Comitato per la Difesa dei Referendum Elettorali e del Collegio Uninominale


Camera dei Deputati senza plenum :
occorre applicare per analogia la legge elettorale per il Senato

Memoria in formato PDF

 

La Camera dei Deputati è attualmente privata di 12/13 seggi.

 

Alle elezioni del 13 maggio 2001, infatti, la lista di Forza Italia si è trovata, anche grazie al ricorso massiccio a liste-civetta, a non avere abbastanza candidati per coprire i seggi che le spettavano in quota proporzionale.

 

Ora, la legge elettorale per la Camera non disciplina il caso in cui una lista esaurisca i propri candidati.

 

Una norma di “chiusura” contenuta nel regolamento d’attuazione della legge elettorale, prima ancora che illegittima per violazione della riserva di legge in materia elettorale, è manifestamente inapplicabile, poiché dispone il rinnovo di calcoli matematici che non possono dispiegare ulteriori effetti.

 

In base alla legge elettorale, di “coalizione” può parlarsi, e con effetti ben definiti, soltanto con riferimento ai candidati uninominali che siano collegati a più di una lista circoscrizionale presente nella quota proporzionale.

 

La mancanza di collegamenti espressi tra la lista di Forza Italia e candidati uninominali non risultati eletti impedisce dunque di ridistribuire i seggi nell’ambito delle liste della coalizione di cui fa parte Forza Italia in quanto tali.

 

D’altro canto, il principio costituzionale di completezza degli organi costituzionali impone di procedere alla copertura dei seggi vacanti.

 

Per ricostituire il plenum di 630 membri della Camera occorre ricercare nell’ordinamento una norma da applicare in via analogica, al fine di colmare il vuoto della legge elettorale utilizzando i voti espressi nelle elezioni del 13 maggio 2001, secondo criteri obiettivi, per coprire i seggi rimasti o successivamente divenuti vacanti.

 

La legge elettorale del Senato reca una norma di effettiva chiusura del sistema, che dispone, nel caso in esame, il ricorso ai voti che altrimenti sarebbero rimasti inefficaci.

 

Alla Camera, i voti inefficaci sono quelli al di sotto della soglia di sbarramento del 4% nazionale. Tali voti, rimasti inefficaci pur essendo in vari casi multipli del quoziente elettorale nazionale, possono dunque essere utilizzati in questa ulteriore fase di distribuzione dei seggi.

 

Milano, li 20 febbraio/21 maggio 2002

Emilio Colombo
con la collaborazione di Federico Fischer

 

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