Chanson   (francese "canzone"), termine che pu� indicare qualsiasi   composizione vocale dotata di un testo francese, ma che, in modo pi�   specifico, si riferisce a un genere di canto, in una o pi� parti, fiorito tra   il XIV e il XVI secolo.
Le   chansons di Guillaume de Machaut, il maggior compositore francese del   Trecento, formulate in una delle antiche formes fixes (ballade, virelai   o rondeau), possedevano un'intricata linea melodica ornata,   accompagnata da due parti pi� basse, di solito strumentali, dal movimento   pi� lento. Anche le chansons di Guillaume Dufay e Gilles Binchois,   della cosiddetta scuola franco-borgognona, sono in generale modellate sulle formes   fixes, ma qui le parti si muovono alla stessa velocit�, formando una   tessitura autenticamente polifonica, con qualche momento di imitazione. La   loro opera fu proseguita da Antoine Busnois e Johannes Ockeghem, i quali   ampliarono le frasi musicali, adottarono motivi pi� popolari, talvolta   impiegarono in misura consistente l'imitazione e introdussero una quarta voce.
Con   Josquin Desprez le grandi trasformazioni stilistiche, evidenti in altri   ambiti, entrarono anche nella chanson: le formes fixes   scomparvero quasi del tutto e l'uso costante dell'imitazione diede alle voci   (di norma quattro) pari importanza, pur mantenendone l'indipendenza. Verso il   1530, emerse una nuova generazione parigina di autori di chansons.   Nelle opere di Claudin de Sermisy, Cl�ment Janequin e Pierre Certon, le voci   procedono soprattutto per accordi, anche se le parti centrali possono essere   pi� mosse, e la ripetizione modulare dei testi � seguita dalla musica.   Janequin � particolarmente importante per le sue lunghe chansons   descrittive (ad esempio La battaglia di Marignano). Verso la met� del   secolo, gli autori pi� noti di chansons sono Jacques Arcadelt e   Orlando di Lasso; ma con Claude le Jeune, ispirato dal madrigale italiano, la   musica si sforza di trasmettere il preciso significato della poesia oltre che   la sua forma. L'autore adott�, anche con esiti brillanti, le idee di Antoine   de Ba�f, facendo corrispondere a sillabe lunghe e brevi, note ugualmente   lunghe e brevi (musique mesur�e). La tecnica fu applicata ai pi�   semplici vaudevilles o airs de cour, che potevano essere scritti   anche per voce e liuto.
Il   termine fu usato, alla fine dell'Ottocento, anche per indicare la canzone   romantica con accompagnamento di pianoforte (Henri Duparc, Faur� e, nel XX   secolo, Poulenc); nel Novecento si parla di chanson anche per un tipo   pi� leggero di canzone francese, eventualmente per coro e con accompagnamento   orchestrale.
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