"Referendum, quorum da
ricalcolare" ROMA [r. i.] - "E' una vergogna, il governo deve chiarire una situazione caotica che non è degna di un Paese civile. Gli italiani hanno il diritto di sapere che uso viene fatto dei loro voti". Mario Segni - insieme con gli altri promotori del referendum - chiede di incontrare immediatamente il ministro degli Interni Rosa Russo Jervolino per chiarire il nuovo "giallo" sul tema del referendum: gli italiani residenti all'estero, nei mesi precedenti la consultazione referendaria, sarebbero aumentati in maniera spropositata, secondo i dati forniti dal ministero stesso. L'incertezza delle cifre renderebbe altrettanto incerto il quorum, e quindi il risultato referendario. Immediata la reazione dei popolari. Mario Adinolfi dice: "Questo atto di sfiducia rivolto contro il ministro dell'Interno è gravissimo e mira a creare un clima teso e una indebita ingerenza attorno alla Corte di Cassazione in vista della decisione del prossimo 26 maggio sull'omologazione del risultato del 18 aprile". Ma è già pronta una richiesta formale al governo per capire come mai - secondo i tabulati della Direzione centrale dei servizi elettorali del ministero dell'Interno - alla data del 31 dicembre scorso gli italiani residenti all'estero risultavano 2.303.852, e solo tre mesi dopo lo stesso ministero ha dichiarato che i concittadini non residenti in Italia erano saliti a quota 2.648.000. "In altre parole - ha osservato il Comitato - nell'arco di tre mesi gli italiani residenti all'estero sarebbero aumentati di 344 mila unità. E' pertanto urgente e improcrastinabile - ha concluso il Comitato - un approfondito controllo di merito al fine di dare una informazione certa, inequivocabile e documentata agli elettori italiani". Nuove ombre quindi sul risultato del 18 aprile, già messo in discussione nei giorni scorsi dal presunto inserimento nelle liste di elettori centenari deceduti. E' Peppino Calderisi a illustrare i dieci punti dell'interpellanza (presentata da Calderisi, Taradash, Bicocchi, Gasparri, Urso e Masi) a D'Alema e alla Jervolino sull'esito del 18 aprile: oltre a chiedere chiarimenti sull'effettiva popolazione italiana all'estero avente diritto al voto, si chiede quante cartoline avviso spedite agli elettori residenti all'estero sono tornate indietro ai Comuni di iscrizione elettorale a causa dell'errato indirizzo. Secondo alcuni sarebbero almeno 2 milioni. Elefantino e An, oltre a chiedere chiarezza, annunciano di voler proporre una modifica alla legge costituzionale per abolire il quorum nel referendum. "In nessun Paese del mondo c'è il quorum su una votazione - ha spiegato Mario Segni ieri a Montecitorio in una conferenza stampa - Negli Usa e in Svizzera, non si potrebbe eleggere nessuna carica istituzionale, a cominciare del capo dello Stato, data la scarsa affluenza alle urne. Il 18 aprile 21 milioni di cittadini hanno detto sì". Quello è un numero sufficiente ad eleggere qualsiasi maggioranza politica nel nostro Paese, ma che, a causa della legge del quorum (prevista dallarticolo 75 della costituzione n.d.r;) è stato ritenuto insufficiente per un parere popolare sulla legge elettorale". |