COMUNITA UNIVERSITA MEDITERRANEE (C.U.M.) CONVEGNO DEI RETTORI DEI POLITECNICI MEDITERRANEI
BARI, 28 MARZO 1998
A) Ordine del Giorno
1) Aspetti organizzativi dellOsservatorio Socio-Economico del Mediterraneo
2) Catalogazione del patrimonio culturale del Mediterraneo
3) Percorsi turistico-culturali nei Paesi mediterranei
4) Sviluppo integrato delle aree costiere e rurali
5) La città del futuro ed il patrimonio culturale
6) Corsi di Master
B) Partecipanti:
- Arch. Capasso Michele - Direttore Fondazione Laboratorio Mediterraneo
- Prof. El-Sherbiny M. G. - Dean Faculty of Engineering - Università Cairo
- Prof. Gutfinger Chaim - Vice-President Technion Israel Institute of Technology
- Prof. Hadrhi Taïeb - Direttore Ecole Polytechnique de Tunisie
- Prof. Marovic Pavao - Vice-Rector University of Split
- Dr. Micallef Paul - Head Dept Communication and Computer Engineering - University of Malta
- Prof Mouhtadi Mohammed - Doyen de la Faculté des Sciences - Université Ibnou Zohr - Agadir
- Prof Pagés Jaune - Rector Universitat Politecnica de Catalunya
- Prof. Skuletic Sreten - Vice-Rector Università of Montenegro - Nuova Jugoslavia
- Prof. Xirokostas Dimitrios - Dept. of Mechanical Engineering National Technical University of Athens.
- Prof. Dammacco Gaetano Università di Bari
- Prof. Di Benedetta Carlo " "
- Prof. Losurdo Franco " "
- Prof. Plantamura Leonardo " "
- Prof. Notarstefano Cosimo Università del Sannio
- Prof. Fortunato Bernardo Pro-Rettore Politecnico di Bari
- Prof. Ruggiero Umberto " "
- Prof. Zezza Fulvio Politecnico di Bari
- Prof. Civita Mauro Politecnico di Bari
- Prof. De Blasi Mario Università di Lecce
- Prof. Satalino Pasquale Fiera del Levante
- Arch. Giovanna Dell'Erba Bari
C) Presentazione:
Lo scorso anno, nel maggio, il Consiglio Direttivo CUM incontrò alcuni Rettori dei Politecnici Mediterranei.
Fu accennato alla necessità di realizzare un forte legame tra i Politecnici e le Facoltà tecniche delle Università allo scopo di creare un network permanente sui temi:
- della formazione avanzata
- della ricerca tecnologica finalizzata allo sviluppo dellarea mediterranea
Si avverte infatti la necessità di concentrare nelle Università le migliori risorse, umane ed economiche, per avere laureati capaci autonomamente delle scelte di sviluppo delle proprie comunità e dei propri Paesi.
Quale è il ruolo della CUM in questi casi?
Favorire le aggregazioni nazionali ed internazionali mediterranee, nel pieno rispetto delle autonomie culturali ed etniche.
E fuor di dubbio ormai che esiste tra i popoli mediterranei un comune denominatore di civiltà, usanze, mentalità: abbiamo avuto recentemente, proprio qui a Bari, una conferma nella prima convocazione della Commissione Permanente sulla Interculturalità Mediterranea nella quale tutti gli intellettuali partecipanti hanno convenuto di impegnarsi per laffermazione di una migliore condizione sociale e civile dei popoli mediterranei da innestare sulle radici culturali di ciascuno di noi.
Le linee sulle quali muoversi su questo problema sono state così identificate:
- studiare approfonditamente e comparativamente le varie culture mediterranee;
- ricercare i fattori culturali comuni per farne una piattaforma di intesa;
- verificare ogni possibilità di armonizzare tutti quei comportamenti che sono oggi fortemente condizionati dai persistenti nazionalismi: i libri di storia in primo luogo;
- favorire lintegrazione progressiva -e senza prevaricazioni- fra gli aspetti apparentemente diversi dei vari comportamenti etnici e socioculturali profittando soprattutto dei grandi mezzi di comunicazione.
- E siamo così tornati alle problematiche tecnologiche per le quali speriamo che lavorando tutti insieme con lunico intento di operare nellinteresse delluomo, dei suoi bisogni e delle sue aspirazioni, si possa concretamente pervenire a quelle condizioni di progresso civile e sociale che sono alla base di una pace duratura.
Ecco perchè il Consiglio Direttivo della CUM ha approvato la mia proposta di incontrarvi per cercare di stringere rapporti sempre più forti di cooperazione scientifica e culturale.
Noi crediamo fermamente che lintegrazione pacifica tra Nord e Sud del Mediterraneo sia possibile e soprattutto voluta dalle genti del Mediterraneo; se questo è vero, ritengo di primissimo piano il ruolo che gli organismi universitari e, in genere di istruzione superiore, possono e devono svolgere.
In questi quindici anni di vita della CUM, incontrando genti di diversa estrazione etnica e religiosa, conoscendo Colleghi Universitari validissimi e capaci, realizzando con loro forme di proficua collaborazione, abbiamo percepito nettamente la certezza che la strada, per quanto lunga ed impegnativa, resta quella della promozione del dialogo e del lavoro comune.
In questo fermo proposito, siamo confortati dallatteggiamento degli Organismi Sovranazionali, in primo luogo lUnione Europea, che sembra aver finalmente compreso di avere nei popoli confinanti nel Mediterraneo degli interlocutori necessari, bisognevoli di cooperazione e di lavoro comune.
Per questi motivi lincontro di oggi, oltre ad occuparsi dei temi che avete letto nellordine del giorno, vuole anche affrontare le possibilità e le azioni da attuare per realizzare tra noi un legame forte di cooperazione nellambito del Partenariato Euro-Mediterraneo.
Per questi motivi è oggi qui con noi lAmico carissimo Arch. Michele Capasso, Presidente della Fondazione Laboratorio Mediterraneo, che ha organizzato magistralmente, nel dicembre scorso il II Forum Civile Euro-Mediterraneo di Napoli, al termine del quale sono state tracciate le linee direttive della cooperazione tra lEuropa ed i Paesi non Comunitari del Mediterraneo.
Tocca ora a noi, iniziando da oggi, attuare i propositi e le speranze attese dagli Organismi Sovranazionali, ma soprattutto dalle nostre genti.
Solo in via del tutto indicativa, mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione alcune realizzazioni che la rete dei Politecnici e delle Università potrà programmare:
- Sviluppo di "poli di eccellenza" di formazione superiore in alcuni settori come la Fisica, la Chimica, lInformatica, la Biologia, la Medicina.
- Attuare nuove forme dirette a favorire il trasferimento dei risultati della ricerca alle attività produttive; in tal senso potrebbe riuscire utile la elaborazione di pacchetti e servizi alle imprese produttive;
- Organizzare una formazione continua per giovani laureati, utilizzando anche le moderne tecnologie dellinsegnamento a distanza.
- Non resta quindi, cari Amici, che metterci al lavoro con lentusiasmo e limpegno che certamente non ci mancheranno.
D) Discussione e conclusioni:
Sul primo punto è intervenuto il Prof. Plantamura che ha delineato la filosofia ispiratrice e le modalità organizzative e strutturali dellOsservatorio virtuale precisando che la finalità precipua non è quella di un mero scambio di informazioni reciproche, ma di costituire un modello non gerarchico capace di elaborare dati con valore aggiunto per Enti pubblici, Imprese, Università e Centri di ricerca. Il Prof. Di Benedetta ha sottolineato la versatilità delle funzioni dellOsservatorio che, pur partendo dalla analisi degli aspetti socio-economici dellarea mediterranea, ha la capacità intrinseca di ampliarsi nei confronti di tutte le altre attività umane.
Numerosi orientamenti sono emersi dalla discussione:
- il Prof. El-Sherbiny ha affermato lesigenza di una sperimentazione in scala del modello
- il Prof. Gutfinger ha evidenziato la questione del software e dei protocolli organizzativi
- il Prof. Hadhri ha sollevato il problema di quali dati creare ed elaborare
- il Prof. Xirokostas ha concordato sulla opportunità di utilizzo dellOsservatorio in diversi settori
- il Dr. Micallef ha ribadito lurgenza di collegare le esperienze dei politecnici mediterranei
e, dietro suggerimento del Prof. Ambrosi, i partecipanti hanno convenuto sulla proposta di creare dei gruppi regionali di contatto quali antenne operative dellOsservatorio virtuale.
Larch. Capasso ha sviluppato i punti 2 e 5 partendo dallaccordo di collaborazione sottoscritto dalla Fondazione Labmed e la C.U.M. e sancito dal 2° Forum Civile Euro-Mediterraneo tenutosi a Napoli lo scorso dicembre. Le tematiche inerenti la cooperazione nel campo della catalogazione del patrimonio culturale del mediterraneo hanno riscontrato concessi unanimi sui quali il Prof. Zezza (con lesperienza acquisita dalla Scuola di Conservazione dei Monumenti) ed il Prof. Civita (analisi del paesaggio architettonico) hanno ribadito linteresse e la validità scientifica.
Sul 3° punto è intervenuto il Prof. Notarstefano illustrando modalità di partecipazione e le caratteristiche delle opportunità finanziarie previste dai Progammi:
- MEDA (sostegno alla transizione economica e allistituzione di una zona euromediterranea di libero scambio e di adeguamento strutturale, al raggiungimento di un migliore equilibrio socioeconomico, alla cooperazione regionale e transfrontaliera)
- TEN-TELECOM (sviluppo delle reti transeuropee di telecomunicazione per le applicazioni socioeconomiche dei cittadini e delle PMI, per i servizi generici basati su internet, per il funzionamento delle infrasttruture di rete)
- LIFE (azioni di conservazione della natura, di ecosistemi e di promozione della tutela e della valorizzazione delle questioni ambientali)
- Sempre larch. Capasso propone un Osservatorio delle coste mediterranee, interessate da erosioni, insabbiamenti ed altri fenomeni di manomissione da parte delluomo; vi è un rapporto diretto fra umanizzazione delle coste e depauperamento delle aree rurali. La tendenza in atto vede da un lato un processo di megaurbanizzazione e dallaltro labbandono delle aree rurali. Per questo, un progetto impostato sui rapporti socio-economici-insediativi tra città-coste-aree rurali potrebbe trovare un ampio spazio di accoglienza, specie tra i PTM. A tale proposito, Capasso ricorda che è stato già avviato un progetto su questo tema ad iniziativa di Francia, Grecia e Spagna, ma si sono incontrate notevoli difficoltà nellestendere liniziativa ai PTM, principalmente a causa della mancanza di un precedente monitoraggio tematico.
Attualmente si sta osservando un notevole incremento del numero dei porti e dei traffici nel Mediterraneo, perchè questo mare è considerato la porta di ingresso dellAsia. Ciò comporta un cresente interesse per i problemi ambientali e per i problemi di compromissione di uno specchio dacqua chiuso come è il Mediterraneo. Tutti questi problemi sono integrati tra loro (ambiente - beni culturali - sviluppo economico), essendoci uno stretto rapporto tra sviluppo turistico, ambiente e occupazione (si pensi per es. allaccoglienza ed allorientamento turistico ed alla connessa necessità di infrastrutture).
La Fondazione Laboratorio Mediterraneo ha costituito una rete di 27 isole con sede in Corsica. Ciascuna isola ha scelto un tema di intervento/progetto sullargomento.
Interviene il prof. Mouhtadi il quale ritiene che linquinamento delle coste sia un campo di ricerca prioritario anche per il Marocco che ha 3.000 Km di coste.
Quivi si seguono due indirizzi di ricerca verso:
a) incremento e difesa delle risorse del mare;
b) valorizzazione delle risorse turistiche in generale e di quelle marittime in particolare.
Su questi temi, il Politecnico di Agadir intende avere rapporti con altre Università della CUM che possano offrire competenze nella ricerca settoriale e risorse umane specializzate, specie nella ricerca e catalogazione di indicatori biologici della produzione marina.
Il Marocco ha anche prodotti di sviluppo delle aree rurali, specie a causa della desertificazione. I temi di ricerca più trattati coincidono con quelli di intervento più urgenti, che sono:
- valorizzazione delle risorse vegetali;
- problemi di gestione dellacqua e di freno alla desertificazione;
- diversificazione e difesa delle specie vegetali.
Queste ultime sono il vero capitale contro la desertificazione. Il Politecnico di Agadir mette a disposizione della CUM il suo patrimonio di conoscenze sui temi citati e propone di proseguire ed approfondire le ricerche.
Larch. Capasso ritiene opportuno precisare meglio i due grandi progetti proposti e chiedere ladesione delle Università presenti e di altre Università. I due progetti proposti sono:
- Osservatorio socio-economico mediterraneo(1)
- Catalogazione dei beni culturali (2).
Alla richiesta di adesione, le Università presenti rispondono come segue:
Prof. Fortunato: a nome del Politecnico di Bari, aderisce ad entambi i progetti;
Prof. El Sherbiny dà ladesione del Politecnico del Cairo al progetto (2). Tuttavia dichiara che sono vicini ad entrambi i temi trattati, le Università di Port-Said e di Alessandria, alle quali si riserva di chiedere ladesione;
Prof. Pages per il Politecnico di Barcellona aderisce direttamente al (2) e si riserva di indicare altre Università disponibili per il progetto (1);
Prof. Xirokostas del Politecnico di Atene si rende disponibile per il progetto (2);
Prof. Gutfinger per il Politecnico di Haifa aderisce al progetto (2);
Prof Hadhri del Politecnico di Tunisi si riserva di contattare lAgenzia per il Patrimonio Culturale che può essere interessata al progetto (1), mentre il Politecnico potrebbe aderire al progetto (2) una volta accertatane la disponibilità.
Prof. Mouhtadi del Politecnico di Agadir è disponibile ad aderire ad entrambi i temi progettuali, si riserva però di accertare la disponibilità di risorse umane e di ricercatori.
Prof. Marovic del Politecnico di Split esprime disponibilià ad impegnarsi sui due progetti ma precisa anche di non poter formulare impegni definitivi senza aver accertato la disponibilità degli organi di governo dellUniversità.
Prof. Micallef del Politecnico di Malta si dice disponibile ad impegnarsi ul progetto (2), pur riservandosi di accertare lesistenza di ricerche in atto sui beni culturali e di formulare, in caso affermativo, unopzione anche per il progetto (1).
Prof. Skuletic per il Politecnico di Podgoritza dà la disponibilità per entrambi i progetti.
La discussione sul punto 4 o.d.g. si conclude con lintesa di individuare referenti in ciascun paese per il progetto di catalogazione dei beni culturali, come metodo applicabile anche ad altre ricerche e progetti in comune.
In conclusione, larch. Capasso comunica che a fine giugno 1998 avrà luogo a Napoli una riunione preparatoria alla conferenza dei Ministeri europei della Cultura, che si terrà in Grecia.
Il Prof. Pages dichiara che lUniversità Politecnica di Barcellona è a disposizione della CUM e degli altri Politecnici per organizzare incontri, ed, eventualmente, progetti comuni allUnione Europea.
Si passa, quindi, alla discussione del punto 6 allo.d.g.
Il Presidente Ambrosi ricorda lesperienza delle scuole CUM, come approccio dalle Università verso i Paesi per definire titoli riconosciuti dai vari Paesi Mediteranei basato sulla convenzione tra Università aderenti. Tale modo di procedere è esattamente il contrario di quello adottato generalmente dai Governi verso le Università. Il Prof. Di Benedetta sottopone allattenzione dei presenti la proposta del Prof. Beneyto (Unesco) fatta allEuromed di dicembre 1997 a Napoli: lanciare 3 o 4 curricula tematici post-laurea (ruolo donne, desertificazione, integrazione regionale).
In via generale il prof. Di Benedetta propone i seguenti criteri di ristrutturazione delle scuole verso ipotesi di master:
a) devono muoversi attraverso le varie macroregioni mediterranee;
b) devono essere formate da scuole provenienti da almeno tre paesi diversi.
Il prof. De Blasi propone scuole basate sulla metodologia di distance learning. A nome dellUniversità di Lecce si dichiara disponibile a fornire tutto il supporto tecnologico per strutturare una scuola più ampia e aperta anche ai Politecnici ed alle altre Università Mediterranee associate alla CUM.
Questo sistema di formazione-comunicazione può trovare applicazioni interdisciplinari (emergenze, telemedicina, controllo dellinquinamento, ecc.).
Infine propone di attivare i master ricorrendo al sistema di crediti.
Il Prof. Gutfinger ritiene il tema di master molto interessante, anche perchè lindustria in Israele chiede che ai 4 anni attualmente impiegati per la formazione di un ingegnere, giudicati insufficienti, sia aggiunto obbligatoriamente un master. Le proposte in tal senso prevedono:
a) un master di tipo tradizionale con tesi finale;
b) un Total master degree o Teaching master degree, diretto a formare la classe degli insegnanti, basato su 45 crediti (corso di studi più master).
Quanto allo scambio di studenti, Guthfinger precisa che lUniversità Tecnica di Haifa ha una struttura amministrativa che si occupa di scambio di studenti e di ricercatori per 1 o 2 semestri.
Il Prof. Fortunato osserva come il concetto di Master per ingegneri sia molto diverso nei vari paesi, come per esempio in Italia rispetto ad Israele (sistema americano). In Italia, inoltre, il Master è monodisciplinare di durata dai 3 ai 4 anni, dopo 5 anni di corso di laurea..
Il Prof. Xirokostas dellUniversità Tecnica di Atene conferma questa diversità, affermando come in Grecia il Master post-laurea è di carattere interdisciplinare che dura 12-15 mesi.
In conclusione, si prende atto di questa diversità nella concezione e strutturazione dei master nei vari Paesi mediterranei, per cui sembra più urgente arrivare ad un modello unico e tematico.
Il Prof. Ruggiero dà comunicazione che presso il CSEI di Bari è in funzione una scuola-master sulle energie alternative, che vede impegnate strutture nazionali come lUniversità di Basilicata, il Politecnico di Bari, lAgenzia Spaziale Italiana, lENEA.
Avviandosi alle conclusioni il Prof. Ambrosi si dichiara lieto della disponibilità manifestata dai Colleghi intervenuti e, concordando con le proposte avanzate, comunica che cercherà di mettere a punto qualche progetto finalizzato a Programmi MEDA attinenti la formazione continua su specifici argomenti, punto di partenza per arrivare a realizzare veri e propri punti di eccellenza universitaria nellarea mediterranea; in proposito indica nei temi proposti dai partecipanti quelli prioritari.
Ricorda infine, il prof. Ambrosi, che sarebbero assai utile ulteriori approfondimenti sui temi discussi ed invita i partecipanti a far tenere per iscritto le loro proposte In questo caso il Prof. Ambrosi si impegnerebbe alla loro pubblicazione sul Bollettino della CUM che viene periodicamente inviato alle Università aderenti.
Lincontro ha termine alle ore 17.30.
c:verpolit