Fini e Segni lanciano nuovi referendum ROMA - Mario Segni e Gianfranco Fini ci riprovano. All'indomani del mancato quorum al referendum elettorale, l'Elefantino ripropone sia il quesito antiproporzionale, sia quello che riguarda la legge sul finanziamento ai partiti appena approvata dal Parlamento. Ieri i due leader hanno presentato alla Corte di Cassazione i due quesiti, con l'obiettivo - spiega Fini - di garantire che i cittadini siano per davvero sovrani. Il finanziamento pubblico ai partiti, aggiunge il leader di An, "era già stato abrogato da un altro referendum, ma è stato reintrodotto sotto le mentite spoglie di rimborso delle spese elettorali. Noi riteniamo doveroso fare questa battaglia, così come riteniamo indispensabile riprendere il cammino che non si è interrotto il 18 aprile perché il referendum non è stato battuto: il referendum in realtà non ha raggiunto il quorum, e gli ignavi non possono imporre la loro volontà a 22 milioni di concittadini". Gli fa eco Segni: riproporre il quesito antiproporzionale "è una risposta positiva a quei milioni di italiani che hanno detto di sì". Ma è anche, aggiunge, "una risposta alla Cassazione, che non ha voluto affrontare il tema delle liste elettorali incomplete". E', insomma, "un atto politico che dice all'Italia che la battaglia maggioritaria continua". |