Banchieri, Adriano (Bologna 1568-1634).

Compositore, organista e teorico musicale italiano. Giovanissimo, divenne monaco benedettino dell'ordine degli Olivetani, e negli anni a cavallo tra i due secoli fu organista presso varie comunità religiose nell'Italia centrosettentrionale. Nel 1606 tornò a Bologna, dove risiedette fino alla morte e dove fondò, nel 1615, l'Accademia dei Floridi. La sua produzione musicale copre un amplissimo ventaglio di generi, sacri e profani, vocali e strumentali; fondamentale fu il suo contributo allo sviluppo del madrigale drammatico, per il quale si rifece con grande fantasia non solo ai musicisti suoi contemporanei, come Orazio Vecchi, ma anche alla Commedia dell'Arte. Con lo pseudonimo di Camillo Scaligeri della Fratta fu autore anche dei testi di vivaci "commedie madrigalesche" (tra cui La pazzia senile, 1598, Il zabaione musicale,1604, La saviezza giovanile,1607, Il festino nella sera di giovedì grasso, 1608), ricche di toni comici e miscele dialettali, con la comparsa, a volte, di versi e voci di animali.

 Importanti le innovazioni tecniche da lui apportate, tra cui l'uso sistematico delle stanghette di battuta e degli accidenti in chiave, l'utilizzo delle indicazioni dinamiche di piano e di forte, e la numerazione per il basso continuo. Di grande interesse sono inoltre i trattati teorici sul canto gregoriano e sulla pratica organistica (L'organo suonarino, 1605). Scrisse anche delle novelle, la più nota delle quali è Il Cacasenno (1620), continuazione del Bertoldo e del Bertoldino di Giulio Cesare Croce.

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