La Lega Nord il vero
arbitro Per cercare di fare un ragionamento sul nuovo sistema elettorale proposto dal Governo, sarebbe forse più opportuno aspettare di conoscere il testo del disegno di legge che il ministro Amato dovrà presto presentare al Senato. È, infatti, chiaro che il nuovo disegno porta al 90% (e quindi la volontà referendaria è più che rispettata) la quota dei seggi uninominali da assegnare in altrettanti collegi, ma non è ancora per nulla chiaro come in effetti sarà distribuito il restante 10% dei seggi. Poiché a regime, una volta approvata lannunciata legge costituzionale, il plenum della Camera sarebbe ridotto a circa 528 deputati (e quindi negli attuali 475 collegi uninominali, che non verrebbero così modificati, si eleggerebbe il 90% dei futuri deputati), il 10% dei seggi ex proporzionali sarebbe pari a 53, da ripartire in tre parti: una parte quale "diritto di tribuna" ai partiti che rinunciano a presentarsi nei collegi, una parte equivalente quale premio di maggioranza per la coalizione vincente nei collegi, e una parte infine da distribuire proporzionalmente alle coalizioni presenti nei collegi uninominali. Ora accade che la parte riservata come diritto di tribuna non è definita e pare inoltre, se non ho capito male, che i voti ottenuti dai partiti non presenti nelluninominale debbano pesare il doppio dei voti dei partiti presenti invece nelluninominale e che pure dovrebbero concorrere, con i "migliori perdenti", allassegnazione di qualche seggio ex proporzionale. Ma trascuriamo per il momento questo aspetto e cerchiamo, invece, di vedere cosa potrebbe succedere, giocando con i risultati Camera del 1996 e ammesso e non concesso che quei risultati siano corrispondenti ai rapporti di forza attuali, con il previsto doppio turno di collegio. (Al primo turno vince il candidato che supera il 50% dei voti. Se no, si va al ballottaggio con i due candidati più votati al primo turno). Succede che anziché 475 eletti se ne avrebbero 209, tanti essendo i collegi nei quali al primo turno un candidato ha riportato nel 1996 più del 50% dei voti del collegio. Cinquantotto degli eletti spetterebbero al Polo, due alla Lega, 146 allUlivo (compresa Rifondazione) e tre alla Svp. Come si vede nella tabellina i vincitori al primo turno non sarebbero equamente distribuiti nelle varie zone geografiche e, a cagione del sistema tripolare del Nord e del sistema bipolare del Mezzogiorno, si troverebbero in prevalenza nel Mezzogiorno. Di conseguenza al secondo turno il ballottaggio riguarderebbe 163 collegi (il 61% del totale) del Nord (dove è presente la Lega), 28 del Centro, e 75 del Mezzogiorno. Nella maggior parte dei collegi il ballottaggio avverrebbe fra i candidati del Polo e dellUlivo (210 casi), fra Polo e Lega (32 casi) e fra Ulivo e Lega (21 casi). In particolare, al Nord la Lega sarebbe in ballottaggio in 53 collegi e il Polo e lUlivo in 106. Al Sud invece, tranne due casi, il ballottaggio avverrebbe sempre fra Polo e Ulivo (in 101 collegi). Non si può certo immaginare il risultato del ballottaggio. Si può però continuare nel gioco a tavolino. E poiché dellesito del secondo turno appare arbitra la Lega che nei collegi in cui non è in ballottaggio potrebbe teoricamente convogliare i propri voti di volta in volta a favore delluno o dellaltro polo, ho fatto due ipotesi estreme: la Lega pur di ottenere i 53 collegi in cui è in ballottaggio 1) nei collegi in cui non è in ballottaggio versa tutti i suoi voti a favore del candidato del Polo oppure 2) versa tutti i suoi voti a favore del candidato dellUlivo. Questo per quanto riguarda il Nord. Per i restanti collegi del Centro-Sud, non essendoci almeno al momento un terzo polo, ho fatto lipotesi teorica che nel 50% dei casi il ballottaggio sia a favore del Polo e nellaltro 50% dei casi a favore dellUlivo. Nellipotesi di un accordo Polo-Lega si avrebbe un risultato di quasi parità fra i due poli senza però far raggiungere al Polo la metà più uno dei seggi. Nellipotesi di un accordo Ulivo-Lega il risultato porterebbe invece a una maggioranza dellUlivo superiore alla metà più uno dei seggi uninominali. Ripeto, si tratta di un gioco fatto a tavolino a proposito del quale è interessante però non tanto il risultato fittizio quanto il peso determinante che nelle combinazioni ipotizzate spetterebbe alle decisioni della Lega. Lo scenario ovviamente cambierebbe se al primo turno anziché la soglia del 50% si ponesse la soglia del 40%, come da taluni suggerito. In questo caso i collegi coperti al primo turno salirebbero a 401, i collegi scoperti sarebbero 74, e quindi assai di meno (anche se tutti del Nord tranne uno) condizionati dalle decisioni della Lega. |