati. Per gli assicurati i valori di riferimento possono rappresentarsi con la riserva individuale a premio individuale all’età d’ingresso.
Il prospetto suindicato fornisce, inoltre, numerose informazioni sull’andamento della gestione con particolare riferimento al patrimonio accumulato o al rendimento prevedibile del patrimonio. Effettuando l’attualizzazione dei flussi del prospetto è possibile la redazione del bilancio in base allo schema dell’esempio 1.
La trattazione che è stata realizzata ci consente d’esprimere l’opinione che l’analisi di bilancio deve essere effettuata con la necessaria accortezza.
E’ facile verificare come la scelta, in ogni caso discutibile, dei fattori economico-finanziari influenzi particolarmente i risultati del bilancio tecnico. E’ opportuno, pertanto, utilizzare ipotesi cautelative e criteri logici ed evidenziarne il contenuto.
Inoltre, è necessaria una specifica definizione degli ambiti applicativi della normativa del bilancio tecnico con riferimento alla diversa possibile strutturazione dei fondi pensione (fondi pensione a contributo definito, fondi pensione a prestazione definita o che assicurino un tasso di rendimento finanziario garantito).
Infine, l’esame più generale e non solo tecnico del bilancio d’esercizio consente di realizzare analisi sulla garanzia di sicurezza dei fondi. Si ricordi come, soprattutto nei piani a prestazioni definite, sia opportuno un controllo sull’adeguatezza delle ipotesi finanziarie ed attuariali adottate. Le variabili attuariali dovranno tener conto sia delle caratteristiche dell’attività sia i diritti riconosciuti dalla previdenza pubblica. Le ipotesi finanziarie dovranno essere coerenti con la politica di investimento attuata.
E’ importante ricordare come le ipotesi a base dell’attivo e del passivo dei fondi pensione determinano contrasti di fondo tra i soggetti interessati (lavoratori, impresa). Ecco perchè è necessario un particolare controllo di coerenza fra le politiche di investimento e i risultati da raggiungere superando la rigidità che caratterizza i piani. E’ opportuno rivedere le ipotesi attuariali e finanziarie adottate al modificarsi di determinate ipotesi (valutazione in condizioni economiche dinamiche).
Solo un’attento controllo ed un’ampia diffusione delle informazioni relative alle ipotesi attuariali e concernenti la valutazione della performance finanziaria, eliminano possibili comportamenti dolosi.
BIBLIOGRAFIA
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STAMPATO IN PROPRIO
FEBBRAIO 1996