COMMISSIONE PERMANENTE SULLA INTERCULTURALITA MEDITERRANEA SINTESI DEI LAVORI DELLA SEDUTA DEL 7 MARZO 1998
Il giorno 7 marzo 1998 si è svolta a Bari la prima riunione della Commissione Permanente sulla Interculturalità Mediterranea, organizzata dal Prof. Luigi Ambrosi, Presidente della Comunità delle Università Mediterranee (C.U.M.) ed istituita dal Consiglio Direttivo della C.U.M.
In allegato si riporta lelenco dei partecipanti.
Preliminarmente il Prof. Ambrosi ha illustrato i motivi e gli scopi della Commissione. Egli ritiene infatti che a fronte del progressivo aggravamento dei fenomeni di violenza nellarea mediterranea occorre un deciso intervento degli intellettuali ed ai presenti chiede se ritengono esservi condizioni di assoluta incompatibilità nei principi basilari delle singole culture mediterranee per la realizzazione di una società interculturale nei Paesi Mediterranei che, pur riconoscendo la specificità e la diversità etnico-culturale, possono realizzare momenti di attenzione e cooperazione interetnica.
Lintroduzione del Prof. Ambrosi è allegata al presente resoconto.
Tutti i presenti aderiscono alla proposta del Prof.Ambrosi e si dichiarano convinti della inesistenza di situazioni di assoluta incompatibilità alla realizzazione di una società interculturale mediterranea ed aderiscono alla proposta di vivacizzare il tema attraverso le Università ed i Centri Culturali di ciascun Paese Mediterraneo.
Al dibattito che ne segue partecipano attivamente tutti i presenti.
In sintesi, al termine del dibattito, emergono le seguenti conclusioni propositive:
A - Necessità di una formazione, soprattutto universitaria, orientata alla affermazione dei valori e dei processi interculturali. I giovani universitari, è stato sottolineato da tutti, costituiscono lo strumento" più idoneo per la propagazione del dialogo interculturale.
Per raggiungere questo scopo è necessario una migliore conoscenza delle singole culture, non manipolata e distorta, come è frequente ancora rilevare. LUniversità non può limitarsi a dare una formazione solo specialistica, ma deve diventare un luogo di formazione globale che consenta a tutti di conoscere e valutare il significato ed il ruolo che ciascuna cultura ha svolto e può svolgere nella formazione delluomo mediterraneo. Da ciò emerge la necessità di rivedere e riscrivere alcuni manuali, soprattutto di storia mediterranea.
Altre azioni che si auspicano siano attivate a questo proposito sono:
- la realizzzazione di percorsi formativi aperti allapprofondimento delle culture mediterranee in tutti i corsi di laurea;
- la istituzione di corsi di laurea in Scienze e Tecniche della interculturalità mediteranea;
- lattivazione di specifici dottorati e master;
- la necessità che il dibattito sullinterculturalità si traduca successivamente in un linguaggio politico;
- lutilità di preparare una monografia sulle peculiarità del Mediterraneo da diffondere in tutte le Università per lorganizzazione di corsi di studio.
Con queste iniziative si auspica inoltre che venga accentuato il processo del riconoscimento dei diplomi, titoli e studi anche in collaborazione con gli Organismi sovranazionali (UNESCO, Consiglio dEuropa, Unione Europea).
B - Lampliamento delle reciproche relazioni culturali dovrà avvalersi di una migliore metodologia della comunicazione.
E necessario pertanto sensibilizzare tutti i sistemi di comunicazione (radio, TV, giornali) oltre che realizzare nel sito WEB della CUM, di prossima istituzione, una periodica informazione sul tema della interculturalità invitando oltre che i partecipanti alla Commissione, anche tutti gli intellettuali del Mediterraneo, a inviare proposte e realizzazioni sul tema della interculturalità.
Lapertura al vasto mondo della comunicazione dovrebbe portare ad una progressiva integrazione - senza prevaricazioni - degli aspetti apparentemente diversi dei vari comportamenti etnici e socioculturali.
C - Attivare la ricerca universitaria allo studio comparativo delle varie culture, ai fattori culturali comuni che possano costituire la base di una convivenza sociale fondata sul dialogo, la reciprocità e la solidarietà.
A questo proposito la Commissione ritiene utile istituire rapporti di reciproca collaborazione con le organizzazioni che in vario modo operano nel campo del processo di pacificazione.
Il Presidente, a conclusione dei lavori si impegna a proporre alla prossima Assemblea della Cum il tema della interculturalità mediterranea e dichiara che la CUM si pone come "focal-point", per recepire, trasmettere e distribuire a tutte le Università Mediterranee le informazioni e le proposte che ad essa perverranno. Ritiene inoltre utile che in un prossimo futuro si possa iniziare ad esaminare e studiare le possibilità concrete di realizzazione della cooperazione interculturale sui vari temi quali la religione, la storia, la sociologia, lambiente, leconomia, ecc..
COMMISSIONE PERMANENTE INTERCULTURALITA
BARI - 07/03/1998
PARTECIPANTI
Prof. Luigi AMBROSI - Bari
Prof. Khaled FOUAD ALLAM - Trieste
Arch. Michele CAPASSO - Napoli
Prof.ssa ARCIDIACONO - Napoli
Dott. Domenico FAZIO - Roma
Prof. Giuseppe PAPAGNO - Parma
Prof.ssa Giovanna TRISOLINI - Trieste
Prof.ssa Emel DOGRAMACI - Turchia
Prof. Hassan ARFAOUI -Francia
Prof. Mohamed KNIDIRI - Marocco
Prof. Ronald G. SULTANA - Malta
Dott. Jean Claude PETIT - Francia
Prof. Sotirios VARNALIDIS - Grecia
Prof. Shlomo SIMONSOHN - Israele
Prof. Jalloul JERIBI - Tunisia
Dr. Mohammed EL SAYED SELIM - Egitto
Dr. Emmanuel AGIUS - Malta
Prof. Rafael PINILLA - Spagna
Prof. Josep TRILLA - Spagna
Prof. Giorgio OTRANTO - Bari
Prof. Antonio BALDASSARRE - Bari
Prof. Filippo CASAMASSIMA - Bari
Prof. Mauro CIVITA - Bari
Prof. Raffaele COPPOLA - Bari
Prof. Gaetano DAMMACCO - Bari
Prof. AntonGiulio dè ROBERTIS - Bari
Dott.ssa Alessandra DI BENEDETTA - Bari
Prof. Carlo DI BENEDETTA - Bari
Prof. Giovanni DOTOLI - Bari
Prof. Italo GARZIA - Bari
Prof. Franco LOSURDO - Bari
Prof. Marco MAESTRO - Bari
Padre Salvatore MANNA - Bari
Prof. Marcello MONTANARI - Bari
Prof. Cosimo NOTARSTEFANO - Bari
Prof.ssa Anna PORTOGHESE - Bari
Dott. Pasquale SATALINO - Bari
Prof. Francesco SIDOTI - LAquila
Prof. Silvio SUPPA - Bari
COMMISSIONE PERMANENTE
INTERCULTURALITA MEDITERRANEA
Bari - HOTEL SHERATON
07/03/1998
Ore 9.00
PRESENTAZIONE DEL PRESIDENTE
Di fronte allescalation della violenza nellarea mediterranea, alla mattanza algerina, ai pericoli di una aggressione chimica e batteriologica, al disconoscimento dei più elementari valori della persona, il mondo degli intellettuali dei Paesi Mediterranei che fa? Cosa ne pensa? E proprio vero che non si può fare nulla?
Sono questi gli interrogativi che la Comunità delle Università Mediterranee, a nome delle 165 Università aderenti, si pone e vuole almeno tentare di denunciare le situazioni esistenti e trovare gli elementi sui quali poter pervenire ad un corretto dialogo tra tutte le molteplici componenti religiose ed etniche esistenti nella meravigliosa area Mediterranea.
Sono questi i motivi di fondo che hanno indotto il Consiglio Direttivo della CUM a promuovere questo incontro nella speranza che dalle Università, dagli intellettuali, di qualsiasi estrazione, religiosa ed etnica, dopo lacquisizione di una ferma convinzione operativa per modificare gli attuali comportamenti di singoli e di gruppi nel Mediterraneo, spesso ispirati allodio ed alla violenza, parta un movimento culturale ispirato al rispetto dellaltro, dei suoi bisogni, delle sue aspirazioni.
Un siffatto procedimento, tuttaltro che facile, deve necessariamente partire da una valutazione preliminare: quella cioè che non sussistono sul piano culturale, nei suoi molteplici aspetti, religioso, etico, sociale, economico, ecc. condizioni di incompatibilità assoluta nei principi basilari delle singole culture mediterranee.
Una volta superato positivamente questo problema, che ovviamente dovrà avere le più ampie motivazioni, si potrà avviare un percorso di crescita attraverso un approfondimento progressivo nei singoli settori che costituiscono le variegate espressioni della vita delluomo.
Ecco perchè non abbiamo ritenuto per questo primo incontro di dover preparare
un ordine del giorno, come da taluni ci è stato chiesto.
Saremo noi, tutti noi, anche con il concorso di tanti altri Amici che pure in seguito potranno aderire a questo percorso, a dover trovare insieme i molteplici punti che ci uniscono, pur nella diversità etnica, allo scopo di costruire insieme una voce culturale comune sulla quale, ci auguriamo, di trovare progressivamente il consenso e loperatività generale.
Il passaggio da una condizione di multiculturalità, costituita da una semplice elencazione di tradizioni, normative, comportamenti delle varie etnie mediterranee ad una vera e propria interculturalità mediterranea nella quale e per la quale si realizzano momenti di attenzione e cooperazione interetniche è certamente difficile; vi sono a nostro avviso, gli elementi per tentare questo discorso che non può non avviarsi dalle basi religiose, etiche e comportamentali delle grandi civiltà del mediterraneo.
Certamente esistono innegabili diversità tra le varie etnie mediterranee, ma certamente non sono queste che creano invalicabili steccati; la diversità, infatti, quando, come nel nostro caso, non comporta incompatibilità assolute, come avremo modo di rilevare nel proseguire dei nostri approfondimenti, diventa una ricchezza culturale che va appunto utilizzata in senso positivo perchè, come opportunamente ha di recente rilevato un nostro grande studioso, Franco Casavola (Studium, n. 5, 1997 pag. 645) a proposito dellUnità europea, "il senso della diversità non deve indurre separazione, ma al contrario sollecitare curiosità e apprezzamento della ricchezza di ogni individuo umano dal punto di vista della sua intelligenza, del temperamento, dei talenti, delle vocazioni, in cui patrimonio genetico e interazione del vissuto costituiscono un impasto e un composto irripetibile" e più oltre "il senso della diversità, condotto sul piano dei gruppi umani, significa rispetto delle culture, delle lingue, delle tradizioni, delle regole di ogni organismo storico, nazionale e subnazionale, nella compatibilità con processi evolutivi, e non involutivi, di più estesa portata".
Sono proprio le tre religioni monoteiste del Mediterraneo che ci indicano il dovere interiore del rispetto, dellattenzione e del servizio per gli altri. Principi questi che sono alla base della dichiarazione universale dei diritti delluomo della quale proprio in questanno si celebrano i cinquanta anni.
Sono principi derivati dallinteriore dovere del rispetto, dellattenzione, del servizio agli altri.
Limpegno potrà avere graduazioni diverse, (dal rispetto, allattenzione, al servizio) ma esso dovrà essere sentito come un impegno morale da tutti gli uomini del Mediterraneo.
prof. Luigi Ambrosi