Cantus firmus (In latino, "canto fermo"),
nella musica antica e rinascimentale, una melodia preesistente usata come base
di una composizione polifonica. Nel XIII e XIV secolo la melodia, tratta da un
canto gregoriano, veniva cantata in note lunghe da una voce più bassa (che
prese il nome di tenor dal latino tenere), mentre le voci
superiori si muovevano per note più brevi. Questo tipo di cantus firmus
fu la base delle prime forme di polifonia, come l'organum e la clausula,
il mottetto due-trecentesco e alcuni movimenti della messa.
Nel
XIII secolo il tenor si strutturò più rigidamente, ripetendo moduli meno
legati alla struttura della frase originale. Con il crescere dell'importanza
del mottetto nel Trecento, il tenor si fece più elaborato, finché il suo
trattamento rigoroso fu esteso talvolta alle parti superiori, secondo un
sistema che prese il nome di isoritmia. Il XIV secolo vide molti autori
attingere a forme profane (ad esempio la chanson), e fare
sperimentazioni nel trattamento, come il trasferimento del tema da una parte
all'altra, o la sua dispersione tra le parti (cantus firmus migrante).
Nel
Quattrocento, tra le altre innovazioni, si cominciarono a comporre messe con
più movimenti basati sullo stesso cantus firmus: dal 1440 compositori
come John Dunstable produssero messe (dette cicliche) con un unico tenor
in tutte le loro parti. Un'altra tecnica prevedeva l'interpolazione di nuove
note tra quelle della melodia originale, producendone una versione elaborata,
detta parafrasi, abitualmente affidata alla voce superiore. A partire dalla
metà del secolo, con Dufay, i compositori cominciarono ad ampliare la scelta
delle melodie adottate per le loro messe, ricorrendo a motivi profani, intere
parti di opere polifoniche profane e infine svariate parti di altre
composizioni. Ciò condusse a un nuovo trattamento del cantus firmus, in
cui a dettare la struttura della composizione era il fraseggio del pezzo
profano originale più che i principi dell'isoritmia. Gradualmente il materiale
del cantus firmus arrivò a permeare le parti contigue e, una volta
consolidatasi l'imitazione come principio strutturale, l'importanza del cantus
firmus declinò.