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Sommario: Il presente lavoro intende discutere sui compiti assegnati alla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione in merito agli investimenti effettuati dagli organismi gestori al fine di garantire e tutelare i partecipanti alle forme di previdenza complementare.
Affinché si possa determinare la migliore riuscita dei fondi pensione occorre gestire il risparmio previdenziale in modo da ottenere la sicurezza della prestazione.
Tale tutela può essere realizzata all'interno del fondo pensione attraverso il controllo dell'equilibrio finanziario e patrimoniale se il fondo pensione è a prestazione definita oppure attraverso il controllo della redditività se il fondo pensione è a contributo definito. Può, inoltre, realizzarsi con l'effettuazione del diritto all'informazione e con l'eliminazione di discriminazioni tra i partecipanti.
All'esterno solo una specifica legislazione che determini organismi di sorveglianza, nonché l'istituzione di un fondo di garanzia e una corretta informazione ai partecipanti, può determinare una specifica tutela al risparmio raccolto attraverso i fondi pensione.
Il presente scritto intende analizzare la situazione legislativa ed operativa esistente, anche alla luce dei recenti sviluppi.
Nel paragrafo 2 si analizza la struttura della Commissione di Vigilanza. Nel paragrafo 3 si sviluppa l’analisi della normativa legislativa esistente. L’ultimo paragrafo raggruppa le considerazioni conclusive.
La disciplina del decreto 124/93, sul presupposto che un'adeguata tutela del risparmio previdenziale trova un fondamento sia nella professionalità dei gestori che in una sana concorrenza tra i soggetti abilitati, ha previsto l'istituzione e la regolamentazione di un'apposita Commissione di Vigilanza. Il legislatore ha previsto che alla stessa fosse attribuito il compito di controllare l'operato di tutti coloro che hanno in qualche misura a che fare con il risparmio previdenziale dei lavoratori. Il successo dei fondi pensione dipende dalla loro credibilità che cresce se vi è un organismo credibile che vigila sulla tutela del risparmio previdenziale e garantisce la trasparenza concorrenziale.
E' stata, pertanto, prevista una Commissione di Vigilanza in grado di operare autonomamente e in armonia con gli altri organismi come la Banca d'Italia, la Consob, l'ISVAP, nonché lo stesso ministro del Lavoro e della previdenza sociale e del Tesoro.
La Commissione istituita presso il ministero del Lavoro e della previdenza sociale ha lo scopo di perseguire la corretta e trasparente amministrazione e gestione dei fondi per la funzionalità del sistema di previdenza complementare.
Essa ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è composta da cinque esperti (di cui uno è il Presidente) scelti tra persone dotate di riconosciuta competenza e specifica professionalità. Tutti i componenti sono nominati su deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale di concerto con il ministro del Tesoro, durano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta.
Compito principale della Commissione è quello di vigilare sui fondi pensione e l’attività svolta dai loro rappresentanti individuando tra l'altro le ipotesi di squilibrio finanziario. Inoltre, la commissione deve trasmettere annualmente (entro il 31 marzo di ciascun anno) una relazione sull’attività svolta riguardante gli aspetti e le informazioni relativi all'esercizio dei suoi poteri di intervento e di vigilanza in tema di previdenza complementare precisando le questioni in corso di maggior rilievo e gli indirizzi e le linee programmatiche che intende seguire.
La Commissione, altresì, provvede alla tenuta dell’albo dei fondi autorizzati di cui all’art. 4 del dlgs 21 aprile 1993, n.124; ad approvare gli statuti e i regolamenti dei fondi pensione svolgendo anche l’attività istruttoria per il rilascio dell’autorizzazione; a definire d’intesa con gli altri organismi controllori suindicati gli schemi tipo di contratti tra i fondi e i gestori; ad autorizzare preventivamente le convenzioni da adottare per la gestione delle risorse.
E' compito della Commissione emanare disposizioni di carattere contabile relativamente alla tenuta delle scritture obbligatorie, al prospetto periodico della composizione e del valore del patrimonio del fondo pensione, alla verifica del rispetto dei criteri di individuazione e ripartizione del rischio, al rendiconto annuale della gestione del fondo pensione. Essa esercita, inoltre, il controllo sulla gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale, contabile dei fondi anche mediante ispezioni e valuta l’attuazione del principio di trasparenza nei rapporti con i partecipanti.
Essa definisce le condizioni per l'esercizio dell’attività dei fondi aperti.
Infine, la Commissione ha l'onere di elaborare stime, previsioni e proiezioni sull'andamento delle attività previdenziali complementari nei vari settori e anche nel loro insieme; riferire periodicamente al ministro del Lavoro e della previdenza sociale formulando proposte di modifica legislativa in materia di previdenza complementare; programmare e organizzare ricerche e rilevazioni nel settore della previdenza complementare in rapporto a quella di base attraverso l'ausilio delle informazioni provenienti dai soggetti previdenziali privati e pubblici; pubblicare e diffondere le informazioni utili alla conoscenza dei problemi previdenziali.
Con due appositi provvedimenti del ministro del tesoro nel dicembre 1996 sono stati disciplinati i criteri cui i fondi pensione devono attenersi nei loro investimenti.
In particolare si sono stabili limiti agli investimenti, alla loro ripartizione e alle operazioni consentite.
Al fine di garantire i partecipanti viene stabilito l’intervento della Commissione di Vigilanza per verificare i casi in cui i limiti posti all’investimento dei fondi possono essere superati per temporanee e comprovate esigenze del fondo. In particolare la Commissione fissa limiti più stringenti all’operatività del fondo pensione ove la situazione economico patrimoniale e organizzativa lo richieda.
Nell’ipotesi di investimenti in contratti derivati (futures, swap, opzioni) viene stabilito che la Commissione detti modalità di segnalazione delle predette operazioni anche con riferimento alla correlazione tra le caratteristiche tecnico finanziarie dell’attività coperta e quella del contratto di copertura.
Se i fondi pensione stipulano accordi con i gestori al fine di prevedere la garanzia di restituzione del capitale, allora la Commissione di Vigilanza, di concerto con gli altri organi di vigilanza dei gestori, indica criteri, modalità e limiti al rilascio della garanzia di restituzione del capitale. Ciò al fine di porre in essere la massima trasparenza e comparabilità delle condizioni offerte.
Si prevede, altresì, che nelle ipotesi di situazioni rilevanti ai fini del conflitto di interesse, il legale rappresentante del fondo pensione deve informare la Commissione di Vigilanza della sussistenza delle condizioni che possono determinare distorsioni o non conformità all’interesse dei beneficiari nella gestione delle risorse. A giudizio della Commissione può essere stabilito l’obbligo di informativa agli aderenti stabilendo le modalità ed il contenuto della comunicazione.
Il legale rappresentante inoltre, deve trasmettere alla Commissione almeno ogni sei mesi una relazione sull’andamento e sui risultati della gestione.
4.
Considerazioni
finali.
In questo scritto si è inteso accennare alla normativa della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione con particolare riferimento ai controlli posti a "tutela dei partecipanti". Ciò in accordo con la necessità di garantire il risparmio previdenziale da errori o manchevolezze che durante il periodo di attuazione del piano potrebbero manifestarsi. Ciò al fine di evitare di arrivare anche nel nostro paese ad un identico caso "Maxwell". Il magnate inglese della carta stampata, morto in circostanze misteriose nel 1991, non ha lasciato alle sue spalle soltanto un crack finanziario da record. Ha anche rapinato senza scrupoli i fondi pensione dei dipendenti delle sue società. Dimostrando così che nelle regole di gestione che dovrebbero garantire la sicurezza di quei fondi, ci sono delle falle vistose.
Falle vistose, altresì possono verificarsi senza specifico dolo. Si ricordi come, soprattutto nei piani a prestazioni definite, sia necessario un controllo sull'adeguatezza delle ipotesi finanziarie ed attuariali adottate. Le variabili attuariali dovranno tener conto sia delle caratteristiche attività sia i diritti riconosciuti dalla previdenza pubblica. Le ipotesi finanziarie dovranno essere coerenti con la politica di investimento attuata.
E' importante ricordare come le ipotesi a base dell'attivo e del passivo dei fondi pensione determinano contrasti di fondo tra i soggetti interessati (lavoratori, impresa). Ecco perché è necessario un particolare controllo di coerenza fra le politiche di investimento e i risultati da raggiungere superando la rigidità che caratterizza i piani. E' opportuno rivedere le ipotesi attuariali e finanziarie adottate al modificarsi di determinate ipotesi.
Per fare ciò è indispensabile la presenza di un garante super-partes capace di tutelare soprattutto gli interessi dei partecipanti. E’, quindi, possibile dire che il ruolo della Commissione di Vigilanza è rilevante al fine di garantire il futuro sviluppo della previdenza complementare attuata attraverso i Fondi Pensione.
STAMPATO
IN PROPRIO
DICEMBRE
1996