Inno alla Madonna del Duomo di Ancona (Canto popolare)
Salve, o di mille popoli
celeste Imperatrice,
d'Ancona Madre tenera,
benigna Protettrice.
Tu
ci guardasti un dì:
guardaci,
o bella Vergine,
dal
cielo ogn'or così.
A
Te di fior, di cantici,
d'incensi
onor si renda:
la
tua divina Imagine
tra
mille ceri splenda.
Oh!
Imagine dolcissima!
Stella
del nostro mare,
che
tanta luce irraggia
su
queste sponde care!
E
un dì per vie mirabili,
traverso
il mare infido,
da
Te guidata, o Vergine,
sen
venne al nostro lido.
E
sovra i padri supplici,
ai
giorni del terrore,
dischiuse
vivo il ciglio,
pien
di pietà e d'amore.
E
lo fissò, terribile
siccome
una minaccia,
al
Bonaparte indomito,
nostro
oppressore in faccia.
Ed
or, cinta le tempie
di
splendida corona,
regna
del Guasco e veglia,
su
la città di Ancona.
De'
suoi nemici sfolgora
l’audace
e l'ira infeste;
i
fieri morbi dissipa,
e
placa le tempeste.
E
col soave fascino
di
sua bontà e purezza
dorma
ogn’insana voglia,
e molce ogni amarezza.