Sul ruolo del bilancio nei fondi pensione

Massimo Riccardo COSTANZO

 

Sommario: Scopo  del  presente  scritto  è  quello  di  presentare,  alcune considerazioni sulla problematica dei bilanci dei fondi pensione, con riguardo al loro utilizzo come strumento di informazione complessiva a tutela dei partecipanti alle forme di previdenza conplementare.

1. Introduzione

Condizione affinchè si determini la massima  garanzia dei sistemi di previdenza complementare è  che si realizzi la  certezza della tenuta tecnica dei regimi stessi.

Per soddisfare ciò, è necessaria l’attenta valutazione attuariale iniziale  (individuazione  dell’ammontare  contributivo  rispetto agli  obiettivi  che   si  vogliono  raggiungere)   e  successivi periodici monitoraggi.

Come sappiamo il bilancio rappresenta il  principale strumento di informazione sull’azienda.  Molte decisioni economiche sono prese in base alle informazioni che il bilancio fornisce.

Nel corso del presente scritto esamineremo il  bilancio nella sua strutturazione previsionale,  tecnica  ed  economica.  Ciò con il precipuo  scopo  di  realizzare  una  completa,  anche  se breve, trattazione sull’argomento.

Cercheremo  di  cogliere  gli aspetti utili  ad  una  sapiente ed  accorta  vigilanza  tecnica,  che  rappresenta  lo  strumento per fornire ai lavoratori la doverosa certezza sulla quota di salario differito a carico  del sistema  della  previdenza complementare.

Attraverso   l’imposizione di criteri di  bilancio  omogenei e di  verifiche  attuariali  con  adozioni  di  parametri   standard  è possibile realizzare una specifica tutela  al  risparmio raccolto  attraverso i fondi pensione.

La tutela  può essere  realizzata all’interno  del fondo pensione  attraverso   il    controllo   dell’equilibrio    finanziario   e patrimoniale se il fondo pensione è a prestazione definita oppure attraverso il controllo della redditività se il fondo  pensione è  a   contributo   definito.    Può,   inoltre,   realizzarsi   con l’effettuazione del diritto di informazione  e con l’eliminazione di  discriminazioni  tra  i  partecipanti. 

All’esterno  solo una specifica  legislazione  che  determini  organismi  di vigilanza, nonchè  l’istituzione di  un  fondo di  garanzia  e  una corretta informazione ai partecipanti può determinare una specifica tutela al risparmio raccolto attraverso i fondi pensione.

La disciplina del decreto legislativo 124/93, sul presupposto che un’adeguata   tutela  del   risparmio   previdenziale   trova  un fondamento sia nella professionalità dei gestori che in  una sana concorrenza tra i soggetti abilitati, ha previsto l’istituzione e la regolamentazione di un’apposita Commissione di Vigilanza.

E’  compito  della Commissione emanare disposizioni  di carattere contabile    relativamente    alla    tenuta    delle   scritture obbligatorie,  al prospetto periodico  della  composizione  e del valore del patrimonio del fondo pensione,  al  rendiconto annuale della gestione del fondo pensione. 

Nel  prossimo paragrafo  sarà introdotto il  concetto di bilancio tecnico. Nei successivi due si tratterà del bilancio d’esercizio.

Quindi  si  presenteranno due esempi.  Nell’ultimo  paragrafo  si coglieranno  le  possibili  conclusioni  sull’utilizzo  di quanto discusso,   anche  con  riferimento  al  futuro   sviluppo  della previdenza complementare.

2. Il bilancio tecnico

Mentre scriviamo, si aspetta il completamento del processo di riforma della normativa previdenziale complementare,  portante modifiche alle disposizioni del decreto legislativo 124/93 sui fondi pensione. In  particolare si dispone  che i fondi pensione  provvedono alle prestazioni  mediante  la  costituzione  di  apposite  riserve se autorizzate  dalla  Commissione  di  Vigilanza,   affidandone  la gestione   finanziaria   ai   soggetti    autorizzati.   Per   la determinazione  della  prestazione  pensionistica,   i  fondi  si attengono  alle  basi  tecniche,   demografiche   e  finanziarie, stabilite dalla medesima  Commissione.  Essi   inoltre presentano alla   Commissione   un  bilancio  tecnico   con  cadenza  almeno triennale.

Anche da ciò la necessità di  discutere sul concetto  di bilancio tecnico elaborato a fini previsionali.  Nei regimi complementari, l’attuario incaricato della redazione di  un  bilancio tecnico di un  fondo  pensione,   ai  fini  della   verifica  dell’esistenza dell’equilibrio tecnico-attuariale rispetto al regime finanziario previsto, deve procedere ad una corretta analisi  della normativa del Fondo.  Questo  anche al  fine  di  garantire i   diritti dei partecipanti  alla  prestazione sia  per  l’intera  durata  della gestione, sia in caso di scioglimento del Fondo.

 

Nei regimi complementari,  il bilancio tecnico ad una  certa data consiste  nel confrontare  il  patrimonio  accumulato, maggiorato delle entrate previste per la residua durata  della gestione, con gli  ammontari degli oneri prevedibili,  attualizzati  al momento della valutazione.

I problemi  che deve affrontare l’attuario per la predisposizione del bilancio  tecnico,  riguardano ipotesi  demografiche sui dati sulla popolazione assicurata e pensionata alla data del bilancio, sui futuri ingressi,  su l’aggiornamento delle basi demografiche, sui passaggi di  categoria,  sulle diverse cause di eliminazione.

Per quanto riguarda  il rendimento prevedibile del  patrimonio si fa riferimento ad ipotesi economiche e finanziarie concernenti il tasso tecnico,  l’inflazione,  le variazioni contrattuali e degli oneri e lo sviluppo delle retribuzioni.

In  un  regime  di premi “equi”,  come è quello più tipico nella previdenza complementare,  l’equilibrio attuariale è   realizzato nel caso  in  cui il patrimonio netto è almeno   uguale  a quello delle riserve tecniche.  

Per  la  determinazione  dei   valori  è   possibile  il  ricorso all’utilizzo  delle  probabilità  dirette  sia  delle probabilità indirette (simulazione stocastica).

Per   l’esplicitazione  del  bilancio   tecnico,  l’attuario  può utilizzare un prospetto analitico detto “Conto dei  valori attesi delle  entrate,  uscite,  patrimonio  netto;  ammontari  riferiti all’eventuale scioglimento del Fondo”.  Esso non è presentato per l’intera  durata  finita  della  gestione,  ma  solo  per periodi limitati.  I livelli di garanzia annui sono pari al  rapporto fra il patrimonio  previsto  ed  i valori  di riferimento  in caso di scioglimento.

Nel  caso   più comune,   l’attuario,  invece  redige  prospetti sintetici  rappresentati  da  un  conto   del   tipo  attività  e  passività   In  questo  prospetto  sono  evidenziate   le  poste essenziali complessive delle valutazioni attuariali.  Esso  è dal punto  di  vista  strutturale  un  bilancio  d’esercizio  redatto ex-ante.  Rinviamo,  quindi,  per  la  sua esplicitazione  sia al paragrafo  sul bilancio  d’esercizio sia  all’esempio  più avanti proposto.

Occorre,   inoltre,   ricordare   che   l’attuario  nell’apposita relazione  dovrà  evidenziare  le  modalità   di  sviluppo  delle proiezioni  annue,     distinguendo  tra  condizioni  statiche  e condizioni dinamiche.

3. Il bilancio d’esercizio

L’attività dei fondi pensione  evidenzia un  generale sfasamento tra  iniziale  conseguimento   dei   “contributi”   e  successivo sostenimento  degli “oneri”.  Ciò dà luogo,  oltre all’attività assicurativa di   copertura dei  rischi di morte e  invalidità ad una  attività  tipicamente  finanziaria.  I finanziatori versano somme  notevoli,  che  si accumulano in  periodi medio-lunghi. Si determina,  perciò,   la necessità di  impiegare  i finanziamenti ricevuti in  investimenti  che  realizzino  il  duplice obiettivo della solidità finanziaria e di  una sufficiente  redditività; e questo con riguardo anche  alla forma (a prestazione  garantita o contribuzione garantita) del fondo pensione.

Il bilancio  d’esercizio rappresenta un  essenziale  strumento di valutazione della gestione.

Seppur  nulla  è  ancora  specificatamente  deciso,  è  possibile ipotizzare  che le  norme delle direttive comunitarie  in materia societaria e per le imprese di assicurazione, riguardanti i conti annuali e consolidati,  sono applicabili anche  ai fondi pensioni per quanto compatibili.

Il bilancio  dei fondi  pensione  è,  pertanto  composto,  da tre parti:

1)  lo Stato patrimoniale,  redatto  a sezioni divise,  e risulta piuttosto sintetico;

2) il Conto economico, redatto in forma verticale;

3) la Nota integrativa,  che oltre a  presentare le informazioni richieste dalle direttive comunitarie, deve fornire informazioni separate riguardanti ontribuzioni, prestazione e spese.

La valutazione delle varie poste  del  bilancio  è  effettuata in base  al  prezzo  di  acquisizione  o  del  costo  di valutazione dell’investimento;  soltanto  gli  investimenti  a  beneficio  di assicurati  che  sopportano  il  rischio  e  gli  investimenti in terreni e fabbricati, in imprese controllate e partecipazioni, in altri investimenti finanziari, si valutano al valore corrente.

Nella  nota  integrativa   vengono   fornite   comunque   sia  le  valutazioni  al  valore  corrente  sia   quelle   al   valore  di acquisizione.  

La  normativa  del  bilancio  consente  di   applicare  tre  sani principi: controllo, trasparenza e comunicazione.

Controllo,  poichè  la  sua  funzione  è  quella  di  essere  uno strumento  di  controllo della  gestione  da  parte dell’autorità pubblica a ciò preposta, controllo che riguarda in particolare le garanzie di solidità economico-finanziaria.

Trasparenza,  in quanto la politica,  in particolare quella degli investimenti,  deve  essere  portata  a  conoscenza  di  tutti  i partecipanti offrendo la possibilità a questi ultimi di esprimere propri giudizi ed eventuali suggerimenti.

Comunicazione,  perchè ogni anno deve essere portato a conoscenza di  tutti  i  partecipanti  la  reale  situazione  finanziaria  e patrimoniale del fondo mediante un  conto economico ed  uno stato patrimoniale,   nonchè  una  dettagliata   nota  integrativa  del “comitato di  amministrazione”.  Per quanto concerne gli obblighi informativi,  particolare importanza  assume  la diffusione delle  informazioni  relative  alle ipotesi attuariali e  concernenti la valutazione della performance finanziaria.  Si noti come entrambi questi  aspetti acquistino particolare  rilevanza con riferimento ai   piani  a  prestazioni   definite  finanziati  esclusivamente dall’impresa  e  in  cui   la  opportunità  di  ridurre  l’onere contributivo   potrebbe  indurre   ad   ottimistiche  valutazioni attuariali   e/o   politiche   di   investimento  particolarmente agressive.

4. Lo stato patrimoniale e il conto economico

In  questo  paragrafo non ci  occuperemo  della singole  voci che compongono  lo  stato  patrimoniale,  argomento  di  studio della ragioneria applicata alla tecnica assicurativa.  Ci limiteremo ad evidenziare alcune voci di interesse matematico-attuariale.

Tra  le  passività   propriamente  dette,  troviamo  le  riserve matematiche o tecniche. 

E’  possibile dire che a parità di capitale netto,  a più elevate consistenze  del passivo  devono  presentarsi  maggiori attività.

Pertanto,   più   elevate  sono  le   consistenze  delle  riserve matematiche maggiore è la garanzia offerta ai contraenti.

Ci  riferiamo  alla  determinazione  delle   riserve  matematiche nell’ipotesi  tipica dei  fondi pensione con  “sistema del premio medio generale”.

Considerando  il  caso di gestione  illimitata, possiamo definire riserva prospettiva la seguente:

Vm =  [X(m+n) - Br(m+n)]   

con X(m+n) = valore attuale atteso oneri futuri  

con Br(m+n)= valore attuale atteso contributi futuri

Se  consideriamo  la quantità (m+n)  come somma  dei premi unici relativi alle rendite che iniziano nell’istante m+n si ha:

Vm  =  [(m+n) - Br(m+n)]   +  [X(m+n) - (m+n)] 

da cui:

riserva degli attivi:

Vm(a) =   [(m+n) - Br(m+n)]   

e riserva dei pensionati:

Vm(p) =   [X(m+n) - (m+n)] 

La  riserva degli attivi  può essere  ulteriolmente scomposta per generazioni.

Sia  l  la  generazione  di  attivi  presenti   all’epoca  m.  Si considerino  tutte le  generazioni future  indicate  con  l+g con g=1,2,...,   con  entrata   in  attività in  m+g   e  versamento contributivo all’epoca m+g+1.

Indicando per la  generazione l,  come  sopra,  il valore attuale atteso  degli oneri con  X(m+1),  il  valore  attuale  atteso dei relativi salari con S(m+1) e l’aliquota contributiva con á, si ha che la riserva matematica  dei presenti è:

(1)Vm(a) = [X(m+1) -  S(m+1)] v

e la riserva concernente la generazione futura l+g è:

(l+g)Vm(a) = [X(m+g+1) -  S(m+g+1)]      con g+1=n e g=1,2,...

La somma sulle generazioni future è la riserva dei futuri:  

(fut)Vm(a) =  (l+g)Vm(a)

Ricavando dalla somma delle due precedenti formule per la riserva dei  presenti  e la  riserva dei futuri  si ottiene  che questa è uguale alla  differenza dei valori attuali attesi  in  m di tutti gli oneri relativi a pensioni future  e dei valori attuali attesi in m di tutti i contributi futuri.  Tale differenza non altro che la riserva degli attivi.

La scomposizione in  riserva dei presenti  e  riserva  dei futuri consente di  ottenere  informazioni  sull’importanza,  in termini previsionali,  dei  futuri  ingressi  sulla  gestione  del  fondo pensioni. 

Particolari forme di riserve di  sicurezza,  sono da considerarsi presenti   in   bilancio.   Infatti,   la   riserva   matematica, convenientemente investita,  garantisce  la  copertura “in media” degli impegni assunti; ciò, poichè, l’equilibrio attuariale viene realizzato uguagliando i valori  capitale  attesi  degli  oneri e delle  entrate.  Nella realtà,  nell’andamento del  Fondo possono verificarsi scarti che rendono necessaria la costituzione  di una “riserva di  sicurezza”.  Tale riserva  dovrebbe  essere  tale da ridurre a livelli minimi prefissati la probabilità di  rovina del Fondo;  cioè la probabilità che il Fondo non sia in  grado di far fronte agli  impegni previsti   e  ciò soprattutto  in  Fondi con scarsa numerosità di partecipanti.

Nell’esemplificazione del prossimo paragrafo  evidenzieremo tutte le possibili singole voci del bilancio. Nel conto economico,  oltre  alle  tipiche  voci  dei contributi, delle prestazioni e delle riserve  matematiche  (variazione netta fra quelle  iniziali  e quelle  finali)  sono  presenti  le spese generali.   Ciò  determina  per  l’attuario  una   difficoltà di riprodurre  l’evoluzione del fondo  pensione senza l’introduzione di caricamenti impliciti nell’aliquota contributiva.

Sappiamo,   che i gestori di un fondo pensione per perseguire una adeguata diversificazione  sostengono  costi di gestione   e   di intermediazione,    che   aumentano    in   misura  proporzionale alle  transazioni  necessarie  al  ricollocamento.

Trascurare,  pertanto,  l’analisi  di  tali  spese,  anche  se di importo      marginale,      significa     limitare     l’analisi economico-finanziaria degli investimenti dell’attivo. 

5.  Due esempi

In  questo  paragrafo  cercheremo  di  esemplificare  un bilancio tecnico di  un  fondo pensione.  Nel predisporre  ciò ci rendiamo conto della difficoltà di  determinazione  dell’analisi in forza del fatto che numerose sono le  variabili di  base utilizzate per le  proiezioni.  Esse tengono conto,  come  già  precisato, della normativa,   delle   basi  tecniche   demografiche,   di  ipotesi economiche e  finanziarie.  Inoltre, la valutazione delle singole voci può modificarsi in relazione all’applicazione  di variazioni effettuate in condizioni economiche dinamiche e statiche.

Si consideri il  seguente Bilancio Tecnico,  redatto considerando il sistema finanziario della  capitalizzazione  con  premio medio generale. Per quanto riguarda le basi tecniche demografiche si fa riferimento ad una tavola di eliminazione degli  attivi a diverse cause relative ad  una collettività impiegatizia,  alla tavola di mortalità  ISTAT  della  popolazione  generale,   ed  una  tavola relativa  a  nuovi  ingressi  nelle   collettività degli  attivi attraverso stime degli ultimi anni.

Per  la  valutazione   delle  basi  tecniche   economiche  si  fa riferimento alle variazioni delle retribuzioni  dovute alla scala di merito,  al tasso d’inflazione,  al tasso di produttività, che vengono rappresentate attraverso una funzione salario.  Pur essendo una notevole semplificazione, il tasso di valutazione degli importi futuri è assunto costante nel  tempo. Sappiamo, che  nella realtà è in genere variabile nel tempo.

ESEMPIO 1

BILANCIO TECNICO AL 31-12-1996

ATTIVITA’                       MILIONI di L.            PASSIVITA’             MILIONI di L.   

CAPITALE SOTT. DA VERS.                 0       PATRIMONIO NETTO           10.000

ATTIVI IMMATERIALI                        50       PASSIVITA’ POSTERGATE               

INVESTIMENTI                         3.556.223       RISERVE TECNICHE                    

CREDITI                                                125       Ris. mat. pensionati vig.          1.050.644

ALTRI ELEMENTI ATTIVO          4 .725       Ris. mat. attivi presenti            2.490.300

RATEI E RISCONTI ATTIVI             300       Ris. mat. attivi futuri                   (59.168)

                                       Ris. mat. di sicurezza                    57.421

                                       Altre riserve matematiche                 755

                                       RISERVE PER ALTRI RISCHI            

                                       TRATT. DI FINE RAPPORTO    500

                                       DEBITI                              

                                       RATEI E RISCONTI PASSIVI      450

                                      AVANZO TECNICO                 10.521

                          ---------------                                            ----------------------

TOTALE                                     3.561.423                 TOTALE                        3.561.423

 

 

Nell’esempio proposto,  in cui il  bilancio  è redatto  secondo il sistema di finanziamento retto a premi medi, la riserva matematica degli attivi vigenti è positiva,  la riserva matematica  dei nuovi ingressi  è invece  negativa.  Ciò deriva dal fatto che  il premio medio   applicato   è   d’equilibrio   per   l’intero   collettivo considerato,  e non per singole generazioni,  determinando così un trasferimento di oneri dalla generazione iniziale a quella futura.

 Una  migliore  rappresentazione  può essere  realizzata attraverso predisposizioni di  “bilanci  tecnici  di  confronto”  valutati in condizioni economiche statiche con tasso tecnico piu basso del 4%.

Oppure,  è interessante il confronto di singole  voci rispetto al valore attuale medio delle retribuzioni.  E’, infine, significativo calcolare un  indice patrimoniale,   che può essere utile indirettamente per la determinazione del “margine di solvibilità”:

Patrimonio netto+Riserve Patrimoniali

----------------------------------------------------- = 1,007 > 1

           Riserve matematiche  

 

ESEMPIO 2

Prospetto entrate, uscite, fondi accumulati, livelli di garanzia. (ammontari in miliardi di lire)

           CONTRI-  PRESTA- REDDITO  FONDI     LIV. GARANZIA      RISERVE       MASSA   

               BUTI    ZIONI      CAPITALI  ACCUM.   PENS. ASSICUR.  PENSIONATI   SALARIALE

 1      23     16       29      331      1    ,4636       183      320

 2      37     18       35      384      1    ,5210       205      344

 3      40     20       36      440      1    ,5649       235      364

 4      39     22       37      495      1    ,5982       265      384

 5      45     23       39      555      1    ,6731       278      411

 6      48     24       43      622      1    ,7459       292      443

 7      52     27       47      694      1    ,7900       322      470

 8      54     30       52      770      1    ,8196       364      495

 9      58     33       58      852      1    ,8565       404      523

10      60     36       63      939     1    ,9002       442      552

11      63     40       70    1.032    1    ,9375       486      583

12      68     42       75    1.133    1    ,9828       523      620

13      71     48       83    1.239    1    ,9968       592      650

14      74     54       87    1.346    1    ,9875       678      676

15      77     60       93    1.456    1    ,9974       747      711

16      81     68      100    1.569   1    ,9892       836      741

17      85     73      108    1.689   1    ,9933       918      776

18      89     81      116    1.813   1    ,9937     1.006     812

19      92     89      122    1.938   1    ,9779     1.113     844

20      95     97      129    2.065   1    ,9751     1.204     883

 

Il prospetto analitico suindicato evidenzia le  entrate, le uscite e  i valori  del patrimonio  di  un  fondo pensione.  Di  norma il patrimonio disponibile è  destinato in primo  luogo alla copertura degli impegni verso i pensionati vigenti ed il residuo disponibile per gli impegni verso gli assicurati.  Come  è  facile verificare, l’esempio determina nel corso del tempo buoni  livelli di garanzia anche per gli assicurati. I  livelli di  garanzia  sono  rappresentati dal  rapporto  tra il patrimonio  esistente  ed  i  valori  di  riferimento  in  caso di scioglimento del Fondo.  Per i pensionati i  valori di riferimento sono  il  valore  capitale  delle pensioni  valutate  al  tasso di rendimento dei mercati. Per gli assicurati i valori di riferimento possono  rappresentarsi  con  la  riserva   individuale  a  premio individuale all’età d’ingresso.

Il prospetto suindicato  fornisce,  inoltre, numerose informazioni sull’andamento  della  gestione  con  particolare  riferimento  al patrimonio accumulato o al rendimento  prevedibile del patrimonio. Effettuando l’attualizzazione dei flussi del prospetto è possibile la redazione del bilancio in base allo schema dell’esempio 1. 

6. Conclusioni

La  trattazione che è stata  realizzata  ci  consente d’esprimere l’opinione che l’analisi  di bilancio deve  essere effettuata con la necessaria accortezza.

E’  facile verificare come la  scelta,  in ogni caso discutibile, dei  fattori  economico-finanziari  influenzi  particolarmente  i risultati   del   bilancio  tecnico.   E’   opportuno,  pertanto, utilizzare ipotesi cautelative e criteri  logici  ed evidenziarne il contenuto.  

Inoltre,  è  necessaria  una specifica  definizione  degli ambiti applicativi della normativa del bilancio tecnico  con riferimento alla diversa possibile strutturazione  dei fondi  pensione (fondi pensione  a contributo  definito,  fondi  pensione  a prestazione definita  o che assicurino  un  tasso  di  rendimento finanziario garantito).

Infine,  l’esame  più generale  e non solo  tecnico  del bilancio d’esercizio  consente  di  realizzare  analisi sulla  garanzia di sicurezza dei fondi.  Si  ricordi come,  soprattutto  nei piani a prestazioni definite, sia opportuno un controllo sull’adeguatezza delle ipotesi  finanziarie ed attuariali adottate.   Le variabili attuariali  dovranno  tener   conto   sia  delle  caratteristiche dell’attività   sia  i  diritti   riconosciuti  dalla  previdenza pubblica.  Le ipotesi finanziarie dovranno essere coerenti con la politica di investimento attuata.

E’  importante ricordare come le ipotesi a base dell’attivo e del passivo dei fondi pensione  determinano contrasti di  fondo tra i soggetti   interessati  (lavoratori,   impresa).  Ecco  perchè è necessario un particolare controllo di coerenza fra  le politiche di  investimento  e  i  risultati  da  raggiungere  superando  la rigidità che  caratterizza  i  piani.  E’  opportuno  rivedere le ipotesi  attuariali  e  finanziarie  adottate  al  modificarsi di determinate   ipotesi   (valutazione  in   condizioni  economiche dinamiche).

  Solo   un’attento   controllo   ed   un’ampia   diffusione  delle informazioni relative  alle  ipotesi attuariali  e concernenti la valutazione  della performance  finanziaria,  eliminano possibili comportamenti dolosi.


            

 

BIBLIOGRAFIA

          Bazzano C., “I fondi pensione”, PIROLA, Milano, 1993.   

Pitacco  E.,  “Lezioni di tecnica  attuariale delle assicurazioni libere sulla vita”, LINT, Trieste, 1992.

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Tomassetti A., “Lezioni di tecnica attuariale delle assicurazioni sociali”, Veschi, 1986.

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STAMPATO IN PROPRIO

FEBBRAIO 1996

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