1.����� INTRODUZIONE�
Notazione musicale: Sistema di simboli grafici che rappresentano i suoni musicali.
2.����� LA NOTAZIONE OCCIDENTALE
La notazione standard della musica occidentale � basata sulle cinque righe del pentagramma. Ogni riga e ogni spazio tra esse individua una diversa altezza, rappresentata da un segno detto nota. All'inizio del pentagramma, una chiave indica l'altezza attribuita a una delle linee, rispetto alla quale vengono calcolate anche le altre. Poich� l'ottava � formata da dodici altezze poste a distanza di un semitono l'una dall'altra, e poich� per motivi storici il pentagramma ha linee e spazi solo per sette altezze, si usano anche altri tre simboli che modificano la nota vicina permettendo la notazione delle restanti altezze. Essi sono il bemolle, che abbassa l'altezza di un semitono; il diesis, che la alza di un semitono; il bequadro, che annulla una precedente alterazione. Se determinati bemolle e diesis compaiono regolarmente nel corso di tutto un brano, le alterazioni vengono poste all'inizio del rigo o, come si dice, "in chiave".
La durata delle note � indicata dalla loro forma; quella dei silenzi � specificata da appositi segni chiamati pause. I nomi delle note (e delle pause) rispetto alla loro durata sono: semibreve o intero, minima o met�, semiminima o quarto, croma o ottavo, semicroma o sedicesimo, biscroma o trentaduesimo, semibiscroma o sessantaquattresimo. Inoltre � possibile aggiungere uno o pi� punti dopo una nota, ciascuno dei quali aumenta della met� il valore della nota (o dell'insieme nota-punti) precedente.
Viene indicato anche il ritmo, il raggruppamento dei battiti musicali in unit� ricorrenti. La misura del tempo, che prescrive il modo in cui i battiti vanno raggruppati, � posta all'inizio del rigo accanto alla chiave; le linee verticali (stanghette) segnano le unit� metriche, o battute. La misura del tempo indica anche il sistema degli accenti: il primo battito, o tempo, di una battuta � di norma il pi� forte. (Per la notazione di ritmo e metro vedi anche Ritmo musicale.
3.����� STORIA
Il sistema odierno si � sviluppato nel corso di vari secoli. La forma attuale delle note deriva dai neumi, cio� i segni che venivano scritti sopra le parole dei canti medievali. Inizialmente, i neumi davano solo una generica indicazione dell'andamento melodico. Gradualmente le forme divennero pi� precise e, verso l'anno 1000 furono aggiunte le righe: prima una, poi due, poi quattro e infine cinque. Verso il 1200 la notazione si era fatta abbastanza precisa rispetto alle altezze, ma restava ancora vaga sulla durata.
Fu in questo periodo che comparvero le prime notazioni di durata: la notazione modale specificava un modello ritmico costante. Verso il 1250 furono fissate quattro forme di durata per note e pause, e una serie di norme per determinare se una data nota dovesse essere suddivisa in due o tre note pi� brevi; presto furono aggiunti altri simboli per durate minori. Le indicazioni di tempo che regolavano gli accenti metrici comparvero per la prima volta in Francia nel XIV secolo. Nel XV secolo vennero introdotte note con la testa bianca accanto a quelle nere gi� in uso: il sistema era ormai molto vicino alla notazione moderna.
Nel XVII e XVIII secolo si effettuarono le ultime modifiche. In questo periodo fu adottato un espediente di notazione, chiamato "basso figurato", che indicava l'armonia aggiungendo dei numeri sotto la linea del basso (il cosiddetto basso continuo), corrispondenti agli accordi da eseguire. Alla met� del Settecento, era ormai consuetudine aggiungere indicazioni sussidiarie sul tempo, l'articolazione, le tecniche esecutive e l'espressione. L'uso di tali simboli crebbe ancora nel secolo successivo.
Il Novecento ha visto l'introduzione di continue modifiche e aggiunte al sistema, il quale, comunque, si � rivelato uno strumento tanto flessibile ed efficace da riuscire a rappresentare con sufficiente precisione una musica in alcuni casi di estrema complessit�. Una innovazione, ad esempio  � quella della "box notation"; in essa, una frase musicale � inclusa in un riquadro seguito da una freccia: ci� indica che la frase va ripetuta sino al segnale successivo del direttore.
4.����� ALTRE NOTAZIONI
Gli spartiti per il jazz indicano talvolta solo la struttura armonica, lasciando all'esecutore tutto il resto. Oltre che in Occidente, i neumi sono stati impiegati anche in Cina, in Giappone e in Medio Oriente, e nel canto tibetano.
Le intavolature sono notazioni sintetiche che fanno uso di segni, numeri o lettere, solitamente per indicare le diteggiature (cio� il corretto modo di applicare le dita su pistoni, tasti, corde ecc. degli strumenti) pi� che le altezze. I moderni spartiti di musica leggera per chitarra spesso mostrano gli accordi sotto forma di piccole griglie nelle quali le linee verticali rappresentano le corde e le orizzontali le barrette; alcuni punti neri, inoltre, indicano dove le dita devono premere le corde.
Nel Novecento, gli autori di musica aleatoria lasciano molti elementi volutamente indeterminati e casuali. Ci� si riflette in una notazione non convenzionale che spesso ricorre a simboli e motivi grafici non musicali destinati a suscitare una risposta personale nell'esecutore; in tal modo non si hanno mai due esecuzioni uguali.
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