TERRITORIO

OASI DI S.GIULIANO 

Pierino Esposti
La Chiesa di San Giuliano dalle origini ai giorni nostri
San Giuliano Milanese, maggio 1984

Le origini della chiesa parrocchiale di San Giuliano Milanese si perdono nel tempo e fino ad oggi non ci è possibile conoscere con esattezza quando iniziò la costruzione del primitivo edificio sacro.
La causa principale della mancanza di notizie è da attribuirsi ai numerosi eventi bellici ed incendi che distrussero parte dei documenti conservati nell'archivio parrocchiale.
Anche il territorio sangiulianese, sul quale sorge la chiesa e che è parte integrante della pianura padana, ha le sue radici immerse nella nebbia del tempo ed è circondato di leggende.
Della pianura padana si incomincia a parlare con un certo interesse solo dopo l'arrivo delle legioni romane e grazie a loro sappiamo che era già abitata da popolazioni primitive. Queste notizie sono suffragate da rinvenimenti archeologici numerosi pure nel nostro territorio.
Nel VI secolo avanti Cristo erano giunti i Galli, gli odierni francesi, e due tribù di questi, i Galli Boi e i Galli Insubri, si stabilirono in quella parte della pianura padana oggi conosciuta con il nome di Lodigiano e Milanese. Costoro fondarono due grossi villaggi e precisamente l'odierna Milano e Lodivecchio.
Il territorio sangiulianese venne così a trovarsi fra i Galli Boi di Lodivecchio ed i Galli Insubri di Milano e forse il fiume Lambro stabiliva già un confine naturale fra loro.
La costruzione della strada che univa Milano a Lodivecchio da parte delle legioni romane assunse subito notevole importanza, tanto che ad intervalli regolari furono istituiti ben presto posti per il cambio dei cavalli ed il ristoro dei viaggiatori.
Gli agrimensori romani al seguito delle legioni imperiali nel frattempo si erano premurati di suddividere il nuovo territorio conquistato e questa delimitazione venne accettata senza modifiche pure dai Longobardi.
I cippi romani che segnavano gli incroci dei confini e dedicati al dio Termine, con la conversione dei Longobardi alla religione cristiana vennero sostituiti da edicole o piccole chiese: Fu questo il primo passo per la nascita di numerose chiese ancora oggi esistenti, fra le quali la nostra parrocchiale. Attorno ad esse poi con il tempo vennero a formarsi piccoli borghi, nucleo originale degli odierni paesi.
Quando le legioni romane giunsero nel nostro territorio lo trovarono rigoglioso e fertile, abbondantemente ricoperto di boschi come testimoniano il nome di alcune cascine locali, e ricco di acque.
Sia i fontanili naturali, numerosissimi, che le limpide acque dei fiumi, avevano inoltre creato vasti acquitrini.
Secondo una leggenda vi era una grande palude poco distante da noi, abitata da un drago pestifero che con il suo alito contaminava la vegetazione, gli animali e le persone. Noi oggi possiamo affermare che quelle esalazioni tanto terribili non provenivano altro che dalle sorgenti di acque solfuree presenti presso l'attuale S. Colombano, a Miradolo.
Il primo compito dei romani quindi fu di regolare il corso delle acque scavando fossati e cingendo fontanili, bonificando così notevoli estensioni di territorio. Furono in questo modo gettate le basi di quel processo inarrestabile che portò la nostra zona, insieme ad altre vicine, ad essere esempio di ingegneria idraulica e di coltivazione della terra.

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